Gentiloni presenta la riforma della Gasparri

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  • Microemozioni
    Aldo
    • 26/04/06
    • 1928

    #1

    Gentiloni presenta la riforma della Gasparri

    ROMA — Otto articoli: il disegno di legge che modifica la Gasparri sull’assetto radiotelevisivo è pronto. Ma oggi la discussione in consiglio dei ministri non sarà facile: da una parte c’è Antonio Di Pietro che chiede misure più severe, dall’altra l’Udeur di Clemente Mastella che vuole «evitare una legge contra personam » e nei fatti condivide il ragionamento di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset.
    PERCORSO A TAPPE — Fra sei anni, entro il 30 novembre 2012, il testo messo a punto dal ministro della Comunicazioni Paolo Gentiloni prevede che tutte le televisioni nazionali dovranno spegnere i vecchi ripetitori e trasferirsi sul digitale terrestre. Una tecnologia più leggera, un modo per liberare frequenze (oggi Rai, Mediaset e Telecom ne occupano 12 mila) e facilitare l’ingresso nel mercato di nuovi editori. Ma per favorire la transizione qualcosa succederà già prima. Entro il 2008, ma questa data potrebbe slittare di un anno, sia la Rai che Mediaset dovranno trasferire sul digitale terrestre una delle loro tre reti, con ogni probabilità Raitre e Rete 4. Le frequenze così liberate (fra le 3 e le 4 mila) torneranno nelle mani dello Stato che le potrà concedere a nuovi editori per aprire il mercato. Tra il 2008 e il 2009 il digitale terrestre dovrebbe raggiungere il 60 per cento degli italiani, contro il 40 di oggi.
    PUBBLICITÀ — È una riduzione drastica quella prevista dal ddl Gentiloni. Le tv nazionali non potranno superare il 30 per cento delle risorse pubblicitarie del mercato, il limite era stato azzerato dalla legge Gasparri. Non solo, verranno considerati pubblicità gli spot ma anche le televendite che la legge Gasparri aveva messo fuori da questa categoria. Meno interruzioni anche per la radio: l’affollamento (cioè la fetta di pubblicità calcolate per ogni ora di trasmissione) scenderà dall’attuale 18 al 15 forse 16 per cento.
    AUDITEL — Cambiano le regole anche per chi deve rilevare gli ascolti. Il soggetto controllore— dice l’articolo 4— deve «assicurare la propria indipendenza rispetto» alle televisioni. Ma ciò non vuol dire che fra controllore e controllato non ci debba essere alcun rapporto: è possibile che tra i soci della nuova Auditel ci siano anche imprese tv ma in questo caso è necessario «assicurare fra loro un’equa ripartizione del capitale sociale».
    MODIFICHE — È proprio questa una delle misure che non trova d’accordo Di Pietro («Si tratta della solita tendenza del controllato ad essere controllore&#187 che insiste per il trasferimento di Rete 4 sul satellite: «Si rinviano decisioni già spiegate dalla Corte costituzionale». Mauro Fabris—capogruppo alla Camera dell’Udeur di Mastella— la vede diversamente: «Siamo per uscire dal duopolio alcune modifiche ci stanno bene. Ma riscrivere la Gasparri non vuol dire fare una legge punitiva nei confronti di Mediaset». Un ragionamento simile a quello fatto da Confalonieri, che ieri ha avuto un incontro di tre quarti d’ora con il ministro Gentiloni: «Certamente non siamo contenti — ha detto il presidente di Mediaset al termine del colloquio —, ma non facciamo commenti, perché le cose sgradevoli non si commentano a caldo». Superato lo scoglio del consiglio dei ministri, ci sarà quello, ancora più difficile, del Parlamento.

    Riforma della Gasparri, duello tra ministri - Corriere della Sera

    Mi sembra una legge equilibrata che sostanzialmente va a scardinare due duopoli di RAI e Mediaset uno sulle frequenze e uno sulla pubblicità.

    Mandando un canale RAi e uno Mediaset sul satellite e sul digitale si sbloccheranno 4000 frequenze così potranno sorgere nuove reti televisive indipendenti.

    Inoltre ponendo il tetto massimo del 30% di pubblicità le nuove reti che sorgeranno avranno la pubblicità con la quale riuscire a sopravvivere e non ci sarà più una concentrazione di tutta la pubblictà su RAI e Mediaset.

    Una buona legge che aumenta il pluralismo televisivo rompendo il duopolio in vista del passaggio nel 2012 al digitale terrestre.
    Last edited by Microemozioni; 12-10-2006, 20:35.
    "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
  • Microemozioni
    Aldo
    • 26/04/06
    • 1928

    #2
    Penso che oltre a questa riforma sul sistema televisivo in generale ne vada anche fatta una in specifico strettamente legata a questa ma sulla RAI in specifico in mod da allontanarla dalla politica e renderla indipendente.

    A questo proposito linko il disegno di legge di iniziativa popolare presentato alla Camera da Tana de Zulueta e al Senato da Franca Rame e sottoposto anche alla visione del ministro Gentiloni di Per un altra Tv | Home

    Come cambier
    "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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    • N3m0
      Eterodosso
      • 02/10/04
      • 3895

      #3
      questo governo evidentemente ha deciso di fare un altro incucio, e mi spinge a non votar più.
      [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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      • Microemozioni
        Aldo
        • 26/04/06
        • 1928

        #4
        Originariamente Scritto da N3m0 Visualizza Messaggio
        questo governo evidentemente ha deciso di fare un altro incucio, e mi spinge a non votar più.
        Mandare una rete mediaset sul digitale e satellitare non mi sembra tanto inciucio viste le reazioni infuriate di Berlusconi e Cofalonieri.
        "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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        • escavatore
          la libert
          • 26/06/06
          • 3151

          #5
          io sarei anche d'accordo, a patto che tolgano il canone per la televisione, altrimenti la rai con il 30% di introiti pubblicitari, e il canone, può fare regalie in tutti i modi e a tutte le persone.
          [COLOR="DarkRed"][SIZE="1"][I][B][COLOR="Teal"][COLOR="DarkRed"][SIZE="4"][FONT="Comic Sans MS"]mi hanno chiesto cos'

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          • N3m0
            Eterodosso
            • 02/10/04
            • 3895

            #6
            falso, il canone serve a finanziare tutti quei programmi di scarso ritorno pubblicitario, ma che son servizi.
            [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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            • Hristo
              Opinionista
              • 08/10/04
              • 6953

              #7
              Originariamente Scritto da N3m0 Visualizza Messaggio
              falso, il canone serve a finanziare tutti quei programmi di scarso ritorno pubblicitario, ma che son servizi.
              Il servizio pubblico che mi offre la Rai
              [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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              • N3m0
                Eterodosso
                • 02/10/04
                • 3895

                #8
                non è misero, è semplicemente in secondo piano.
                La rai si deve fare carico di trasmissioni quali "protestantesimo"... rendiamocene conto...
                pensiamo semplicemente alla rete di informazione regionale.
                I soldi del canone servono per finanziare il servizio pubblico. Poi si può esser d'accordo o no sulla tassa, ma a queso serve.
                [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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                • Microemozioni
                  Aldo
                  • 26/04/06
                  • 1928

                  #9
                  [QUOTE=Hristo;477906]Il servizio pubblico che mi offre la Rai
                  "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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                  • mxn72
                    Opinionista
                    • 15/09/06
                    • 22

                    #10
                    [QUOTE=N3m0;478010]non

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                    • Microemozioni
                      Aldo
                      • 26/04/06
                      • 1928

                      #11
                      Originariamente Scritto da mxn72 Visualizza Messaggio
                      sono d'accordo che si tratti di una legge AntiMediaset, non per il fatto che si vada o meno sul digitale terrestre, prima o poi ci andranno tutti, ma per le imposizioni sui limiti pubblicitari, che è evidente sono una forma punitiva contro le televisioni commerciali che non possono usufruire di un canone.
                      I limiti pubblicitari servono perchè non si formino duopoli o monopoli come appunto è successo in Italia per fare in modo che non si concentrino tutti i fondi pubblicitari su una o due reti.
                      La pubblictà è l'unico mezzo di sostentemento che permette a una nuova rete di sorgere ma se la pubblicità se la fregano tutta RAI e Mediaset non possono sorgere nuove reti e quindi esserci più pluralismo.

                      Originariamente Scritto da mxn72 Visualizza Messaggio
                      io non ho mai pagato e mai pagherò in vita mia il canone RAI, ne sono fiero e consiglio vivamente a tutti, nel caso passasse questa legge, di non pagarlo più.
                      La cosa che si confonde che il canone è volgarmente chiamato canone RAI ma in realtà è un canone sulla televisione in generale,sulla possibilità di guardare la televisione.

                      L'obbligo al pagamento del canone di abbonamento alla televisione, secondo quanto disposto dall'Art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, sorge a seguito della detenzione di uno o piu' apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualita' o dalla quantita' del relativo utilizzo (Sentenza costituzionale 12/5/1988 n. 535 - Sentenza cassazione 3/8/1993 n.8549).

                      La sentenza parla di ''Imposta per la detenzione di apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualita' o dalla quantita' del relativo utilizzo''.
                      Last edited by Microemozioni; 13-10-2006, 14:21.
                      "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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                      • mxn72
                        Opinionista
                        • 15/09/06
                        • 22

                        #12
                        [QUOTE=Microemozioni;478100]La cosa che si confonde che il canone

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                        • Microemozioni
                          Aldo
                          • 26/04/06
                          • 1928

                          #13
                          Originariamente Scritto da mxn72 Visualizza Messaggio
                          AHAHAHAHA... micro ma checccavolo significa?

                          è chiaro che la legge del 1938 non parli di Mediaset o di altri canali... non c'e n'erano.



                          e poi non mi risulta che il canone pagato oggi alla RAI venga suddiviso equamente tra tutte le emittenti.
                          Ma anche la sentenza Costituzionale è dell'88 e già c'erano le nuove reti.
                          Però nè la sentenza nè la norma parlano di RAI l'imposta è sulla possibilità di guardare programmi televisivi non importa di che emittente.
                          Last edited by Microemozioni; 13-10-2006, 14:40.
                          "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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                          • mxn72
                            Opinionista
                            • 15/09/06
                            • 22

                            #14
                            dunque fate cos

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                            • Insolente
                              psicologicamente violento
                              • 20/08/05
                              • 3719

                              #15
                              Dopo l'accoglimento degli emendamenti di IDV mi sembra un ddl da applaudire, ma sinceramente sono scettico sul fatto che la legge arrivi ad approvazione, che ci arrivi così com'è e che venga poi messa in atto.

                              La cosa che mi ha fatto più ridere di tutto questo è Berlusconi che sbotta "non siamo più in una democrazia!" è vero, Silvio, non ci siamo mai stati in una democrazia. Forse se passa questa legge abbiamo qualche speranza in più.

                              Attendo anche la riforma della RAI, con il medesimo scetticismo.
                              QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.

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