Il thread è impostato in maniera pessima e trasuda razzismo da ogni lettera.
Tutte le generalizzazioni -sopratutto se in negativo- sono odiose (da napoletano ne so qualcosa
). Tuttavia, pur animati da spirito de andreiano c'è da dire un paio di cosette, non molto simpatiche, ma purtroppo vere:
Queste cose vanno dette per amor della verità, altrimenti la nostra discussione è pleonastica, e rischia di trasformarsi in una sterile contrapposizione tra i razzisti da un lato, e le anime belle dall'altro.
Cosa si deve fare con queste comunità? Si deve cercare di integrarle, dando l'opportunità -in alcuni casi imponendo l'opportunità -vedi la scuola- ai rom di integrarsi.
Certo, l'integrazione può essere vista come un'attentato alla coltura ed alla comunità rom. Questo però non significa che la comunità rom possa pretendere di vivere sulle spalle ed alle spese del nostro stato. L'alternativa c'è sempre, ed è -non ne vedo altre- il ritorno al paese d'origine, o, forse meglio, il ritorno al nomadismo.
Edit: aggiungo, per non essere frainteso, che tutti le azioni da intraprendere vanno fatte a livello individuale, non comunitario, come ovvio.
Viviamo in uno stato libero e democratico, e gli strumenti che utilizziamo devono essere democratici, nel rispetto della dignità di ciascuno. Non ci sarà il "rom" od il "gruppo/campo". Ci sarà il sig. X e Y che vanno a lavorare o delinquono, mandano i figli a scuola o li sfruttano ecc. ecc.
Tutte le generalizzazioni -sopratutto se in negativo- sono odiose (da napoletano ne so qualcosa
). Tuttavia, pur animati da spirito de andreiano c'è da dire un paio di cosette, non molto simpatiche, ma purtroppo vere:- I nomadi ormai non sono più nomadi: sono stanziali.
- Per tutta una serie di ragioni -principalmente sono caduti in disuso i loro lavori- le attività principali dei rom sono furto ed accattonaggio.
- Da questo ne deriva un totale parassitismo a danno della comunità "ospitante".
- Per tutta una serie di ragioni, tra le quali in primis vi è il non appartenere allo stato "ospitante", quest'ultimo viene visto come una terra da sfruttare, senza alcuna responsabilità. In questo devo dire hanno imparato molto bene da noi Italiani. Anche la situazione attuale è figlia di una non-azione di stampo menefreghista-buonista.
- I rom in linea generale portano degrado (e si accompagnano al degrado) del territorio occupato.
- Pur nel rispetto di tutte le culture, nel nostro paese si vive nelle case. I campi rom invece non sono gestibili, nè da un punto di vista di sicurezza, nè di impatto ambientale.
Queste cose vanno dette per amor della verità, altrimenti la nostra discussione è pleonastica, e rischia di trasformarsi in una sterile contrapposizione tra i razzisti da un lato, e le anime belle dall'altro.
Cosa si deve fare con queste comunità? Si deve cercare di integrarle, dando l'opportunità -in alcuni casi imponendo l'opportunità -vedi la scuola- ai rom di integrarsi.
Certo, l'integrazione può essere vista come un'attentato alla coltura ed alla comunità rom. Questo però non significa che la comunità rom possa pretendere di vivere sulle spalle ed alle spese del nostro stato. L'alternativa c'è sempre, ed è -non ne vedo altre- il ritorno al paese d'origine, o, forse meglio, il ritorno al nomadismo.
Edit: aggiungo, per non essere frainteso, che tutti le azioni da intraprendere vanno fatte a livello individuale, non comunitario, come ovvio.
Viviamo in uno stato libero e democratico, e gli strumenti che utilizziamo devono essere democratici, nel rispetto della dignità di ciascuno. Non ci sarà il "rom" od il "gruppo/campo". Ci sarà il sig. X e Y che vanno a lavorare o delinquono, mandano i figli a scuola o li sfruttano ecc. ecc.

di cosa l'arricchiscono la società in cui vivono?E come se non bastasse si integrano???non disturbano????No tutto il contrario!
Vi siete mai chiesti perch
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