Messaggio a Riina in carcere, "La pace

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  • Xilinx23
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    • 01/06/05
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    #1

    Messaggio a Riina in carcere, "La pace

    "La pace è finita": è il sinistro messaggio recapitato in carcere al boss Totò Riina. Ma, secondo gli investigatori, il reale destinatario dell'avvertimento potrebbe essere lo Stato. "Chiunque - dicono gli inquirenti - sa che la posta indirizzata ai capimafia detenuti è intercettata e controllata". Cosa nostra, dunque, come ipotizza il procuratore di Palermo Francesco Messineo potrebbe volere dire: 'Noi esistiamo e la partita non e' ancora chiusa". Un'allusione alla possibile ripresa di una strategia stragista? Gli inquirenti invitano alla prudenza, ma giudicano allarmante l'episodio che segue di poco un'altra vicenda che ha come protagonisti due capimafia detenuti: Leoluca Bagarella e Nitto Santapaola. Il Dipartimento di amministrazione penitenziaria ne aveva deciso il trasferimento. I due boss avrebbero dovuto scambiarsi la cella. Ma la loro destinazione, all'ultimo momento, è stata modificata. Entrambi avevano lasciato in carcere la fede nuziale.

    Uno "scambio di anelli" che non è piaciuto agli inquirenti e che potrebbe rappresentare un segnale emblematico dell'intenzione di "suggellare un matrimonio" fra due correnti mafiose, finora divise proprio sul dissenso dei catanesi sulla strategia stragista di Riina e Bagarella. Piena di simboli e allusioni è la missiva recapitata al padrino corleonese, detenuto nel carcere milanese di Opera. Al boss è stata inviata una busta con dentro due cartoline dello stadio di san Siro: una era indirizzata a Riina, l'altra a Bernardo Provenzano. Sul retro c'era scritto: "La pace è finita". A rendere ancora più inquietante la vicenda sono alcuni particolari: la busta era indirizzata all'istituto di pena di Opera. Ma l'indirizzo indicato - via Borsellino - era, a dire degli investigatori - volutamente errato e avrebbe contenuto un'evidente allusione alla strage di via d'Amelio in cui, nel 1992, venne ucciso il magistrato Paolo Borsellino. La lettera, poi, è stata spedita dal capoluogo lombardo il 20 luglio, giorno successivo all'anniversario dell'eccidio. Infine, altro particolare sospetto, è la scelta dello stadio di san Siro. Secondo gli inquirenti non sarebbe casuale e rimanderebbe all'attentato mafioso sfumato, nel 1993, allo stadio Olimpico di Roma. L'esplosivo venne confezionato in sacchi della spazzatura. Dentro c'erano pezzetti di tondini di ferro. I sacchi erano nascosti in una macchina a cui era collegato un telecomando. Le indagini non hanno ancora accertato se l'attentato non fu compiuto per un guasto del telecomando o per decisione di Cosa nostra.


    ANSA.it

    Ancor più che per la cartoline, mi da da pensare questo scambio di anelli fra Bagarella e Santapaola.
    Da quel che ne so ha, come scritto nell'articolo, precisi significati di alleanza.
    Per loro, che sono in carcere, che significati può avere?

    E plausibile una recrudescenza della violenza sotto forma di attentati e minacce?
    E' preparato lo Stato ad un eventuale confronto?
    Membro del Consiglio degli Admin


    [RIGHT][I]L'ironia
  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #2
    E' allucinante che lo Stato sia minacciato e tenuto in ostaggio da gente che vive di rituali come questi.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf

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