a che serve..

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Misterikx
    whatever..
    • 24/03/05
    • 15327

    #1

    a che serve..

    ..venire quá su Religione e spiritualitá e leggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere e rileggere
    i soliti copia/incolla di puro (o impuro) proselitismo? a far sentir meglio il proselito? ..che con la sua rete a strascico pesca?

    un giornalista chiedeva a un capo dell´Isis;
    -"Secondo lei questi criteri (rigorosa sharia) aderiscono ai principi del diritto internazionale?"
    lui pacatamente rispose
    -"Ovviamente no,noi vogliamo soddisfare Dio per questo gli standard internazionali non ci interessano"

    <Non nominare il nome di Dio invano>
    infatti non é invano é per INTERESSE!
    ma allora di cosa stiamo parlando?!

    p.s
    ho aperto questo thread perché non ho piu intenzione di perder tempo in Religione e Spiritualitá sappiatelo.
    a meno che non venga folgorato da pratica e dimostrabile illuminazione
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
  • meogatto
    Opinionista
    • 06/02/16
    • 5192

    #2
    Serve al fatto che se tu non ti interessi loro, loro comunque si interessano di te.
    Siccome la loro visione del mondo e' totalitaria e avvolgente vanno contrastati punto punto attivamente, se non altro perche' chi tace, o e' assente ha torto e viene digerito e......
    E per questo in tutte le discussioni non c'e' religione, ma un pensiero estemporaneo e una logica.

    Comment

    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #3
      Non credo, perché mi sembra di aver notato che a risposte non si risponde.
      Se posti qualcosa, poi aspetti le discussioni od i diversi punti di vista, ma se non si discute a che serve?

      Comment

      • meogatto
        Opinionista
        • 06/02/16
        • 5192

        #4
        E che hai da discutere su un passaggio di libro sacro, espresso pure in arcaico?
        La discussione nasce se quella base viene interiorizzata e trasformata in un discorso sociale, un politica.
        Se resti sul questa e' la parola dio che ci sarebbe dirsi? dio non risponde, i libri nemmeno.

        Comment

        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          Vedi sotto

          Comment

          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #6
            Se guardi le ultime non discussioni sono circa 20 postate da Arcobaleno intervallate da due di dietrologo. Cosa vuoi interiorizzare?
            Sarei curioso, dopo ci guardo, di conoscere quanti ingressi ci sono stati; la gente neanche li apre...basta il nome per garantire e immaginare che argomento sia.
            Anch'io a suo tempo postavo sul vangelo, ma almeno qualche discussione veniva fuori, poiché cercavo una certa logica su ciò che veniva dato per assodato, come il caso di cono e di axeUgene ed a volte anche il tuo. Poi qualcuno mi ha detto che avevo sfinito e mi sono trattenuto.
            Capisco che l'argomento è ostico,se parli di religione devi attenerti alle regole od ai dogmi di quella religione e ragionare su quelli, se si può, ma se parli di spirito non essendoci regole i discorsi sono tra i più sfrenati e senza regole, tornando spesso al punto di partenza; per me Arcobaleno comunque non è neanche partito.

            Comment

            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Ho visto, le visite ci sarebbero ma se ne vanno via tutti quatti quatti.
              Comunque, a parte gli scherzi, tempo fa c'era molta più gente che partecipava alle discussioni, almeno mi sembra.

              Comment

              • meogatto
                Opinionista
                • 06/02/16
                • 5192

                #8
                Per forza, o sei esegeta, non lo siamo e fai l'interptretazione degli scritti, suposti di dio, o fai il seguace, ma a quel punto discuti cosa vuoi nella prassi giuridica di dio, poco frega che ad ispirarti siano certi detti che fuori della tua conclave perdono senso.

                Comment

                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Beh, una certa conoscenza dell'argomento ci deve essere e chi qualcosa ne capisce deve mettere le sua conoscenza a disposizione degli altri non basta dire: è scritto così e così è. Il difficile è estendere queste conoscenza alla vita reale in modo che tutti possano partecipare; il mondo si è evoluto ma il linguaggio dei testi no, è rimasto ermetico, spesso anche per gli addetti ai lavori, perdendo così quel contatto con il reale e questo a mio avviso è un grave danno. Ti posso portare l'esempio personale quando ti assicuro che per togliermi i dubbi ho dovuto, a dir la verità mi piace, rimboccarmi le maniche e fare l'autodidatta leggendo libri di gente che io stimo in gamba conosciute attraverso varie bibliografie; il prete normale non mi ha mai chiarito alcunché, è per questo che ce l'ho con la supposta chiesa in quanto la ritengo vecchia ed obsoleta, non più in linea con i desideri ma soprattutto con la coscienza della gente comune. Il seguace che prima non comprende per poi far comprendere è un seguace del cazzo, scusa la parolaccia

                  Comment

                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #10
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    mi sembra di aver notato che a risposte non si risponde.
                    Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                    E che hai da discutere su un passaggio di libro sacro, espresso pure in arcaico?
                    infatti,
                    non è sputando sentenze che si convince la gente a migliorare ma proponendo un percorso umano da percorrere.

                    ma perché ognuno deve tirare per le vesti il proprio Dio per imporlo al prossimo?!
                    perché in 3-4 mila anni non si sono ancora messi d´accordo?!

                    allora le guerre di religione si combattevano con le spade ,oggi esiste il nucleare e dunque si conia a proposito una parola ,la piú viscida e ipocrita;
                    "il dialogo" mentre nella realtá tutti fremono immobili sulle loro postazioni,una polveriera pronta ad esplodere..

                    ecco perché mi sono stancato del "dialogo"
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

                    Comment

                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Infatti in questi argomenti sembra sia più facile il monologo, uno scrive e poi si rilegge.

                      Comment

                      • meogatto
                        Opinionista
                        • 06/02/16
                        • 5192

                        #12
                        Una fede non e' esportabile ed e' ovvio che nell'autodeterminazione ciascuno rimanga sulle proprie posizioni.
                        Il dialogo direi che serve non a convincere, ma a definire i limiti invalicabili dei confini delle varie posizioni, all'interno di cui ciascuno esercita le proprie giurisdizioni.
                        Specialmente ove i confini di stato sono inadeguati a farlo essendo certi stili di vita frammisti ad altri all'interno di uno stesso confine geopolitico.

                        Comment

                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #13
                          Sono d'accordo; infatti da che mi ricordo ho sempre creduto in una presenza che nella mia testa può essere Dio anche se risulta impossibile da definire razionalmente, è una presenza che riscontro a livello sentimentale, che mi suggerisce soprattutto ciò che non devo fare e su quell'aspetto è abbastanza categorico muovendomi dei sensi di colpa non per distruggere la mia personalità ma per migliorarla in quanto la gamma del fare, rispetto al non fare è illimitata; se vuoi puoi chiamarla autodeterminazione poiché per chi non crede può corrispondere ad un colloquio con la propria coscienza. Sono convinto, contrariamente ad axeUgene che va cercando continuamente una logica, che il nostro contatto o con la propria coscienza o con Dio, per chi ha fede in Dio, coinvolga prettamente il sentimento, un po' quando ci si innamora, in cui, eccetto pochi casi che non è mai innamoramento, ci troviamo a gustare un sentimento, se vuoi anche irrazionale, ma, a mio avviso, non è mai qualcosa di ragionato. Quindi per me il dialogo deve essere, per chi parla, un'apertura sincera delle proprie convinzioni senza per questo voler convincere, mentre per chi ascolta accettare la buona fede di chi parla senza per questo doversi convincere, insomma il dialogo dovrebbe essere uno scambio di sentimenti che è sempre positivo senza il bisogno di arroccarsi pensando tra sé che il proprio ragionamento è il migliore.
                          In fondo nessuno cambia l'altro se l'altro non ha già in se questa possibilità al cambiamento, ma tutto questo non può certo venire da un sito internet dove non ci si conosce, anche perché se uno vuol cambiare deve avere oltre che l'intenzione anche un buon esempio caro meogatto.

                          Comment

                          • meogatto
                            Opinionista
                            • 06/02/16
                            • 5192

                            #14
                            Comunque ai sentimenti non si comanda e anche l'esempio ha un valore relativo, essendo collegato ad una affinita' di fini perseguiti.
                            Quanto al dire sono i leader religiosi a chiedere ai seguaci una politica di proselitismo tramite i mezzi tecnologici di massa e i seguaci si adeguano, poi non potendo contare sulla forza di persuasione di un dire proprio, si affidano alla presunta forza di un dire di un presunto dio che si suppone 2, 3000 anni fa ebbe una forza di convincimento, da vedere quanta e comunque in ben altri contesti sociali e storici.

                            Comment

                            • Misterikx
                              whatever..
                              • 24/03/05
                              • 15327

                              #15
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Sono d'accordo; infatti da che mi ricordo ho sempre creduto in una presenza che nella mia testa può essere Dio anche se risulta impossibile da definire razionalmente, è una presenza che riscontro a livello sentimentale, che mi suggerisce soprattutto ciò che non devo fare e su quell'aspetto è abbastanza categorico muovendomi dei sensi di colpa non per distruggere la mia personalità ma per migliorarla in quanto la gamma del fare, rispetto al non fare è illimitata; se vuoi puoi chiamarla autodeterminazione poiché per chi non crede può corrispondere ad un colloquio con la propria coscienza. Sono convinto, contrariamente ad axeUgene che va cercando continuamente una logica, che il nostro contatto o con la propria coscienza o con Dio, per chi ha fede in Dio, coinvolga prettamente il sentimento, un po' quando ci si innamora, in cui, eccetto pochi casi che non è mai innamoramento, ci troviamo a gustare un sentimento, se vuoi anche irrazionale, ma, a mio avviso, non è mai qualcosa di ragionato. Quindi per me il dialogo deve essere, per chi parla, un'apertura sincera delle proprie convinzioni senza per questo voler convincere, mentre per chi ascolta accettare la buona fede di chi parla senza per questo doversi convincere, insomma il dialogo dovrebbe essere uno scambio di sentimenti che è sempre positivo senza il bisogno di arroccarsi pensando tra sé che il proprio ragionamento è il migliore.
                              il tuo post brilla ,perché fai portavoce di te stesso e del tuo sentire ed é una condivisione interessante.
                              Io credo che non ci possano essere mezzi termini: o si hanno condizionamenti o non se ne hanno.

                              La vita é ció che ci accade mentre stiamo facendo altro, e un filo d´erba cresce anche se noi non lo guardiamo:
                              ma faccio di tutto per "esserci" e, se posso, innaffiarlo.
                              " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

                              Comment

                              Working...