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  • PACE
    Opinionista
    • 27/08/07
    • 1435

    #31
    “Non esiste altra verità se non la Verità Unica e il suo nome è misterioso e impronunciabile”. (cit. KingKong)

    Il cristiano è in grado di pronunciarlo: Gesù Cristo!

    Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». (cit. Giovanni 14)
    "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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    • King Kong
      رباني
      • 05/07/17
      • 2377

      #32
      Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
      Buonasera King, ti segnalo un libro che forse può interessarti, l’ha scritto il francese Mathias Enard, vincitore del “Premio Goncourt” nel 2015. L’autore ha dedicato i suoi studi all’arabo e al persiano. Dopo soggiorni in Medio Oriente, attualmente svolge la sua vita tra Berlino e Barcellona. Nella città catalana collabora con riviste culturali e traduce dal persiano e dall’arabo.

      Recentemente ha pubblicato il romanzo titolato “Malinconia dei confini” (Edizioni E/O), nel quale esplora il concetto di frontiera: limite, passaggio e memoria. Unisce geografia, storia e riflessione personale; costruisce una mappa emotiva fatta di incontri, amicizie e affinità intellettuali.

      L’autore inizia con un lungo monologo romanzesco, descrive il notturno vagabondaggio autunnale per le strade di Berlino, città che gli fa riflettere circa il significato di limite e frontiera.

      Mentre passeggia per la città, giunge la sera piovosa, tipica dell’autunno berlinese. Cammina e dialoga con sé stesso. Nella conversazione interiore esplora il tempo e la geografia, scopre spazi che si aprono nei ricordi e alle amicizie. Capisce che a volte i confini più marcati e invalicabili sono quelli dentro di noi.

      Il ritorno a Berlino gli permette di percorre la distanza fra il tempo di oggi e il tempo di ieri, il tempo degli accadimenti e gli accadimenti del tempo.
      Grazie per il suggerimento, metto in coda. 😊
      Aut hic aut nullubi

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      • King Kong
        رباني
        • 05/07/17
        • 2377

        #33
        Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
        “Non esiste altra verità se non la Verità Unica e il suo nome è misterioso e impronunciabile”. (cit. KingKong)

        Il cristiano è in grado di pronunciarlo: Gesù Cristo!

        Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». (cit. Giovanni 14)
        Mi congratulo sinceramente per la tua realizzazione.
        Mi consentirai però di appartenere ad un altra parrocchia.
        Quella di che crede nella impossibilità di rinchiudere la Verità Unica in una formula, un ragionamento, un volto, un'immagine (Esodo 20, 4) nè tanto meno in un uomo.
        Nel versetto da te citato, Gesù si definisce "mezzo" e non fine.
        E qualsiasi definizione possiamo dare alla Verità Ultima, questa é più grande. Più grande di ogni immaginazione, di ogni parola spesa, di ogni formula conosciuta e sconosciuta, presente ovunque e inafferrabile dalla mente, anche dalle più raffinate.
        Forse solo intuibile in uno dei rari momenti di grazia.
        Aut hic aut nullubi

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        • PACE
          Opinionista
          • 27/08/07
          • 1435

          #34
          Te lo ripeto: la Verità non è un concetto - una definizione come dici tu - ma una Persona; se incontri quella Persona, se ne fai esperienza concreta, hai la verità su tutte le cose del mondo...

          "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna!" (Giovanni 3)
          "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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          • King Kong
            رباني
            • 05/07/17
            • 2377

            #35
            Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
            Te lo ripeto: la Verità non è un concetto - una definizione come dici tu - ...
            Veramente ho scritto che la Veritá Ultima è
            più grande. Più grande di ogni immaginazione, di ogni parola spesa, di ogni formula conosciuta e sconosciuta, presente ovunque e inafferrabile dalla mente, anche dalle più raffinate.
            Forse solo intuibile in uno dei rari momenti di grazia.
            Aut hic aut nullubi

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            • PACE
              Opinionista
              • 27/08/07
              • 1435

              #36
              Premesso che nutro grande rispetto per te - e che stimo tutte le religioni del mondo - è indubbio che per l'islam Dio è l'inaccessibile, il totalmente altro dall'uomo, troppo più grande di lui. Che per l'ebraismo neppure è pronunciabile, il nome di Dio. Che per il buddhismo e le credenze orientali ciò che conta - per arrivare a Dio - è l'ascesi, lo sforzo spirituale della mente umana....per il cristianesimo - all'opposto! - è Dio che si fa prossimo all'uomo, ne prende addirittura la condizione e la forma. Non è più inafferrabile, "più grande di ogni immaginazione" la Verità della quale stiamo parlando; la possiamo invece toccare con mano! Dici anche che "non può essere un uomo, la Verità", ma dimentichi che quell'uomo è il Figlio di Dio. Della stessa sostanza del Padre...
              "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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              • King Kong
                رباني
                • 05/07/17
                • 2377

                #37
                25 Aprile



                Povera nonna Rosa. La sera, finito di mangiare, le dicevi che andavi a trovare la tua fidanzata, inforcavi la bicicletta e sparivi nel buio. La nonna si arrabbiava quando poi tornavi a casa alle prime luci dell’alba. Allora non si usava così! Cioè che un ragazzo della tua età passasse tutta la notte a casa della fidanzata. E poi, perché non l’avevi ancora “portata in casa”, come si diceva e si usava allora? Povera nonna Rosa! Nelle notti che restavi via, esplodevano sui binari di Lambrate i treni carichi di armi per i soldati della Wermacht, i depositi di carburante per le Panzerdivisionen e le caserme dei tedeschi erano attaccate dai “Banditen”. Che ci fosse un nesso fra le tue assenze e gli assalti dei partigiani, la povera nonna e, fortunatamente, tedeschi e fascisti non lo capirono mai.

                Non era il caso di andare in giro a raccontarlo ai quattro venti. Era la guerra, quella vera, dove si vinceva o si moriva. A guerra finita sei tornato ad aggiustare biciclette e motorini, come si torna al lavoro dopo aver imbiancato casa durante il fine settimana. Hai lasciato ad altri il posto davanti ai microfoni e alle macchine da presa, nei direttivi e nelle associazioni, nelle redazioni e sugli scaffali delle librerie. Per anni hai condotto una vita anonima, senza allori e medaglie. La figura dell’eroe sul carro dei vincitori non ti è mai andata a genio. Non ti sono mai andati a genio nemmeno quelli che poi, a proposito o a sproposito, si sono fatti fotografare e intervistare sul carro che diventava sempre più carrozzone. Nemmeno alle domande dirette di noi che volevamo sapere di più hai mai dato risposte esaurienti. Sei fatto così. Eppure, da tanti piccoli frammenti, da qualche accenno dei tuoi amici, dalle parole della povera mamma, abbiamo ricostruito un mosaico impressionante. Tranquillo, se non hai voluto raccontarla tu, ci terremo tutta la storia per noi. Sarebbe abbastanza per scrivere un libro, come hanno fatto altri, ma, in questi tempi di livido revisionismo, creerebbe solo fastidi e crucci a te che invece ami essere lasciato in pace. Che mondo! Adesso ti portano in prima fila alle feste della ricorrenza e i ragazzini sul ciglio della strada chiedono ai loro padri chi mai sia quel vecchietto con gli occhiali da sole che marcia vicino al sindaco. Sono in molti ad alzare le spalle senza un’idea al proposito. Non fa niente. Non è mai stata una delle tue preoccupazioni far sapere ad altri cosa hai combinato all’età nella quale i giovani di oggi passano ore in discoteca o davanti ad un computer. Sei fatto così. Difficile trarne un insegnamento. Ancora più difficile metterti sullo scaffale della storia ufficiale accanto a nomi noti come lo sono stati quelli dei tuoi comandanti. Schierarti contro il sopruso, l’ingiustizia, la dittatura è stato per te un atto di normalità anziché un eroismo. Non è normale alzarsi e contestare al Nerone di turno la libertà di fare del Paese una prigione? Non è normale negare a chicchessia la libertà di soggiogare un intero popolo con la voce delle armi? Non è normale rivendicare la dignità dell’uomo che è diritto universale? Non è quindi di eroi da portare a passeggio una volta l’anno che abbiamo bisogno, ma di persone comuni che hanno dato vita e voce ai diritti fondamentali di un’intera popolazione perché finisse l’arbitrio e la discriminazione. La libertà, la giustizia, la verità sono beni comuni e normali. Se è un atto di eroismo intraprendere la battaglia contro la schiavitù, il vizio e la menzogna insite nella nostra natura individuale, rispondere con un atto di resistenza quando ciò inquina la vita sociale, dovrebbe essere un momento indiscutibile di normalità e buon senso. È così che hai sempre visto le cose anche tu, per questo non hai mai avuto la necessità di costruirci una storia da mettere in piazza. Quello della commemorazione una volta l’anno è solo il momento per ricordare a chi oggi vorrebbe ripercorrere le stesse strade del passato che siamo ancora in guardia. Ed è un messaggio ai giovani per far loro sapere che è possibile un mondo di normalità dove gli stessi diritti valgono per tutti, così come è scolpito nel granito della Costituzione. E, mi sembra, più di uno ha preso la fiaccola dalle tue mani e si è schierato, quando i diritti dei cittadini, di tutti i cittadini, sono violati dagli stupidi che vogliono far rinascere le bugie della razza, dei diritti solo per noi, o, peggio, dichiarano impuniti che bisognerebbe “ributtarli in mare”. Anche se oggi le battaglie si combattono in modo diverso, abbiamo raccolto il messaggio. Sarà pure un’utopia, ma anche noi continuiamo a credere in un mondo migliore, in un mondo di pari diritti, un mondo di pace, giustizia, libertà e di verità. Non saremo eroi con le foto sulle prime pagine dei giornali, non smetteremo di fare gli operai, gli artigiani, gli insegnanti, gli ingegneri o gli architetti, ma continueremo a tenere d’occhio i meccanismi di una società che si fa sempre più complessa e che rischia di cedere il timone nelle mani degli iniqui. Continueremo a far sentire la nostra voce nei tempi e nei modi che ci sono possibili perché nel mondo della globalizzazione ci sia posto per tutti e perché i deboli
                , gli umili, i già diseredati non siano calpestati dalle suole dei prepotenti, degli ignoranti e degli egoisti. Poi, compiuta l’opera, torneremo anche noi ad aggiustare le nostre biciclette e i nostri motorini. Senza medaglie, senza foto sui giornali, senza fanfare, perché la libertà è normale e difenderla è solo un gesto di buon senso. Come ci hai insegnato tu.


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                Aut hic aut nullubi

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