In un appunto che Umberto Saba scrisse moltissimi anni fa (febbraio
Saba: rivoluzione in Italia
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Saba: rivoluzione in Italia
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
La calmaTag: Nessuno
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Tanti paesi, non solo l'Italia, non hanno mai concosciuto esperienze rivoluzionarie.
Di che rivoluzione parla Saba?
Di quella a cui va il nostro pensiero ogni volta che sentiamo quella parola o di altre tipo quella francese?Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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Il boom economico degli anni 60! Vera e propria rivoluzione italiana non violenta.amate i vostri nemici
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[QUOTE=Rabel;619659]
Pienamente ragione...le rivoluzioni sono spesso "miti fondativi" dell'unit
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La v
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E io che pensavo fosse stato Mike Bongiorno a unificare l'italiano...!بناهاى آباد گردد خراب
ز باران و از تابش آفتاب
پى افكندم از نظم كاخي بلند
كه از باد و باران نيابد گزند
از آن پس نميرم كه من زنده*ام
كه تخم سخن را پراكنده*ام
هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
پس از مرگ بر من كند آفرين
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Afflitta da una spaventosa ignoranza storica. GiOriginariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioPovera Patria...
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Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioAllora :
A parte la fase di Cronwell (che è stato sicuramente un dittatore fanatico e intollerante, sono stato un anno in Irlanda e se vai al nord trovi ancora qualche murales) le rivoluzioni inglesi hanno segnato la fine del potere assoluto dei re d'Inghilterra e la nascita del moderno costituzionalismo, ovvero di una base di regole volte a bilanciare il potere e distribuirlo orizzontalmente, non penso che questo possa essere contestato più di tanto.
le rivoluzioni inglesi? perchè ce ne è stata più di una? spero proprio che tu non stia considerando la cosiddetta "rivoluzione gloriosa", perchè tale proprio non è stata...
allora perchè ti lamenti che qualcuno voglia ridimensionare la lotta partigiana, che si voglia mettere i puntini sulle i, e non conintuare ad avere i paraocchi assurgendo gli appartenenti alla resitenza a salvatori della patria? Se non si è trattato di lotta del bene contro il male, è giusto parlare degli errori di entrambi non ti pare?Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioNon ho mai parlato di lotta del bene contro il male, suvvia non sono un ingenuo frikettone 18enne (purtroppo!).
Su questo sono pienamente d'accordo con te, la repubblica sociale era uno stato fantoccio... teniamolo presente sempre però, non è che tra qualche post mi tiri ancora fuori la liberazione dal nazifascismo...Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioPerò mi sembra opportuno ricordare che il governo della Repubblica Sociale di Salò era praticamente un governo fantoccio nelle mani dei nazisti, e mi sembra inopportuno ricordare la scia di sangue lasciata da questi ultimi in tutta la penisola (Marzabotto, Fosse Ardeatine ecc.).
Guarda che io non sto mettendo in dubbio che ci sia stata la guerra civile, anzi... ma che, essendo appunto stata una guerra civile, non si può su questa costruire l'unità della nazione come sostenevi tu prima.Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioQuindi è logico dedurre che c'era una parte di Italia che combatteva contro l'occupante, e una parte che combatteva (spesso inconsapevolmente: o perchè si era troppo giovani o perchè dopo essere cresciuti in un regime è difficile fare distinzioni o per mille altre ragioni anche comprensibili) per l'occupante. E' troppo ardito fare una tale suddivisione? A me non sembra proprio, perchè corrisponde alla realtà storica e non mi sembra che in Francia (pur con parametri completamente diversi) si faccia lo stesso ragionamento per la Repubblica di Vichy.
Hai ragione tra i partigiani c'era un po' di tutto, ma le barbarie peggiori le hanno fatte i comunisti.Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioTra i partigiani poi non c'erano solo Comunisti e Socialisti, ma a quanto mi risulta anche molti cattolici, liberali (come scordare il movimento giustizia e libertà?) e persino monarchici; anzi il più grande cantore della resistenza (e uno a mio avviso fra i nostri più grandi scrittori), Beppe Fenoglio, era un monarchico convinto.
Io non sto mettendo in dubbio che la prima guerra mondiale sia stata una tragedia per chi l'ha vissuta. Sto soltanto mettendo in chiaro che ha avuto il pregio, oltre a quello di liberare dalla dominazione straniera i terriori di trieste e trento, quello di completare il risorgimento, portando per la prima volta italiani di tutte le regioni lungo uno stesso fronte. Credo che dopo tutti questi anni, la prima guerra mondiale, al di là del perbenismo e del "politcamente corretto" imperanti, sia il solo ed unico momento della storia d'italia che ogni italiano considera di unione, di sentimento nazionale.Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioRiguardo alla prima guerra mondiale è vero che fu un momento forte di aggregazione nazionale (e io ho avuto la fortuna di conoscere il mio bisnonno, cavaliere di vittorio veneto), ma è anche vero che fu una mannaia sciagurata, voluta da una piazza (fomentata a dovere dall'esterno) interventista e nazionalista.
Giolitti era fuori dal mondo, uno che sotiene l'idea di potere ottenere i territori di trieste e trento, in cambio della neutralità, direttamente dall'austria, o è un esaltato o è un cretino. Non ha la mia considerazione.Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioProva a rileggerti Giolitti e la sua famosa "tesi del parecchio";
L'idea di nazione sarà astratta per te, per me non lo è proprio! La nazione si vede in ogni aspetto di un uomo, nella sua cultura, nei suoi modi, nei suoi pregiudizi, in ogni cosa e per quanto la sinistra voglia continuare ad affermare che tutti gli uomini sono uguali, che tutti i proletari della terra si debbano unire, nel nome di un internazionalismo solo presunto, perderà sempre, perchè chi crede nella nazione può anche combattere e morire per la causa, anche se la nazione si è schierata dalla parte sbagliata (come ad el alamein...).Originariamente Scritto da Rabel Visualizza Messaggiohai idea di quante persone (18enni) sono state fracassate in nome di un astratta idea di nazione?
Io invece credo di sì. se ci fai caso, i sopravvissuti alla prima guerra mondiale ne parlano, ne parlavano ancora e lo hanno fatto finchè hanno potuto. Chi invece ha vissuto al seconda non lo fa. Eppure è stata più atroce la prima, su questo non vi è dubbio. Perchè?Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioSei davvero sicuro che (malgrado l'esperienza unificatrice e i dialetti) il Piave significasse qualcosa per un contadino umbro dopo la guerra? Io credo di no, onestamente...
Ed invece non è vero che non si possa. Quelli che sono morti ad el alamein lo hanno fatto per l'italia, per l'italia e basta! per questo sono eroi. Nella guerra la politica non c'entra. Erwin rommel, che era un generale tedesco, non era nazista, tanto che la cosa finì col costargli la vita. Eppure era al comando dell'Afrika Korps, e rimase stupefatto dal coraggio degli italiani, perchè è il coraggio che hanno solo gli uomini che credno davvero nell'idea di nazione. Forse è per questo che ad una certa area della politica italiana danno fastidio...Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioSu El Alamein, non giudico chi ci ha combattuto (NON SONO COMPLETAMENTE RINCOGLIONITO), è ovvio che chi c'era ha dovuto combattere per l'asse, certo però reputo scandaloso e raggelante sentire l'affermazione sulla vittoria a El Alamein, da un ministro della Repubblica 60 anni dopo, visto che le conoscenze su : campi di concentramento, eugenetica e deliri vari che il nazismo ha comportato; ecco mi chiedo a chi si riferisca quel "noi", perchè è ovvio che non si possa pregiudicare da Hitler
Ciano era certamente un uomo intelligente, ma non era un doppiogiochista, mussolini sapeva che era contrario alla guerra, come lo era anche balbo. Ciano ha giocato le sue carte, contro i nazisti, ma ha prevalso la speranza di ottenere un futuro migliore per l'italia. Nella situazione in cui si trovava l'europa allora, io non me la sento proprio di dire che si sia sbgliato ad entrare in guerra, era di fatto l'unica soluzione sensata.Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioL'affermazione di Ciano (uomo tralaltro inteligente e arguto credo) dimostra esattamente quella doppiezza e quell'opportunismo che ci caratterizza tragicamente e che ha aiutato a portare al potere il fascismo.
No mi spiace su questo non sono proprio d'accordo. La nazione non è qualcosa che si crea, e si distrugge e non è legata a valori "solidi". La nazione non è la terra, ne è la razza. E' qualcosa di molto più vasto e complesso, di astratto e concreto insieme. La nazione, innanziutto è tutti gli uomini che sentono di farne parte, ma anche tutti coloro che sono venuti prima di loro, e coloro che verranno dopo di loro. La nazione è la cultura che hanno appreso dai loro padri, che hanno migliorato e che, modificata e migliorata, trasmetteranno ai loro figli. La nazione non è qualcosa si astratto. Per chi si sente perte di una nazione, questa è tutta la propria vita.Originariamente Scritto da Rabel Visualizza MessaggioDetto ciò, sono convinto che le "nazioni" sono solamente astrazioni, create in un determinato periodo storico e possono "funzionare" solo se ancorate a valori solidi e non esclusivi (come i miti della razza o della terra). L'atto fondante della nostra nazione è la costituzione repubblicana e i suoi valori, al di là della loro (spesso) mancata attuazione.Last edited by Iulio Caesare Italico; 28-04-2007, 11:58.[CENTER]
La v
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Allora sigaretta...botto di luciodità doppo l'ubriacatura e ci sono:
Non si può parlare forse di rivoluzione, ma sicuramente è stata una delle tappe fondamentali che conducono all'età moderna e al moderno costituzionalismoOriginariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioDi fatto però, non è stat una rivoluzione, visto che sono stati i nobili a chiamare il nuovo re per prendere il potere... è stata meno rivoluzone anche di quella fascista (che come questa è stata sostenuta dla potere). Detto questo non è che la giudichi negativamente solo perchè è avvenuta dall'alto, am volevo precisare che non si può parlare di rivoluzione come fanno gli inglesi...
Questa è una tua opinione molto personale, io mi limito a dichiarare(supportatato dalla storia) che ci fu chi combattè contro l'occupante (molti soldati del regio esercito ad esempio oltre ai garibaldini) e chi combattè per l'occupante..dopo possiamo rintracciare tutte le attenuanti che vogliamo, ma la sostanza rimane...Originariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioIn line di principio hai ragione tu, ma di fatto, gli italiani che combattevano con la repubblica sociale non erano tutti infoiati o cretini. Alcuni che si trovassero in alto o in basso nella gerarchi del partito, avevano delle buone ragioni per essere rientrati nella rsi (che nonostante ciò è stato u errore, mi preme ribadirlo) e dunque non si possono considerare traditori. Traditori sono stati quelli che, ad esempio si sono arruolati nelle ss italiane, ma non si può dire lo stasso di mussolini ad esempio, che come ho già detto, creò la repbblica sociale, per impedire che l'esercito tedesco occupasse tutta la penisola
Questo vale per alcuni partigiani comunisti (e ripeto non ci furono solo i comunisti!) e nemmeno per tutti, come la vedi la svolta di Salerno da parte di Togliatti ad esempio?Originariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioNo, era uno stato fantoccio, i tedeschi erano aggressori, ma chi lo sostenva non fu traditore, o almeno non tutti furono traditori. Ma se stiamo a parlare di traditori allora se ne trovano a valanga anche tra i resistenti. A sinistra, quelli che volevano che l'italia rientrasse nella sfera di influenza sovietica come li consideri? liberatori?
Sei milioni sembreranno troppi a te!...cmq la guerra partigiana è stata il punto di inizio dell'italia Repubblicana, anche xchè prima anche storiograficamente si parla di italia liberale, e anche se moltissimi italiani erano fascisti (ci adattiamo a tutto sostanzialmete..anche a 50 anni di DC), qui si sta parlando di liberazione da un occupante (La germania nazista) e da un regime collaborazionista (Repubblica di SAlòOriginariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza Messaggioa parte che sei milioni mi sembrano un po' troppi... in ogni caso il fatto è che oltre all'occupante c'era anche una larga fetta di popolazione che lo sosteneva, insomma, si discuteva all'inizio se si possa considerarlo punto di unione del popolo italiano. Secondo me non lo può essere, perchè è stato al fine di una guerra civile.
Si,ma ripeto: Giolitti era tutto tranne che uno sprovveduto,e l'impero asburgico si sarebbe presto frantumato (ed è per questo che hanno perso la guerra) per spinte centrifughe derivanti dalle varie nazionalità che erano in contrappposizioni contro il regime centrale(Vienna)....Originariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioGuarda che giolitti non era mica il solo a sostenere il non intervento. Anzi molti parlamentari italiani erano contro. Di fatto si è entrati in guerra perchè l'allora governo di Antonio Salndra, con l'appoggio del re, e attraverso il suo ministro degli esteri Sidney Sonnino, aveva firamto un patto di alleanza (il famoso patto di londra) all'insaputa del parlamento. Siccome l'accordo garantiva l'entrato in guerra dell'italia, il re, onde non screditare la reputazione del paese, fee carte false finchè non si approvò l'entrata in guerra. Bisogna comunque rilevare che nel frattempo la popolazione era passata dal neutralismo all'interventismo. In ogni caso, oltre che per il trasformismo (imparato a dovere da depretis), non lo apprezzo per l'affermazione secondo cui era arrivato ad ottenere un accordo con la prussia, la quale avrebbe fatto da intermediario con l'austria, perchè quest'ultima cedesse all'italia i territori irredenti, in cambio della neutralità.
Parlando dell'impero asburgico, non sono d'accordo nel dire che si sarebbe sgretolato comunque, se è riuscito a reggere per 5 anni una guerra dura come la prima guerra mondiale, significa che era ben lungi dal crollare. Certamente era un anacronismo, ma aveva bisogno di una spallata per crollare, senza la guerra sarebbe durato ancora a lungo.
Si, ma io ho un'idea diversa dalla tua...ma come tale non posso nemmeno criticarti, sono opinioniOriginariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioPerchè scusa io ho detto che è qualcosa di astratto? Se è sembrato questo, mi correggo subito: la nazione è qualcosa di molto concreto, siamo noi!
O perchè erano guerre imperialiste e codarde? Dai..invadere la Francia quando era già piegata come lo consideri? e la guerra di Grecia, risolta dai tedeschi? dai lasciamo perdere le campagne militari pezzenti organizzate dal fascismo , cmq la prima fu una mattanza non giustificata a mio avviso al di là di quello che abbia prodotto...Originariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioIl fatto stesso che lo raccontano significa molto, di atrocità ce ne sono state anche nella seconda, ma nessuno ne parla. Nessuno parla della guerra d'africa o della campagna di grecia, ma i loro padri parlavano della grande guerra. Perchè? perchè la gente la sentiva come una vittoria, ne voleva sentire parlare, voleva ascoltare i suoi eroi. Della seconda non ne vuole parlare nessuno perchè si considera una socnfitta.
Originariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza Messaggio
Siamo d'accordo che il mondo sarebbe stato senza dubbio peggiore, ma scusami, ma non riesco proprio a scriverlo che è stata una forutna se sono morti...
Be non è che io mi rallegri della morte di Italiani...però è un dato di fatto...
Si ma che diavolo c'entra? queste sonjo tue opinioni, ed è l'ennesima conferma che il granduomo (MUssolini) era senza palle...Originariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioE' vero non eravamo attrezzati per quella guerra, lo stesso mussolini lo disse a Hitler, era convinto che non saremmo stati in grado di entrare in guerra prima del 42. Ma hitler ha voluto fare di testa sua, ha invaso la polonia e involontariamente (non se lo aspettava affatto) ha scatenato la guerra. L'italia è entrata in guera credendo che fosse già finita e io non posso dare torto a mussolini in questa convinzione. Una nazione che nel giro di 2 mesi occupa l'intera francia risulta inarrestabile (e così era la germania agli occhi di tutti allora in europa). Detto questo l'italia aveva anche firmato il cosiddetto patto d'acciaio che la obbligava ad entrare in guerra al fianco della germania. Mussolini cercò di tirare in lungo, chiese anche l'invio di una ingentissima quantità di materiali alla germania per poter inziare l'armamento, ma ad un certo punto credette fosse meglio non tirarsi più indietro. Cosa sarebbe successo se mussolini fosse rimasto neutrale? ti do due possibilità:
1) Hitler cameratescamente se ne frega e continua per la sua strada
2) Hitler si in****a, invade l'italia, e inizia l'occupaizone, ma non nel 43, nel 40...
Ah ok...qui siamo alla visione romantica...del tipo l'ultima grappa insieme alla nazione gloriosa (che veniva fornita in quantità industriale prima di schiantarsi su fuoco austriaco, sopratutto ai ragazzini)..che bel cemento nazionale eh?Originariamente Scritto da Iulio Caesare Italico Visualizza MessaggioSe mi chiedi che cosa avessero in comune un siciliano e un lombardo prima della guerra, ti rispondo poco, ma dopo la grande guerra allora è diverso, hanno qualcosa in comune da raccontare ai loro nipoti, magari di quel siciliano o quel lombardo che li ha aiutati in trincea e che non dimenticheranno.Last edited by Rabel; 01-05-2007, 03:36."Socchiusi gli occhi,sto
seduto sul trifoglio,
e vedo un quadrifoglio
che non raccoglier
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