Le mie poesie

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  • Tiberio
    Opinionista
    • 16/08/16
    • 3530

    #1

    Le mie poesie

    La felicità

    La vera felicità è un non essere
    Un non sapere
    Un puro fluire
    Dell’esistenza cosmica.
    Un attimo prima di addormentarsi
    Un sonno senza sogni
    Né incubi;
    Un annullarsi di percezione
    Esistere o non esistere
    uguale.
    E altrimenti non può essere
    che stato senza conoscenza
    vuoto da sé e dalla propria coscienza.

    (estate 2006)
    "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
  • Tiberio
    Opinionista
    • 16/08/16
    • 3530

    #2
    La farfalla

    Gira qualcosa e scintilla
    Nella mia mente
    Non pensiero cupo indistinto
    Ma qualcosa di riflesso
    D’oro e platino.
    E’ una farfalla appena
    Posata sulle mani,
    leggera d’un verso accennato
    o rimasto nella penna o nelle dita,
    che sia mistero di falena
    o arcobaleno iridescente diurno
    ali di sfumatura infinita
    del riflesso del Sole
    in uno specchio d’acqua,
    è la stessa da duemila anni,
    e forse ancor più vecchia.
    Quando ti cerca, la vedi
    Come raggio squarcia i veli
    Di tenebre,
    ma non come lampo,
    perché non ha il tuono.
    Delicato volo,
    che troppo vento spaventa,
    spezza le fragili ali,
    ed io la raccolgo per me
    e per chi la saprà capire.
    "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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    • Tiberio
      Opinionista
      • 16/08/16
      • 3530

      #3
      Sera d’Estate

      Fu in una sera d’Estate.
      L’Autunno era lontano,
      che già allungava i suoi felpati
      e delicati passi.
      Si alzò un turbinio di polvere
      E di foglie il mulinello stanco;
      tra quel dolce tempo
      non giunto, forse,
      ma aspettato, li vidi.

      Camminavano opposti
      Vecchio e giovane
      Abiti estivi
      Segni delle stagioni
      Portavano in fronte.
      E, sotto le stelle,
      scese la Luna,
      e, infine, sorse il Sole.
      "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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      • Tiberio
        Opinionista
        • 16/08/16
        • 3530

        #4
        Notte d’inverno

        Le stelle ci brillano sopra
        Oggi il cielo non è velato
        Ricordi risvegliano dentro
        Nordiche distese, antiche civiltà.
        Antiche rovine
        Silenzi irraggiungibili.
        "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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        • Tiberio
          Opinionista
          • 16/08/16
          • 3530

          #5
          La danza del tempo

          Un suono di orologi, clessidre e meridiane
          Di strumenti che annunciano il sole che sorge,
          il tempo passa.
          Il tempo ci incalza
          Veloce ci segue
          Tu non puoi fermare il movimento della Terra
          E l’inesorabile imbiancarsi dei tuoi capelli;
          ricordati che ti chiederà un giorno il tributo
          della sua danza sulla tua testa
          ricorda:
          la polvere della tua clessidra si consuma.
          Stanca illusione di una nuova clessidra:
          impossibile richiesta dei mortali
          ché la vita e la ragione non si abbracciano
          con l’eternità delle stelle e dei mondi;
          essi un giorno cadranno pur loro.
          Il ciclo non si fermerà?
          Eterno cerchio astrale,
          le lancette non andranno a rovescio,
          almeno non per noi
          almeno non ora.
          "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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          • Tiberio
            Opinionista
            • 16/08/16
            • 3530

            #6
            Il ritorno

            Tornare è un po’ come partire
            Qualcosa si lascia e qualcosa si trova
            Perché non si torna dal nulla
            E non si sale su una sedia
            Senza aver mai posato
            I piedi per terra
            Tornare è riveder qualcosa
            Che forse avevi già visto
            E’ come far splendere la luce
            Su un angolo buio della memoria
            Ormai smussato e divenuto come un cerchio
            Come quando il mare leviga una pietra aguzza
            E la trasforma in sassi rotondi.
            Tornare può essere girare in circolo
            Oppure è venire qua
            Arrivando da chissà dove.
            "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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            • Tiberio
              Opinionista
              • 16/08/16
              • 3530

              #7
              Betulla

              Anche se il vento scuote i tuoi rami
              Come la vita fa con noi
              Tu, betulla, pur esile
              Tieni il tronco saldo
              Solo il fulmine lo può schiantare
              Tengo fermo il mio essere come il tuo, bianca corteccia,
              mentre ogni tempesta o vento scuote i miei rami.
              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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              • Tiberio
                Opinionista
                • 16/08/16
                • 3530

                #8
                Il limitare del bosco

                Cala la notte
                La dolce notte estiva
                Nel limitare del bosco
                Che di lontano vedo
                Scorgo foglie d’ippocastani
                E d’olivo, pini o abeti il profilo
                Incerto, al buio della notte,
                l’angolo non conscio di noi,
                che cela l’inganno del mistero,
                del suo vuoto;
                quando silenzio infine scende,
                solamente interrompe il volo
                del pipistrello, invisibile silente.
                Canta un uccello non visto,
                solo m’immagino l’ombrosa radura,
                forse lunare, cupa e lontana
                dai giacigli degli occhi.
                Siedo, inquieto e attratto dai suoni,
                da supposti segreti, al tempo stesso,
                confondermi con l’alberi vorrei spesso,
                avere l’incoscienza della pietra.
                Oh, miei grandi padri,
                sublimi antenati boscosi,
                tendete le vostre verdi mani,
                nel solo istante che più non mi basta,
                concedetemi al vostra pace, serena.
                Sotto i rami verdi infine
                La tempesta vorrei si placasse
                E viver con voi una vita brulicante,
                fremente di gioia nascosta,
                respiro vitale ed eterno.
                Grandi alberi dalle foglie smeraldine
                Amici silenti non pensanti,
                a voi verrò, un giorno, nella natura
                il mio pensiero e la vita mia
                Con voi si fonderanno.

                A volte, sapete, svanisce la speranza
                Salvo imprevisti ritrovamenti.
                Dobbiamo viver qua
                Granello per granello
                la nostra clessidra.
                Un giorno, forse,
                saremo tutti insieme:
                le nostre dita saranno la pioggia
                che accarezza i rami
                i nostri cuori saranno
                il cinguettio del bosco.
                Difficile accettare
                Di dover star mal,
                Consolazione non c’è mai.
                Pensar e pensar
                Nel baratro conduce.
                Solo voi, vivete e non sapete
                O fortunate piante
                Che male non sentite!
                Difficile capire il senso
                Della fine,
                forse un senso non c’è.
                Speriamo nel futuro,
                ma a che pro?
                Solo sorregge l’uomo stanco
                E l’animal
                Il sopravvivere e il ciclo naturale
                L’amore e il desiderio a volte
                Effimeri (dolore seco hanno,
                medaglia rovesciata)
                Ma lo stesso essere, il male, e
                tutto tranne il nulla,
                non trova fine ultimo.
                E insensata pare
                La conoscenza nostra
                Il domandar perché
                Della natura vivente
                Con la ragion, che
                pur usar dobbiamo
                e spesso aiuta
                ma sentir ed usarla
                apre la sofferenza
                è lama a doppio taglio.

                E non credo a chi mi dice
                Di seguire una legge cosmica
                Caduta da chissà qual cielo
                In chissà qual tempo
                Né tanto meno a chi lo dice
                Con la forza o le candele.
                Non credo che qualcuno
                Decise il nostro mondo.
                Non credo a ciò che vedo
                Neanche a ciò che ascolto
                Ma solo a ciò che sento.
                Cammino sulla terra
                Col senso del mio impegno:
                vi prego, per favore,
                siam tutti marinai.
                La fine non esiste
                Esiste il ciclo eterno della vita
                E perdersi, poi ritrovarsi
                Senza memoria
                Ché questa resta ad altri.
                Un giorno lasceremo
                I nostri desideri
                Con sempre addosso
                La voglia di soddisfarli.
                E certamente è giusto
                Ma solo pochi istanti
                E prima di sapor finisce il gusto,
                giacché soffrir è nostra
                specialità infausta.
                Pur non amiamo
                Una vita senza pensiero alcuno
                E temiam la fine
                Amiam essere legati
                Al desiderar
                Soffriamo per godere.
                Un giorno varcherem
                La sola soglia
                Per cui nasciamo soli
                E soli viviamo.
                Non so se capiremo
                Ma prima dell’oblio
                Non rinunciam a ciò che amiamo
                Forse resisteremo sulla luce solare
                Ai piedi degli alberi
                Forse un giorno sapremo
                Per poi annullarci.

                Così ragionavo tra le foglie
                Il fiume scorreva con fatica
                Strozzata la vita in ogni ansa
                Nel gorgoglio, tra i sassi.
                Felicità è assenza di tristezza
                Oppure mente priva di emozione
                Pur vuota e disumana, se lunga.
                La terra secca al caldo
                Annega, invece, tra i flutti e la neve
                Un giorno d’inverno.
                Quando cadranno i fiori
                Dovremmo sopprimere il dolore
                E pur senza motivo proseguire.
                E sulla strada del sol levante
                Tra due alberi sempreverdi
                Compresi forse anch’io per un momento
                Ch’è non v’è felicità senza libertà
                E non v’è libertà senza accettazione
                E solo se cedi vincerai
                E non domandar risposta
                Se la domanda non può averne
                Benché questo siam noi
                Da sempre.
                "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70460

                  #9
                  Finalmente ho avuto il tempo di leggerle. Mi piace il tuo stile. Anch'io scrivevo poesie un tempo. Mi viene da scrivere quando sto male dentro, quindi il fatto che non ne scriva da un po' volendo vedere è anche cosa positiva
                  Comunque complimenti, spero di leggerne ancora!
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                  Comment

                  • Tiberio
                    Opinionista
                    • 16/08/16
                    • 3530

                    #10
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    Finalmente ho avuto il tempo di leggerle. Mi piace il tuo stile. Anch'io scrivevo poesie un tempo. Mi viene da scrivere quando sto male dentro
                    dipende... ultimamente scrivo più sfoghi in prosa o mi dedico ai commenti...Alcune di queste poesie in effetti sono nate durante periodi di crisi molto (la numero 8 è la mia personale "versione" del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Leopardi), altre no... Certe risalgono a 10 anni fa, le ho rielaborate e limate un po' recentemente.
                    "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                    Comment

                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70460

                      #11
                      Io non ci riesco a riprendere in mano quello che ho scritto di getto anni fa e a modificarlo. Sono cose uscite nell'emozione del momento, non riuscirei neppure volendo a rimetterci mano. Complimenti a te perch� credo sia un lavoro difficile.
                      Last edited by dark lady; 20-04-2020, 16:27.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                      Comment

                      • Tiberio
                        Opinionista
                        • 16/08/16
                        • 3530

                        #12
                        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                        Io non ci riesco a riprendere in mano quello che ho scritto di getto anni fa e a modificarlo. Sono cose uscite nell'emozione del momento, non riuscirei neppure volendo a rimetterci mano. Complimenti a te perch� credo sia un lavoro difficile.
                        cambio solo un po' la metrica e magari qualche parola... il contenuto rimane uguale, appunto riflette uno stato d'animo preciso.
                        Uno dei miei autori preferiti, anche se non riesco a condividere l'estremo pessimismo con cui conclude i suoi "canti" (ad eccezione de L'infinito, La ginestra e Il sabato del villaggio, un po' meno amari del solito).
                        Last edited by dark lady; 20-04-2020, 16:28.
                        "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                        Comment

                        • Tiberio
                          Opinionista
                          • 16/08/16
                          • 3530

                          #13
                          cmq ne ho molte ancora... devo ricopiarle, avevo riempito quaderni di appunti
                          "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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                          • Neliel*
                            Libra
                            • 06/10/10
                            • 1377

                            #14
                            Originariamente Scritto da Tiberio Visualizza Messaggio
                            dipende... ultimamente scrivo pi� sfoghi in prosa o mi dedico ai commenti...Alcune di queste poesie in effetti sono nate durante periodi di crisi molto (la numero 8 � la mia personale "versione" del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Leopardi), altre no... Certe risalgono a 10 anni fa, le ho rielaborate e limate un po' recentemente.
                            Quando l'ho letta ci ho pensato subito. Adoro Leopardi, mi � piaciuta anche la tua, bella la scelta del bosco come angolo di riflessione! Forse potevi condensare di pi� il pensiero in molte meno battute.
                            Last edited by dark lady; 20-04-2020, 16:28.
                            ..Spes ultima Dea..

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                            • Tiberio
                              Opinionista
                              • 16/08/16
                              • 3530

                              #15
                              Originariamente Scritto da Neliel* Visualizza Messaggio
                              Quando l'ho letta ci ho pensato subito. Adoro Leopardi, mi è piaciuta anche la tua, bella la scelta del bosco come angolo di riflessione! Forse potevi condensare di più il pensiero in molte meno battute.
                              in origine erano più poesie, unite poi in una
                              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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