Gli orrori di Figaro

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  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
    • 28840

    #1

    Gli orrori di Figaro

    In questo momento su Rai5 sta andando in onda la peggior versione delle Nozze di Figaro di tutti tempi!
    semel in anno licet insanire, cotidie melius
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70448

    #2
    Racconta, come mai era così terribile?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • Pazza_di_Acerra
      люблю беспокоиться
      • 09/12/09
      • 28840

      #3
      Tralascio le solite "modernizzazioni" coi cantanti in Jeans, l'elefante sullo sfondo, le ragazze appese o appiccicate al muro, il problema erano proprio i cantanti. Bravissima la Contessa, discreto Figaro, passabile il Conte, ma gli altri... Susanna si è un po' ripresa alla fine con "Deh vieni non tardar" dopo tre atti di strazio, incommentabile Cherubino, che dovrebbe cambiare mestiere al più presto. Pessimo il direttore d'orchesra, pessimissimo il regista.
      semel in anno licet insanire, cotidie melius

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70448

        #4
        Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
        Tralascio le solite "modernizzazioni" coi cantanti in Jeans, l'elefante sullo sfondo, le ragazze appese o appiccicate al muro, il problema erano proprio i cantanti. Bravissima la Contessa, discreto Figaro, passabile il Conte, ma gli altri... Susanna si è un po' ripresa alla fine con "Deh vieni non tardar" dopo tre atti di strazio, incommentabile Cherubino, che dovrebbe cambiare mestiere al più presto. Pessimo il direttore d'orchesra, pessimissimo il regista.
        Ommamma che incubo. E sei pure riuscita a vederla tutta?
        Io odio le modernizzazioni, mi sono intollerabili.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • Pazza_di_Acerra
          люблю беспокоиться
          • 09/12/09
          • 28840

          #5
          Sì, mi sono fatta male da sola, nella vana speranza che le cose migliorassero. Mia figlia, più astuta, ha mollato l'osso a metà del primo atto.
          semel in anno licet insanire, cotidie melius

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          • follemente
            Opinionista

            • 22/12/09
            • 11727

            #6
            Concordo in toto con la Pazza, la scenografia, la regia, i costumi, tutto l'allestimento orribili, tanto pesanti che interferivano con la leggerezza della musica; ed anche la Contessa, cantante bravissima, ha scarse doti interpretative: aveva sempre la stessa espressione facciale.

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            • Pazza_di_Acerra
              люблю беспокоиться
              • 09/12/09
              • 28840

              #7
              Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
              Concordo in toto con la Pazza, la scenografia, la regia, i costumi, tutto l'allestimento orribili, tanto pesanti che interferivano con la leggerezza della musica; ed anche la Contessa, cantante bravissima, ha scarse doti interpretative: aveva sempre la stessa espressione facciale.
              L'hai visto anche tu? Ho tralasciato di parlare delle doti interpretative per non rincarare la dose. Ma almeno la contessa cantava, il che non è poco in siffatta compagnia.
              semel in anno licet insanire, cotidie melius

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              • follemente
                Opinionista

                • 22/12/09
                • 11727

                #8
                Sì, anch'io sino alla fine, anche se ci sono rimasta male sin dall'ouverture.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #9
                  Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                  Tralascio le solite "modernizzazioni" coi cantanti in Jeans, l'elefante sullo sfondo, le ragazze appese o appiccicate al muro, il problema erano proprio i cantanti.
                  immagino un'elegante dama russa che si trasforma in Alexandra Dimitrovna, la Bestia omicida della Piccionaia, che lancia molotov sul palco, tipo concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli, 1971

                  i cantanti sono quelli che sono; sugli allestimenti mi sono soffermato tantissime volte, visto che è di primi '80 che si vedono scelte eccentriche, che ormai non fanno più notizia; però, ci si dovrebbe porre il problema della creatività in un contesto forzosamente "statico" come quello del repertorio colto;

                  cioè, se non c'è domanda e disponibilità di azzardo creativo, inevitabilmente il settore tende a deselezionare gli artisti e riempirsi di travet, in tutti i ruoli;
                  nei conservatori comanda la lobby dei "compositori", l'1%; i cantanti sono considerati "stupidi", devono eseguire e basta; a nessuno si insegna il senso del "testo", conoscenza esoterica destinata ai diplomati in composizione e direzione; un mondo dove non è ancora arrivata la rivoluzione; quella francese, di 230 anni fa
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Pazza_di_Acerra
                    люблю беспокоиться
                    • 09/12/09
                    • 28840

                    #10
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    immagino un'elegante dama russa che si trasforma in Alexandra Dimitrovna, la Bestia omicida della Piccionaia, che lancia molotov sul palco, tipo concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli, 1971

                    i cantanti sono quelli che sono; sugli allestimenti mi sono soffermato tantissime volte, visto che è di primi '80 che si vedono scelte eccentriche, che ormai non fanno più notizia; però, ci si dovrebbe porre il problema della creatività in un contesto forzosamente "statico" come quello del repertorio colto;

                    cioè, se non c'è domanda e disponibilità di azzardo creativo, inevitabilmente il settore tende a deselezionare gli artisti e riempirsi di travet, in tutti i ruoli;
                    nei conservatori comanda la lobby dei "compositori", l'1%; i cantanti sono considerati "stupidi", devono eseguire e basta; a nessuno si insegna il senso del "testo", conoscenza esoterica destinata ai diplomati in composizione e direzione; un mondo dove non è ancora arrivata la rivoluzione; quella francese, di 230 anni fa
                    Predichi bene.ma rimane il fatto che ieri sera i cantanti (di cui non conosco biografia e percorso artistico) erano tutti, tranne una, un problema abbastanza serio. Del regista non val la pena parlare e sul direttore d'orchestra, tal Stefano Montanari (lo conosci?) è difficile dire qualcosa senza scadere nella volgarità.
                    semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                      Predichi bene.ma rimane il fatto che ieri sera i cantanti (di cui non conosco biografia e percorso artistico) erano tutti, tranne una, un problema abbastanza serio. Del regista non val la pena parlare e sul direttore d'orchestra, tal Stefano Montanari (lo conosci?) è difficile dire qualcosa senza scadere nella volgarità.
                      non so; per giudicare un direttore bisognerebbe essere suo pari e conoscere le partiture; posso leggere Rattalino che critica Michelangeli, sostenendo che cambia le partiture; in teoria ha ragione; ma poi, io sono affezionato a Michelangeli e ne difenderei comunque le scelte; ma nulla mi garantisce che il mio gusto si sia formato su una lettura oggettivamente "deviata";

                      il problema coi cantanti lo hai proprio perché nessuna persona di talento - o, sempre meno - vogliono fare quella carriera in un contesto che mortifica l'intelligenza e la cultura con una formazione obsoleta, gerarchie d'altri tempi;
                      nella tua o mia prospettiva la questione può essere irrilevante: vogliamo orchestre juke-box che suonano il nostro repertorio preferito nel modo in cui siamo stati educati ad ascoltarlo, vogliamo i personaggi vestiti in quel modo e le scenografie in quell'altro;

                      man mano che si perde un modello diffuso di approccio, relativamente stabile, è sempre più probabile che il materiale colto sia oggetto di rivisitazioni ed eccentricità, nonostante l'eredità di esecuzioni registrate.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70448

                        #12
                        Sta di fatto che però se mandi in onda un'opera in tv dovresti almeno prima avere una vaga idea della qualità della stessa...
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #13
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          Sta di fatto che però se mandi in onda un'opera in tv dovresti almeno prima avere una vaga idea della qualità della stessa...
                          la qualità è una cosa opinabile; anche perché quelle sono produzioni di festival o teatri di prima grandezza, in cui un direttore ha affidato la realizzazione a registi, direzione, ecc... considera che se non hai queste alzate - discutibili e discusse - finito il pubblico di una certa età, non hai più interesse o ricambio;
                          non discuto del merito e del gusto; il punto è che tante cose poi si valorizzano col tempo;

                          ricordo una produzione RAI modernista dell'Orlando furioso, circa 1973/74; per un ragazzino o una persona qualsiasi, noiosissima e astrusa; oggi celebrata come uno dei momenti più alti e coraggiosi della produzione nazionale, ma al tempo massacrata da chiunque non fosse un super-intellettuale;

                          se la lirica non lavora su questo, è finita; ti resta la valchiria cicciona con le trecce bionde e l'elmo con la spada di cartapesta in mano, tipo Bayreuth 1910

                          è proprio un problema di quel codice espressivo, molto mediato, sedimentato di luoghi comuni della teatralità; la ripetizione suscita il ridicolo, anche inconsapevole e deseleziona un pubblico non iniziato;
                          non è una questione semplicissima da trattare in due righe; ma l'effetto è un po' come quello della deriva di genere, dallo "Squalo" di Spielberg ai film imitazione, il genere, per poi arrivare a Sharknado, il grottesco del genere;

                          le arti "colte" corrono tutte lo stesso rischio, per motivi intrinseci alla loro funzione sociale; infatti, hai lo stesso problema di approccio modernista anche nel figurativo, nella letteratura, ecc...
                          c'è del lardo in Garfagnana

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