La Casa Editrice Effedieffe, nata nel 1989, si propone di combattere la battaglia, sia formativa che informativa, per la difesa del Cattolicesimo e della Chiesa cattolica, per la ricostruzione morale e culturale degli Italiani; FDF offre variet?di libri e recensioni di Maurizio Blondet
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Putin si è fatto portavoce del progetto di consolidamento politico e territoriale della Federazione Russa, puntando a fare di un coacervo di repubbliche animate da spinte centrifughe il backyard del cuore della Russia storica ed il trampolino di lancio per l'estensione del controllo di Mosca all'ex periferia imperiale del Caucaso. Tutto sta a dimostrare se tale consolidamento si rivelerà effettivamente duraturo, e soprattutto se le risorse economiche dell'attuale Federazione permetteranno un riarmo in grande stile. Partendo dal presupposto che l'attuale bilancia commerciale del paese si regge sulle esportazioni di gas naturale, questo dota la Russia di un grande potere contrattuale determinandone tuttavia anche la principale fragilità. Le relazioni con l'Europa, di cui Putin potrebbe in un prossimo futuro avvalersi per tentare un ingresso in grande stile in Europa se non come membro effettivo quantomeno come referente privilegiato, necessitano di buoni e stabili rapporti bilaterali; ed una politica estera eccessivamente aggressiva (o scopertamente revanscista) indurrebbe i principali partner economici di Mosca a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento. L'area ove in un prossimo futuro si giocherà la partita in grado di garantire la stabilità della Federazione ed eventualmente il suo rilancio, od una sua fatale destabilizzazione, è quella della Siberia; un coacervo di territori ricchissimi ma scarsamente sfruttati, nominalmente russi ma verso cui la fame energetica cinese ha spinto Pechino a rivolgere mire ambiziose che i russi non sembrano per il momento in grado di contrastare né su di un piano militare, né da un punto di vista strettamente demografico in termini di controllo del territorio. Il mantenimento di buoni rapporti con il blocco occidentale si configura pertanto come un presupposto imprescindibile della strategia a medio termine di Mosca, e le attuali dichiarazioni di Putin dovrebbero essere presumibilmente identificate in parte come slogan elettorali a beneficio dell'opinione pubblica interna; in parte come una dimostrazione della palese irritazione russa di fronte all'espansione dei confini della NATO, e del suo ombrello strategico, ad aree che la Russia continua a ritenere di sua esclusiva pertinenza.
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