ROMA - "Una disorganizzazione incredibile". Paolo Garimberti ha cercato in extremis di mettere una pezza, di scongiurare lo slittamento di Ballarò a favore della puntata di Porta a porta sulle case consegnate ai terremotati di Abruzzo. Ma certo il presidente della Rai sa che il problema non è organizzativo. C'entra la politica, il pressing del centrodestra su Raitre e sulle altre trasmissioni fuori dal "pensiero unico" come Anno zero, un'azienda sempre più militarizzata. È un clima generale che può raggiungere il climax con la partecipazione in studio del premier, martedì, nell'orario di massima audience. Adesso la riunione del cda convocata per mercoledì rischia di diventare una polveriera e lì Garimberti proverà a sciogliere qualche nodo.
Ieri ha cercato una soluzione sul filo di lana. Salvando Floris e la "festa" per i primi lotti consegnati a chi vive nelle tendopoli. "Possiamo fare una grande diretta con Vespa nel pomeriggio, quando vengono consegnate le case. Poi, la sera va in onda Ballarò". Un compromesso. Ma era già tutto deciso. La consegna va in prima serata, con i numeri di ascolto al loro picco. E su Raiuno, la rete-ammiraglia, nel contenitore di pregio condotto da Bruno Vespa.
Mauro Masi ha contropoposto la messa in onda di Ballarò giovedì o venerdì. Ha negato fino all'ultimo ragioni politiche, spiegando che Raitre sotto assedio è un'invenzione mediatica. "Partiranno tutte le trasmissioni che si sentono a rischio censura: Dandini, Gabanelli, Ballarò... Tutte. Il caso non esiste", ha detto ai suoi interlocutori. Ma il blitz contro Ballarò è stato un fulmine a ciel sereno. "Si era parlato genericamente della copertura televisiva per i primi risultati della ricostruzione - racconta Garimberti -.
Che il 15 il governo avrebbe consegnato le prime case si sapeva da un mese. Era un evento programmato e programmabile. Avevamo tutto il tempo per evitare di mettere la Rai al centro dell'ennesima polemica politica". È una condanna abbastanza netta dell'operato del direttore generale e del vicedirettore generale Antonio Marano che si occupa del palinsesto.
Così la tensione dentro Viale Mazzini sale alle stelle.
La vicenda Vespa-Floris apre una settimana che si annuncia caldissima. Tanto più che sabato si tiene la manifestazione per la libertà di stampa a Piazza del Popolo, a Roma. Sta per scendere in campo Michele Santoro e pensa di farlo seguendo i suoi canoni che non sono quelli di Paolo Ruffini o di Fabio Fazio.
Annozero vive una situazione paradossale. A pochi giorni dalla messa in onda ha ancora in sospeso il contratto di Marco Travaglio. Il cambio della troupe viene vissuto come un vero attentato. Il consiglio di amministrazione di mercoledì deve affrontare questi casi aperti. Masi vuole che i tecnici del programma siano assegnati attraverso un bando. E nella redazione di Annozero si aggira uno spettro: che alla gara possa partecipare (e vincere viste le referenze...) Euroscena, azienda di fiducia di Silvio Berlusconi. Alle telecamere di Euroscena il Cavaliere ha affidato negli ultimi anni tutti i grandi eventi che lo hanno visto protagonista. Una società di produzione così legata al Cavaliere può lavorare per una trasmissione che da tempo è nel mirino del premier?
Ballarò non è stato censurato o chiuso.
A Floris è stato proposto di spostarsi eccezionalmente a giovedì o venerdì.
Gli italiani non si sarebbero certo strappati i capelli per la disperazione ma l’offerta è stata ovviamente rifiutata, altrimenti la teoria del martirio non sarebbe stata più in piedi...
C'è qualcosa che gli italiani non sanno, ma soprattutto non debbono sapere, dietro la violenza dell'assalto finale di Silvio Berlusconi al valore di cui s'è sempre orwellianamente riempito la bocca, la libertà.
La libertà d'informazione e di critica del giornalismo, perfino la semplice libertà di scelta degli spettatori televisivi. C'è, deve esserci una disperata ragione se il premier, già osservato speciale delle opinioni pubbliche di mezzo mondo, invece di rientrare (lui sì nei ranghi del gioco democratico, continua a sparare bordate contro le riserve indiane che ancora sfuggono al suo controllo.
L'ultimo episodio, l'oscuramento di Ballarò su Raitre, e ora anche di Matrix su Canale 5, per concentrare tutta l'audience di oggi sulla puntata celebrativa di Porta a Porta per la consegna alle vittime del terremoto abruzzese delle prime case, aggiunge un ulteriore tocco "coreano" al disegno dell'egemone. Volenti o nolenti, milioni di spettatori sono chiamati stasera all'appello, da bravi soldatini, per plaudire al "miglior presidente del Consiglio in 150 anni", che si esibisce nell'ennesimo spettacolare sfruttamento del dolore, fra le lodi dei ciambellani. Si ha un bel dire che ci vuole prudenza nell'adoperare certe parole, ma queste cose si vedono soltanto nei regimi. Più spesso, alla fine dei regimi, quando l'egemone è parecchio in là con gli anni e con l'incontinenza egolatrica.
La vicenda è grave in sé, come ha subito commentato Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza e memoria storica della Rai. E lascia perplessi che invece il presidente di garanzia della Rai la riduca a scompenso organizzativo. Si tratta quantomeno di un eufemismo. Ma l'affare Ballarò diventa ancora più inquietante perché s'inserisce in una strategia del ragno governativa per intimidire o tappare direttamente la bocca all'informazione critica.
Le denunce e le minacce contro Repubblica e Unità e perfino la stampa estera, il pestaggio mediatico di questo o quel giornalista, gli avvertimenti mafiosi a questo o quel conduttore perché si pieghino alle censure o dicano addio ai loro programmi, questi sono i metodi. Non si può neppure dire che si tratti di una trama occulta. Gli obiettivi sono palesi, dichiarati, in qualche caso rivendicati. Berlusconi sta usando tutto il suo potere di premier, primo editore e uomo più ricco d'Italia, per strangolare economicamente la stampa d'opposizione, epurare i pochi programmi d'informazione degna di un servizio pubblico, a cominciare da Annozero di Santoro, Report di Gabanelli e Che tempo che fa di Fazio, infine destituire l'unico direttore di rete televisiva, Paolo Ruffini di RaiTre, che non obbedisce agli ordini.
Non sappiamo se tutto questo si possa definire "l'agonia di una democrazia", come ha scritto Le Monde. Ma certo gli assomiglia moltissimo. Del quotidiano francese si può condividere anche il conciso titolo del commento: "Basta!". Nella speranza che siano in molti ormai in Italia a voler dire "basta!", non tanto, non più per convinzione politica, ma per buon senso, decenza e amor di patria. Lo si vedrà anche alla manifestazione di piazza del Popolo il prossimo sabato.
Al giornalismo libero rimane il compito di chiarire il mistero dietro l'offensiva finale di Berlusconi contro la libertà d'informazione. Oltre a quanto già gli italiani sanno, o almeno la minoranza che non si limita a bersi i telegiornali. E cioè il terrore governativo per il calo (reale) di consensi, l'incombere degli effetti autunnali della crisi sempre negata, il dilatarsi dei noti scandali di escort e minorenni, l'avvicinarsi di una sentenza della Consulta che potrebbe restituire Berlusconi alle proprie responsabilità davanti alla legge. E poi forse ci sarà dell'altro da nascondere, che all'informazione indipendente spetta d'indagare. Salvo che il potere impedisca ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Come sta accadendo in Italia, con questa guerra preventiva, sotto gli occhi di tutto il mondo.
Ballarò non è stato censurato o chiuso.
A Floris è stato proposto di spostarsi eccezionalmente a giovedì o venerdì.
Gli italiani non si sarebbero certo strappati i capelli per la disperazione ma l’offerta è stata ovviamente rifiutata, altrimenti la teoria del martirio non sarebbe stata più in piedi...
Se la richiesta è stata rifiutata è perché è da stupidi lacchè accettare una cosa simile, solo per dare più "visibilità" ad una trasmissione completamente volta ad incensare il Presidente Berlusconi.
In cui, tra l'altro, si racconteranno ancora balle sulle condizioni dei lavori in Abruzzo.
Ecco i soliti prevenuti! Chi vi dice che Bruno Vespa debba per forza fare la trasmissione in ginocchio davanti a Berlusconi?
Potrebbe anche farla da sdraiato in terra a mo' di zerbino umano... (ricodate Fantozzi?)
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