Veltroni dopo il suo discorso programmatico a Torino:
"Un'Italia unita, moderna e giusta" - Politica - Repubblica.it
E dopo i suoi 10 punti di interventi in campo Istituzionale:
Ora ha presentato i suoi 10 punti di interventi in campo Fiscale:
Ed anche i 5 cantieri in campo Ambientale:
"Un'Italia unita, moderna e giusta" - Politica - Repubblica.it
E dopo i suoi 10 punti di interventi in campo Istituzionale:
1. Superare il bicameralismo perfetto.
2. Drastica riduzione del numero di parlamentari.
3. Riformare la legge elettorale.
4. Rafforzare la figura del Presidente del Consiglio.
5. Rafforzare le garanzie nel sistema maggioritario e bipolare.
6. Corsia preferenziale per approvare i ddl governativi.
7. Rigore nella costituzione di gruppi.
8. Completare la riforma federale dello stato.
9. Attuare l’articolo 51 della costituzione.
10. Riconoscere il voto ai sedicenni per le elezioni amministrative.
«La democrazia italiana è malata Ecco le dieci riforme per cambiare» - Corriere della Sera
2. Drastica riduzione del numero di parlamentari.
3. Riformare la legge elettorale.
4. Rafforzare la figura del Presidente del Consiglio.
5. Rafforzare le garanzie nel sistema maggioritario e bipolare.
6. Corsia preferenziale per approvare i ddl governativi.
7. Rigore nella costituzione di gruppi.
8. Completare la riforma federale dello stato.
9. Attuare l’articolo 51 della costituzione.
10. Riconoscere il voto ai sedicenni per le elezioni amministrative.
«La democrazia italiana è malata Ecco le dieci riforme per cambiare» - Corriere della Sera
1. Riduzione della pressione fiscale stabilizzandola nel tempo almeno 2 punti di Pil sotto il livello del 2006 tramite una forte riduzione dei costi della politica e di una robusta iniezione di criteri meritocratici nella gestione di tutti i pubblici servizi, oltre a ciò occorre sempre più ricorrere a schemi di finanziamento e di gestione attrattivi per capitali privati in cerca di impieghi poco rischiosi e, per la parte pubblica, a nuove politiche di gestione del patrimonio.
2. Mutare la composizione interna della pressione fiscale, che oggi è sperequata a svantaggio dei contribuenti leali e a favore di quelli meno onesti, prevendendo quindi la restituzione ai contribuenti leali di tutto quello che si ricava dal successo nella lotta all'evasione.
3. Controlli e lotta all'evasione severa ma accompagnata ad una generale semplificazione prevedendno per esempio il varo di un regime semplificato per le microimprese (fino a 25-30 mila Euro di ricavi), 800 mila piccoli contribuenti per i quali è sensato riunificare tutti gli adempimenti in un solo atto, oltre a ciò puntare alla semplificazione dei pagamenti (fisco telematico per tutti) e promuovere tutte le forme di ravvedimento operoso.
4. Un importante elemento di fiducia è l'impegno dello Stato alla certezza delle regole fiscali: mai e poi mai, per nessuna ragione, norme fiscali con effetti retroattivi.
5. Una nuova fiscalità per la famiglia inserita in un piano più generale di lotta alle nuove povertà(lotta al precariato, tutele sociali per i giovani, casa, aiuto alle famiglie con bambini)con la creazione di un unico istituto che riunifichi detrazioni e assegni familiari cioè una vera e propria "dote fiscale" per i figli e per la famiglia, che riduca automaticamente l'imposta sui redditi e, per coloro che stanno sotto i livelli minimi di imponibile, un contributo monetario al nucleo familiare da parte dello Stato.
6. Sostegno alle imprese continuando sulla linea della riduzione dei 5 punti di cuneo fiscale con interventi come lo scambio tra minori incentivi e contributi alle imprese(che negli anni hanno mostrato di essere spesso poco utili) e minori imposte: una strada che può portare a ridurre di cinque punti l'aliquota dell'imposta sulle società.
7. Il sistema di ammortamento fiscale degli investimenti va aggiornato al nuovo contesto tecnologico sostenendo quindi le spese per ricerca e sviluppo con strumenti come ad esmpio la deducibilità anticipata.
8. Un uso accorto della leva fiscale deve favorire anche i redditi da lavoro dipendente con graduale restituzione del "drenaggio fiscale".
9. Definire misure compensative per una sanità risanata e affidata a manager scelti con criteri obiettivi.
10. Impegnarsi per un Federalismo moderno e solidale(cioè:codice delle autonomie, federalismo fiscale, riforma delle Conferenze inter-istituzionali).
"Tasse più basse e trasparenti rivoluzione in dieci mosse" - Politica - Repubblica.it
2. Mutare la composizione interna della pressione fiscale, che oggi è sperequata a svantaggio dei contribuenti leali e a favore di quelli meno onesti, prevendendo quindi la restituzione ai contribuenti leali di tutto quello che si ricava dal successo nella lotta all'evasione.
3. Controlli e lotta all'evasione severa ma accompagnata ad una generale semplificazione prevedendno per esempio il varo di un regime semplificato per le microimprese (fino a 25-30 mila Euro di ricavi), 800 mila piccoli contribuenti per i quali è sensato riunificare tutti gli adempimenti in un solo atto, oltre a ciò puntare alla semplificazione dei pagamenti (fisco telematico per tutti) e promuovere tutte le forme di ravvedimento operoso.
4. Un importante elemento di fiducia è l'impegno dello Stato alla certezza delle regole fiscali: mai e poi mai, per nessuna ragione, norme fiscali con effetti retroattivi.
5. Una nuova fiscalità per la famiglia inserita in un piano più generale di lotta alle nuove povertà(lotta al precariato, tutele sociali per i giovani, casa, aiuto alle famiglie con bambini)con la creazione di un unico istituto che riunifichi detrazioni e assegni familiari cioè una vera e propria "dote fiscale" per i figli e per la famiglia, che riduca automaticamente l'imposta sui redditi e, per coloro che stanno sotto i livelli minimi di imponibile, un contributo monetario al nucleo familiare da parte dello Stato.
6. Sostegno alle imprese continuando sulla linea della riduzione dei 5 punti di cuneo fiscale con interventi come lo scambio tra minori incentivi e contributi alle imprese(che negli anni hanno mostrato di essere spesso poco utili) e minori imposte: una strada che può portare a ridurre di cinque punti l'aliquota dell'imposta sulle società.
7. Il sistema di ammortamento fiscale degli investimenti va aggiornato al nuovo contesto tecnologico sostenendo quindi le spese per ricerca e sviluppo con strumenti come ad esmpio la deducibilità anticipata.
8. Un uso accorto della leva fiscale deve favorire anche i redditi da lavoro dipendente con graduale restituzione del "drenaggio fiscale".
9. Definire misure compensative per una sanità risanata e affidata a manager scelti con criteri obiettivi.
10. Impegnarsi per un Federalismo moderno e solidale(cioè:codice delle autonomie, federalismo fiscale, riforma delle Conferenze inter-istituzionali).
"Tasse più basse e trasparenti rivoluzione in dieci mosse" - Politica - Repubblica.it
1. All’energia va dedicato un primo grande "cantiere dell’innovazione", per fare dell’Italia un Paese leader nella diffusione dei pannelli solari, sia termici per il riscaldamento che fotovoltaici per produrre elettricità. Come stiamo prevedendo a Roma, tutte le nuove costruzioni utilizzino per il loro fabbisogno energetico una quota significativa di energia pulita; e affinando lo strumento delle deduzioni fiscali sulle spese sostenute dalle famiglie per ristrutturare la propria casa, ma anche con nuovi incentivi fiscali da concordare su scala europea, come proposto da Brown e Sarkozy, si dia un forte impulso agli interventi che concorrono a migliorare l’efficienza negli usi energetici residenziali: lampadine ed elettrodomestici ad alta efficienza, caldaie a condensazione, coibentazione degli edifici. Per accelerare la sostituzione degli apparecchi e dei sistemi più energivori e inefficienti, la via è quella indicata dallo stesso vicepresidente di Confindustria Pistorio: accompagnare gli incentivi con la fissazione di scadenze temporali dopo le quali sia vietata la vendita dei modelli che non soddisfano limiti minimi di efficienza.
2. Il secondo cantiere dell’innovazione riguarda i trasporti. L’Italia soffre di gravi insufficienze quanto a reti e sistemi di trasporto: nel Nord i corridoi esistenti sono vicini al collasso, nel Sud le infrastrutture ferroviarie ma anche quelle stradali sono totalmente inadeguate. Questo vuol dire sovracosti per le imprese, spostamenti scomodi e insicuri per i cittadini, e un impatto ambientale notevole: quattro quinti delle merci e dei passeggeri viaggiano su strada, più che in ogni altro Paese europeo, e questo comporta più inquinamento e più emissioni dannose per il clima. Potenziare e modernizzare il nostro sistema delle infrastrutture è una priorità non più rinviabile: dobbiamo raddoppiare la quota del trasporto ferroviario, rendere più sicure strade e autostrade, dotare il Mezzogiorno di reti moderne ed efficienti. Tutti i soggetti che hanno idee da far valere, dagli enti locali alle forze economiche, dalle organizzazioni sindacali alle associazioni ambientaliste, contribuiscano alla scelta delle opere da fare, naturalmente tenendo conto delle risorse pubbliche e private attivabili. Una volta compiute le scelte, si proceda senza più tornare sulle decisioni, senza più l’intralcio di interessi corporativi o localistici.
3. Un terzo cantiere dell’innovazione, che riguarda tutta l’Italia ma ha il suo cuore nel Sud, deve interessare le reti di protezione ambientale primaria, acque e rifiuti in testa. Ancora in molte parti del Paese mancano i depuratori e le acque reflue finiscono direttamente in mare, nei fiumi, nelle falde. Questa gravissima lacuna va colmata, e contemporaneamente bisogna realizzare le condizioni per un ciclo davvero unificato delle acque. Un ciclo che anche se gestito da aziende private, risponda però rigorosamente a criteri fissati in base all’interesse della collettività. Nel campo della gestione dei rifiuti va innanzitutto ristabilito con forza il principio di legalità, cominciando con l’inserire nel codice penale i reati delle ecomafie che li smaltiscono clandestinamente. Si può dimezzare entro cinque anni la quantità di rifiuti urbani e industriali che finisce in discarica, puntando sulla raccolta differenziata e su moderni impianti per il trattamento e la termovalorizzazione. Tra tutte le forme di smaltimento, la discarica è la più dannosa per l’ambiente e per la salute dei cittadini ed è anche quella economicamente più insensata, per lo spreco di materiali che potrebbero essere riusati, recuperati, riciclati.
4. Il quarto cantiere dell’innovazione è quello della bellezza. L’Italia deve mettere a frutto la fortuna di custodire beni ambientali, paesaggistici, culturali di eccezionale pregio; di essere nella realtà, e nell’immaginario di tutto il mondo, il Paese della bellezza, materia prima che produce valore senza inquinare né dissipare risorse. Ma la bellezza non è soltanto nei tesori naturali o in quelli ereditati dal passato: la qualità estetica, accanto a quella ambientale e tecnologica, deve essere il segno anche del nuovo che si realizza, siano case o scuole, centri commerciali o edifici pubblici, automobili o persino capannoni industriali.
5. Infine, il quinto cantiere dell’innovazione è quello della qualità italiana, di quella che Realacci chiama soft economy. L’infinita varietà di produzioni italiane devono riconoscibilità e competitività a due gambe poderose: un rapporto stretto con il territorio, con i suoi saperi e le sue tradizioni, e un forte tasso di conoscenza, di ricerca, di innovazione tecnologica. Dentro la soft economy c’è il turismo, c’è l’agricoltura dei prodotti tipici, ci sono i parchi e la rete delle mille economie territoriali che sono emblema del "made in Italy". Dobbiamo promuovere e difendere questo tesoro, per esempio operando perché finisca lo scandalo per il quale su dieci euro di prodotti agroalimentari venduti nel mondo come italiani, solo uno è di prodotti veramente "made in Italy".
2. Il secondo cantiere dell’innovazione riguarda i trasporti. L’Italia soffre di gravi insufficienze quanto a reti e sistemi di trasporto: nel Nord i corridoi esistenti sono vicini al collasso, nel Sud le infrastrutture ferroviarie ma anche quelle stradali sono totalmente inadeguate. Questo vuol dire sovracosti per le imprese, spostamenti scomodi e insicuri per i cittadini, e un impatto ambientale notevole: quattro quinti delle merci e dei passeggeri viaggiano su strada, più che in ogni altro Paese europeo, e questo comporta più inquinamento e più emissioni dannose per il clima. Potenziare e modernizzare il nostro sistema delle infrastrutture è una priorità non più rinviabile: dobbiamo raddoppiare la quota del trasporto ferroviario, rendere più sicure strade e autostrade, dotare il Mezzogiorno di reti moderne ed efficienti. Tutti i soggetti che hanno idee da far valere, dagli enti locali alle forze economiche, dalle organizzazioni sindacali alle associazioni ambientaliste, contribuiscano alla scelta delle opere da fare, naturalmente tenendo conto delle risorse pubbliche e private attivabili. Una volta compiute le scelte, si proceda senza più tornare sulle decisioni, senza più l’intralcio di interessi corporativi o localistici.
3. Un terzo cantiere dell’innovazione, che riguarda tutta l’Italia ma ha il suo cuore nel Sud, deve interessare le reti di protezione ambientale primaria, acque e rifiuti in testa. Ancora in molte parti del Paese mancano i depuratori e le acque reflue finiscono direttamente in mare, nei fiumi, nelle falde. Questa gravissima lacuna va colmata, e contemporaneamente bisogna realizzare le condizioni per un ciclo davvero unificato delle acque. Un ciclo che anche se gestito da aziende private, risponda però rigorosamente a criteri fissati in base all’interesse della collettività. Nel campo della gestione dei rifiuti va innanzitutto ristabilito con forza il principio di legalità, cominciando con l’inserire nel codice penale i reati delle ecomafie che li smaltiscono clandestinamente. Si può dimezzare entro cinque anni la quantità di rifiuti urbani e industriali che finisce in discarica, puntando sulla raccolta differenziata e su moderni impianti per il trattamento e la termovalorizzazione. Tra tutte le forme di smaltimento, la discarica è la più dannosa per l’ambiente e per la salute dei cittadini ed è anche quella economicamente più insensata, per lo spreco di materiali che potrebbero essere riusati, recuperati, riciclati.
4. Il quarto cantiere dell’innovazione è quello della bellezza. L’Italia deve mettere a frutto la fortuna di custodire beni ambientali, paesaggistici, culturali di eccezionale pregio; di essere nella realtà, e nell’immaginario di tutto il mondo, il Paese della bellezza, materia prima che produce valore senza inquinare né dissipare risorse. Ma la bellezza non è soltanto nei tesori naturali o in quelli ereditati dal passato: la qualità estetica, accanto a quella ambientale e tecnologica, deve essere il segno anche del nuovo che si realizza, siano case o scuole, centri commerciali o edifici pubblici, automobili o persino capannoni industriali.
5. Infine, il quinto cantiere dell’innovazione è quello della qualità italiana, di quella che Realacci chiama soft economy. L’infinita varietà di produzioni italiane devono riconoscibilità e competitività a due gambe poderose: un rapporto stretto con il territorio, con i suoi saperi e le sue tradizioni, e un forte tasso di conoscenza, di ricerca, di innovazione tecnologica. Dentro la soft economy c’è il turismo, c’è l’agricoltura dei prodotti tipici, ci sono i parchi e la rete delle mille economie territoriali che sono emblema del "made in Italy". Dobbiamo promuovere e difendere questo tesoro, per esempio operando perché finisca lo scandalo per il quale su dieci euro di prodotti agroalimentari venduti nel mondo come italiani, solo uno è di prodotti veramente "made in Italy".


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