per i morti di reggio emilia

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  • terra
    distratta
    • 07/12/09
    • 12689

    #1

    per i morti di reggio emilia

    chi come me l'ha cantata tante volte in manifestazione e non, ricorderà questa canzone. domani 7 luglio è il cinquantesimo anniversario dei fatti che ricorda.



    chi come me conosce fausto da una vita, fausto che questa canzone l'ha scritta, potrebbe scoprire solo ora come nasce, la canzone. lo racconta lui stesso nel libro "cantacronache", che si può acquistare sul sito di manifestolibri:

    "Nel luglio 1960, a seguito delle proteste nate contro l'allora Presidente del Consiglio incaricato, on. Tambroni, intenzionato ad imbarcare nel governo, o almeno nella maggioranza, i missini, la polizia rispose con enorme durezza, sparando nelle piazze ad altezza d'uomo ed uccidendo numerosi manifestanti. In quel periodo svolgevo il servizio militare, in veste di soldato semplice, a Montorio Veronese, presso il Centro Addestramento Reclute. Si era in stato d'allerta ed avevamo l'ordine di tenere in camerata, a capo del letto, il nostro fucile, pronti per intervenire in funzione di ordine pubblico. Furono giorni orrbili perché la prospettiva di essere impegnato in uno scontro di piazza contro manifestanti di cui condividevo appieno le opinioni mi sconvolgeva. Per poter dire e fare qualcosa, in una situazione come quella di caserma in cui non si poteva neppure immaginare di svolgere attività politica, composi questa canzone, che subito feci conoscere agli amici socialisti e comunisti che frequentavo a Verona nelle ore di libera uscita. La portai poi a Torino, dagli amici di Cantacronache in occasione di una licenza ordinaria".

    chi come me non sarà domani a reggio emilia ad ascoltare paolo nori (che ha scritto "noi la farem vendetta", su quei fatti) e amodei e i familiari delle vittime e chi ricorda, ricordi ugualmente perché tutto questo non sia inutile.

    Moderatore Arte e letteratura


    terra
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #2
    Ai fratelli Cervi, alla loro Italia

    In tutta la terra ridono uomini vili,
    principi, poeti, che ripetono il mondo
    in sogni, saggi di malizia e ladri
    di sapienza. Anche nella mia patria ridono
    sulla pietà, sul cuore paziente, la solitaria
    malinconia dei poveri. E la mia terra è bella
    d'uomini e d'alberi, di martirio, di figure
    di pietra e di colore, d'antiche meditazioni.
    Gli stranieri vi battono con dita di mercanti
    il petto dei santi, le reliquie d'amore,
    bevono vino e incenso alla forte luna
    delle rive, su chitarre di re accordano
    canti di vulcani. Da anni e anni
    vi entrano in armi, scivolano dalle valli
    lungo le pianure con gli animali e i fiumi.
    Nella notte dolcissima Poliremo piange
    qui ancora il suo occhio spento dal navigante
    dell'isola lontana. E il ramo d'ulivo è sempre ardente.
    Anche qui dividono in sogni la natura,
    vestono la morte e ridono i nemici
    familiari. Alcuni erano con me nel tempo
    dei versi d'amore e solitudine, nei confusi
    dolori di lente macine e di lacrime.
    Nel mio cuore finì la loro storia
    quando caddero gli alberi e le mura
    tra furie e lamenti fraterni nella città lombarda.
    Ma io scrivo ancora parole d'amore,
    e anche questa è una lettera d'amore,
    alla mia terra. Scrivo ai fratelli Cervi
    non alle sette stelle dell'Orsa: ai sette emiliani
    dei campi. Avevano nel cuore pochi libri,
    morirono tirando dadi d'amore nel silenzio.
    Non sapevano soldati filosofi poeti
    di questo umanesimo di razza contadina.
    L'amore la morte in una fossa di nebbia appena fonda.
    Ogni terra vorrebbe i vostri nomi di forza, di pudore,
    non per memoria, ma per i giorni che strisciano
    tardi di storia, rapidi di macchine di sangue.

    Salvatore Quasimodo
    amate i vostri nemici

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    • Bauxite
      Cosmo-Agonica

      • 25/12/09
      • 36341

      #3
      Per esempio di questa vicenda non sapevo nulla.
      Grazie, terra.

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      • terra
        distratta
        • 07/12/09
        • 12689

        #4
        comprati nori. detesto come scrive, ma il libro sui fatti di reggio emilia

        Moderatore Arte e letteratura


        terra

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        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #5
          [QUOTE=terra;1207924]comprati nori. detesto come scrive, ma il libro sui fatti di reggio emilia

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Lacrimuccia.
            Mi viene in mente il papà con i suoi amici che la cantavano.
            Come erano giovani.
            Come erano belli...
            Moderatore Debate Square

            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
            - P. Conte -


            Angst essen Seele auf

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            • terra
              distratta
              • 07/12/09
              • 12689

              #7
              gli eroi son tutti giovani e belli!

              (guccini riconosce pubblicamente il suo debito ad amodei, cfr. interviste)

              Moderatore Arte e letteratura


              terra

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