(Da Wikipedia)
La teoria queer è una teoria critica sul sesso e sul genere emersa all'inizio degli anni '90. La teoria nacque in seno agli studi gay e lesbici, agli studi di genere e alla teoria femminista. Sulla scia delle tesi di Michel Foucault, Jacques Derrida e Julia Kristeva, la teoria queer mette in discussione la naturalità dell'identità di genere, dell' identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente, e che quindi gli individui non possono essere realmente descritti usando termini generali come "eterosessuale" o "donna". La teoria queer sfida pertanto la pratica comune di dividere in compartimenti separati la descrizione di una persona perché "entri" in una o più particolari categorie definite.
Laddove gli studi gay e lesbici analizzano in particolare il modo in cui un comportamento viene definito "naturale" o "innaturale" rispetto al comportamento eterosessuale, la teoria queer si sforza di comprendere qualsiasi attività o identità sessuale che ricada entro le categorie di normativo e deviante.
In particolare, la teoria queer rigetta la creazione di categorie ed entità-gruppo artificiali e socialmente assegnate basate sulla divisione tra coloro che condividono un'usanza, abitudine o stile di vita e coloro che non lo condividono.
[...]
La trasposizione in lingua italiana di "queer" affiancato a "teoria" non rende ragione de "l'impatto,volutamente scandaloso nell'associare il termine accademicamente alto di teoria con queer, esempio di hate speech, ovvero di linguaggio ingiurioso. L'effetto scandaloso voleva misurarsi anche nei confronti della critica gay e lesbica più tradizionale. Si può dire che la teoria queer intendesse porsi come interruzione di una pratica critica gay e lesbica legata alla naturalizzazione dell'omosessuale, ovvero a tutto la traduzione di politica culturale omosessuale che puntava sulla strategia del cosiddetto reverse discourse"
Contro l'effetto naturalizzante del reverse discourse, teso a stabilizzare un'identità omosessuale e a creare una comunità, la teoria queer si augurava di potere interrompere un continuum epistemico rimettendo al centro dell'attenzione il problema della differenze multiple e sviluppando contemporaneamente le contraddizioni proprie del modo in cui viene comunemente intesa la definizione omo/eterosessuale. Le discrepanze e le incoerenze tra sesso cromosomico, genere e desiderio sessuale diventano l'oggetto privilegiato d'analisi, arrivando ad includere il travestitismo, l'ermafroditismo, l'ambiguità di genere e la chirurgia per il cambiamento di sesso. Gli strumenti più frequentemente usati sono quelli della decostruzione delle rappresentazioni sociali e dell'analisi delle identità sotto la lente della loro performatività.
Io trovo che sia il movimento più rivoluzionario degli ultimi anni, forse l'unico.
Peccato che in Italia non abbia avuto l'ampio spazio che ha avuto negli Stati Uniti e, in parte minore, in Francia.
Devo dire che io mi sento molto queer, nonostante non sia così fluida nell'orientamento sessuale.
Lo sono, invece, per quanto riguarda il genere.
E voi? Vi sentite un po' queer?
La teoria queer è una teoria critica sul sesso e sul genere emersa all'inizio degli anni '90. La teoria nacque in seno agli studi gay e lesbici, agli studi di genere e alla teoria femminista. Sulla scia delle tesi di Michel Foucault, Jacques Derrida e Julia Kristeva, la teoria queer mette in discussione la naturalità dell'identità di genere, dell' identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente, e che quindi gli individui non possono essere realmente descritti usando termini generali come "eterosessuale" o "donna". La teoria queer sfida pertanto la pratica comune di dividere in compartimenti separati la descrizione di una persona perché "entri" in una o più particolari categorie definite.
Laddove gli studi gay e lesbici analizzano in particolare il modo in cui un comportamento viene definito "naturale" o "innaturale" rispetto al comportamento eterosessuale, la teoria queer si sforza di comprendere qualsiasi attività o identità sessuale che ricada entro le categorie di normativo e deviante.
In particolare, la teoria queer rigetta la creazione di categorie ed entità-gruppo artificiali e socialmente assegnate basate sulla divisione tra coloro che condividono un'usanza, abitudine o stile di vita e coloro che non lo condividono.
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La trasposizione in lingua italiana di "queer" affiancato a "teoria" non rende ragione de "l'impatto,volutamente scandaloso nell'associare il termine accademicamente alto di teoria con queer, esempio di hate speech, ovvero di linguaggio ingiurioso. L'effetto scandaloso voleva misurarsi anche nei confronti della critica gay e lesbica più tradizionale. Si può dire che la teoria queer intendesse porsi come interruzione di una pratica critica gay e lesbica legata alla naturalizzazione dell'omosessuale, ovvero a tutto la traduzione di politica culturale omosessuale che puntava sulla strategia del cosiddetto reverse discourse"
Contro l'effetto naturalizzante del reverse discourse, teso a stabilizzare un'identità omosessuale e a creare una comunità, la teoria queer si augurava di potere interrompere un continuum epistemico rimettendo al centro dell'attenzione il problema della differenze multiple e sviluppando contemporaneamente le contraddizioni proprie del modo in cui viene comunemente intesa la definizione omo/eterosessuale. Le discrepanze e le incoerenze tra sesso cromosomico, genere e desiderio sessuale diventano l'oggetto privilegiato d'analisi, arrivando ad includere il travestitismo, l'ermafroditismo, l'ambiguità di genere e la chirurgia per il cambiamento di sesso. Gli strumenti più frequentemente usati sono quelli della decostruzione delle rappresentazioni sociali e dell'analisi delle identità sotto la lente della loro performatività.
Io trovo che sia il movimento più rivoluzionario degli ultimi anni, forse l'unico.
Peccato che in Italia non abbia avuto l'ampio spazio che ha avuto negli Stati Uniti e, in parte minore, in Francia.
Devo dire che io mi sento molto queer, nonostante non sia così fluida nell'orientamento sessuale.
Lo sono, invece, per quanto riguarda il genere.
E voi? Vi sentite un po' queer?



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