Erestor....la privatizzazione dell'istruzione è un'altra cosa. Ricardo, Smith...gli economisti classici fondavano le loro idee su basi economiche. Taylor e Ford con i loro principi basati sulle economie di scala ela standardizzazione, nonche Ohno e Toyota con i loro modelli di cellularizzazione estensiva (fuori dall'industria) ed intensiva (all'interno, organizzazione aziendale) hanno dimostrato che tecnologia/modernità/accrescimento dei profitti/ricchezza possono ripetersi sistematicamente solo attraverso un gioco libero del mercato, non un laissez.faire classico, ma opportunamente regolamentato per garantire l'effettiva libera concorrenza, ed evitare la formazione di cartelli, trust, accordi implici, soprattutto in quei settori di pubblic utilities (trasporti, energia, ecc.....)
Neoliberismo selvaggio
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Ci sono delle AutoritOriginariamente Scritto da Fabionoir Visualizza MessaggioTutte cose all'atto pratico non realizzate, si sono creati oligopoli, cartelli etc.....
Di fatto il neoliberismo si potrebbe dire che non esiste?[COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro
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Fa parte di una strana prospettiva considerare "povero" chi non è all'interno del sistema occidentale.
Le popolazioni cosidette "arcaiche" diventano povere nel momento in cui noi inculchiamo i nostri valori all'interno della loro società tradizionale; la società si sgretola e si forma questa strana indigenza, questa spasmodica tensione allo Sviluppo, al Progresso, all'Economia.
L'africa precoloniale non era ne affamata ne miserabile.
Noi abbiamo fatto tabula rasa di tutto ciò che era locale locale e tradizionale, ed ora diciamo loro che se non possiedono l'automobile, il ferro da stiro, il dopobarba, il cellulare,- e se non producono Pil-, sono poveri, arretrati, miserabili, incivili.
Ho scritto qualche tempo fa:
"Il vecchio colonialismo basato sulla occupazione militare dei territori è stato sostituito dal nuovo colonialismo economico: i grandi capitali occidentali, fuggendo dai nostri mercati ormai saturi, dirigono verso i cosiddetti paesi del “terzo mondo”, impongono il modello di sviluppo produzione-consumo, e distruggono la loro economia di sussistenza, quella economia che il sociologo francese Serge Latouche definisce vernacolare, fondata sulla autoproduzione ed autoconsumo, sul baratto e sul dono, aliena alla forma-capitale ed alla moneta.
Lo sconquasso dei valori alla base delle loro società provoca il crollo dell’intero sistema, ingenerando la disgregazione sociale, la miseria, la frustrazione all’origine delle diaspore di disperati verso i paesi opulenti.
Un odiato proverbio dice: “Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso”."Last edited by canefantasma; 09-08-2007, 23:50.Cos
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