Originariamente Scritto da N3m0
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1) I Comunisti sono stati clementi, attraverso il loro Ministro della Giustizia Palmiro Togliatti nel governo De Gasperi, dopo che nei mesi immediatamenti precedenti la fine della guerra e in quelli immediatamente successivi avevano massacrato quanti più potevano avversari politici e fascisti in fuga, criminali o meno; tra i massacrati si annoverano numerosi sacerdoti, militari, compagni partigiani di altre fedi politiche, gerarchi capi e capetti fascisti di ogni risma e responsabilità, cittadini inermi che avevano avuto il solo torto di obbedire alle dure leggi di guerra emanate dal comando di Kesselring durante la guerra
2) la guerra è stata vinta dagli eserciti alleati di USA e Gran Bretagna; nessuna azione partigiana ha avuto ruolo rilevante dal punto di vista strategico e neppure tattico, in quanto le truppe tedesche colpite erano formate da corpi di risulta non impiegabili al fronte se non come ausiliari non combattenti. Ad esempio il famoso attentato di via Rasella a Roma ha colpito membri della Volksturm, la riserva territoriale dell'OKW, per lo più formata da vecchi non in grado di combattere. Le truppe combnattenti Hitler le inviava sui fronti pericolosi, quello russo e quello occidentale. L'unico risultato degno di nota delle azioni partigiane è stato lo scatenamento della bestiale vendetta delle truppe germaniche, che spesso hanno lasciato il passo alle SS Testa di Morto, vera èlite della ideologia e della pratica di sterminio di Hitler.
Quella guerra è stata una tragedia, ma qualificare i partigiani comunisti come liberatori è davvero troppo, cosa di cui chiunque può rendersi conto leggendo i libri di De Felice, storico scomparso, e Gianpaolo Pansa, giornalista e storico vivente e per di più di sinistra.

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