[QUOTE=conogelato;677946]Sui temi riguardanti l'etica la chiesa HA IL DIRITTO di professare le sue ragioni: Cio' le e' proprio, f
Integralismo cattolico?
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non se ne occupa proprio...e non se ne deve occupare! La sua missione è l'evangelizzazione, se per convincere la gente ad andare in chiesa bisogna offrire cibo e ospedali ben venga. Ma la chiesa non è un ente benefico per salvare l'umanità dalla povertà.
Oggi si propone ANCHE come questo, ma ad evangelizzare l'occidente ci ha rinunciato da un pezzo...invece di incazzarsi con noi che mediamente non facciamo NULLA per il nostro prossimo dice "dateci qualcosa che ci pensiamo noi", come se il condividere i propri averi non debba essere scontato per chi ha compreso la parola di dio. Infatti per loro non lo è
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nE' L'UNA Nè L'ALTRA, DOLCE FALENA: e' una verità, ma i massmedia, come sottolineava Hristo, tendono sempre a privilegiare cio' che li fà vendere di piu'....e scagliarsi contro la chiesa e' diventato lo spot irrinunciabile. Cio' non toglie che, sulla fame, si possa sempre impegnarsi di piu'. Anche da parte della santa sede, certo.amate i vostri nemici
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La sua missione e' portare Gesu' Cristo a questa umanità, la vita dove stà la morte, la pace in luogo della guerra. Alla fin fine, cio' che i suoi ministri espongono, rimane oggetto della nostra libertà: Possiamo ascoltare o disattendere...Last edited by conogelato; 28-06-2007, 13:58.amate i vostri nemici
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Allora la gente si era fatta abbindolare dalla propaganda laicista.Originariamente Scritto da nightfly Visualizza Messaggio... infatti, se a suo tempo la legge ha ignorato le prescrizioni cattoliche su un tema come l'aborto, non si capisce perchè non dovrebbe ignorarle quando si parla di DiCo.
O forse la spiegazione sta nel fatto che i tempi in cui furono legalizzati divorzio e aborto, erano ben diversi da quelli attuali, in cui, come sostengo io, si va verso l'integralismo cattolico?
Si diceva che l'aborto avrebbe costituito l'eccezione, un qualcosa che avrebbe riguardato solo casi disperati: donne psicologicamente povere e assolutamente incapaci di gestire un bambino oppure che avevano subito uno stupro.
La coscienza della gente, pur riconoscendo l'ingiustizia dell'aborto, si è lasciata incrinare di fronte ai singoli casi pietosi.
Risultato: l'aborto è diventato quello che è ora, un genocidio nascosto che ogni anno viene compiuto nelle "civili laicamente responsabili" democrazie occidentali (per non parlare di altri paesi dittatoriali dove viene praticato in maniera ancora più bestiale).
Questa strategia non vi ricorda nulla?
Non assomiglia alla strategia dei casi pietosi portati oggi relativi alle coppie omosessuali che non possono assistersi all'ospedale oppure al caso Welby?
La strategia usata oggi è quella ributtante e disonesta usata allora.
Oggi però c'è una differenza: molti di quelli che allora hanno dato credito alla propaganda laicista non vogliono farsi gabbare di nuovo.
Inoltre il laicismo sta cominciando ad essere vittima di se stesso.
A furia di dire che l'individuo ha diritto di fare tutto quello che vuole, come vuole quando vuole, la gente ha comnciato a farlo sul serio.
Risultato : si ripiega su se stessa e pensa solo ai c***i propri.
Una larga fetta della popolazione ha un solo scopo, sfangarla nella maniera più comoda possibile e spassarsela. A loro non importa nulla nè dei laicisti nè dei cattolici.
I laicisti pensavano di usarli per riempire le piazze e invece quelli si fanno i fatti loro.
E' come un comando militare che difende il diritto alla diserzione e poi si trova senza un esercito che lo aiuti a diffondere questo ed altri diritti.
Viceversa le persone che fanno la fatica di interrogarsi sulle cose, in numero sempre maggiore arrivano alla conclusione che il modello di società propugnato dalla Chiesa è quello più sano, più giusto, più sensato.Last edited by Ranko; 28-06-2007, 14:08.errare humanum est, perseverare autem diabolicum
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Infatti la chiesa acquista sempre più potere, specialmente fra coloro che si interrogano sulle cose
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[QUOTE=Ranko;677979]
A furia di dire che l'individuo ha diritto di fare tutto quello che vuole, come vuole quando vuole, la gente ha comnciato a farlo sul serio.
Risultato : si ripiega su se stessa e pensa solo ai c***i propri.
Una larga fetta della popolazione ha un solo scopo, sfangarla nella maniera pi[I][SIZE="1"]Quello che la realt
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[QUOTE=Ranko;677979]Inoltre il laicismo sta cominciando ad essere vittima di se stesso.
A furia di dire che l'individuo ha diritto di fare tutto quello che vuole, come vuole quando vuole, la gente ha comnciato a farlo sul serio.
Risultato : si ripiega su se stessa e pensa solo ai c***i propri.
Una larga fetta della popolazione ha un solo scopo, sfangarla nella maniera pi
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Non potevi trovare un altro parallelismo, Axel? Magari scevro da pregiudizi?amate i vostri nemici
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Sono d'accordissimo.Originariamente Scritto da Qfwfq Visualizza MessaggioSi tratta di un ragionamento semplicistico e la metafora militare la dice lunga sulla correttezza formale di una simile riflessione. La laicizzazione della società non corrisponde alla sua secolarizzazione, e stai pericolosamente confondendo i due ambiti. Laddove qualsiasi istanza secolarizzante è volta ad estirpare il senso del sacro e del trascendente dalla coscienza dei cittadini, parlare di laicità dello Stato implica essenzialmente il delineare un modello di entità statale impermeabile alle ingerenze ed alle influenze di qualsiasi credo religioso. Se assumiamo come principio fondamentale il dovere, da parte dello Stato, di assicurare il benessere dei propri cittadini, allora il corpo statale deve ribadire la propria sovranità: vale a dire la propria capacità di amministrare imparzialmente la cosa pubblica e di legiferare immune da influenze esterne. Tale imparzialità, quindi, non potrebbe essere assicurata qualora lo Stato adottasse un atteggiamento preferenziale nei confronti di una specifica corrente religiosa e, conseguentemente, nei riguardi dei fedeli di tale credo. Verrebbe a cadere in questo caso il presupposto fondamentale tale per cui tutti sono eguali di fronte allo Stato ed alla sua legge, giacché il corpo statale di cui parliamo è anzitutto un'entità astratta prima di essere un luogo fisico: connotata ed informata da una serie di valori la cui azione normativa non può essere intralciata da precetti di natura religiosa. Lo Stato laico non propugna l'espulsione della religione, o del semplice sentimento religioso, dalla vita comunitaria e dal dibattito pubblico: ma riduce necessiariamente la religiosità ad una questione attinente alla vita privata del singolo cittadino, al suo modo di condursi in quegli spazi liberi la cui esistenza le maglie della legge statale comunque sanciscono. Lo Stato laico incoraggia anzi la pratica religiosa concedendo ampia libertà di culto, purchè i dettami religiosi dei vari credi non vìolino le leggi dello Stato ed i suoi principi fondanti. Mentre non ammette e non può ovviamente acconsentire acché tali principi concorrano alla gestione della cosa pubblica, né tantomeno all'amministrazione della vita comunitaria mediante norme volte a limitare i diritti dell'individuo la cui difesa è invece, almeno in linea teorica, massima prerogativa dello Stato.
Vorrei anche che Ranko spiegasse esattamente cosa intende per "laicismo" perchè dal modo come usa questo termine non sembra intendere un'esasperazione del concetto di "laico" ma sembra far coincidere i due termini, in tal caso come spesso accade con i suoi ragionamenti l'iter logico sarebbe scorretto perchè la base di partenza del ragionamento conterrebbe già un giudizio di valore come presupposto mentre invece il giudizio finale di valore dovrebbe essere il risultato (la conseguenza del ragionamento).Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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La Chiesa ha il diritto di professare ai fedeli le proprie ragioni. E lo Stato ha il dovere di ricordare ai propri cittadini che, in quanto cittadini prima ancora che fedeli, dovrebbero tenere conto dei precetti morali della Chiesa sintantoché questi non inficino l'equanime gestione della cosa pubblica. Poiché è nella comunità civile che questi sono chiamati ad agire e contribuire, non entro lo spazio esclusivo del popolo dei credenti in Cristo: e non possono pertanto far gravare sul proprio contributo convincimenti che, per quanto possano essere profondi od onorevoli, non hanno validità generale per i non credenti o per i credenti di altre religioni. Lo Stato dovrebbe ricordare che la capacità di incidenza dei precetti religiosi sulla vita del singolo finisce laddove termine il singolo ed inizia la comunità laica: e dovrebbe rammentare che la predicazione pontificia, alla stregua di quella di qualsiasi altro pastore d'anime ad oriente e ad occidente del meridiano di Greenwich, ha valore orientativo per i fedeli e non vincolante nei riguardi dello Stato.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioSui temi riguardanti l'etica la chiesa HA IL DIRITTO di professare le sue ragioni!
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