Lirica dentro o fuori dal Fus?

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  • Xilinx23
    The Count
    • 01/06/05
    • 41139

    #1

    Lirica dentro o fuori dal Fus?

    Indecisissimo su dove aprirlo.
    Ma dato che si parla del dove posizionare la musica lirica rispetto ai fondi per la cultura italiana apro qui.

    [I]Lirica dentro o fuori dal Fondo Unico dello Spettacolo?
    E' il quesito su cui si sono accesi i riflettori, grazie alla penna di Alessandro Baricco. In un editoriale agguerrito su Repubblica, lo scrittore analizza le crepe che minano le fondamenta del rapporto fra denaro pubblico e cultura: "Non si pu
    Membro del Consiglio degli Admin


    [RIGHT][I]L'ironia
  • lady cotard
    vagamente snob
    • 25/07/08
    • 1636

    #2
    [QUOTE=Xilinx23;981385]
    Alberto Bevilacqua: "Ma se la gente non si prepara a capirlo, se non sa cos'
    - diana. link. subito.-

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70446

      #3
      Condivido il fatto che la cultura debba essere sostenuta dallo Stato. Ma mi rendo anche conto che in un periodo di crisi si debbano fare delle scelte, e che possano rendersi necessari tagli in tutti quei settori che non siano quelli di sostegno all'economia (anche se comunque ritengo che la cultura abbia una valenza fondamentale, ed eviti l'imbruttimento completo delle masse).
      Detto questo, quello che trovo insensato è che qualcuno possa anche solo farsi venire il dubbio che la musica lirica possa essere "inutile".
      Un genere musicale nato nella culla della civiltà, ossia Firenze, che ha visto esponenti di elevatissimo livello, ed ha saputo rivisitare il teatro medioevale e la tragedia classica, una delle più alte (sì, alte) forme musicali dopo la classica, dovrebbe forse essere messo da parte? E in favore di cosa? Dei cantantucoli che escono da San Remo? Dagli artisti emergenti pseudomoderni?
      Eppure la lirica è stata fortemente rivalutata dalla gente, anche tra i giovani. Quando vado a teatro vedo con piacere sempre più persone giovani interessate, e teatri gremiti. Alla faccia di chi rema contro, fortunatamente il gusto per il classico non si è ancora perso. Io dico che se proprio si vogliono fare tagli alla cultura, i rami secchi da sfrondare sono molti, e non certo nell'ambito della lirica...
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • Xilinx23
        The Count
        • 01/06/05
        • 41139

        #4
        Originariamente Scritto da lady cotard Visualizza Messaggio
        secondo bevilacqua la musica alta sarebbe l'opera?
        Da quanto ho evinto dal testo, si.
        Pensi il contrario?
        Membro del Consiglio degli Admin


        [RIGHT][I]L'ironia

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        • lady cotard
          vagamente snob
          • 25/07/08
          • 1636

          #5
          l’opera è un genere popolare, soprattutto quella a cui si riferiscono qua, l’opera lirica italiana.
          poi vabbé, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano, occorrerebbe fare distinguo ed eccezioni, tuttavia parlando in generale definirlo un genere alto mi pare quasi fare un torto, come se non si possa essere popolari e meritevoli di tutela.

          è popolare per storia, ma è popolare proprio per struttura, non a caso le arie della lirica sono così utilizzate nelle pubblicità, il fraseggio musicale è spesso semplice e orecchiabile, le arie sono le antisignane dei jingle.

          la struttura stessa dell’opera viene incontro all’ascoltatore, con l’overture in cui sono presentati tutti i temi dell’opera e i singoli personaggi contraddistinti ognuno da un timbro e un tema. quando si apre il sipario l’orchestra ci ha già raccontato la storia. è quasi impossibile perdersi.

          le trame sono semplici e semplificate fino al parossismo se è vero - ed è vero - il noto adagio secondo cui la stragrande maggioranza dell’opera lirica italiana può riassumersi con un tenore che vuole farsi un soprano e un baritono che rompe le palle - mi si scusino i francesismi.

          e questo nelle opere più riuscite, senza entrare nei casi di opere palesemente scritte per fare cassa - non sempre riuscendo nell’intento peraltro, una su tutte la madama butterfly, tanto per fare un titolo noto, un’opera che è un cut&paste scandaloso, ma d’altra parte pure puccini doveva mangiare.

          questo non vuol dire che l’opera non sia un patrimonio italiano o che non vada tutelata, ma la possiamo tutelare per quello che è: un genere di svago.

          se dovessi fare un parallelismo cinematografico credo che l’opera sia paragonabile alla commedia hollywoodiana anni ’50 - e non a caso adoro pure quella - e dio non voglia che shirley macLaine nei suoi vestini verdi di irma la dolce vada persa.

          i biglietti per la scala di milano costano 234 euro (118 i palchi) - e non parlo delle prime - e quindi diventa automaticamente un genere di élite, ma non lo sarebbe affatto: per capirci, mio nipote ha cinque anni, alla rappresentazione dell’italiana in algeri, vista qualche mese fa, ha riso tutto il tempo. l’opera è immediata, è la sua meraviglia.

          sì c’è la possibilità del loggione, ma per come sono organizzati in italia (a vienna, ad esempio funziona meglio - e niente ha da invidiare all'eccellenza di ferrara per dire uno dei migliori teatri lirici d'italia) occorre non aver un tubo da fare nella vita per prendere i biglietti del loggione, quando studiavo ero una loggionista fissa - beh al carlo felice di genova non fecero entrare me e il mio amico - a dire il vero - per ragioni di abbigliamento dopo che - quindicenni, ci eravamo fatti bologna-genova e la notte in piedi in fila e faceva pure freddo mannaggia per.. ah vabbé per wagner che merita un discorso a parte, comunque che odio, diomio.

          poi vabbé, negli ultimi anni effettivamente eppur si muove, quindi iniziano ad inserire in cartellone opere che per secoli non hanno calcato le scene, ma per vedere una luisa miller - che dio benedica verdi - tocca vedere 43 aida, per dire.
          Last edited by lady cotard; 03-03-2009, 13:27.
          - diana. link. subito.-

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