Il Dottor Theophilus Darwin era l'uomo più civile di Londra. Beveva il tè con il mignolo così alzato da rischiare di cavarsi un occhio e indossava colletti così inamidati da non poter annuire senza ferirsi il mento. Ma Darwin nascondeva un segreto torbido: ogni tanto, nel cuore della notte, sentiva l'irrefrenabile impulso di mangiare una banana senza usare le posate d'argento.
"L'umanità è un'evoluzione incompleta!" esclamava Darwin nel suo laboratorio, circondato da provette e ritratti di antenati severi. "Siamo ancora schiavi dell'istinto primordiale. Ma io, con la chimica, estirperò la scimmia che è in me!"
Dopo anni di studi sulla "distillazione della civiltà", Darwin preparò un siero color grigio nebbia londinese, l'essenza stessa della burocrazia e del galateo.
Mandò giù il decotto. Per un attimo, si sentì pervaso da un desiderio purissimo di compilare moduli delle tasse. Poi, il disastro. Le sue ossa scricchiolarono, ma non per allungarsi in una postura regale. I peli delle sue sopracciglia iniziarono a espandersi come muschio su una roccia umida: apparve così Mister Bonobo!
Il dottor Darwin si guardò allo specchio. Non era diventato un angelo di pura logica. Davanti a lui stava una creatura con le braccia eccessivamente lunghe, un sorriso che mostrava troppi denti e un papillon messo... beh, dove non dovrebbe stare un papillon.
Mentre il Dottor Darwin cercava di recitare poesie di Wordsworth, Mister Bonobo prese il sopravvento. La trasformazione non portò violenza o terrore, ma un'anarchia naturalistica incontrollabile!
Bonobo uscì in strada. Non cercava vittime, cercava divertimento. Entrò in un club per gentiluomini e, invece di sfidarli a duello, iniziò a spidocchiare con estrema cura il parrucchino del Duca di York, offrendogli in cambio una nocciolina usata. Il Crollo del Sistema
Darwin, intrappolato nella mente della creatura, urlava: "Fermati! Usa il fazzoletto! Non dondolarti dal lampadario di cristallo!"
Ma Mister Bonobo era troppo impegnato a lanciare bucce d'arancia contro i poliziotti e a cercare di abbracciare ogni passante. La parte "umana" di Darwin si rese conto con orrore che, mentre lui passava la vita a preoccuparsi del prestigio, Mister Bonobo era... sinceramente felice.
Il dottore tentò di assumere l'antidoto (una miscela di acqua tonica e rassegnazione), ma Bonobo usò la provetta come un flauto, producendo suoni discutibili.
La mattina dopo, il maggiordomo Poole trovò il laboratorio in condizioni disastrose. Non c'erano segni di lotta, solo molte impronte di piedi prensili sul soffitto e tutti i libri di filosofia erano stati impilati per formare una comoda amaca.
Il Dottor Darwin era seduto per terra. La trasformazione era svanita, ma qualcosa era cambiato per sempre. Portava ancora il cilindro, ma lo usava per tenerci dentro delle noci.
"Dottore!" esclamò Poole, "Siete salvo! Siete riuscito a eliminare la bestia?"
Darwin lo guardò con un occhio vitreo, poi, con un movimento fulmineo, gli saltò sulle spalle e iniziò a cercargli i pidocchi tra i capelli.
"Vedi, caro Poole," disse mentre sbucciava una banana con i piedi, "ho capito l'errore. Ho cercato di eliminare la scimmia per diventare 'veramente umano', ma ho scoperto che l'uomo, senza la scimmia, è solo un primate molto triste con le tasse da pagare
Morale
Inutile cercare di sopprimere la propria natura istintiva dietro strati di etichetta e tecnologia: sotto ogni giacca e cravatta batte un cuore che, se potesse, preferirebbe di gran lunga stare su un albero a lanciare fichi maturi ai passanti piuttosto che rispondere alle e-mail di lunedì mattina.
Accetta la tua scimmia interiore: ti farà risparmiare un sacco di soldi in analisi e godrai molto meglio la vita!
"L'umanità è un'evoluzione incompleta!" esclamava Darwin nel suo laboratorio, circondato da provette e ritratti di antenati severi. "Siamo ancora schiavi dell'istinto primordiale. Ma io, con la chimica, estirperò la scimmia che è in me!"
Dopo anni di studi sulla "distillazione della civiltà", Darwin preparò un siero color grigio nebbia londinese, l'essenza stessa della burocrazia e del galateo.
"Con questo sorso," declamò, "separerò l'Uomo Superiore dal Primate Inferiore. Addio, DNA selvaggio!"
Mandò giù il decotto. Per un attimo, si sentì pervaso da un desiderio purissimo di compilare moduli delle tasse. Poi, il disastro. Le sue ossa scricchiolarono, ma non per allungarsi in una postura regale. I peli delle sue sopracciglia iniziarono a espandersi come muschio su una roccia umida: apparve così Mister Bonobo!
Il dottor Darwin si guardò allo specchio. Non era diventato un angelo di pura logica. Davanti a lui stava una creatura con le braccia eccessivamente lunghe, un sorriso che mostrava troppi denti e un papillon messo... beh, dove non dovrebbe stare un papillon.
Mentre il Dottor Darwin cercava di recitare poesie di Wordsworth, Mister Bonobo prese il sopravvento. La trasformazione non portò violenza o terrore, ma un'anarchia naturalistica incontrollabile!
Bonobo uscì in strada. Non cercava vittime, cercava divertimento. Entrò in un club per gentiluomini e, invece di sfidarli a duello, iniziò a spidocchiare con estrema cura il parrucchino del Duca di York, offrendogli in cambio una nocciolina usata. Il Crollo del Sistema
Darwin, intrappolato nella mente della creatura, urlava: "Fermati! Usa il fazzoletto! Non dondolarti dal lampadario di cristallo!"
Ma Mister Bonobo era troppo impegnato a lanciare bucce d'arancia contro i poliziotti e a cercare di abbracciare ogni passante. La parte "umana" di Darwin si rese conto con orrore che, mentre lui passava la vita a preoccuparsi del prestigio, Mister Bonobo era... sinceramente felice.
Il dottore tentò di assumere l'antidoto (una miscela di acqua tonica e rassegnazione), ma Bonobo usò la provetta come un flauto, producendo suoni discutibili.
La mattina dopo, il maggiordomo Poole trovò il laboratorio in condizioni disastrose. Non c'erano segni di lotta, solo molte impronte di piedi prensili sul soffitto e tutti i libri di filosofia erano stati impilati per formare una comoda amaca.
Il Dottor Darwin era seduto per terra. La trasformazione era svanita, ma qualcosa era cambiato per sempre. Portava ancora il cilindro, ma lo usava per tenerci dentro delle noci.
"Dottore!" esclamò Poole, "Siete salvo! Siete riuscito a eliminare la bestia?"
Darwin lo guardò con un occhio vitreo, poi, con un movimento fulmineo, gli saltò sulle spalle e iniziò a cercargli i pidocchi tra i capelli.
"Vedi, caro Poole," disse mentre sbucciava una banana con i piedi, "ho capito l'errore. Ho cercato di eliminare la scimmia per diventare 'veramente umano', ma ho scoperto che l'uomo, senza la scimmia, è solo un primate molto triste con le tasse da pagare
Morale
Inutile cercare di sopprimere la propria natura istintiva dietro strati di etichetta e tecnologia: sotto ogni giacca e cravatta batte un cuore che, se potesse, preferirebbe di gran lunga stare su un albero a lanciare fichi maturi ai passanti piuttosto che rispondere alle e-mail di lunedì mattina.
Accetta la tua scimmia interiore: ti farà risparmiare un sacco di soldi in analisi e godrai molto meglio la vita!