Il cervello dei gay somiglia a quello del sesso opposto

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  • sd&m
    tutto passa
    • 04/12/06
    • 3762

    #46
    comunque oltre al discorso dei feromoni vi sono altri elementi (non definitivi) che sembrano indicare una matrice genetica nell'orientamento sessuale... x esempio in relazione all'omosessualità:
    - gli omosessuali maschi sono più "maschi" degli etero, cioè con un più alto livello di testosterone
    - casi di gemelli entrambi gay
    - una regione che si trova sulla punta del cromosoma X denominata Xq28 presenta una peculiarità nel 75% dei soggetti omosessuali esaminati
    - il nucleo Inah-3, piccola zona dell'ipotalamo responsabile dei comportamenti sessuali, con conformazione nei maschi omosessuali assai simile a quella riscontrata nelle donne

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    purtoppo queste ricerche sono ostacolate (non solo qui sul forum) xchè "queste critiche sono soprattutto sostenute dal giustificato timore "politico" (non scientifico) che la dimostrazione di un'origine genetica porti di nuovo a considerare l'omosessualità una malattia, o che addirittura si arrivi a selezionare i feti sulla base del loro futuro orientamento sessuale in una sinistra prospettiva eugenetica"
    www.psiconautica.tk

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    • mat
      Il Magnifico
      • 20/05/05
      • 17786

      #47
      [QUOTE=rubyn;902062]Ora hai due opportunit
      Moderatore Debate Square

      "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
      - P. Conte -


      Angst essen Seele auf

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      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #48
        Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggio
        "Riguardo quello che dice mat, sembra giusto, peccato che ha distorto la realtà:
        che i neri siano neri è visibile, ed è stato dimostrato che è genetico.
        e' stato dimostrato geneticamente che ci son delle differenze fra i cervelli dei maschi e delle femmine, e ti ricordo che le femmine erano discriminate fino a 50 anni fa, molto piu' di quanto lo siano ora.
        è stato dimostrato che le malattie di mente ci sono anche genetiche, nonchè che alcuni criminali riportavano lesioni al cervello che li facessero schizzare.
        non ne ha azzeccata una, che peccato, la genetica non ha fatto cilecca.
        Quali criminali?
        Ho già cercato di spiegarlo a sd&m (temo inutilmente), il fatto che siano presenti certe malformazioni o patologie non autorizza a dedurre che queste abbiano determinato il delitto.
        Ad ogni modo se anche qualche bravo perito e avvocato riuscisse a dimostrare questa tesi, varrebbe solo nel caso in esame, non certo come regola.
        Comunque specifica i casi a cui ti riferisci.
        Io ad ogni modo non distorco nulla.
        Che tra un individuo di razza africana con la pelle nera e un individuo europeo di pelle bianca ci sia una differenza di patrimonio genetico è un'invenzione tua che non so da dove venga.
        Idem per i cervelli di maschio e femmina.
        Vorrei che mi spiegassi in cosa si manifestano queste differenze a livello genetico e di cromosomi.
        Con un minimo di serietà possibilmente.
        Moderatore Debate Square

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        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17969

          #49
          [QUOTE=erin;902071]Guarda che io ho parlato di sessualit
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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          • rubyn
            gianvito.it
            • 12/07/07
            • 3821

            #50
            Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
            Anche tu hai delle opportunità, la principale delle quali è smettere di scrivere inutili provocazioni.
            Se ne fai un discorso di forma, ti faccio presente che si può essere offensivi in tanti modi, io magari lo faccio in modo aperto e inequivocabile, tu in modo più sudbolo.
            Ed è inutile che fai i piagnistei o delle meschine minacce.
            Puoi sempre evitare di fare il furbo in ogni occasione, ad esempio.
            Io ti ho avvertito, fine OT.

            Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
            Quali criminali?
            Ho già cercato di spiegarlo a sd&m (temo inutilmente), il fatto che siano presenti certe malformazioni o patologie non autorizza a dedurre che queste abbiano determinato il delitto.
            Ad ogni modo se anche qualche bravo perito e avvocato riuscisse a dimostrare questa tesi, varrebbe solo nel caso in esame, non certo come regola.
            Comunque specifica i casi a cui ti riferisci.
            Io ad ogni modo non distorco nulla.
            Che tra un individuo di razza africana con la pelle nera e un individuo europeo di pelle bianca ci sia una differenza di patrimonio genetico è un'invenzione tua che non so da dove venga.
            Idem per i cervelli di maschio e femmina.
            Vorrei che mi spiegassi in cosa si manifestano queste differenze a livello genetico e di cromosomi.
            Con un minimo di serietà possibilmente.
            Per i criminali:

            Bulletti da piccoli, criminali da grandi. Equazione non matematica, ma possibile. Per questo, un esperto di Scotland Yard avanza una proposta choc:


            Questa scoperta non è tuttavia una novità: già Galton e successivamente il nostro antropologo criminale Cesare Lombroso sostenevano che le condotte atipiche del delinquente o del genio sono condizionate, oltre che da componenti ambientali socioeconomiche (di cui non riconobbe però il vero peso), da fattori indipendenti dalla volontà, come l’ereditarietà e le malattie nervose, che diminuiscono la responsabilità del criminale in quanto questi è in primo luogo un malato.
            Per donne e uomini:


            ce ne sono quanti ne vuoi di articoli.


            Per neri e bianchi: l'articolo che hai postato in debate, quello dei due gemelli, non è già abbastanza per farti capire che se uno nasce nero è perchè aveva un genitore nero? Ma Mendel lo sai che diceva?

            Il dibattito sulle razze umane è uno dei più antichi della storia eppure resta uno dei più attuali, curiosamente oltre che per l'etica...

            questo è un articolo che ti spiega quanto è importante studiare la genetica delle varie razze/etnie e le differenze che ciò comporta.
            Last edited by rubyn; 23-07-2008, 15:57.
            Moderatore Debate Square

            [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
            qualcuno lo conoscer

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17969

              #51
              Che tra un individuo di razza africana con la pelle nera e un individuo europeo di pelle bianca ci sia una differenza di patrimonio genetico è un'invenzione tua che non so da dove venga.
              E' ovvio che ci siano delle differenze nei geni considerando gli adattamenti ambientali.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • mat
                Il Magnifico
                • 20/05/05
                • 17786

                #52
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                E' ovvio che ci siano delle differenze nei geni considerando gli adattamenti ambientali.
                Quindi si tratta di adattamento.
                I due individui (nero e bianco) si modificano per sopravvivere o sbaglio?
                Oltre a questo che altre conseguenze
                Moderatore Debate Square

                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                - P. Conte -


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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17969

                  #53
                  C'è la stessa insolazione in Norvegia come all'equatore? no quindi...le differenze genetiche umane sono poche, e tutti possono riprodursi fecondamente con tutti.

                  Altre conseguenze non saprei. Non mi risulta qualcosa legato all'intelletto.
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • mat
                    Il Magnifico
                    • 20/05/05
                    • 17786

                    #54
                    Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggio
                    Ok.
                    Riporto un brano del link.
                    Bulletti da piccoli, criminali da grandi.
                    Equazione non matematica, ma possibile.
                    Per questo, un esperto di Scotland Yard avanza una proposta choc: schedare il dna dei bambini delle scuole elementari, il cui comportamento indica che potrebbero diventare delinquenti da grandi.
                    Secondo Gary Pugh, direttore di scienze forensi di Scotland Yard, bisogna poter identificare il prima possibile i delinquenti potenziali.

                    Si sta parlando d'altro,
                    Moderatore Debate Square

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                    • mat
                      Il Magnifico
                      • 20/05/05
                      • 17786

                      #55
                      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                      Altre conseguenze non saprei. Non mi risulta qualcosa legato all'intelletto.
                      Infatti stiamo cercando di discutere di comportamenti culturali e quindi razionali, non frutto di un adattamento all'ambiente.
                      Moderatore Debate Square

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                      - P. Conte -


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                      • rubyn
                        gianvito.it
                        • 12/07/07
                        • 3821

                        #56
                        Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                        Ok.
                        Riporto un brano del link.
                        Bulletti da piccoli, criminali da grandi.
                        Equazione non matematica, ma possibile.
                        Per questo, un esperto di Scotland Yard avanza una proposta choc: schedare il dna dei bambini delle scuole elementari, il cui comportamento indica che potrebbero diventare delinquenti da grandi.
                        Secondo Gary Pugh, direttore di scienze forensi di Scotland Yard, bisogna poter identificare il prima possibile i delinquenti potenziali.

                        Si sta parlando d'altro, è un peccato che non te ne sia ancora accorto.
                        L'articolo che hai citato (opera di un collaboratore della polizia e non di uno scienziato), si limita a dire che i bambini e gli adolescenti con problemi di aggressività e di comportamento sono a rischio di essere futuri adulti dediti al crimine.
                        Grazie ma non c'era bisogno di Scotland Yard per arrivarci.
                        Qui mi sembra che si stia parlando d'altro.
                        Parliamo di predisposizione a certi comportamenti non della loro semplice manifestazione, ovvero, se la manifestazione sia conseguenza di una predisposizione biologica o genetica.
                        Il tuo link non dice assolutamente questo.
                        Questa scoperta non è tuttavia una novità: già Galton e successivamente il nostro antropologo criminale Cesare Lombroso sostenevano che le condotte atipiche del delinquente o del genio sono condizionate, oltre che da componenti ambientali socioeconomiche (di cui non riconobbe però il vero peso), da fattori indipendenti dalla volontà, come l’ereditarietà e le malattie nervose, che diminuiscono la responsabilità del criminale in quanto questi è in primo luogo un malato.


                        da questo pezzo dell'articolo cosa evinci invece?
                        Ok.
                        Anche se mi vengono in mente degli sketch tipo Omen a Zelig, diamo per assodato che il cervello maschile sia anatomicamente diverso da quello femminile.
                        Qual'è la prova che tale differenza determini comportamenti diversi?
                        E soprattutto quali comportamenti?
                        Comunque, tirem innans come dicono a Milano.
                        Ahahahaha ma vatti a leggere gli articoli, mica me la sto inventando io questa cosa. Ci sono tantissimi comportamenti determinati da questo, basta leggere.
                        [/QUOTE]
                        Mi hai citato un link che dice che parlare di razze umane non ha senso.
                        Ma anche se esistessero (e non esistono), ripeto la domanda di prima, quali comportamenti precisi sono determinati da queste differenze?
                        Parlo di comportamenti necessari perchè determinati da una differenza genetica e biologica, non culturale o etnica.
                        Quindi quando si parla di differenze biologiche o genetiche tra eterosessuali e omosessuali in cosa consistono questi comportamenti in qualche modo geneticamente predestinati?[/QUOTE]

                        Il punto è che geneticamente, e se ne parla nell'articolo, se una persona è biologicamente diversa da un altra, potrebbe essere intollerante ad alcuni farmaci.
                        Non è da sottovalutare questa cosa, la gente ci potrebbe morire se continuiamo a dire che non fa differenza la razza.


                        edit: dai un'occhiata a questo per esempio.
                        Last edited by rubyn; 23-07-2008, 17:21.
                        Moderatore Debate Square

                        [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
                        qualcuno lo conoscer

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                        • mat
                          Il Magnifico
                          • 20/05/05
                          • 17786

                          #57
                          Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggio
                          Questa scoperta non è tuttavia una novità: già Galton e successivamente il nostro antropologo criminale Cesare Lombroso sostenevano che le condotte atipiche del delinquente o del genio sono condizionate, oltre che da componenti ambientali socioeconomiche (di cui non riconobbe però il vero peso), da fattori indipendenti dalla volontà, come l’ereditarietà e le malattie nervose, che diminuiscono la responsabilità del criminale in quanto questi è in primo luogo un malato.
                          Lo hanno sostenuto ma non sono riusciti a dimostrarlo.


                          Il punto è che geneticamente, e se ne parla nell'articolo, se una persona è biologicamente diversa da un altra, potrebbe essere intollerante ad alcuni farmaci.
                          Non è da sottovalutare questa cosa, la gente ci potrebbe morire se continuiamo a dire che non fa differenza la razza.
                          Il fatto che siano intolleranti ai farmaci cosa dimostra oltre a questo?
                          Io non nego le differenze (non sono cretino), il razzismo e l'intolleranza nascono nel momento in cui si danno alle differenze significati ulteriori ed arbitrari perchè indimostrabili.
                          Tipo: il cervello della donna è diverso da quello del maschio, ergo la donna è meno intelligente.
                          Da un'osservazione empirica si traggono conclusioni ulteriori.
                          Stesso discorso per i neri, i gialli e i rossi.
                          Stesso discorso per i criminali.
                          Stesso discorso per gli omosessuali.
                          Moderatore Debate Square

                          "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                          - P. Conte -


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                          • rubyn
                            gianvito.it
                            • 12/07/07
                            • 3821

                            #58
                            ANTROPOLOGIA CRIMINALE E DETERMINISMO BIOLOGICO

                            L’antropologia criminale ricerca le caratteristiche organiche e biologiche dei delinquenti con particolare riguardo alle anomalie fisiche e psichiche che predispongono alla criminalità. Fondatore dell’antropologia criminale è ritenuto lo psichiatra e antropologo veronese Cesare Lombroso (1835-1909). Lombroso fu direttamente influenzato dagli studi sulla frenologia dei medici tedeschi Franz Joseph Gall (1758-1828) e Johann C. Spurzheim (1776-1832), suo collaboratore, che introdusse il termine nel 1810. Allo stesso tempo fu molto attratto dalle tesi del naturalista e fisiologo inglese, nonché cugino di Charles Darwin, Francis Galton (1822-1911) sulla criminalità innata e biologicamente condizionata.

                            In questo contesto lo psichiatra veronese riprese la fisiognomica , nella versione rinnovata fornita dal teologo svizzero J. K. Lavater (1741-1801), che nei Physiognomische Fragmente cercò di accreditare la fisiognomica come scienza rigorosa. Lombroso, invero, non si curò molto del fatto che a loro tempo, Hegel con sarcasmo e prima di lui, Kant con sobria intelligenza, avevano negato alla fisiognomica il rango di scienza, per riservarle quello più modesto di arte. Lavater infatti credeva che fosse sufficiente, per fare della fisiognomica una scienza, dare credito a certe stravaganze rinascimentali come la credenza che colore e forma della barba e della capigliatura fossero segnali sicuri del carattere (Barthélemy Coclès), o che il volto fosse lo specchio dell’anima (Giovan Battista della Porta- fine Cinquecento). Nonostante le critiche ricevute, Lavater, mosso al contempo da uno scopo scientifico (riconoscere la psiche attraverso i lineamenti del volto) e religioso (ricostruire attraverso la tipologia dei volti umani il perfetto volto mistico dell’uomo, vale a dire il volo di Cristo e di Adamo prima del peccato), non mancò nel suo intento di attirare l’attenzione. Tuttavia, la fisiognomica di Lavater non dava ancora adito a considerazioni razziali, come invece sarebbe stato con i teorici del razzismo, da Joseph Arthur de Gobineau in avanti. D’altro canto, in pieno positivismo, anche scienziati di grande prestigio, come lo stesso Charles Darwin (1809-1882), non disdegnarono di prendere in considerazione la fisiognomica.

                            Lombroso, dal canto suo, radicalizzò in chiave clinica l’assunto di Giovan Battista della Porta, secondo il quale “chi è mostro nel corpo è mostro anche nell’animo”. Per Lombroso le condotte atipiche del criminale, oltre che del genio, sono condizionate non tanto da componenti ambientali socioeconomici, quanto da fattori indipendenti dalla volontà, come l’ereditarietà e le malattie nervose, che diminuiscono la responsabilità del criminale, in quanto egli è in primo luogo un malato. Per Lombroso nella specie umana vi sono soggetti predisposti per natura alla condotta criminale. In tali soggetti i fattori genetici trovano una diretta corrispondenza esteriore nel profilo somatico. I tratti esterni che indicano secondo lui una sicura tendenza criminale sono: in particolare la conformazione del cranio e del viso, ma anche la statura anomala, la lunghezza disarmonica degli arti, le posture, la gestualità, l’andatura..
                            L’atteggiamento di Lombroso, volto ad applicare alla psichiatria e al diritto penale il metodo empirico-sperimentale delle scienze naturali, sfocia in un autentico determinismo criminale, che da un lato comporta l’aggravarsi della pericolosità sociale dei soggetti a delinquere, con il relativo rincrudimento del risvolto penale; dall’altro si evidenzia che la condotta criminale è una manifestazione patologica e non una devianza sociale calcolata o indotta dalle circostanze sfavorevoli.

                            Mentre era in vita Lombroso, le sue teorie sulla devianza ebbero un favore diffuso negli ambienti della ricerca medica, psichiatrica e sociale. Una precisa ascendenza lombrosiana è persino riscontrabile nel teorico del sionismo Max Nordau. Le teorie di Lombroso ebbero modesto successo pure nella stagione compresa tra le due Guerre Mondiali, non estraneo il forte clima xenofobo del tempo, sebbene lo psichiatra veronese, dotato di una viva coscienza sociale, non avesse mai mostrato simpatie razzistiche.
                            Fra quanti, invece, contribuirono a sconfessare la fondatezza del sistema lombrosiano vanno ricordati Ch. Goring, gli americani H.L. Hollingworth e D.G. Paterson, e Franz Boas, che evidenziarono definitivamente l’arbitrarietà e dunque l’insussistenza della relazione tra caratteristiche fisionomiche e profilo psicologico. Al momento presente l’antropologia criminale non gode di alcun credito scientifico, al pari della frenologia e della fisiognomica di cui si nutre. A partire dal Secondo Dopoguerra, infatti, l’antropologia criminale è stata del tutto sostituita dall’antropologia psicologica, specie nell’analisi della devianza sociale, dalla psicologia criminale, nell’indagine sulla personalità del reo, nonché dall’antropologia culturale, per studiare i fattori culturali, sociali ed ambientali ritenuti elementi determinanti per la struttura delle società, più o meno complesse, e il comportamento degli individui.


                            NASCITA DELL’ANTROPOLOGIA CULTURALE

                            Identità, differenza, diversità
                            3 concetti attorno ai quali si sviluppa lo studio dell’ antropologia (gr. antropos=uomo, logos=interesse, amore, studio). E’ una materia che nasce e si sviluppa a partire dagli studi della biologia a fine XVIII secolo, per interessarsi in generale all’uomo, ai suoi costumi, ai suoi comportamenti…
                            Ben presto, però, soprattutto grazie agli studi antropometrici, si crearono delle vere e proprie classificazioni dei tratti somatici, e si giunse ad organizzare le diverse civiltà della terra secondo gerarchie.
                            2/3 del pianeta sono passati attraverso lo stesso processo di classificazione: e dunque dall’interesse scientifico di conoscenza dell’altro, le teorie antropologiche sono state utilizzate in modo improprio al fine di assoggettare e dominare le popolazioni extra-europee, e dunque giustificare tutta l’epoca coloniale, attraverso una pratica artificiale di costruzione dell’Altro. I colonizzatori utilizzavano le classificazioni e le descrizioni delle società per studiarle e trovare il modo di assoggettarle. Al tempo “la civiltà” era solo rappresentata dal modello di società europeo, un modello di progresso e di realizzazioni materiali.

                            Qual ’ è la più grande menzogna che si possa sentire a riguardo delle differenze somatiche? Il concetto per cui certi gruppi o tipi umani siano inferiori o superiori intellettualmente o moralmente ad altri a motivo della loro costituzione fisica e delle loro caratteristiche fisiche!!!

                            L’antropologia contemporanea supera i principi biologici della differenza tra le civiltà e le popolazioni della terra, per considerare piuttosto i fattori culturali, sociali ed ambientali come elementi determinanti per la struttura delle società della terra, più o meno complesse, il comportamento degli individui, le tradizioni culturali senza curarsi più delle differenze somatiche: siamo nell’epoca dell’antropologia socio-culturale. Assumere la differenza come un elemento importante della specie umana significa considerare le civiltà della terra come tutte contemporanee, tutte “in via di sviluppo”, mentre espressioni del tipo “ civiltà primitive”, “vivere come nel Neolitico” hanno insito il concetto di etnocentrismo. L’antropologia cercherà da ora in avanti di spiegare come si può essere così diversi eppure cosi uguali, perché tutti della stessa origine umana. Franz Boas affermava che “non c’è alcuna differenza fondamentale tra il modo di pensare dell’uomo primitivo e quello dell’uomo civile (unità psicologica della specie umana). Né si è mai potuto accertare uno stretto rapporto tra razza e personalità. Il concetto di tipo razziale, quale si ritrova anche nella letteratura scientifica è fuorviante e richiede una nuova definizione sia logica che biologica”.


                            Per approfondire
                            In passato, le differenze somatiche come la pigmentazione, il colore degli occhi, il tipo e il colore dei capelli, la struttura facciale, erano considerate un fattore naturale.
                            Certamente non è che passassero del tutto inosservate. Ma non veniva attribuito loro nessun significato sociale, economico e politico prima del XVII secolo, cioè prima dell’espansione europea nel mondo. Le teorie della superiorità o inferiorità razziale si svilupparono solo verso la metà del XIX secolo per due motivi:

                            1) per giustificare scientificamente l’istituzione della schiavitù dei negri (Nott e Giddon in America, J. Hunt in Inghilterra)
                            2) per giustificare la tesi della superiorità intellettuale e culturale della razza ariana: tipo nordeuropeo, alto, biondo, occhi chiari (Gobineau in Francia, Chamberlain in Germania)










                            DUE DOMANDE A FRANZ BOAS

                            Il preconcetto o pregiudizio razziale, rappresenta ancora un importante fattore nella nostra vita, e tutte le popolazioni ne sono influenzate, poiché tutte allo stesso modo sono attaccate alla loro origine storica, culturale, ereditaria…E’ importante dunque assumere un atteggiamento di RELATIVISMO CULTURALE se si vuole convivere in armonia in contesto multiculturale.
                            La domanda a cui si deve rispondere è questa:

                            1) Fino a che punto le caratteristiche anatomiche condizionano le attività mentali?

                            “Per associazione di idee, siamo soliti attribuire tratti mentali inferiori alle fisionomie terimorfe, bestiali. Nel nostro parlare corrente, volgarità di aspetto e di animo sono strettamente collegate.
                            Dobbiamo però distinguere tra le caratteristiche anatomiche di cui stiamo parlando e lo sviluppo muscolare della faccia, del tronco e delle membra dovuto alle abitudini di vita. La mano che non è mai stata impiegata in attività che richiedono quegli elaborati adattamenti caratteristici di azioni psicologicamente complesse, mancherà della modellatura provocata dallo sviluppo di ogni muscolo. La faccia i cui muscoli non hanno mai dovuto rispondere all’attività nervosa che accompagna il ragionamento profondo e la sensibilità raffinata, mancherà di individualità ed espressività. Il collo che ha sostenuto pesanti carichi e non ha risposto alle varie esigenze di minimi cambiamenti di posizione della testa e del corpo, apparirà massiccio e tozzo. Queste diversità fisionomiche non ci devono condurre a interpretazioni erronee. Siamo propensi a trarre deduzioni in merito all’intelligenza perfino da una fonte sfuggente, da una mascella pesante, da una dentatura eccezionalmente forte, forse persino da una smodata lunghezza delle braccia e da un inconsueto sviluppo della villosità. Sarà necessario un attento esame della relazione tra questi tratti somatici e le attività intellettuali prima di poterne ritenere certo il significato. Né il processo culturale né l’aspetto fisico sembrano rappresentare una sicura base di giudizio delle capacità intellettuali delle razze. Oltre a ciò, la valutazione parziale del nostro tipo etnico e della moderna civiltà occidentale, che prescinde da qualsiasi attenta indagine sui processi mentali delle razze e delle culture primitive, può facilmente condurre a conclusioni sbagliate. Il fine della nostra ricerca è perciò il tentativo di chiarire i problemi razziali e culturali che queste domande comportano. La terra è abitata da molte razze, e c’è una gran diversità di forme culturali. Il termine primitivo non dovrebbe essere applicato indiscriminatamente alla costituzione fisica ed alla cultura come se l’una o l’altra fossero necessariamente collegate. Piuttosto, una delle questioni fondamentali da indagare è se il carattere culturale di una razza è determinato dai suoi attributi fisici. E prima di poter rispondere a questa domanda si dovrebbe capire meglio lo stesso termine razza.”
                            Franz Boas, L’uomo primitivo, Laterza, 1979

                            Franz Boas (1858 - 1942), nato e formatosi culturalmente in Germania, dove si perfezionò in fisica, in matematica e in geografia, nel 1887 si trasferì definitivamente negli Stati Uniti, dove nel 1889 ottenne una cattedra all'Università di Columbia che mantenne fino al 1936. scrisse molti libri (tra cui “Cultura e razza”, pubblicato nel 1914 e dato alle fiamme dai nazisti il 10 maggio 1933) opponendosi alle teorie razziste e tentando di dimostrarne la loro invalidità scientifica.
                            Boas notò anche che nell’arco di una sola generazione i figli degli immigrati in USA cambiavano la forma e le caratteristiche somatiche del corpo: era impossibile stabilire una precisa differenziazione razziale e saltava cosi l’idea della discendenza.

                            2) La discendenza razziale determina le qualità mentali e culturali dell’individuo?
                            “Non è dimostrabile che le differenze nelle caratteristiche mentali delle varie razze sono determinate dal fisico. Cioè, ci sono dei tratti ereditari che l’individuo e i gruppi prendono dai genitori, nonni… nell’aspetto esteriore capelli, occhi, statura, pigmento. Proprio come le piante e i fiori, in ambienti favorevoli sviluppano certe forme di vita perché il suolo e il clima hanno determinate proprietà. Ma come anche le piante e i fiori sono tutti diversi l’ uno dall’altro per DNA, pur appartenendo alla stessa famiglia (graminacee…) così gli uomini sono tutti diversi tra loro pur appartenendo ad uno stesso tipo umano. In realtà, se è vero che ci sono dei gruppi razziali, dei tipi umani, che ereditano le caratteristiche somatiche (esteriori) dei padri, cosi non è per il singolo individuo, il cui Dna appare più come il risultato di associazioni casuali. Il CASO è una variabile importante per le leggi stesse dell’ereditarietà (Mendel).
                            Non esistono al mondo 2 individui perfettamente uguali, come non esistono forme viventi vegetali o animali perfettamente uguali. Le classificazioni hanno un valore descrittivo, ma nessun significato biologico. Inoltre, se le leggi ereditarie possono avere valore per il singolo individuo, lo stesso non si può dire per i gruppi. Parlare di “ereditarietà razziale” si può solo in questo senso, quando i tratti etnici sono così pronunciati da caratterizzare tutti i membri di una razza. Ad esempio: i capelli biondi, l’incarnato roseo, gli occhi blu o celesti possono dirsi caratteri ereditari della razza svedese, mentre i capelli neri e crespi, la pelle bruna e gli occhi scuri lo sono degli africani. Il figlio di una coppia di svedesi non sarà mai un africano. Però se confrontiamo gli svedesi con i tedeschi del nord o con gli italiani, troviamo casi più o meno numerosi in cui i tratti etnici si sovrappongono, tanto da non poter più fare una distinzione netta. Il figlio di una coppia di svedesi può assomigliare tanto ad un tedesco quanto ad un italiano”.
                            Franz Boas, L’uomo primitivo, Laterza, 1979

                            CONCLUSIONE

                            Sono molti i documenti stilati contro il razzismo. Uno di questi fu composto durante i lavori di un gruppo di scienziati riuniti ad Atene nel 1981, dall’UNESCO, dove troviamo le seguenti importanti affermazioni:

                            “ Tutti i tentativi di suddividere le specie umane in gruppi o dare un contenuto al concetto di razza sono stati basati su aspetti esteriori degli individui. In effetti, un eventuale concetto di razza potrebbe essere basato solo su caratteri trasmissibili, quindi non su aspetti esteriori, ma sui fattori genetici che li governano […] Le attuali ricerche in biologia mettono in evidenza una varietà genetica molto più vasta di quanto si immaginasse. Si riscontrano, in genere, differenze molto più sensibili tra strutture genetiche di due individui appartenenti ad una stessa popolazione che tra le strutture genetiche medie di due popolazioni. Questa constatazione rende perciò impossibile ogni definizione obiettiva e stabile delle differenti razze umane e toglie, di conseguenza, al termine razza gran parte del suo significato biologico […] Nonostante le diversità esteriori che si possono constatare, la biologia non può servire in alcun modo a stabilire una gerarchia tra individui e popolazioni, poiché nessun gruppo umano possiede un’eredità genetica costante.”
                            Moderatore Debate Square

                            [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
                            qualcuno lo conoscer

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                            • erin
                              like me, like me
                              • 22/05/06
                              • 13145

                              #59
                              Cerchiamo di non andare troppo fuori dal seminato...
                              Rubyn, che cosa vuoi dimostrare con il testo che hai postato?

                              Mi pare che dimostri solo quanto sia infondata la teoria razziale, ma il thread sul razzismo è un altro.

                              edit: aggiungo la fonte del documento di rubyn https://www.caritasmarche.it/files/U...0confronto.doc
                              Last edited by erin; 23-07-2008, 19:38.

                              Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                              Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

                              Comment

                              • mat
                                Il Magnifico
                                • 20/05/05
                                • 17786

                                #60
                                Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
                                Cerchiamo di non andare troppo fuori dal seminato...
                                Rubyn, che cosa vuoi dimostrare con il testo che hai postato?
                                Credo che sia un modo per non rispondere alle obiezioni.
                                Non penso che realisticamente speri che qualcuno si voglia sorbire il pistolotto.
                                Moderatore Debate Square

                                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                                - P. Conte -


                                Angst essen Seele auf

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