Suo padre aveva l'abitudine di ascoltare la radio in casa dopo il rientro dal lavoro. In tale modo Shorter viene, inconsapevolmente, iniziato alla musica jazz: grazie alla trasmissione quotidiana di Martin Block scopre e ascolta Bud Powell, Thelonious Monk, Charlie Parker, Coleman Hawkins, Lester Young e altri musicisti bebop. Inizia a suonare il sassofono verso i 16 anni. Nel 1952 si iscrive alla New York University dove studia per quattro anni.
Dal 1956 al 1958 presta servizio sotto le armi. Durante il servizio militare suona talvolta con Horace Silver. Dopo il congedo entra nell'orchestra di Nat Phipps e poi, nell'estate del 1956, in quella di Maynard Ferguson. Qui incontra per la prima volta Joe Zawinul.
Col suo inseparabile e inconfondibile sax Fausto Papetti per ben 3 decenni ha provveduto ad allietare un pubblico desideroso di suoni morbidi, riuscendo a rendere easy listening i più famosi brani del momento - perfino Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd o la disco-music! - dalle colonne sonore dei film di maggiore incasso, ai successi di cantanti italiani e internazionali. Ascoltando un album di Papetti si ha quindi una sorta di bignamino dei gusti e del sound del periodo, il tutto fatto con gusto. E il pubblico premiò la versatilità del sassofonista con un successo che ha dello strepitoso. Nel periodo di maggior fulgore, gli anni '70, Papetti sfornava almeno due raccolte all'anno - la prima è datata 1960, da allora Papetti è arrivato fino alla n° 50 - che puntualmente scalavano i primi posti della hit parade; la 20a raccolta ad esempio arrivò fino al primo posto, nel 1975. Questi dischi si caratterizzavano anche per le copertine in cui comparivano, specialmente negli anni '70, signorine discinte. A questi erano poi da aggiungere album a tema, per fare alcuni titoli: Old America, Evergreen, Bonjour France, Made in Italy, Ritmi dell'America Latina, Cinema anni '60, Cinema anni '70. Fausto Papetti è mancato nel 1999 nella quasi indifferenza. Si pensa che non sia meritato questo trattamento.
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