Nel mondo classico
Nel mondo classico
Malgrado la scarsità di documentazione disponibile, le prime tracce scritte si possono far risalire al *Codice di Hammurabi* (1792 a. C. circa), che cita la figura della salzikrum, la donna-uomo, che poteva contrarre matrimonio con altre donne.
La storica Judy Grahn ha messo in luce l'omosessualità presente negli inni ad Inanna scritti da Enkheduanna (2300 a. C. circa).
Tra il VII e il VI secolo a.C. la poetessa greca *Saffo*, nativa dell'isola di Lesbo, celebrò il suo amore per le donne. Da lei hanno avuto origine i termini lesbico e saffico. Ancora nel VI secolo a.C. Plutarco ricorda che a Sparta alcune donne trovavano l’amore tra le braccia di altre donne.
Più tardi, nel 160 a.C. Luciano di Samosata presenta, senza alcuna simpatia, le “donne mascoline”. Contemporaneamente (150 a.C.), nella cultura ebraica Rabbi Eleazar sancisce l’oscenità dei rapporti tra donne.
Famosa, nel libro IX delle Metamorfosi di Ovidio la storia di Ifide, fanciulla allevata come fosse un ragazzo, che si innamora della bella Iante.
Giamblico (245–325 nei Babyloniaca ridicolizza Philaenis, un’atleta descritta mentre fa la lotta nel fango, beve e mangia come un maiale e sodomizza fanciulli con la sua enorme clitoride. Sulla sua scia, il poeta latino Marziale teorizzava che le lesbiche avessero una clitoride ipertrofica.
Nel mondo classico
Malgrado la scarsità di documentazione disponibile, le prime tracce scritte si possono far risalire al *Codice di Hammurabi* (1792 a. C. circa), che cita la figura della salzikrum, la donna-uomo, che poteva contrarre matrimonio con altre donne.
La storica Judy Grahn ha messo in luce l'omosessualità presente negli inni ad Inanna scritti da Enkheduanna (2300 a. C. circa).
Tra il VII e il VI secolo a.C. la poetessa greca *Saffo*, nativa dell'isola di Lesbo, celebrò il suo amore per le donne. Da lei hanno avuto origine i termini lesbico e saffico. Ancora nel VI secolo a.C. Plutarco ricorda che a Sparta alcune donne trovavano l’amore tra le braccia di altre donne.
Più tardi, nel 160 a.C. Luciano di Samosata presenta, senza alcuna simpatia, le “donne mascoline”. Contemporaneamente (150 a.C.), nella cultura ebraica Rabbi Eleazar sancisce l’oscenità dei rapporti tra donne.
Famosa, nel libro IX delle Metamorfosi di Ovidio la storia di Ifide, fanciulla allevata come fosse un ragazzo, che si innamora della bella Iante.
Giamblico (245–325 nei Babyloniaca ridicolizza Philaenis, un’atleta descritta mentre fa la lotta nel fango, beve e mangia come un maiale e sodomizza fanciulli con la sua enorme clitoride. Sulla sua scia, il poeta latino Marziale teorizzava che le lesbiche avessero una clitoride ipertrofica.
, che si arriva a una vera e propria condanna del "vizio" dell'amore tra donne. Gli unici riferimenti medioevali a pratiche lesbiche si rinvengono in riferimento a condanne, eresia, processi per stregoneria etc.
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