Scelta della scuola superiore

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  • Bauxite
    Cosmo-Agonica

    • 25/12/09
    • 36341

    #16
    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
    Io avevo anche proposto: fai quello che vuoi ma impegnati a studiare privatamente una seconda lingua straniera, a scelta. Risposta: no. In questo mese ci saranno le porte aperte in moltissime scuole: dovrebbe venire per farsi un'idea, no ? Non vuole: sabato mattina ha la palestra, venerdì pomeriggio deve uscire, varie ed eventuali. Si impunta come un mulo. Non è matura.
    Se la mandi al linguistico perché non è matura, e sapendo che voglia di impegnarsi non ne ha per recuperare o imparare un'altra lingua, come pensi che affronterà il carico liceale?
    Non vuole affrontare il passaggio dalla media alle superiori, perché le viene posto il problema di dover crescere e affrontare "la vita". Magari aggiungi il fatto che le lingue forse non le piacciono ora come finalità di studio e la frittata è fatta.
    Oltre a quanto già detto, ti consiglio di non insistere più.
    L'orientamento lo farà quando sarà il momento. Non è che tutti gli alunni debbano avere ora idea di dove andare e cosa fare.
    Non lo si sa da adulti, figurati prima.
    Non ne parlare più, lascia correre. Poi si vedrà.

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    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #17
      Ma le iscrizioni sono a gennaio
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #18
        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
        ... Se prendi una buona rincorsa per il salto, magari non raggiungi il ramo più alto, ma sempre meglio che partire e rimanere a quattro zampe, tarpandoti le ali prima ancora di sapere che estensione hanno. Questo mio pensiero è fonte di frustrazione per Marta, e questo mi dispiace. Ho paura di farle troppa pressione, lei per fortuna è un tipo che non tiene le cose dentro, e di questo parliamo chiaramente. Forse sbaglio, riverso le mie ambizioni su di lei. E' molto complicato, riconosco di avere dei pregiudizi.
        vabbè, quelli li abbiamo tutti, anche se spesso inconfessati; non è un problema;

        sulle lingue sono stato sempre consigliere frustrato, perché sostengo la dittatura nella prima infanzia; da adolescenti si entra sempre nel trip "di rincorsa" e rifiuto, e quindi ha ragione Bau;
        razionalmente - ma ammetto che è facile coi figli altrui - penso che a questo punto bisogna giocare invece "d'anticipo"; intanto, non farei nemmeno un dramma se dovesse essere bocciata un anno, o manifestasse fancazzismo andante;
        tanto ora la ragazzina è concentrata sulla sua identità, penserà ai ragazzi e a come è percepita dagli altri; tutti i discorsi che non coinvolgono questo aspetto in termini emotivi le entreranno da un orecchio per uscire dall'altro; la buona notizia è che - a meno di gravi nevrosi, e non mi sembra proprio il caso - con tutta probabilità Marta finirà con l'uniformarsi alla resa scolastica dei genitori; lì, l'elemento davvero dirimente dipende dalla fortuna nell'incontrare insegnanti stimolanti;

        finirà per assomigliare a voi, ma l'indirizzo lo deve maturare da sola, dopo il liceo;
        l'ampiezza delle possibilità di cui vorrà appropriarsi, in termini di lingue e cultura in generale, dipende dall'immagine ideale che avrà elaborato di sé, la quale a sua volta è influenzata da:
        a) il modo in cui struttura i suoi desideri e puntella eventuali complessi, che hanno tutti gli adolescenti;
        b) ciò che lei pensa di "essere" per nascita e ambiente, che vede riflesso nella vostra immagine; se vede la mamma leggere tanto, considererà naturale e in qualche modo doverosa la lettura; magari non ora che è persa in alte nubi, ma tra un paio d'anni; semplicemente perché le mandi quel messaggio in modo spontaneo; lei vede che a te piace e difficilmente può non essere curiosa; soprattutto se non la esorti e le fai fraintendere un piacere come un dovere;

        e così funziona con tutto il resto: lei percepisce esattamente i flussi di energie positive e le contrizioni&costrizioni, e i primi li assimila e li mette in frigo come terreni di desiderio.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • LauraT
          Opinionista
          • 19/06/15
          • 106

          #19
          Io sono dell'idea che ognuno deve fare la scuola che le piace e per cui si sente portato dopo le cose verrano da sè. Anche perchè scegliere forzatamente qualcosa che non le piace o solo perchè attualmente ha più sbocchi occupazionali potrà farla sentire poco realizzata in futuro o farle passare la voglia di studiare. QUindi laciale carta bianca ovviamente discutendone insieme.
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          • Doppio
            Superstite
            • 04/08/10
            • 4917

            #20
            Il rischio che le passi la voglia di studiare non esiste, pare che non abbia nessunissima voglia di studiare. Comunque non c'è da preoccuparsi più di tanto, contino a ritenere che non ci sia un abisso a differenziare le scuole superiori, soprattutto rispetto al futuro. Non esiste più lo psico-socio-pedagogico (che poi è chiamavano le magistrali quando ho fatto il liceo io).
            Non avete ancora visto niente

            Moderatore droghe

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #21
              No, esiste ancora. Scienze umane, mi pare che si chiami.
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • alienor
                Opinionista
                • 07/12/11
                • 2310

                #22
                Il mio adesso è in seconda media e in lui spicca una netta inclinazione verso matematica & co. Quindi si sta pensando al liceo scientifico, magari senza latino (mi pare si chiami scientifico-tecnologico) anche in vista del fatto che ha già espresso il desiderio di proseguire con ingegneria informatica. Naturalmente poter affiancare uno studio serio di almeno un paio di lingue sarebbe l'optimum.

                Che dire? Vedremo l'anno prossimo....la mia esperienza diretta per quanto rigurda la scuola superiore è il liceo scientifico di una volta, una vera mazzata sulle palle sia in termini di impegno che di difficoltà, tuttavia una scuola decisamente completa.
                Gutta cavat lapidem.

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                • efua
                  Posh&Rebel
                  • 07/12/11
                  • 34901

                  #23
                  Credo incida parecchio "la fortuna" dei prof che ti ritrovi.
                  Feci lo scientifico e non lo rifarei.
                  Il corpo docente per lo piu' disinteressato agli studenti, insofferente e alle volte proprio ridicolo.
                  Credo che la possibilta' di poter scegliere tra piu' indirizzi sia positiva.
                  Peccato allora non vi fosse il biologico.
                  -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                  -Where there’s will there’s a way-

                  -Work hard have fun & be nice-


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                  • nahui
                    Astensionista

                    • 05/03/09
                    • 21040

                    #24
                    Sono andata a vedere un liceo linguistico spettacolare: possibilità di scuola internazionale interamente in inglese, programmi ed orari flessibili, integrazione con percorsi artistici, critici, di volontariato, tre viaggi all'estero l'anno, programmi di scambio, vacanze studio, sede in un antico convento nel centro di Torino splendidamente restaurato... 830 euro al mese...
                    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                    (George Bernard Shaw)

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #25
                      Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                      Sono andata a vedere un liceo linguistico spettacolare: possibilità di scuola internazionale interamente in inglese, programmi ed orari flessibili, integrazione con percorsi artistici, critici, di volontariato, tre viaggi all'estero l'anno, programmi di scambio, vacanze studio, sede in un antico convento nel centro di Torino splendidamente restaurato... 830 euro al mese...
                      probabilmente in Francia o Germania quello standard - eccetto il convento - è garantito a 24 euro al mese, sempre fatti salvi i bonus figli minori e le esenzioni per i redditi più bassi...

                      qui si può (tentare di) sopperire con un'adeguata architettura del desiderio e suggestioni, con calma
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #26
                        E' sempre stato un mio problema: gusti non adeguati al budget.
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #27
                          Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                          E' sempre stato un mio problema: gusti non adeguati al budget.
                          capisco bene...
                          ma è anche stimolante cercare stradine alternative per raggiungere lo stesso obiettivo
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • nahui
                            Astensionista

                            • 05/03/09
                            • 21040

                            #28
                            Eh sì, consoliamoci così
                            I ragazzi di quella scuola, che sono stati invitati a parlare, mi facevano un misto di invidia e paura Già così "relatori da convention" Forse ho trasmesso a figlia un modello poco competitivo, non so se sia giusto o sbagliato, ma tant'è. Lì si vedeva chiaramente la distinzione in classi sociali, che non è solo economica, ma di mentalità. Mi spiego: ho cercato di dare a Marta le opportunità formative che io non ho avuto, ma ho l'impressione che sia stato come cercare di innestare un melo su una pianta di mandarini. Il tentativo è rimasto infruttuoso, il suo ideale di vita è il divano, come me alla sua età, che non avevo mai viaggiato, mai frequentato un corso di lingue o di musica, visto una mostra o uno spettacolo teatrale. Insomma, la mobilità sociale rimane bassa, e probabilmente sarà all'indietro
                            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                            (George Bernard Shaw)

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #29
                              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                              Il tentativo è rimasto infruttuoso, il suo ideale di vita è il divano, come me alla sua età, che non avevo mai viaggiato, mai frequentato un corso di lingue o di musica, visto una mostra o uno spettacolo teatrale. Insomma, la mobilità sociale rimane bassa, e probabilmente sarà all'indietro
                              no, no... il divano va bene; è segno di intelligenza; chi non è motivato alla pigrizia non cercherà mai niente di innovativo per fare meno fatica; ha tutta la mia solidarietà la ragazza

                              secondo me, ti preoccupi senza motivo; perché questo è il suo momento così, e deve esserlo, dato che la sua adolescenza si colloca in un contesto diverso dalla tua;
                              piano piano, elaborerà una sua identità che parte necessariamente dalle sue radici, culturali e sentimentali, di cui deve possibilmente andare fiera;
                              a intuito, posso dire che è probabile che caratterialmente finisca con l'assomigliare a tua suocera - non necessariamente negli aspetti deteriori delle suocere intendo come sensibilità umana, perché quella gli viene dal padre, a sua volta educato a certe frequenze;

                              ma poi, il sistema di puntelli identitari che la indurrà a studiare di più o di meno, e cosa, dipende dai riferimenti che le evocano un'affettività felice. l'ambiente dei ragazzi che le piacciono e il desiderio di conformarsi a quei modelli, oppure anche porsi in competizione;
                              la cosa importante è che non consumi troppe energie a soffocarsi o compensare complessi; una persona giovane ha un sacco di energie e vuole star bene; se non è aggravata da troppe zavorre quelle energie trovano facilmente utilizzi decenti e sani.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • nahui
                                Astensionista

                                • 05/03/09
                                • 21040

                                #30
                                Ultime notizie: siamo passati dal mio sogno di scuola internazionale all'istituto professionale a Barriera Milano
                                Devo imparare una lezione di umiltà
                                Grafica pubblicitaria (che non è malaccio, c'è anche una seconda lingua straniera) o tecnico audiovisivo, o fotografia.
                                Fotografia io la scarterei, oggi sono tutti fotografi
                                Ho dato un'occhiata alle offerte di lavoro: grafico è abbastanza richiesto, mentre le offerte come tecnico audiovisivo sono principalmente nei villaggi turistici, nello staff animazione.
                                Mah
                                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                                (George Bernard Shaw)

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