BOSNIA: LAICAK IMPONE MISURE PER RAFFORZARE ISTITUZIONI
(ANSA) - SARAJEVO, 19 OTT - L'Alto rappresentante della comunita' internazionale e rappresentante speciale dell'Ue in Bosnia, Miroslav Lajcak, ha annunciato oggi a Sarajevo tre decisioni che faciliteranno il funzionamento delle istituzioni statali, attualmente bloccate. Lajcak, che ha la facolta' di legiferare o destituire funzionari pubblici, ha imposto oggi modifiche alla legge sul consiglio dei ministri e a quelle sui meccanismi di funzionamento dei due rami del parlamento bosniaco, in modo da facilitare il processo decisionale ed evitare blocchi e veti fondati sull'appartenenza etnica. Il diplomatico slovacco ha anche invitato la coalizione politica al governo ad istituire meccanismi di coordinamento tra le istituzioni legislative e quelle esecutive. Queste decisioni, ha detto Lajcak nel corso di una conferenza stampa, sono l'inizio di un processo con il quale continuera' ad adoperarsi per un'efficace applicazione dell'accordo di pace di Dayton e per il rafforzamento delle istituzioni statali. Il processo d'integrazione in Europa sarebbe stato il modo migliore, secondo la comunita' internazionale, perche' la Bosnia elimini i difetti nel funzionamento dello stato. Pero', i politici bosniaci, ha detto Lajcak, hanno scelto l'isolamento del paese rifiutando la riforma della polizia, condizione posta da Bruxelles per firmare con Sarajevo l'Accordo di stabilizzazione ed associazione all'Ue. (ANSA)
19/10/2007 17:12
BOSNIA: SERBO BOSNIACI MINACCIANO RITIRO DA ISTITUZIONI
(ANSA) - SARAJEVO, 22 OTT - I politici serbo bosniaci hanno minacciato l'abbandono delle istituzioni centrali bosniache per protesta contro la decisione dell'Alto rappresentante della comunita' internazionale, Miroslav Lajcak, di semplificare i meccanismi del processo decisionale nel governo e nel parlamento bosniaco. L'Alto rappresentante, che ha il potere di legiferare o destituire funzionari pubblici, ha annunciato venerdi' scorso tre misure intese a facilitare il funzionamento delle istituzioni centrali e ad evitare blocchi e veti su base etnica. La riduzione del quorum nel governo centrale ha suscitato proteste tra i politici serbo bosniaci e Milorad Dodik, primo ministro della Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza serba di Bosnia), ha offerto le sue dimissioni alla leadership del suo partito. Il direttivo della Lega dei socialdemocratici indipendenti (Snsd), pero', non le ha accettate, ma ha annunciato il ritiro dei propri rappresentanti nelle istituzioni centrali. La decisione di Lajcak, secondo Dodik, e' ''antidemocratica e incivile'', significa negare ai serbo bosniaci ''gli elementari diritti dell'uomo'' ed e' contraria all'accordo di pace di Dayton, che ha messo fine alla guerra in Bosnia (1992-95). Le misure adottate da Lajcak - hanno reagito i rappresentanti dell'Ue e Washington - non sono rivolte contro uno dei gruppi etnici, serbi, croati o musulmani, ne' contro una delle due entita' che compongo la Bosnia, la Rs e la Federazione Bh (a maggioranza croato musulmana). Questo pomeriggio, Lajcak ha incontrato Dodik a Banja Luka. Al termine dell'incontro, che non era stato annunciato, il premier della Rs ha dichiarato che i politici serbo bosniaci aspetteranno di ricevere dall'Ufficio dell'Alto rappresentante la interpretazione legale delle sue decisioni, mentre il diplomatico slovacco ha detto che le misure annunciate sono state fraintese. (ANSA).
22/10/2007 19:00
(ANSA) - SARAJEVO, 19 OTT - L'Alto rappresentante della comunita' internazionale e rappresentante speciale dell'Ue in Bosnia, Miroslav Lajcak, ha annunciato oggi a Sarajevo tre decisioni che faciliteranno il funzionamento delle istituzioni statali, attualmente bloccate. Lajcak, che ha la facolta' di legiferare o destituire funzionari pubblici, ha imposto oggi modifiche alla legge sul consiglio dei ministri e a quelle sui meccanismi di funzionamento dei due rami del parlamento bosniaco, in modo da facilitare il processo decisionale ed evitare blocchi e veti fondati sull'appartenenza etnica. Il diplomatico slovacco ha anche invitato la coalizione politica al governo ad istituire meccanismi di coordinamento tra le istituzioni legislative e quelle esecutive. Queste decisioni, ha detto Lajcak nel corso di una conferenza stampa, sono l'inizio di un processo con il quale continuera' ad adoperarsi per un'efficace applicazione dell'accordo di pace di Dayton e per il rafforzamento delle istituzioni statali. Il processo d'integrazione in Europa sarebbe stato il modo migliore, secondo la comunita' internazionale, perche' la Bosnia elimini i difetti nel funzionamento dello stato. Pero', i politici bosniaci, ha detto Lajcak, hanno scelto l'isolamento del paese rifiutando la riforma della polizia, condizione posta da Bruxelles per firmare con Sarajevo l'Accordo di stabilizzazione ed associazione all'Ue. (ANSA)
19/10/2007 17:12
BOSNIA: SERBO BOSNIACI MINACCIANO RITIRO DA ISTITUZIONI
(ANSA) - SARAJEVO, 22 OTT - I politici serbo bosniaci hanno minacciato l'abbandono delle istituzioni centrali bosniache per protesta contro la decisione dell'Alto rappresentante della comunita' internazionale, Miroslav Lajcak, di semplificare i meccanismi del processo decisionale nel governo e nel parlamento bosniaco. L'Alto rappresentante, che ha il potere di legiferare o destituire funzionari pubblici, ha annunciato venerdi' scorso tre misure intese a facilitare il funzionamento delle istituzioni centrali e ad evitare blocchi e veti su base etnica. La riduzione del quorum nel governo centrale ha suscitato proteste tra i politici serbo bosniaci e Milorad Dodik, primo ministro della Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza serba di Bosnia), ha offerto le sue dimissioni alla leadership del suo partito. Il direttivo della Lega dei socialdemocratici indipendenti (Snsd), pero', non le ha accettate, ma ha annunciato il ritiro dei propri rappresentanti nelle istituzioni centrali. La decisione di Lajcak, secondo Dodik, e' ''antidemocratica e incivile'', significa negare ai serbo bosniaci ''gli elementari diritti dell'uomo'' ed e' contraria all'accordo di pace di Dayton, che ha messo fine alla guerra in Bosnia (1992-95). Le misure adottate da Lajcak - hanno reagito i rappresentanti dell'Ue e Washington - non sono rivolte contro uno dei gruppi etnici, serbi, croati o musulmani, ne' contro una delle due entita' che compongo la Bosnia, la Rs e la Federazione Bh (a maggioranza croato musulmana). Questo pomeriggio, Lajcak ha incontrato Dodik a Banja Luka. Al termine dell'incontro, che non era stato annunciato, il premier della Rs ha dichiarato che i politici serbo bosniaci aspetteranno di ricevere dall'Ufficio dell'Alto rappresentante la interpretazione legale delle sue decisioni, mentre il diplomatico slovacco ha detto che le misure annunciate sono state fraintese. (ANSA).
22/10/2007 19:00