"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
Off-topic!
medea, che ti ho scritto in quel messaggio privato che ti ho mandato?
questo NON E' IL MODO DI DISCUTERE che si usa qua. La discussione che hai aperto è su Follini, non sull'opinione che ha microemozioni di Follini. Per cui non farne una cosa personale tra te e micro.
[B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
A Follini non interessa ci sia la legislatura lunga tanto lui i privilegi politici li ha già maurati nelle passate ligiglature visto che questa è già la terza.
Poi il Partito Democratico nemmeno ancora c'è e non si sà nemmeno che ruolo avrà lui all'interno del Pd,mentre nell'Udc era uno dei massimi leader subito dopo Casini infatti aveva anche fatto il segretario del partito.
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
Ma si vede che hai difficoltà di comprensione.
Io penso che se fosse per me la carica di qualsiasi onorevole che eletto con i voti di una parte politica passa ad un'altra parte politica opposta o faccia venir meno la fiducia verso la parte politica in cui è stato eletto dovrebbe decadere indipendentemente da chi esso sia.
Sia esso Rossi Turigliatto De Gregorio o Follini.
Detto questo faccio dei distinguo sui singoli casi.
Rossi e Turigliatto sono 2 irresponsabili che hanno rischiato di far cadere un governo in un momento difficile per l'italia.
De Gregorio è un mercenario che si è venduto per un posto di presidente della Commissione Difesa.
Follini non ha fatto nessuna delle seguenti cose cioè non ha rischiato di far cadere un governo di cui faceva parte e non si è svenduto per un posto.
Poi posso certo comprendere che l'elettore di destra si incazzi e io ripeto farei decadere la carica in qualsiasi caso uno faccia venir meno la fiducia alla parte politica in cui è stato eletto per il semplice fatto che non si può sapere se gli elettori lo avrebbero eletto cmq anche nella parte avversa e quessto a maggior ragione se abbiamo un sistema elettorale senza nemmeno più le preferenze.
Io negli interventi che ho fatto in questa discussione ho solo detto che ci sono delle differenze tra quei casi poi tutto il resto te lo sei inventato tu.
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
c'è una cosa che caratterizza le democrazie moderne.
Si chiama "assenza di vincolo di mandato".
Significa che l'elettorato ha diritto di esprimere la propria volontà solo una volta ogni 5 anni, o comunque quando viene chiamato alle urne.
Durante la legislatura nessuna forza ne in cielo ne in terra può andare a dire a un parlamentare cosa deve fare: egli è libero di agire come meglio individualmente crede e agire secondo coscienza (si spera...).
In parole povere: un parlamentare, un politico, finchè è in carica non risponde a nessuno delle scelte politiche che compie, della sua azione politica e di tutti gli atti che compie nell'esercizio delle sue funzioni... lo farà semmai a fine legislatura, quando gli elettori (ci si augura, ma gli italiani da questo punto di vista fanno pena) lo valuteranno e lo premieranno o puniranno con il loro voto: confermandogli, togliendogli o dandogli per la prima volta la loro fiducia.
Se non vi piace questo ordine di cose torniamo alla monarchia.
Poi si può discutere sulle singole circostanze e sui singoli cambiamenti di fronte, e su quando un cambio di idee o un ripensamento è intimamente sincero, secondo coscienza e secondo valutazioni personali ragionevoli (per quanto più o meno condivisibili) e quando invece il cambiamento di fronte è espressione semmai di un "qualcos'altro" che può andare dalla convenienza personale alla malafede.
[COLOR="DarkOrange"][SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][B][CENTER]La pi
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
Volevo sommessamente ricordare a Microemeozioni che la moneta del tradimento di Marco Follini è stato il rinnovo del contratto da alto dirigente della moglie, architetto Elisabetta Spitz.
E l'essere corteggiato e coccolato in senato, cosa che per lui evidentemente ha grande valore.
Certo alle prossime elezioni politiche chiuderà la sua carriera e si dovrà cercare un lavoro serio e la moglie andrà a fare l'architetto in studio alla scadenza del suo bel contratto da dirigente.
Ma intanto ovviamente intascano le prebende entrambi.
Comment