Legge di Riforma della RAI

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  • Microemozioni
    Aldo
    • 26/04/06
    • 1928

    #1

    Legge di Riforma della RAI

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma della Rai.

    Il ruolo di azionista non sarà più esercitato dal Governo per il tramite del Ministero dell’economia e delle finanze ma da una Fondazione, costituita ex novo con compiti di indirizzo e di impulso, quindi né di natura gestionale né operativa, nei confronti della Rai SpA.
    Compito di dirigere questa fondazione sarà dato Consiglio della Fondazione il quale sarà formato da 11 consiglieri nominati:
    -4 dalla Commissione parlamentare di vigilanza con una maggioranza qualificata di due terzi.
    -2 dalla Conferenza delle Regioni.
    -1 dai dipendenti della Rai.
    -1 dal Cnel.
    -1 dal Consiglio nazionale utenti e consumatori.
    -1 dall'Accademia dei Lincei.
    -1 dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane.
    Gli undici consiglieri inoltre resteranno in carica 6 anni e una parte verrà rinnovata dopo il primo triennio dall'insediamento per favorire un criterio di rinnovo non contemporaneo tra le diverse componenti.

    Questa Fondazione controllerà quindi Rai Spa e ne nominerà il suo Consiglio di Amministrazione formato da 5 persone e un amministratore delegato nominato dal consiglio di amministrazione stesso

    La riorganizzazione sarà decisa dalla Fondazione ispirandosi a tre principi:
    -La unitarietà sotto il controllo pubblico.
    -la separazione tra ciò che viene finanziato dal canone e ciò che viene finanziato dalla pubblicità.
    -la separazione tra la rete e il fornitore dei contenuti.

    Per quanto riguarda il canone si stabilisce che il suo ammontare sia stabilito dalla Carta del servizio pubblico abbia la durata di sei anni in modo da dare certezze di risorse alla Rai.
    Last edited by Microemozioni; 18-05-2007, 02:14.
    "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
  • Novembre
    Cynical person
    • 12/04/06
    • 7928

    #2
    11 consiglieri che naturalmente non saranno di certo dei perfetti signor nessuno, che verranno stra-pagati e la cui funzione è solo di facciata.
    Che rimescoloni teatrali ed inutili a scopo di lucro...oltre al fatto che per quelle porcherie che trasmette la Rai non credo ci sia bisogno di tanti membri, comitati, fondazioni e quant'altro.

    Poi per carità, per quanto usufruisco io del tubo catodico, si potrebbe anche dire che non ne capisco nulla.
    "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
    Arthur Schopenhauer

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    • nautil
      Opinionista
      • 01/04/06
      • 384

      #3
      No, questa non
      In verit

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      • Microemozioni
        Aldo
        • 26/04/06
        • 1928

        #4
        Berlusconi non c'entra nulla con questa legge...
        Al massimo Berlusconi c'entra con la riforma Gentiloni sulle reti televisive in generale o la legge sul conflitto di interessi ma sono altre riforme.

        La riforma della Rai mira a rendere la Rai maggiormente indipendente dai vari governi in carica.

        Il meccanismo
        "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

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        • nautil
          Opinionista
          • 01/04/06
          • 384

          #5
          No,
          In verit

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          • Microemozioni
            Aldo
            • 26/04/06
            • 1928

            #6
            Primo 11 consiglieri della Fondazione non incidono quasi per nulla su un bilancio statale.
            Secondo il fine della riforma è quello di slegare la Rai dal governo e dalle varie maggioranze in carica quindi il giudizio semmai lo si deve dare su questo apsetto se riesca cioè in questo intento e a me pare porprio di sì.
            Per altro è una soluzione che è stata adottata anche in Spagna e un certo mondo della sinistra la chiedeva da tempo.
            "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924

            Comment

            • nautil
              Opinionista
              • 01/04/06
              • 384

              #7
              [QUOTE=Microemozioni;639695]Primo 11 consiglieri della Fondazione non incidono quasi per nulla su un bilancio statale.
              Secondo il fine della riforma
              In verit

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              • Ferruccio Ferrari
                Opinionista
                • 23/01/07
                • 275

                #8
                Originariamente Scritto da Microemozioni Visualizza Messaggio
                Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma della Rai.

                Il ruolo di azionista non sarà più esercitato dal Governo per il tramite del Ministero dell’economia e delle finanze ma da una Fondazione, costituita ex novo con compiti di indirizzo e di impulso, quindi né di natura gestionale né operativa, nei confronti della Rai SpA.
                Compito di dirigere questa fondazione sarà dato Consiglio della Fondazione il quale sarà formato da 11 consiglieri nominati:
                -4 dalla Commissione parlamentare di vigilanza con una maggioranza qualificata di due terzi.
                -2 dalla Conferenza delle Regioni.
                -1 dai dipendenti della Rai.
                -1 dal Cnel.
                -1 dal Consiglio nazionale utenti e consumatori.
                -1 dall'Accademia dei Lincei.
                -1 dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane.
                Gli undici consiglieri inoltre resteranno in carica 6 anni e una parte verrà rinnovata dopo il primo triennio dall'insediamento per favorire un criterio di rinnovo non contemporaneo tra le diverse componenti.

                Questa Fondazione controllerà quindi Rai Spa e ne nominerà il suo Consiglio di Amministrazione formato da 5 persone e un amministratore delegato nominato dal consiglio di amministrazione stesso

                La riorganizzazione sarà decisa dalla Fondazione ispirandosi a tre principi:
                -La unitarietà sotto il controllo pubblico.
                -la separazione tra ciò che viene finanziato dal canone e ciò che viene finanziato dalla pubblicità.
                -la separazione tra la rete e il fornitore dei contenuti.

                Per quanto riguarda il canone si stabilisce che il suo ammontare sia stabilito dalla Carta del servizio pubblico abbia la durata di sei anni in modo da dare certezze di risorse alla Rai.

                LA RISPOSTA VERA PER CUI MATTEOTTI MI FA UN BAFFO:

                La verità qui è che il problema della rai e mediaset è una gran cocciutagine sciocca!
                perchè?
                Perche in Italia il pluralismo dell'informazione è un problema legato strettamente al fatto di non voler far del male alla rai. (ergo a mediaset anche ovvio)
                Craxi ha permesso a Berlusconi di avere tre televisioni, quindi Berlusconi è un privilegiato, lui non dovrebbe avere tuti quei soldi, non dico perchè li ha rubati, ma perchè se Berlusconi potè comprare ed affittare i ripetitori e i permessi affinchè i canali suoi possano esser visti in tutta Italia, (cosa che a sua volta era oggettivamente un privilegio unico della rai), se Berlusca potè comprare tre tv nazionali, perchè altri non hanno potuto fare altrettanto?
                Se poi la tv è una gallina dalle uova dòro, perchè se cè un altro disposto a investire in un canale nazionale non ha mai potuto per ora farlo?
                Persino ai tempi di D'Alema c'era uno che voleva farlo e non potè perche D'alema fece addirittura un decreto che rendeva la cosa ancor più difficile.

                La verità è che non si danno i permessi non perchè Berlusca sia un privilegiato, ma per non far perdere altre quote di mercato alla RAI, questo significa per chi ha studiato economia industriale che siamo in un duopolio e prima eravamo in un monopolio tv.
                Per l'appunto un duopolio si comporta esattamente come un monopolio, lo sa chi ha studiato economia.
                Cioè se Mediaset dice A, anche la rai deve dire lo stesso, uno si tira le orecchie dell'altro, una cosa tira l'altra, un programma tira l'altro, e il risultato sotto gli occhi di tutti è che sia rai che mediaset dicono le stesse cose nel medesimo modo.
                Sopratutto andando in giro per la realtà si nota che c'è di più di quel che fan vedere

                e per esempio io dico che la7 e mtv sono televisioni che finora hanno mostrato una serenità e libertà nelle notizie che raI e mediaset non avevano.
                E questo è così per nature di tipo economico più che di libertà di informazione o di pluralismo. O, per meglio spècificare:
                il pluralismo sarebe favorito se ci fosse un terzo o un quarto polo televisivo, una catena nazionale di televisioni locali, che dovrebbero avere il permesso.
                E`vergognoso che in uno stato democratico non si faccia niente per dare spazio alla concorrenza specie se questa mancanza provoca un affogamento del pluralismo informativo tenendo conto anche della pressione politica che si trova sempre in tentazione anche prima di Berlusconi con la RAI spartita ecc..
                E con una situazione di Berlusconi possibile premier che anche se fosse il più liberale di questo mondo, comunque si inmette nel problema(che già c'era) con una tranquillità e banalità...
                il che non è diverso per niente dall'atteggiamento della RAI.
                la RAI:
                1)non dovrebbe far pagare il canone ai cittadini
                2)non dovrebbe impedire che altri cittadini imprenditori possano usufruire delle frequenze televisive, si approffitta della posizione di forza del suo azionista lo stato!

                Se altri concorrenti di tv nazionali si fossero costituiti, sia RAI che mediaset perderebbero molti soldi.
                e allora?
                chi lo ha detto che è giusto che Berlusconi e la RAI guadagnino tanto e si spartiscano una torta enorme!
                (fra RAI e Mediaset si spartiscono il 90% del mercato pubblicitario televisivo, quello dòve gira più grana) e quindi è colpa della RAI che è in conflitto di interesse perchè essendo dello stato risulta stare in una situazione illiberale senza pluralismo. E`la RAI più responsabile di Berlusconi, questa è la verità.
                Il fatto che "ci sia mediaset a controbilanciare" non fa una reale differenza per il consumatore dei "prodotti televisivi"(se cosi volessimo chiamare la tv),
                anzi, per il consumatore finale un duopolio e un monopolio non fa alcuna differenza pratica.
                Questa è economia raga, non lo dico io, sono studi di economia, studiate !

                Non si può risolvere chiedendo alla RAI di vendere due tv, perchè ciò sarebe altrettanto illiberale così come è illiberale far uscire rete 4 dalla visuale e compensare il tutto chiedendo a RAI tre di non fare pubblicità!
                Come se il problema di rete 4 poi non fosse stato politico!
                Che ipocrisia gente, RAI tre non ha bisogno di avere pubblicità! può sempre ideologizzare le masse a sinistra con mille programi "educativi" su i temi più disparati.
                Ecco, è per questo che il giudice è ipocrita, non tiene conto di quest'ultimo, ma
                Considera il tutto come se il problema fosse strettamente economico e basta.
                Il fatto invece risulta complesso perchè evidentemente: è un problema di natura economica(duopolio) che si riflette sulla libertà di informazione nel punto specificato con la parola pluralismo, e dunque anche politico per ciò che riguarda le notizie, e i programmi vari di approffondimento ecc.. (che tra l'altro sono una esagerazione in Italia; cìoè non se ne può più...
                [ammazzate la tv per piacere, sta lobotomizzando l'Italia!]).

                Bisona fare giustizia alla democrazia in molti campi uno di questi è il pluralismo.
                Basta lasciar passare uno due o tre poli televisivi oltre gli esisteni e anche di più ancora.
                Perchè nessuno si rende conto?
                E`drastico realizzare una concorrenza giusta?
                non è così evidente? siamo forse ciechi?

                Ecco sono Matteotti e dirò pure che nessuno "si rende conto" perchè tutti vogliono approffittarsi della RAI (tutti i politici, alludevo) e così ovviamente Berlusconi rimane dove è a fare i miliardi.

                Se entrassero mettiamo 4 poli televisivi in più a livello nazionale allora Mediaset perderebbe molti soldi, le aziende diventerebbero minori e i lavoratori andrebbero negli altri poli forse.
                Ma anche la Rai perderebbe molto data la quatrupla concorrenza in più oltre mediaset. Quindi, nessuno vuole fare del danno alla RAI a scapito però di fare un danno al paese, alla libera concorrenza e cioè dunque alla democrazia, dove tutti devono avere le stesse opportunità.
                Qui la opportunità l`ha avuta solo Berlusconi per conto di Craxi!
                Last edited by Ferruccio Ferrari; 24-05-2007, 19:03.

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