I 60 anni del Boss

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  • Renella
    Jo-Jo dipendente
    • 02/05/07
    • 6889

    #1

    I 60 anni del Boss

    Sessant’anni da Boss. Bruce Springsteen raggiunge il fatidico traguardo il 23 settembre, coronando un annno eccezionale anche dal punto di vista artistico, con la vittoria del Golden Globe per il brano The wrestler, canzone composta per l’omonimo film interpretato da Mickey Rourke, l’uscita del nuovo album Working on a dream, che recepisce fin dal titolo l’impegno profuso al fianco di Barack Obama, per il quale ha suonato anche alla festa di insediamento alla presidenza, l’esibizione nell’intervallo della seguitissima finale del Superbowl e infine il tour mondiale iniziato la scorsa primavera e che lo ha portato anche in Italia quest’estate.
    Sperando che nessuno mi linci per averlo chiamato Boss (), vorrei dedicare un 3d (anche se un giorno dopo) ad uno dei più famosi artisti mondiali della musica, da anni al top delle classifiche.
    Ha fatto sognare, cantare, ballare generazioni su generazioni.
    E lo fa ancora oggi.
    Anche se alla radio dobbiamo sentire in continuazione gente come Lady Gaga-Gala o come cazzo si chiama (scusate ) e mai un pò di musica diversa... però lui c'è.
    E' là.

    Io non sono una sua fan scatenata. Anzi... non sono una sua fan, perché il fatto di conoscere 10 canzoni e amare la sua voce, non fa di me un'esperta né una fan.
    Ma chi non lo conosce o non lo ha sentito almeno una volta?
    Chi non ha canticchiato almeno una volta, Street of Philadelphia o la più celebre Born in the Usa?

    E quindi chiedo a voi: avete mai avuto il privilegio di ascoltarlo dal vivo?
    Lo conoscete?
    Siete suoi estimatori?

    Intanto... AUGURI GRANDE BOSS BORN IN THE USA!

    (che tra l'altro, mi si consenta, l'è anche un discreto pezzo d'uomo, nonostante l'età... )
    Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
    Dante Alighieri

    [I][SIZE="1"][COLOR="DarkOrchid"][B]Se mi allena Prandelli, gioco bene pure io... Forza Viola Al
  • Account eliminato1

    #2
    Ho avuto un periodo un pò Bruce Springsteen durante l'adolescenza.

    Oggi se passa in radio qualcosa di allora l'ascolto con piacere.

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    • Renella
      Jo-Jo dipendente
      • 02/05/07
      • 6889

      #3
      Per me è uno dei pochi cantanti che pur non seguendo direttamente, quando ne sento la voce in radio, anche se non conosco la canzone, ascolto sempre volentieri. E' la sua voce e la sua musica che mi piacciono comunque.

      p.s. eri tipo giubbotto di jeans strappato senza maniche?!?!?!!?
      Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
      Dante Alighieri

      [I][SIZE="1"][COLOR="DarkOrchid"][B]Se mi allena Prandelli, gioco bene pure io... Forza Viola Al

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      • Account eliminato1

        #4
        [QUOTE=Renella;1040044]Per me

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        • Malo Perverso
          Opinionista
          • 06/12/08
          • 3792

          #5
          Ho ascoltato qualche passaggio in radio del suo ultimo lavoro.
          L' ho trovato decisamente noioso, banale negli arrangiamenti.
          Una strizzatina d' occhio alle classifiche anche per lui.

          Tutto sommato un buon mestierante, sempre con il fantasma di Dylan e Guthrie appollaiati sulle sue spalle

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          • Barrett
            Opinionista
            • 07/10/07
            • 2591

            #6
            Ho evitato di aprire il topic perchè per me Bruce è stata la scoperta del rock, tanti anni fa, insieme ai Rolling Stones, quindi potevo non essere completamente obiettivo nel giudicare quarant'anni di carriera. E come per le cose che si amano di più o si sono amate si è meno indulgenti e più ipercritici. Bruce per me rimane quello degli anni settanta, comprendendo anche The River del 1980 e Nebraska del 1982. Facendo uno sforzo, anche Born in the Usa del 1984 e ultimamente The Rising del 2001. Il resto come dice Malo è mestiere o poco più. Dal vivo, invece ha mantenuto intatta l'antica verve considerata naturalmente anche l'età che non gli permette più di fare concerti di cinque ore....
            Ritornando agli anni settanta, la sua musica si muove tra Elvis, Dylan e Van Morrison. E grazie al mix di questi mostri sacri nel 1975 pubblica Born to run, che per il sottoscritto rimane la miglior sintesi nel rock, mentre The River ridisegna il rock and roll delle origini con suoni taglienti, produzioni ricercate ma scarne nel risultato e ballate senza tempo.
            Bruce ha sempre avuto dimistichezza con il linguaggio rock delle origini, il rock and roll, ma anche il rhythm and blues, il folk di Guthrie e la conseguente elettrificazione compiuta da Dylan, mentre nei testi, se inizialmente riguardavano esperienze personali, con Nebraska ha cominciato a guardare oltre, attaccando ad esempio l'America repubblicana (Born in the USA), facendosi partecipe di diritti dimenticati (Philadelphia) e ultimamemente divenendo anche testimonial di Obama.

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