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[QUOTE=gimbo;522886]uno sciopero cos[COLOR="DarkRed"][SIZE="1"][I][B][COLOR="Teal"][COLOR="DarkRed"][SIZE="4"][FONT="Comic Sans MS"]mi hanno chiesto cos'
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Caro Hristo...mi hai dato modo di rileggermi volentieri...e hai fatto bene a riesumare il 3d, quanto mai attuale oggi. La manifestazione di vicenza di ieri (che per fortuna è stata assolutamente pacifica) è un segnale al governo prodi che anche il suo elettorato di estrema sinistra è scontento di lui. Vedremo se tutti i senatori e deputati che ieri han sfilato col "popolo della pace" in aula voteranno IL RIFINANZIAMENTO DELLA MISSIONE IN AFGHANISTAN, che è il prossimo primo serio scoglio politico della maggioranza, a parte ovviamente la velleitaria revisione della questione base dal molin. Se come penso tutti quei senatori che han partecipato alla manifestazione non voteranno il rifinanziamento, perchè poi dovrebbero spiegare ai loro amici centrosociali panciafichisti con quale faccia han sfilato a vicenza il governo si reggerà sui voti dell'opposizione. E vallora il Presidente della Repubblica dovrà trarne le conseguenze. Se invece voteranno il rifinanziamento...bè allora spero vivamente che i vari Casarini Scalzone (a proposito ma c'era?) Sofri tanti tanti panciafichisti avranno modo di valutare l'operato dei signori in questione alla prossima manifestazione di piazza. Certo che fa una certa impressione il fatto che nel giro di pochi mesi prodi ha fatto scendere in piazza 2 milioni di italiani del popolo della destra e 200.000 (stime massime dei manifestanti) italiani del popolo dell'estrema sinistra, onorevoli in testa, più varie categorie sociali sparse (benzinai, farmacisti, avvocati ecc ecc) che protestano. Secondo me c'è qualcosa che non va. Purtroppo però credo che Prodi durerà ancora a lungo, sia perchè non ha la dignità di dimettersi rispetto all'evanescenza della sua maggioranza, sia perchè al momento del voto gli onorevoli ultracomunisti ben se ne guarderanno dal farlo cadere visto che dovrebbero abbandonare le cadreghe, e come ci ha dimostrato il compegno Bertinotti, ora soltanto di governo materiale e di lotta ma solo morale, la cadrega non si molla a nessun costo. Nemmeno quello di far sfilare a Vicenza i soliti quattro illusi sfigati mandandogli accanto le truppe cammellate di onorevoli per gettargli un pò di fumo negli occhi.
Un'ultima considerazione: siamo l'unico paese AL MONDO (dittature comuniste comprese) in cui membri di partiti al governo sfilano contro il governo. E addirittura accanto a chi grida insulti ai loro segretari (vedi Cesare Salvi che sfilava con gente che gridava contro Fassino). Ma come credete ci considerino i nostri vicini, gli alleati e i nostri antagonisti (ammesso che loro stessi abbiano chiaro di chi siamo alleati e di chi siamo antagonisti)?
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Ora, alla vigilia di una manifestazione che si annuncia straordinaria, si paventano intrusioni di frange estremiste, si insinua il rischio di esplosioni di violenza per scoraggiare la partecipazione della gente. Esortiamo i cittadini e le cittadine a non farsi intimidire, a scendere in piazza senza paura. Alexis de Tocqueville dice che «quando il cittadino è passivo è la democrazia che si ammala»; ma quando il cittadino si lasciasse intimidire e rinunciasse a esprimere la propria protesta si profilerebbe l’ombra del regime e il cittadino diventerebbe suddito.
Questo è ciò che ho letto oggi sull'edizione web di Liberazione. E in più, da quel che si riesce a scorgere dall'immagine della prima pagina, leggo l'editoriale di Sansonetti: "La politica di massa ha vinto, ora vuole contare".
E la politica del voto espresso durante le elezioni dove va a finire? Molto più di 200.000 persone (i presunti partecipanti alla manifestazione, secondo ilmanifesto) hanno votato i parlamentari che hanno detto "sì" alla base. La loro opinione non conta perchè non scendono in strada a sfilare?
A me la parola "politica di massa" rievoca le adunate in Piazza Venezia e quelle sulla Piazza Rossa.[B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
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vedi hristo, i voti per mezzo dei quali l'attuale maggioranza è andata al governo, sono stati espressi da un elettorato che si lasciò attrarre e persuadere dalle promesse di non prosecuzione della politica estera intrapresa dal governo precedente nei confronti del governo americano, salvo poi vedere tradite, in nome del sempiterno vincolo del patto atlantico, le legittime aspettative che quei voti avrebbero dovuto garantire. ora, a mio avviso ha ragione sansonetti nel dire che il conclamato pericolo di esplosioni di violenza è servito anche, se non soprattutto, per disperdere una parte di quei cittadini che avrebbero voluto manifestare, ma non lo hanno fatto perché semplicemente spaventati dagli allarmismi di facciata.Originariamente Scritto da Hristo Visualizza MessaggioE la politica del voto espresso durante le elezioni dove va a finire? Molto più di 200.000 persone (i presunti partecipanti alla manifestazione, secondo ilmanifesto) hanno votato i parlamentari che hanno detto "sì" alla base. La loro opinione non conta perchè non scendono in strada a sfilare?
per me l'espressione politica di massa è semplicemente un modo per dire che in una compiuta democrazia le masse svolgono un ruolo fondamentale, che è quello di orientare, per mezzo di istanze legittimamente rivendicate, le scelte concrete dei propri rappresentanti.Originariamente Scritto da Hristo Visualizza MessaggioA me la parola "politica di massa" rievoca le adunate in Piazza Venezia e quelle sulla Piazza Rossa.Last edited by gimbo; 20-02-2007, 06:31.
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Gimbo, ma se anche fossero scese in piazze due milioni di persone, posso a ben ragione pensare che c'erano altri milioni di persone rimaste in casa d'accordo con l'ampliamento della base. Così come milioni di persone rimaste a casa e contrarie alla base, e milioni di persone a cui non importa nulla della base di Vicenza.
E a questo punto cosa deve fare un governo? Prendere decisioni supportati dai voti che hanno ricevuto durante le elezioni, o ascoltare qual è la voce più rumorosa? Le maggioranze solitamente sono silenziose...sono le minoranza, per forza di cose, ad urlare per ottenere ascolto.
Sondaggi e pubbliche manifestazioni sono un modo per conoscere UNA PARTE dell'elettorato, ma non tutto, non ci si deve far traviare. Prima del referendum sulla legge 40 il Corriere della Sera, il quotidiano che legga, si era schierato apertamente a favore del Sì. E leggendolo sembrava che tutta la società si era schierata a favore del Sì. E invece...[B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
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Le manifestazioni contano.
Quando parlate con leggerezza di milioni (!) di persone in piazza non state parlando di persone che semplicemente affermano di essere contrarie a qualcosa, ma di persone che hanno avuto il coraggio di scendere nelle strade e dire "no, a me non va bene!".
Non puoi paragonarle ai milioni rimasti in casa, al 90% per menefreghismo o pigrizia.
Al giorno d'oggi purtroppo la manifestazone è stata svilita a semplice carnevalesco corteo, ma fino a pochi anni fa avere 100000 persone incazzate per un provvedimento dello stato significava avere una città in rivolta. Per questo ho già detto in un altro post che ormai se non fai casino non ti caga più nessuno.
Una manifestazione autorizzata e preannunciata perde del suo significato, è soltanto perl'appunto una occasione dove ritrovarsi insieme e gridare un pò di slogan. Si tende ad appiattire ed impecorire tutto: slogan preconfezionati, percorso obbligato, impatto sulla città ridotto al minimo.
Una manifestazione come la intendo io, cioè una manifestazione organizzata da cittadini incazzati, non certo dai politici per il loro tornaconto d'immagine, dovrebbe invece mirare a creare il massimo disagio (ovviamente in modo non violento e senza creare danni) in modo tale da rendere effettivamente difficile allo stato agire contro il volere dei cittadini.
Secondo me con la "politica delle masse" il cittadino ha progressivamente appiattito il suo valore come singolo individuo per vedersi come parte integrante di un partito o un sindacato, ed ha perso il diritto di decidere autonomamente quando scioperare o manifestare.
In questo modo è sempre lo "stato", suddiviso più o meno equamente fra una manciata di persone a destra e a sinistra, a decidere quando e se organizzare pseudorivolte contro se stesso per accontentare gli animi caldi.
Le informazioni date da giornali e televisione sono sempre di parte, ma comunque mai dalla parte di cittadini (per non osare dire della verità
.
Ci diamo dei fascisti e comunisti senza nemmeno riflettere sul vero significato di queste parole, perchè non sappiamo neppure dare un nome alle moderne pseudoideologie ad personam, e fa anche più schifo chiamarsi "prodisti o berlusconiani". La nostra responsabilità è ridotta allo scegliere se mettere una crocetta su tizio o su caio, e poi ci pensa lui.
Spendiamo più in politici ed amministrazione che in cibo.
E poi ci esaltiamo tutti perchè 800000 persone schierate da tizio contro caio hanno marciato ordinatamente tutti con la bandierina offerta da sempronio, e quindi caio "prende atto che una fetta della popolazione è contro" e poi se ne sbatte, salvo poi indignarsi quando nella successiva legislatura tizio se ne sbatte delle 800000 persone che ha tirato insieme lui.
E il bello è che queste 800000 persone, fosse stato per loro, se ne sarebbero rimaste tutte a casa! Non è gente che si imbullona agli ingressi della base americana o si sdraia davanti ai mezzi o passa la settimana a lanciarvi contro fialette puzzolenti...non lo fanno per se stessi, lo fanno per tizio.
Ok, nello scivere il post ho cambiato idea.
Le manifestazioni contano, ma queste sono buffonate.
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???????
da domani la quarta riga sarà l'ultimo dei tuoi problemi? e che vuol dire?
in quanto a prodi non è che me ne freghi molto...come forse avresti capito se fossi andato oltre la quarta riga
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Errezerotre, una manifestazione per forza di cose deve essere organizzata, per forza di cose deve seguire dei percorsi e degli orari: al di là del fatto che una manifestazione è un potenziale problema per l'ordine pubblico, se organizzi un evento simile devi essere in grado di fornire alle persone che aderiscono al tuo appello degli orari, dei punti di ritrovo, delle informazioni..
La spontaneità delle manifestazioni, oggigiorno, è rarissima: al massimo qualche occupazione di binari da parte di pendolari incazzati può rientrare nell'imprevisto.
E poi dici: una manifestazione deve creare il massimo disagio per raggiungere il suo scopo. Sei sicuro? Se i benzinai scioperassero veramente per 2 settimane raggiungerebbero soltanto l'obiettivo di far incazzare i cittadini. Punto.[B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
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Se i benzinai scioperassero per 2 settimane sarebbero paralizzati i trasporti via terra, altro che "cittadini incazzati e punto".
Secondo me un cittadino che voglia protestare attivamente contro lo stato dovrebbe mirare a creare il maggior numero possibile di disagi, e volendo si potrebbero benissimo organizzare le manifestazioni in modo tale da crearne il più possibile, anzichè tentare di minimizare l'impatto e contare sul numero di partecipanti.
Il problema è che queste manifestazioni sono organizzate (a destra e sinistra) da chi già detiene il potere e non ha alcun interesse ad andare contro se stesso.
Ogni tentativo di uscire dai canoni da loro previsti viene bollato come "terrorismo", ed ogni manifestazione deve essere prevista per lasciare tutto come prima, magari spostare qualche voto a destra o sinistra, ma non dare mai l'illusione alla popolazione di poter cambiare veramente le cose
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Cosa significa "manifestare contro lo Stato"? E' un discorso troppo generico...al massimo manifesti contro una finanziaria, contro una legge, contro dei provvedimenti o a favore di essi. Se fai una generica manifestazione "contro lo Stato" non risolvi nulla.
Il cittadino che vuole creare "il massimo di disagi" può farlo come e quando vuole: ma il Governo deve tenere conto della voce di un gruppo soltanto perchè "ha creato disagi"? Se mi dici così allora condividerai perfettamente la marcia su Roma...i fascisti scesero in piazza, crearono disagi e...Mussolini ottenne la poltrona di Presidente del Consiglio. E la democrazia dove va a finire?
Errezerotre non so di dove sei...ma dalle mie parti si dice che chi vusa pusè la vaca l'è sua.[B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
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