Gaber - la razza in estinzione

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  • ribe
    Opinionista
    • 01/04/07
    • 190

    #1

    Gaber - la razza in estinzione

    Su alcuni punti di questo testo non sono affatto "d'accordo". E tantomeno non amo il personaggio.
    Pero sono parole attuali, anche se vecchiotte.

    "Non mi piace la finta allegria
    non sopporto neanche le cene in compagnia
    e coi giovani sono intransigente
    di certe mode, canzoni e trasgressioni
    non me ne frega niente.
    E sono anche un po' annoiato
    da chi ci fa la morale
    ed esalta come sacra la vita coniugale
    e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
    ma io non riesco a tollerare
    le loro esibizioni.

    Non mi piace chi
  • Matthias

    #2
    Io invece mi ci ritrovo alla perfezione...

    Non so se

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    • errezerotre
      shake your mind!
      • 18/01/07
      • 3679

      #3
      'thias, tu devi decisamente rivederlo il tuo orientamento politico...

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      • ribe
        Opinionista
        • 01/04/07
        • 190

        #4
        [QUOTE=Matthias;623809]Io invece mi ci ritrovo alla perfezione...

        Non so se

        Comment

        • Matthias

          #5
          Et

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          • beat
            My
            • 12/05/06
            • 5815

            #6
            Io ho iniziato da il Signor G e sono arrivata a Io non mi sento italiano in apnea (in mezzo ci sono una ventina di dischi). Gaber è probabilmente l’autore che “sento” di più in assoluto, visceralmente intendo. Il meglio secondo me lo dà con il Teatro Canzone. Lui scrive esattamente come avrei scritto io se avessi saputo farlo (che razza di discorsi ). Mi appartiene moltissimo.. le sue contraddizioni, il suo essere autenticamente anarchico, agnostico, eppure viscerale, uno che si incazza e ci tiene, che cerca come un miraggio il senso d’appartenenza a un mondo che malgrado gli sforzi –c’è poco da fare- non capisce, che si cala le braghe e si espone senza traccia di pudore cantautorale e non risparmia nemmeno i propri compagni che ribattezza “polli d’allevamento” (e Polli d’allevamento usciva nel 1978. Dio, quanto fu fischiato)

            [Quando lo vedi anche (da Libertà Obbligatoria)]

            Allora arriva al disgusto la tua stravaganza
            allora diventa una moda ogni gesto che fai
            non si riesce nemmeno ad avere abbastanza coscienza
            per piangere di noi... per piangere di noi.

            Di noi così ribelli, così devoti
            di noi così folli, così massificati
            di noi così avanti e così impotenti
            coi capelli un po' lunghi
            e le nostre barbe da impegnati.
            Di questa nostra assurda mancanza di rigore
            di una mollezza sorda che non ci fa reagire
            Di noi che non sappiamo cosa sia
            la nostra malattia
            e forse non abbiamo ancora fatto un gemito
            ma la paura comincia a salire dagli intestini
            come il vomito.

            Noi così vitali, così distrutti
            noi così creativi, così assuefatti
            ci aggrappiamo ad un gesto che sembra di rottura
            con l'illusione e il pretesto di scegliere ancora
            noi così originali e spappolati
            creiamo saltando liberi come pidocchi
            coi nostri gusti schifosi accumulati
            fra la testa e gli occhi.

            Ormai sei soggetto a una forza
            che ti è sconosciuta
            ormai sei libero e schiavo,
            ormai sei coinvolto
            e di colpo ti viene il sospetto
            che in tutta la vita
            non hai mai scelto.
            Non hai mai scelto.


            [Quando è moda è moda (da Polli d’allevamento)]

            Io per me se c'avessi la forza e l'arroganza
            direi che non è più tempo di fare mischiamenti,
            che è il momento di prender le distanze
            che non voglio inventarmi più amori
            che non voglio più avervi come amici, come interlocutori.

            Sono diverso e certamente solo
            sono diverso perché non sopporto il buon senso comune
            ma neanche la retorica del pazzo
            non ho nessuna voglio di assurde compressioni
            ma nemmeno di liberarmi a cazzo
            non voglio velletarie mescolanze con nessuno
            nemmeno più con voi
            ma non sopporto neache la legge dilagante
            del "fatti i cazzi tuoi".
            Sono diverso, sono polemico e violento
            non ho nessun rispetto per la democrazia
            e parlo molto male di prostitute e detenuti
            da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti
            Di quelli che diranno che sono qualunquista non me ne frega niente:
            non sono più compagno né femministaiolo militante,
            mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari
            e le altre cazzate;
            e finalmente non sopporto le vostre donne liberate
            con cui voi discutete democraticamente
            sono diverso perché quando è merda è merda
            non ha importanza la specificazione:
            autisti di piazza, studenti, barbieri, santoni, artisti, operai,
            gramsciani, cattolici, nani, datori di luci, baristi,
            troie, ruffiani,
            paracadutisti, ufologi...

            Quando è moda è moda, quando è moda è moda.


            Fino a non sentire nessun senso d’appartenenza. Eppure.. libertà è partecipazione, ci credeva. Non ci teneva ad essere diverso, ma lo era. Le ha scritte entrambe: La canzone dell’appartenenza e La canzone della non appartenenza.

            [La canzone della non appartenenza]

            Quando non c'è nessuna appartenenza
            la mia normale, la mia sola verità
            è una gran dose di egoismo
            magari un po' attenuato
            da un vago amore per l'umanità.

            La mia anima è vuota e non è abitata
            se non da me stesso
            non so bene da quando ma l'amore per il mondo
            mi sembra un paradosso

            ma soffrire per gente di cui non si sa l'esistenza
            mi sembra il segno un po' preoccupante di qualche carenza
            tutto quello che provo è una vana protesta
            è solo questa mia coscienza che non mi basta.

            Quando non c'è nessuna appartenenza
            la mia normale, la mia sola verità
            è una parvenza di altruismo
            magari compiaciuto
            che noi chiamiamo solidarietà.

            Ma se guardo il mondo intero
            che è solidale e si commuove in coro
            i filmati di massacri osceni
            con tanti primi piani di mamme e bambini
            mi vien da dire che se questo è amore sarebbe molto meglio
            non essere buoni.

            Se provo a guardare il mondo civile
            così sensibile con chi sta male
            il cinismo di usare la gente
            col gusto più morboso di un corpo straziante
            mi vien da urlare che se questo è amore io non amo nessuno
            non sento proprio niente.

            [E non ci salva l'idea dell'uguaglianza
            né l'altruismo o l'inutile pietà
            ma un egoismo antico e sano
            di chi non sa nemmeno
            che fa del bene a sé e all'umanità.]


            Non so rispondere a chi gli dà del nichilista.. Certo ascoltarsi solo gli ultimi album tipo “La mia generazione ha perso” è fuorviante.. troppa vita e troppa passione tutta in un uomo per poter parlare con questa leggerezza di nichilismo. E’ probabilmente l’altra faccia della medaglia di un uomo che aveva bisogno di un delirio che sia ancora più forte, ma che abbia un senso di vita e non di morte, fondamentalmente frustrato dalla realtà.

            E la sua ironia spietata ma dolcissima (chi ha ascoltato Bar Casablanca forse sa cosa intendo), il suo rigore, la sua fisicità, il suo entusiasmo, la sua sofferenza, la sua vitalità, la sua assenza.

            Mio padre putativo, si può dire che gli voglio bene..
            [SIZE="1"]Non pi

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #7
              Anche per un cattolico come me, Gaber rimane unico e affascinante!
              amate i vostri nemici

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              • beat
                My
                • 12/05/06
                • 5815

                #8
                Allora ti segnalo "Non fa male credere. La fede laica di Giorgio Gaber" di Pedrinelli
                [SIZE="1"]Non pi

                Comment

                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #9
                  Merci beaucoup, Bianca, leggiadra creatura!
                  amate i vostri nemici

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                  • volver

                    #10
                    Io ho sempre stimato Giorgio Gaber, ero in sintonia con il suo pensiero politico, e mi piacciono ancora le sue canzoni, dalla vecchia e sempre bella "Non arrossire" alle ultime di sincero e autentico impegno politico-sociale.

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                    • Rabel
                      Opinionista
                      • 28/03/07
                      • 45

                      #11
                      Ragazzi, mancano tanto...troppo..artisti come lui in questa "italietta".di tette, culi e reality..un esempio di ironia, rigore e onest
                      "Socchiusi gli occhi,sto
                      seduto sul trifoglio,
                      e vedo un quadrifoglio
                      che non raccoglier

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                      • conteburlone
                        Opinionista
                        • 16/02/07
                        • 38

                        #12
                        ..sono contento che ci sia qualcuno che si accorge di come g.g. sia di straordinaria attualit
                        "......via via vieni via con me niente pi

                        Comment

                        • Microemozioni
                          Aldo
                          • 26/04/06
                          • 1928

                          #13
                          Gaber è fantastico ha scritto delle canzoni che sono piccoli capolavori e poi sono anche piacevoli e orecchiabili(tranne io se fossi dio che è bella come testo ma come musica inesistente,poi beh c'è la Democrazia che non è nemmeno una canzone).
                          ''Un'idea'',''La Libertà'',''I Borghesi'',''Io non mi sento italiano'' sono una più bella dell'altra.
                          Alle volte sembra un po' qualunquista però forse è anche questo che ha reso grandi certi brani di Gaber anche perchè lui il conformismo non lo digeriva e perchè effettivamente questa nostra società alle volte ti costringe al qualunquismo.
                          Last edited by Microemozioni; 12-06-2007, 22:17.
                          "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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