La mia lingua è un pugnale,
per questo non posso baciarti.
Le mie mani sono lame,
per questo non posso porgertele.
Le mie dita sono coltelli,
per questo non posso abbracciarti,
se non fino alla morte.
Adagiato sulle curve dei monti, stava un lago di inchiostro, come dopo l’amore la notte. Cigolavano le ruote dei carri, e le ferraglie e i campanelli. Era la sera in cui arrivano gli zingari, la gente che viaggia, che è sempre forestiera.
Dietro le ante come da grate di celle i piccoli abitanti dei monti li spiavano.
“Loro vivono del lavoro che ci torce le gambe” disse Nonna Fatica ai Ragazzi dall’ombra della stanza
Ma i Ragazzi non ascoltavano.
“Loro non conoscono pesi e non hanno ricordi” rintuzzò lei guadagnandosi con un movimento della schiena la breve luce del focolare antistante.
“Loro non conoscono alcun sentimento onesto e coprono con il riso di un carnevale eterno la loro quaresima infinita”
I Ragazzi non la ascoltavano. I Ragazzi amano gli spettacoli, la musica, i circhi. Le gambe dei Ragazzi sono dritte e sottili. Sanno correre rapide dai cambi del lavoro fino alle onde del lago. La fatica non le ha ancora piegate, ne hanno tanti pesi e memorie da sedere accanto ad un camino nelle sere di primavera.
Corsero i Ragazzi giù per le scale ed il cuore rimbalzava ad ogni gradino.
Donne danzanti e gonne colorate, lanciate tra i fuochi e tra i carri come coriandoli. Se avevano un età non si erano prese la briga di indossarla quella sera e ridevano con tutto il loro candido seno.
Barba-Nera beveva insieme ai suoi burattini e le abbracciava tutte, mentre danzavano e ridevano volteggiandogli intorno.
“Mie dolci farfalle ubriache di miele danzate intorno al fuoco fino a che questo vi bruci. Danzate e non temete poiché di qualcosa dovremo tutti morire” Avendolo udito o forse nemmeno, una Farfalla Rossa si posò sulle sue ginocchia lasciandosi stringere i seni accesi dal fuoco. In cambio del suo silenzio gli offri la bocca. Leggera come si era posata volò via, rapendo per se il piacere di quella carezza.
“Del resto sono ricco” rise Barba-Nera esibendo i suoi traballanti denti d’oro “ricco abbastanza per tutte le mie farfalle” La Farfalla Rossa danzava ed intorno tutto non girava mai abbastanza. Sciolti i suoi seni lo era anche il suo intero corpo e ciò che il suo signore fece a lei, le fece alle sue sorelle fino a che tutte le farfalle non persero le ali.
“Belle… siete belle, danzate per me tutta la notte … danzate per il mio diletto e per quello dei miei burattini… mie piccole farfalle nude, fiori senza petali… bambine di miele”
I Ragazzi osservavano dall’uscio. Si abbracciarono. Tanto erano innamorati, al principio della primavera. In due non avevano abbastanza anni da fare un uomo in età di ragione ed erano immensamente felici. Non avevano un passato da dimenticare ma soltanto tanti giorni da far propri piegando le proprie gambe e piagando le proprie mani. Ma non sono questi i pensieri che fanno due innamorati al principio della primavera.
La Farfalla Rossa arrestò la sua danza. Lì osservò.
Aveva occhi grandi occhi d’acqua, colmi da annegare. Sulle rive di quegli occhi la sabbia portava i segni di passi antichi, i passi di due ragazzi sulle rive di un lago.
Ora che non danzava con le sue sorelle accanto al fuoco si vedevano bene. I passi si perdevano nel profondo degli occhi, e piccole onde di piena tracimarono per cancellarli. Fu un secondo.
La Farfalla Rossa offrì la sua schiena al suo Signore Zingaro, che la prese con forza sollevandole la gonna. “Cerca a fondo.. mio Signore” ansimò “ cerca a fondo… trova la chiave, apri lo scrigno e butta via i miei vecchi tesori”. “Non temere Farfallina prenderò tutto per me e non ti lascerò niente” Conficcò le unghie nei suoi seni e cercò in lei con la foga d’un ladro. Quando ne ebbe abbastanza, la scostò da se.
“Li nascondi troppo bene i tuoi ricordi mia Farfallina” la schernì e lasciò cadere nella sua bocca altro vino come fosse pioggia.
e potrebbe esserci ancora se fosse stato più accorto. D’altronde però non si può fargliene una colpa, non essendo egli munito ne di occhi ne di cervello. Signor Cuore era semplicemente una palla rossa e, non essendo mai troppo gonfio, non era nemmeno perfettamente rotondo. Il gonfiore che gli dava consistenza variava di continuo poiché in luogo del capo egli possedeva un piccolo foro, mal celato da una valvola difettosa.
Non avendo capo, mancava di memoria e si ritrovava sempre a fare le stesse cose e a gironzolare nei medesimi luoghi. Non avendo capo, mancava di occhi cosa che lo portava a non riconoscere mai chi incontrava. Questo lo avrebbe esposto al rischio di ripetere più volte le stesse cose alla medesima persona o alla persona sbagliata ma, fortunatamente non avendo bocca, non aveva alcun argomento. Signor Cuore non aveva nemmeno orecchie e quindi non poteva comprendere ne chi lo derideva, ne chi tentava di avvertirlo. Il fatto di non avere gambe non aveva mai costituito un problema per lui, poiché ogni qualvolta si trovava ad esser gonfio come una palla, poteva spostarsi rotolando. Nello stesso modo Signor Cuore non si curava di non avere braccia, poiché non esisteva alcunché di serio che una palla rossa e goffa potesse fare.
Così un po’ rotolando e un po’ no, Signor Cuore camminava sempre lungo i medesimi sentieri, facendo una cosa sola: battere. Il Signor Cuore si dedicava con grande piacere a questa attività, poiché soltanto così poteva incontrare le Persone Intere. Egli sapeva che quelle strane creature dotate di capo, braccia e gambe potevano percorrere molti e diversi sentieri a differenza sua. Per questo li invidiava un po’, ma senza rancore, poiché del guadagno comprendeva anche il prezzo. Le Persone Intere erano sempre indecise su dove andare o volevano andare in qualche posto senza sapere dove si trovasse. Per riuscirci, spesso chiedevano a questo e a quel passante, ignorando che un passante non sa fare altro che passare, e così si ritrovavano più confusi di prima. A volte, anche avendo scelto un sentiero, non sapevano nemmeno come percorrerlo: prima correvano, poi si fermavano ansimanti e camminavano, o ancora tornavano indietro. Il Signor Cuore comprendeva la pesantezza di quei cammini, nonostante il menisco delle gambe delle Persone Intere si impegnasse per ammortizzarlo.
Il peso dipendeva dal fatto che avendo un Capo, le persone intere avevano anche memorie, pensieri e aspettative. Come se non bastasse gli occhi suggerivano loro sempre nuove cose che però non erano sempre le stesse viste dai loro consimili. Lo stesso accadeva con gli argomenti delle loro labbra e con quello che le loro orecchie ascoltavano. In seguito a questa iper stimolazione interna ed esterna, il loro Capo si era colmato di una strana poltiglia presuntuosa. Questa poltiglia però non sapeva nutrirsi da sola, e le Persone Intere tentavano invano di sfamarla con il loro sangue. Avendo però assunto con il tempo una posizione eretta per dare alla poltiglia presuntuosa il rango che credeva di meritare, il compito era divenuto piuttosto faticoso. Per riuscirci dovevano mettersi a testa in giù o rotolarsi per terra, anche se si trovavano in mezzo al fango. Il loro sangue quindi si sporcava spesso, senza che il sacrificio fosse valso la sazietà dell’arrogante poltiglia.
Fu il fascino dell’ intero e la sua nascosta debolezza a spingere Signor Cuore verso queste creature.
Fu l’unica cosa che sapeva fare a consentirgli di incontrarle.
Signor Cuore sapeva battere e aveva in luogo del capo una valvola mal avvitata . Avvicinando al petto delle Persone Intere la propria sommità cava egli ne ospitava il sangue sporcato dalle loro fatiche. Essendo cavo e senza pensieri, lo restituiva loro giovane e pulito. Con il suo battere spingeva il sangue nuovo verso il loro Capo, nutrendo la poltiglia presuntuosa senza costringere le Persone Intere a ricorrere a comportamenti ridicoli.
Ad ogni incontro Signor Cuore si ritrovava colmo e gonfio, potendo così rotolare nuovamente in direzione di una altra Persona Intera, e ogni Persona Intera si sentiva dopo averlo abbracciato, più leggera e meno affaticata.
Così andò per molto tempo. Finche un giorno Signor Cuore non rotolò ai piedi dell’ Allegro Chirurgo. Allegro Chirurgo era una Persona intera, ma a causa della sua professione era diventato molto ricco e credeva di essere speciale. Per questo si era auto conferito il titolo di Dottor Coscienza, si era costruito uno studio e riceveva pazienti. Allegro Chirurgo aggiustava i loro organi, impedendo loro di morire e per giustificare il suo operato aveva formulato la teoria degli umori e quella della krasis. “ Se i vostri umori oscillano in voi non c’è equilibrio per quanto voi vi affanniate. Il capo è malnutrito e i passi incerti. Avete sentito che c’è addirittura gente che sceglie di fermarsi in un posto? Dico io questo non è sano, con tutti i sentieri che ci sono da percorrere. Io nutrirò la vostra mente perché ciò non avvenga e sistemerò i vostri menischi affinché il vostro peso non vi imbarazzi!”
Il Signor Cuore si avvicinò come soleva fare anche al Dottor Coscienza ma egli si ritrasse e pontificò “ tu Batti, strana creatura… da mattina a sera. È cosa risaputa. Tu riesci a percorrere i sentieri del mondo solo prestandoti ad ospitare il sangue altrui. Ti credi utile perché purifichi la loro linfa, ma fai ciò unicamente spinto da un bisogno di tipo narcisistico. Tu vivi in funzione degli altri. Il tuo Io è malato”
Il Signor Cuore si sgonfiò tutto. Non poteva mica sapere lui cos’era un Io. Battere gli veniva naturale e gli piaceva far passare in se il sangue stanco delle Persone intere. Ti colpo sentì il peso della sua incompletezza. Riconobbe nel proprio corpo la menomazione della parzialità di cui il dare lo aveva a lungo consolato. Fantasticò in un colpo le sue mancanze e necessità presunte che non sapeva mettere a fuoco.
La fascinazione per le Persone intere divenne dolore, ed il dolore paura.
Sparse allora per terra il poco sangue che ancora conteneva, poiche non avendo occhi mancava con essi anche di lacrime.
“ Seguimi strana creatura…seguimi nel mio studio. Con una operazione chirurgica di doterò di un Capo, affinche tu possa dubitare, e di una Bocca affinche tu abbia argomenti. Agli estremi del tuo corpo sferico
Sistemerò due lunghe Gambe, affinchè tu possa percorre tutti i sentiri del mondo e Braccia forti, con cui lavorare per te solo. E non ti mancheranno Orecchie, così sensibili che per trovare pace dovrai tappartele… e soprattutto, mezza creatura, fidati, non ti mancheranno Occhi per piangere!”
Fu così che il Signor Cuore lo seguì e si stese sul lettino.
Il Dottor Coscienza lo addormento ed incise le sue carni fin nel profondo.
Fece tutto come promesso e quando divaricò il foro sommitale Cuore aveva il logo del Capo,
per porre al suo interno un Capo vero il Signor Cuore smise di battere.
“Tutto come previsto” pensò il Dottor Coscienza assicurando gli ultimi punti di sutura.
“ Finalmente questa mezza creatura è una Persona Intera, che può capire, pensare e vivere per se.
Non è più condannato a battere e a legarsi ad altri per percorre la sua strada. “
Iniziò quindi le procedure di rianimazione ma la nuova Persona Intera da lui creata non si ridestava.
Non si ridestava ne si destò mai più.
“Un cuore può soltanto battere, non c’è niente da fare.” Constatò il Dottor Coscienza “ nulla ha potuto la mia arte per questa mezza creatura con cui la natura fu tanto matrigna”.
Scosse il capo e si accostò al lavello.
Benchè l’acqua scorresse ed il sapone venisse speso, le sue mani restavano rosso sangue.
Personaggi:
Santagattina, il suo angelo custode e il suo diavolo custode
Atto I
Santagattina: oggi sono annoiata....
non vedo stimoli( ho guadato anche sotto il tappeto)...... Diavolo Custode : Stimoli ehhhhh?...Prendi questo! Santagattina:: Aiahhhhhhhhhhhhhhh! Angelo Custode : ma ti sembra il caso di fare così poverina? Diavolo Custode : Certo che sì … questa si è sempre mossa solo a calci in culo! Angelo Custode : Io credo invece che a volte le persone abbiano bisogno di tempo per capire Diavolo Custode : Se dai tempo a questa si arriva al Giudizio Universale Santagattina: : Non è il momento in cui risuscitano i morti? Angelo Custode : Si Gattina ……… Diavolo Custode : …. Resuscitano per scuoiare le gatte coglione!
Che lavoro di merda faccio … io chiedo trasferimento!!!!!!!!!!!! Angelo Custode : ah si? E dove? Hai presente quante zucche vuote ci sono in giro? Diavolo Custode : e allora? Avrei più spazio per coltivare i miei Hobbies ….. Angelo Custode : dai almeno qui è arredato… …. Diavolo Custode : Tutta merda dell’ikea…. Angelo Custode : su pensa ai bei filmini che vedi qua! …. Diavolo Custode : Sai che roba i pornazzi che proietta la Gattina, contorti a manetta…. Angelo Custode : un po’ di ambientazione aiuta l’eccitazione…. Diavolo Custode : un po’ d’ambientazione???????????????
Questa ci trascina nel Medioevo, sulle scogliere o negli inferi
per sognarsi una ciulata…. Angelo Custode : Gattina è sempre sta complessa…. Diavolo Custode : si…. come un macina coglioni….
E poi tutto sto dialogo io le metterei un tappo Santagattina:: Occhio potrebbe piacermi Angelo Custode : Gattina non puoi fare proposte anche al tuo Diavolo Custode!…. Diavolo Custode : una volta che fa proposte interessanti me la cazzi…. Santagattina:: Per fare un boccacicci al mio Diavolo custode dovrei essere morta? Diavolo Custode: sarebbe la condizione ottimale, ma mi accontento anche se sei ancora tiepida.. Santagattina:: Si può fare… se prima mi raccontate del giudizio universale Diavolo Custode : ok ma te intanto impegnati a lavorar di bocca.. Angelo Custode : non so se questo rapporto orale consumato a livelo interiore tra umano e diabolico sia sano Diavolo Custode : suca.. Angelo Custode : non te ne basta una?
E poi da quando sei bisex?.. Diavolo Custode : non mi faccio mancare niente io, Ciellino Bacchettone.. Angelo Custode : con te non si può ragionare..
Gattina mi ascolti? Santagattina: Mmmmhhhhhh Diavolo Custode : Pirla non vedi che ha la bocca piena?.. Angelo custode: è vero hai ragione.
Non si parla con la bocca piena… è maleducazione.
Gattina è sempre stata educata… Diavolo Custode: uaaaaaaaaaaaaaaaa
..uh…uhmmmm….. ziiiiiiiiiiii Angelo Custode : ho capito… parlo io..
Il giudizio universale è il momento in cui tutti saranno giudicati per i loro meriti e peccati. A tal scopo i morti riemergeranno dalle fosse insieme a quelli morti in quel momento Diavolo Custode: in poche parole tutti fottuti….
ahhhhhhh Santagattina : e qual è il peccato più grave? Diavolo Custode: …...…….. sta zitta e succhia!!!!!!!!!!! Angelo custode: ce ne sono molti…………… gola, accidia, lussuria…………. Diavolo Custode: uaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhh
Palle! Credi a tutto ciò che dicono in TV??????????????? Angelo custode: certo io mi interesso di ciò che mi accade intorno ………….
quindi ascolto volentieri il telegiornale e i talk di approfondimento Diavolo Custode: puà!
Mezzi di disinformazione di massa! Angelo custode: e allora dai dimmi da dove le trai tu le tue informazioni Diavolo Custode: uaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Le sta tirando fuori Gattina adesso………….
Aspetta un attimo……………………. Angelo custode: che schifo! io adesso me ne vado…
Qui oggi non è rimasto un minimo di decenza Diavolo Custode: non eri tu a dire che qui si stava bene e che trasferirsi era una cazzata? Angelo custode: la tua intelligenza è andata a farsi fottere!!!!!!!!!!!! Diavolo Custode: il problema dell’intelligenza è proprio che non può farsi fottere! Angelo custode: basta … vado in pausa Diavolo Custode: anche perché hai già usato parole non consone al tuo ruolo!
Poi il Vecchio ti licenzia
Il bello del mio ruolo è che invece mi posso incazzare
Angelo custode: l’Altissimo non è vecchio, è solo maturo e poi è buono Diavolo Custode: uaaaaaaaahhhh
Ho capito che ci fai col capo in ufficio fino a tardi Angelo custode: non risponderò ad altre basse insinuazioni
Diavolo Custode: il pirla se n’è andato finalmente………………
Uh uhm ziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Uuuuuuuuuuuuuuuuuhhh
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh
Santagattina: Diavolaccio…. Me lo dici ora il segreto?
Diavolo Custode: Gattina ce l’hai spalmato sul viso……………………..
IL PECCATO Più GRAVE è NON GODERSI LA VITA.
PER QUESTO NON C’è GRAZIA, Ne SALVEZZA.
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