23.10.2007 - La Serbia chiede di dedurre il debito pubblico del Kosovo
Si è tenuto a Washington l'incontro tra gli alti rappresentanti della Banca Mondiale e il Governo serbo, rappresentato da una delegazione guidata dal capo gabinetto Bozidar Delic, dal Ministro dell'Economia e Sviluppo Regionale Ministro Mladan Dinkic e dal Ministro delle Finanze Mirko Cvetkovic. Al centro del dibattito, il fabbisogno finanziario della Serbia, e in particolare le misure che dovranno essere prese per ridurre il deficit commerciale, da negoziarsi con il FMI.
Bozidar Delic ha dichiarato che "la Serbia al momento non ha bisogno di alcun aiuto da parte del FMI", sebbene questo ha sottolineato più volte la necessità di una verifica delle modalità di pagamento del debito commerciale. Nel programma degli incontri sono stati infatti fissati degli appuntamenti con le più grandi banche di investimento, come Credit Suisse e Citibank, in occasione dei quali si sarebbero discusse le possibilità di un ulteriore finanziamento per la Serbia. Tali pressioni, dimostrano, in ogni caso, la grande attenzione per gli organismi finanziari internazionali nei confronti della Serbia, che rappresenta uno degli obiettivi più importanti per la conquista di un mercato che fa da "avamposto" rispetto all'Europa Orientale e alla Russia. È stato oggetto di discussione anche la questione del debito del Kozovo, argomento al momento estremamente delicato viste le implicazioni dal punto di vista politico che potrebbe avere. La Serbia, attraverso le parole di Bozidar Delic, ha infatti richiesto che il debito del Kosovo sia dedotto dal suo bilancio complessivo nei confronti della Banca Mondiale, rimborsando i fondi pagati o sottraendo dal restante indebitamento i 215 milioni di dollari che possono essere imputati alla regione kosovara. Di risposta, il Direttore esecutivo della Banca Mondiale, Graham Willer, ha dichiarato che "tale operazione non è stata contemplata all'interno dello statuto del Kosovo".
Secondo Delic, tuttavia la deduzione del debito risponderebbe "al sano principio secondo cui la regione che raccoglie le tasse deve anche pagare il proprio debito, per cui i debiti di Belgrado ricadono sulla Serbia, mentre quelli di Pristina dovrebbero ricadere sul Kosovo". Delic ha inoltre precisato che l'ammontare del debito in questione era di 800 milioni di dollari, oltre ai 582 milioni che il Kosovo deve ancora restituire alla Banca Mondiale. "La Serbia ha già pagato 215 milioni di dollari in favore del Kosovo-Metohija come stabilito in occasione delle negoziazioni internazionali, precisando inoltre che una volta redatto lo Statuto, la provincia serba dovrebbe veder rimborsato il debito che ha pagato per conto del Kosovo, incluse le somme già pagate", ha spiegato Delic. Discutere oggi del debito del Kosovo, in vista di una risoluzione diplomatica che potrebbe portare all'indipendenza o all'autonomia condizionata della regione kosovara, può rappresentare anche una prova di un probabile accordo tra Serbia e Kosovo, basato su una divisione amministrativa e finanziaria delle due entità. In ogni caso, il Governo serbo sembra preparare una base giuridica per cautelarsi dall'eventualità che venga dichiarata l'indipendenza unilaterale, e subisca comunque il peso del debito del Kosovo, dovendo così scontare il danno, oltre alla beffa.
Fulvia Novellino
Fonte: EDIT
Si è tenuto a Washington l'incontro tra gli alti rappresentanti della Banca Mondiale e il Governo serbo, rappresentato da una delegazione guidata dal capo gabinetto Bozidar Delic, dal Ministro dell'Economia e Sviluppo Regionale Ministro Mladan Dinkic e dal Ministro delle Finanze Mirko Cvetkovic. Al centro del dibattito, il fabbisogno finanziario della Serbia, e in particolare le misure che dovranno essere prese per ridurre il deficit commerciale, da negoziarsi con il FMI.
Bozidar Delic ha dichiarato che "la Serbia al momento non ha bisogno di alcun aiuto da parte del FMI", sebbene questo ha sottolineato più volte la necessità di una verifica delle modalità di pagamento del debito commerciale. Nel programma degli incontri sono stati infatti fissati degli appuntamenti con le più grandi banche di investimento, come Credit Suisse e Citibank, in occasione dei quali si sarebbero discusse le possibilità di un ulteriore finanziamento per la Serbia. Tali pressioni, dimostrano, in ogni caso, la grande attenzione per gli organismi finanziari internazionali nei confronti della Serbia, che rappresenta uno degli obiettivi più importanti per la conquista di un mercato che fa da "avamposto" rispetto all'Europa Orientale e alla Russia. È stato oggetto di discussione anche la questione del debito del Kozovo, argomento al momento estremamente delicato viste le implicazioni dal punto di vista politico che potrebbe avere. La Serbia, attraverso le parole di Bozidar Delic, ha infatti richiesto che il debito del Kosovo sia dedotto dal suo bilancio complessivo nei confronti della Banca Mondiale, rimborsando i fondi pagati o sottraendo dal restante indebitamento i 215 milioni di dollari che possono essere imputati alla regione kosovara. Di risposta, il Direttore esecutivo della Banca Mondiale, Graham Willer, ha dichiarato che "tale operazione non è stata contemplata all'interno dello statuto del Kosovo".
Secondo Delic, tuttavia la deduzione del debito risponderebbe "al sano principio secondo cui la regione che raccoglie le tasse deve anche pagare il proprio debito, per cui i debiti di Belgrado ricadono sulla Serbia, mentre quelli di Pristina dovrebbero ricadere sul Kosovo". Delic ha inoltre precisato che l'ammontare del debito in questione era di 800 milioni di dollari, oltre ai 582 milioni che il Kosovo deve ancora restituire alla Banca Mondiale. "La Serbia ha già pagato 215 milioni di dollari in favore del Kosovo-Metohija come stabilito in occasione delle negoziazioni internazionali, precisando inoltre che una volta redatto lo Statuto, la provincia serba dovrebbe veder rimborsato il debito che ha pagato per conto del Kosovo, incluse le somme già pagate", ha spiegato Delic. Discutere oggi del debito del Kosovo, in vista di una risoluzione diplomatica che potrebbe portare all'indipendenza o all'autonomia condizionata della regione kosovara, può rappresentare anche una prova di un probabile accordo tra Serbia e Kosovo, basato su una divisione amministrativa e finanziaria delle due entità. In ogni caso, il Governo serbo sembra preparare una base giuridica per cautelarsi dall'eventualità che venga dichiarata l'indipendenza unilaterale, e subisca comunque il peso del debito del Kosovo, dovendo così scontare il danno, oltre alla beffa.
Fulvia Novellino
Fonte: EDIT

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