"[I]Non pagano le tasse,
Berlusconi e gli italiani all'estero
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Tag: Nessuno
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A me sembra molto una dischiarazione da "dopobatosta". Del tipo: " Ho perso le elezioni per colpa dei miei collaboratori, ma io sono così buono e sportivo che non me la prendo".
Il che gli italiani all'estero non paghino le tasse e quindi non possano votare mi sembra una scusa come un altra. Non mi pare che non paga le tasse (dirette intendo) non possa votare.
E vorrei ricordare che non si è dato il voto agli italiani all'estero, ma semplicemente si è data la possibilità di votare dall'estero
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Aggiungiamo che questa possibilità è stata data solo ad alcuni e in maniera molto ma molto dubbia.
In Belgio so per certo che alcune persone (mie amici) hanno ricevuto le schede per votare tramite posta, da rispedire tramite posta.. Cioè chi apriva la busta, votata e rispediva.. Nessun controllo se fosse la persona giusta.
So anche che a Buenos Aires c'erano schede per 1/4 dei aventi diritto..
E questi sono solo due casi che han coinvolto mie conoscenze..
Ma tanto, se a Roma sono riusciti a BUTTARE centinaia di schede votate semplicemente tirandole in strada,, chissa cos'è successo a centinaia di km dallIitalia---
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Strano, era proprio la destra a vantare l'aver esteso la possibilità di voto agli italiani all'estero. Se ne vantava proprio con gli italiani all'estero, per blandirli.
Palese dimostrazione di quanto i diritti degli italiani tocchino Berlusconi se e solo se siano utili alle sue mire.
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Originariamente Scritto da MatthiasChe io sappia la stragrande maggioranza dei seggi era gestita come sempre da persone vicine al centrosinistra...
Credo che la cosa fosse data dal fatto che all'estero molte persone di destra pur di allontanarsi da Berlusconi si sono avvicinati ai moderati di centro sinistra.
Quindi e' un po' cane che si morde la coda.
Non ho conosciuto italiano all'estero che fosse rimasto berlusconiano se non uno che era sulla sua busta paga.
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Scelta di Berlusconi, nel caso.. ma a me non risulta.Originariamente Scritto da MatthiasChe io sappia la stragrande maggioranza dei seggi era gestita come sempre da persone vicine al centrosinistra...
nella nuova legge elettorale, l'obbrobrio voluto da Berlusconi, c'era indicato un nuovo criterio di composizione degli scrutatori. Non più sorteggiati tra le liste degli aventi diritto, ma scelti da un'opportuna commissione.
Art.9 comma4a, Legge 21 dicembre 2005, n. 260
a) alla nomina degli scrutatori, per ogni sezione elettorale del comune, scegliendoli tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori in numero pari a quello occorrente...
Ora si tratterebbe di vedere quanti sono i comuni in Italia governati dal centrodestra e quanti dalla sinistra. In ogni caso, chi è causa del suo male... Voleva gli scrutatori di parte? E' stato accontentato
In ogni caso, il ministro dell'interno era del centrodestra, no?
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Il regime si fa cambiando le regole e la legge l'ha voluta Berlusconi. Il fatto che abbia fatto male i suoi calcoli (bisognerebbe però vedere se è vero) nulla toglie alla paternità di tale riforma.
tornando in topic.
L'Italia nel 2001 era rimasta l'unico Paese civile al mondo che non dava la possibilità di votare all'estero ai cittadini residenti fuori dai propri confini.
Dopo più di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge istitutiva dell'AIRE (anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero) avvenuta nel 1988 e nonostante la riforma costituzionale recata dalla legge n. 1 del 2001, il Governo di centrosinistra allo scadere della XIII legislatura si accorse improvvisamente che non era ancora pronto "per affrontare gli adempimenti tecnici". E' stata una vera mistificazione. Nessuno doveva parlare di "ristrettezze dei tempi", considerato che il problema, cioè quello della bonifica dei dati dell'anagrafe elettorale (AIRE e Anagrafe consolare) tra il Ministero dell'interno e quello degli affari esteri, era dibattuto da oltre dieci anni.
Si trattava di votare in pochi giorni la legge ordinaria di attuazione delle norme costituzionali. In effetti, è stata ignorata la priorità assoluta della legge che rendeva attuali e attuabili quelle norme costituzionali.
Il Senato della Repubblica, ha concluso l'esame delle numerose iniziative legislative in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero in Commissione affari costituzionali il 22 febbraio 2001, rinviandole all'Aula, per una votazione impossibile, in data 7 marzo. Al di là delle singole responsabilità, si è compiuta una congiura e gli italiani all'estero sono stati defraudati del loro sacrosanto diritto.
Il voto per corrispondenza fa salvi i princìpi della personalità, della segretezza e della libertà.Last edited by Ospite; 24-09-2006, 12:54.
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Pu"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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