Sto andando a parare verso il concetto che le cose avvengono dove avvengono e quando avvengono a fronte di interessi e resistenza che operano nel proprio per il proprio e danno vita ad equilibri che si formano solo in certe condizioni per magari distruggersi in altre, quindi quella gay è una partita sociale che si gioca fra mille altre, chi vuole la gioca, pro o contro, altri fanno altro e si vede quello che esce senza che si possa dire questo si deve fare e questo no, ovvero si può dire, ma non cambia niente.
Dipende da come gioca chi gioca e dalle situazioni che si generano.
Magari dopo tanto sudar sangue sorge un gran conflitto politico e una delle parti pone la cosa in contrattazione, ti voto il tuo tu votami questo e una cosa mai pensata si realizza senza tante complicazioni.
A quello che è avvenuto una spiegazione ci sta, per quello che avverà no, sono questioni di scelte, nulla è obbligatorio e nulla vietato, ogni opzione se scelta è quella buona, finchè dura, lo stabiliamo nnoi nell'insieme se è buona o meno quindi ci si sceglie ciò che si vuole avendone la forza e il motivo.
D'altra parte la sentenza oggetto primario della discussione è stata emessa, per la sua natura è inappellabile, quindi o si prosegue su considerazioni libere sul tema oppure la risposta definitiva l'ha data la costituzionale, su quello non segue grande storia.
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