Festa dell'unita' d'Italia e delle forze armate.

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  • RECTOR
    Opinionista
    • 31/12/04
    • 184

    #1

    Festa dell'unita' d'Italia e delle forze armate.

    dal sito dell'esercito


    Il 4 Novembre, una data storica per l'Italia. Ottantanove anni orsono, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unit
  • Matthias

    #2
    Dio mio cosa ci

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    • gimbo
      Banned
      • 29/07/05
      • 623

      #3
      [QUOTE=RECTOR;496502]dal sito dell'esercito


      Il 4 Novembre, una data storica per l'Italia. Ottantanove anni orsono, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unit

      Comment

      • RECTOR
        Opinionista
        • 31/12/04
        • 184

        #4
        "" e con questo cosa pretendi di dimostrare? che l'esercito italiano ha fatto il suo dovere uccidendo migliaia di soldati nemici?""
        ___________________________________________

        YESSSS!!!! God bless ITALY

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        • Matthias

          #5
          Si suppone che l'esercito esista, per dirla con Clausewitz, proprio per imporre con la forza la volontà della Nazione ai suoi vicini, il che implica ucciderli se necessario...

          Sarà cinico, ma è anche un punto di vista realista.
          Ciò non toglie che festeggiare la morte del nemico non è solo eticamente sbagliato ma anche disonorevole dal punto di vista della morale militare.

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          • gimbo
            Banned
            • 29/07/05
            • 623

            #6
            Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
            Si suppone che l'esercito esista, per dirla con Clausewitz, proprio per imporre con la forza la volontà della Nazione ai suoi vicini, il che implica ucciderli se necessario...
            si, ma perché imporre con la forza qualcosa ad altri?

            Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
            Sarà cinico, ma è anche un punto di vista realista.
            Ciò non toglie che festeggiare la morte del nemico non è solo eticamente sbagliato ma anche disonorevole dal punto di vista della morale militare.
            allora mi domando se sia legittimo aver impostato la discussione nei termini di un osanna al nostro esercito, che tra l'altro è risaputo essere tra i peggiori d'europa...
            Last edited by gimbo; 05-11-2006, 01:37.

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            • apostolozeno

              #7
              Visto che ti piace fare lo spaccone, vieni a chiedere ai vecchi triestini cosa ne pensano dell'unit

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              • escavatore
                la libert
                • 26/06/06
                • 3151

                #8
                [QUOTE=apostolozeno;496537]Visto che ti piace fare lo spaccone, vieni a chiedere ai vecchi triestini cosa ne pensano dell'unit
                [COLOR="DarkRed"][SIZE="1"][I][B][COLOR="Teal"][COLOR="DarkRed"][SIZE="4"][FONT="Comic Sans MS"]mi hanno chiesto cos'

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                • Matthias

                  #9
                  [QUOTE=apostolozeno;496537]
                  e non sono solo i vecchi, qua anche i fascisti pi

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                  • gimbo
                    Banned
                    • 29/07/05
                    • 623

                    #10
                    [QUOTE=Matthias;497043]@Gimbo: la prima domanda

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                    • Matthias

                      #11
                      No, non hai capito: la risposta è che la guerra si fa per il potere.
                      Ovvero la cosa che l'uomo cerca più di ogni altra...

                      Il resto è polemica politica che poco ha a che fare con la Grande Guerra.





                      "allora c'era la retorica di regime, oggi no..." ma per favore...

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                      • Anemos
                        Narciso...
                        • 16/10/04
                        • 10243

                        #12
                        Mia nonna ha 96 anni, tutti vissuti a Pieve di Cadore, nella provincia di belluno, a non troppi chilometri dalle trincee del monte Ritte.
                        Aveva 5-8 anni durante la prima guerra mondiale.

                        Ricorda ancora quando suo fratello adottivo tornò dal Piave: non sapevano più niente di lui da un sacco di tempo e una mattina dopo la grande vittoria lo videro comparire sull'uscio di casa, mentre si reggeva a stento sullo stipite della porta: scheletrico, pieno di pidocchi e bianco in viso... con la sua uniforme da alpino e il berretto con la penna nera in testa.

                        La mia bisnonna che gli voleva bene come fosse figlio suo gli corse in contro dicendo "Oh stela mia! Te sì tornà!"

                        In risposta Antonio con voce flebile gli disse : "Si màre... son veniùo a portàr le ossa a chàsa..."
                        Morì qualche giorno dopo.

                        88 anni dopo mia nonna piange ancora ricordandosi di com'era conciato...

                        Eppure, dice lei, è stato fortunato.
                        Tanti ragazzi a differenza di Antonio, le ossa a casa non le portarono mai...
                        Last edited by Anemos; 05-11-2006, 21:04.
                        [COLOR="DarkOrange"][SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][B][CENTER]La pi

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                        • gimbo
                          Banned
                          • 29/07/05
                          • 623

                          #13
                          Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
                          No, non hai capito: la risposta è che la guerra si fa per il potere.
                          Ovvero la cosa che l'uomo cerca più di ogni altra...
                          io penso invece che le guerre si facciano per accaparrarsi le risorse economiche dello stato avversario, sostanzialmente per la sopravvivenza, in una sorta di trasposizione inconscia degli istinti più bassi della natura umana a livello di popolo e di stato. fai un po' tu...

                          Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
                          Il resto è polemica politica che poco ha a che fare con la Grande Guerra.
                          siamo in un topic di "politica": non voler parlare di politica mi sembra una contraddizione in termini...

                          Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
                          "allora c'era la retorica di regime, oggi no..." ma per favore...
                          perché, secondo te oggi esiste la retorica di regime? argomenta per favore.
                          p.s.: a volte assumi un tono decisamente supponente, che irrita e infastidisce.

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                          • Matthias

                            #14
                            E accaparrarsi le risorse dello stato avversario non equivale a mettersi in una posizione di potere rispetto a chi quelle risorse non ha la forza per prenderle?
                            Non siamo schiavi del materialismo marxista: l'economia

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                            • gimbo
                              Banned
                              • 29/07/05
                              • 623

                              #15
                              Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
                              E accaparrarsi le risorse dello stato avversario non equivale a mettersi in una posizione di potere rispetto a chi quelle risorse non ha la forza per prenderle?
                              no, non la penso così. il fine ultimo dell'agire statale in guerra è la sopravvivenza, il vivere meglio e con più risorse dell'avversario. il tutto è collegato ad un'istanza di sopravvivenza. se in uno stato vi è scarsità di un certo tipo di risorsa, lo stato in questione farà di tutto per ottenerla, anche a costo di dichiarare guerra ad altro stato che di quella risorsa è ricco. è questo il motore della storia: l'economia, che in definitiva è la realtà, la vita concreta di ogni individuo, che a livello di stato diventa condizione di vita collettiva e determina scelte che rispetto all'agire individuale conservano la derivazione da aspetti identici, cioè l'autoconservazione, la sopravvivenza, uno stile di vita migliore di altri.


                              Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
                              Per il resto ti invito a constatare la realtà delle cose: quella che tu chiami retorica di regime, a prescindere dal fatto che non si capisce che di che regime tu stia parlando visto che mancavano ancora diversi mesi alla nascita dei Fasci di Combattimento in piazza Santo Sepolcro, regime monarchico, giolittiano o che, era semplicemente un modo di esprimersi comune in quel periodo, come noi ne utilizziamo uno che agli occhi di un Diaz, nel 1918, apparirebbe magari banale, privo di stile e patriottismo.Ti ricordo che avevamo appena vinto una guerra mondiale, ché non è uno scherzo, e Armando Diaz era un alto ufficiale dell'esercito vincitore, non un giornalista sportivo.
                              Sarebbe come chiamare "retorica di regime" il testo della Beffa di Buccari, quando si trattava solo dello stile D'Annunziano tipico del periodo.
                              Non si può politicizzare anche lo stile linguistico, per la miseria.
                              quando parlo di regime mi riferisco al regime monarchico e definisco "propaganda di regime" il modo del tutto peculiare di rivolgersi al popolo dell'allora governo. devi convenire con me che il modo di parlare e di scrivere di quel periodo ridondasse di figure retoriche solo nei messaggi diretti al popolo e che invece negli scritti di consumo elitario lo stile fosse più sobrio o comunque meno eccessivo. dagli scritti di d'annunzio, che tu citi, si evince ad esempio uno spiccato senso del ritmo, unito ad una ricerca del particolare sempre fine a sé stessa, che non si rinviene però nei comunicati e nei discorsi diretti al popolo, in cui i toni enfatici sono ben mirati e diretti a suscitare reazioni entusiastiche nei meno lucidi e istruiti. è per questo che io condanno quello stile.

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