I rapporti ambigui

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70201

    #1

    I rapporti ambigui

    Vi è mai capitato di trovarvi a dover gestire un rapporto con una persona senza sapere come definirlo chiaramente? Trovarvi a chiedervi che tipo di rapporto ci sia davvero tra voi e qualcun altro? Qui parlo a livello generale, non necessariamente di cose pseudo-sentimentali: amicizie, rapporti di lavoro, ecc. E se vi capita come le gestite?
    Ma poi, in fondo, bisogna sempre dare un nome, un'etichetta, ai rapporti umani tra due persone? C'è sempre bisogno di definire? Non li si può vivere e basta?

    Certo, poi a volte il problema è come gestirli... non è sempre facile. Raccontate le vostre esperienze!
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24404

    #2
    ci ho riflettuto qualche istante;

    per me, tutti i rapporti sono "ambigui"; nel senso che sono in evoluzione continua e prendono una sfumatura diversa ogni giorno; in molti casi è probabile che restino confinati in un determinato standard più o meno formalmente identificabile; ma non mi pongo troppo il problema di normare, definire, attribuire uno status, ecc...
    una relazione umana è fatta di tante cose, e non si può sapere sempre davvero quanto determinate circostanze oggettive o soggettive possono risultare determinanti;

    a volte, ciò che dall'esterno può sembrare assurdo o sconveniente, persino ridicolo in termini di interazione standard, può rivestire una grande importanza nel quadro complessivo di valori e motivazioni;

    il mio unico criterio nei rapporti con le persone è la misura in cui quelle mi consentono di essere autentico e, posta l'autenticità, eventualmente apprezzato;
    se, causa ambiguità o ambivalenza di sentimenti, devo dissimulare o far fatica, desisto;
    sono troppo pigro
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #3
      Qualcuno disse; "gli altri siamo noi"
      forse quando capiremo bene noi stessi capiremo anche gli altri

      piu passa il tempo piu´le esperienze e conoscenze si accumulano e i fitri ,che dovrebbero proteggere la tua persona, sono zeppi di scorie...ripulire mi filtri e´la chiave (penso)

      poi esiste l´uso indiscriminato della parola amicizia come della parola amore ..le persone con 500 "amici" su fb son le persone piu sole del pianeta..
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • Misterikx
        whatever..
        • 24/03/05
        • 15327

        #4
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        ci ho riflettuto qualche istante;
        .........
        "qualche istante" woow!

        bellissimo pensiero che condivido
        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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        • BiO-dEiStA
          Eufonista
          • 22/02/10
          • 5403

          #5
          Se un rapporto è ambiguo, non credo sia un semplice problema di definizioni. Anzi, qualunque tipo di rapporto può farne benissimo a meno, l'importante è che funzioni.
          Funziona se entrambi sono concordi nel mantenere quel tipo di rapporto, qualunque esso sia. In caso contrario è ovvio che non può funzionare, quindi o si evolve a partire da basi diverse o si esaurisce. E tutto ciò a prescindere dall'ambiguità.
          Prescindendo anche dalle definizioni, l'ambiguità è intrinseca ed ineliminabile allorquando da parte di almeno uno dei due vi sia discordanza fra parole e azioni. Ovverosia si dichiarano certe intenzioni e si fa tutt'altro.
          Qui la disamina è più complessa, perché se spesso si tratta di una banale questione di malafede, a farla da padrone potrebbe anche essere un bisogno tanto inespresso a parole quanto fondamentale per la persona. Allora o le cose proseguono così se sta bene a entrambi, oppure sta a chi rileva la contraddizione farla notare all'altro, e l'altro prima o poi deve aprire gli occhi. O dà a questo bisogno il nome che gli spetta e si comporta di conseguenza, oppure lo tiene per sé e fa un passo indietro. In entrambi i casi l'ambiguità si elimina.
          C'è poi la possibilità secondo cui l'altro, pur riconoscendo la contraddizione fra i propri atti e parole, persista nel mantenerla nonostante gli avvertimenti del primo. Qui c'è senz'altro da ravvisare una questione di comodo da parte sua e, come in qualsiasi altro tipo di rapporto, se qualcosa va bene a uno e all'altro no, probabilmente la cosa è destinata a finire. A meno che, beninteso, non vi siano interessi di ordine superiore da parte di colui al quale quel genere di rapporto sta scomodo.

          Si è dunque brevemente disquisito sulla definizione di ambiguità e sulla natura dei rapporti ambigui, inserendoli in un contesto più generale a cui non sono estranei nemmeno i rapporti d'interesse. A questo punto direi che anche questo rapporto si è esaurito.
          Originariamente Scritto da Careful with that
          i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
          Originariamente Scritto da Ned Flanders
          Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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          • nahui
            Astensionista
            • 05/03/09
            • 21033

            #6
            Per rispondere sinceramente avrei bisogno di un fake Ma è un gioco al quale sono stanca di giocare.
            Rilevo in breve che, a volte, evitare di dare una definizione precisa a certi rapporti deriva dalla paura di prendere le decisioni conseguenti. Su certi problemi mi sono lambiccata il cervello per anni. So solo che esiste una cerchia ristretta di persone a cui tengo davvero, quelle per le quali mi dispiacerà morire. So che ho bisogno di sentirle vicine, e cerco di non far loro del male. All'interno di questo cerchio ce n'è uno più piccolo, molto piccolo , composto di soggetti cui non riesco a mentire, a costo di far loro del male. Riconosco che tutto ciò non è coerente con la teoria degli insiemi, e forse è il motivo per cui sono un pò nevrotica, o umana, non so.
            Comunque consiglio ai giovani di seguire la strada della conoscenza, anche se comporta il passaggio attraverso qualche tunnel.
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • arecata
              • 03/04/13
              • 5519

              #7
              molte risposte intelligenti
              Pánta rhêi hōs potamós

              arecata è il 2° nick-name di Blasel

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              • LaMadchen
                Donna in Carriera..
                • 23/01/08
                • 3225

                #8
                L'ambiguità è segno di poca chiarezza. L'essere umano per vivere serenamente cerca sempre di stabilire degli equilibri. E la non chiarezza comporta confusione mentale.
                Si mi capita e posso dire che la situazione non è bella da gestire. Io non credo a quelle persone che dicono "vivi al momento, goditi il momento" perché se quel momento causa confusione e non ci fa stare bene, quel vivere è un vero "inferno mentale".

                La cosa giusta da fare è fermarsi è fare chiarezza,, porsi dei paletti, e smetterla di prendersi in giro da soli. Perché siamo solo noi gli artefici della nostra vita e delle nostre ambiguità.

                E' quello che dovrei fare anche io, ma ora non ho la forza per affrontare la cosa. Perché quello che serve è coraggio e energia.
                "Io sono una Donna... e le Donne non distruggono niente ma coltivano, conservano.
                Io non ho dimenticato cio' che ho vissuto, ho tutti i miei ricordi, soprattutto quelli che ti riguardano, tengo tutto dentro di me".

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70201

                  #9
                  Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                  Per rispondere sinceramente avrei bisogno di un fake Ma è un gioco al quale sono stanca di giocare.
                  Rilevo in breve che, a volte, evitare di dare una definizione precisa a certi rapporti deriva dalla paura di prendere le decisioni conseguenti. Su certi problemi mi sono lambiccata il cervello per anni. So solo che esiste una cerchia ristretta di persone a cui tengo davvero, quelle per le quali mi dispiacerà morire. So che ho bisogno di sentirle vicine, e cerco di non far loro del male. All'interno di questo cerchio ce n'è uno più piccolo, molto piccolo , composto di soggetti cui non riesco a mentire, a costo di far loro del male. Riconosco che tutto ciò non è coerente con la teoria degli insiemi, e forse è il motivo per cui sono un pò nevrotica, o umana, non so.
                  Comunque consiglio ai giovani di seguire la strada della conoscenza, anche se comporta il passaggio attraverso qualche tunnel.
                  Molto bello quello che scrivi Nahui. E' un punto di vista che condivido.
                  Per me i rapporti con gli altri non sono mai stati facili da gestire. Ne da definire. A partire da quelli con i miei genitori, che non sono mai stati del tipo "genitore/figlio".
                  Alla fine ho rinunciato da tempo a definirli: tutto sommato ogni rapporto tra due persone è qualcosa di unico e irripetibile, dunque come si può darvi una definizione? L'amicizia che ho con l'amica A sarà diversa da quella che ho con l'amica B. E diversa ancora da quella con l'amico C.
                  Concordo con Mad sul fatto che spesso certi rapporti ambigui non si vivono bene. Ma sto anche imparando a mie spese che certe volte non ci sono alternative se non quella di lasciare tali rapporti come sono. Perché per quanto ci si possa fermare a fare chiarezza, a volte la chiarezza non viene. E ci sono situazioni che capisci solo quando ti ci trovi dentro... che possono essere davvero troppo complicate se si cerca di metterle su certi binari...
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70201

                    #10
                    A proposito di rapporti ambigui, come si fa a gestire l'amicizia con una persona con cui è chiaro che non vi sia solo amicizia ma con cui di fatto non può comunque esservi nulla di più?
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                    • SilviaR
                      Sylvia
                      • 10/03/12
                      • 1139

                      #11
                      Domanda da un milione di dollari.
                      Io sono il problema e io la soluzione
                      "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                      • pivi
                        Opinionista
                        • 21/06/14
                        • 107

                        #12
                        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                        A proposito di rapporti ambigui, come si fa a gestire l'amicizia con una persona con cui è chiaro che non vi sia solo amicizia ma con cui di fatto non può comunque esservi nulla di più?
                        Trombalo una volta e poi mandalo a cagare.

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70201

                          #13
                          Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                          Domanda da un milione di dollari.
                          Sei anche tu in una situazione simile?

                          Originariamente Scritto da pivi Visualizza Messaggio
                          Trombalo una volta e poi mandalo a cagare.
                          Non mi sembra un comportamento molto amichevole. Senza contare che io sono impegnata...
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica
                            • 25/12/09
                            • 36335

                            #14
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            A proposito di rapporti ambigui, come si fa a gestire l'amicizia con una persona con cui è chiaro che non vi sia solo amicizia ma con cui di fatto non può comunque esservi nulla di più?
                            Tagliando i rapporti.
                            Se poi ciò che piace è questa situazione tra "il non posso-non voglio-ma se potessi" c'è poco da gestire, evidentemente fa piacere e la si mantiene così finché non accade qualcosa che rompe tutto.

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                            • pivi
                              Opinionista
                              • 21/06/14
                              • 107

                              #15
                              Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                              Tagliando i rapporti.
                              Se poi ciò che piace è questa situazione tra "il non posso-non voglio-ma se potessi" c'è poco da gestire, evidentemente fa piacere e la si mantiene così finché non accade qualcosa che rompe tutto.
                              Provo a tradurre questo linguaggio incomprensibile:
                              Evidentemente lui e' un rompicoglioni
                              Ma tu gli sei affezionata.
                              Il fatto che sia "impegnata" non ha la minima importanza.
                              Sapessi quante volte sei stata cornificata dal tuo lui impegnativo...
                              Dunque come dice baux: taglia il rapporti.
                              Come?
                              Scopatelo.
                              Così tu ti sei tolta uno sfizio.
                              E lui si e' preso una buonuscita gratificante e si toglie di mezzo senza rompere ulteriormente le palle.

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