Franceschini numero 2 del PD spiazza in questo modo tutti dentro e fuori il suo partito, affermando che il pres. alla francese
Presidenzialismo alla Francese
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Volevano un partito grande ...
volevano vincere le elezioni ...
volevano creare un partito dal nulla in 4 e 4 = 8 ...
ai contenuti avrebbero pensato in seguito ...
Hanno voluto la bici ed ora pedalano.CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
La calma
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Domanda da ignorante: Ma invece di provare a scopiazzare i tedeschi, gli spagnoli, i francesi...non si puo' studiare un sistema nuovo, italiano? Un bello sbarramento del 5% per me sarebbe già sufficiente.amate i vostri nemici
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[QUOTE=ROSK;803126]Franceschini numero 2 del PD spiazza in questo modo tutti dentro e fuori il suo partito, affermando che il pres. alla francese
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Il presidenzialismo alla francese non mi piacerebbe in Italia perchè non credo il nostro sia un paese abbastanza maturo.
Il presidenzialismo alla francese da troppo potere nelle mani di una sola persona io preferisco invece un sistema più bilanciato ed equilibrato.
Però tra il sistema attuale e il presidenzialismo alla francese ci può essere una via di mezzo perchè attualmente il sistema di premiership italiano è molto debole.
Ad esempio attualmente si sta discutendo in Parlamento una riforma costituzionale che apporterebbe i seguenti accorgimenti:
-Si introduce il potere di revoca dei ministri mentre ora non ce l'ha.
-Si introduce la fiducia personale al premier davanti alle camere e non come ora il governo nel suo insieme.
-Si rafforzata la stabilità del premier e del suo governo innalzando il quorum per la presentazione di una mozione di sfiducia e previsto il requisito della maggioranza assoluta per l'approvazione e introducendo il sistema della sfiducia costruttiva.
-Si rafforza la posizione del permier e del suo governo in parlamento con la possibilità che un disegno di legge sia iscritto con priorità all'ordine del giorno di ciascuna Camera e sia votato entro una data determinata per consentirgli una più efficiente attuazione del suo programma.
Cmq quella di Franceschini secondo me era più una provocazione per una situazione di difficoltà e debolezza intrinseca del sistema di governo italiano.
Sulla legge elttorale invece penso che le possibilità siano solo 3:
-legge elettorale modificata con referendum
-legge elettorale alla tedesca
-legge elettorale tedesco/spagnolo
Non credo ci sia spazio per trovare una maggioranza sul modello francese.
Personalmente tra spagnolo e tedesco prediligo il modello spagnolo.
I modelli proporzionali sono rischiosi perchè tendono a frammentare e quindi indebolire le coalizioni.
Per cui serve applicare opportuni correttivi.
Il modello tedesco applica il correttivo di un'alta soglia di sbarramento al 5%.
Però al di sopra di tale soglia tende a fotografare i partiti così come sono.
Tant'è che alle ultime politiche hanno dovuto fare una coalizione trasversale di governo.
Il modello spagnolo invece ha maggiori correttivi.
-Prima di tutto ha uno sbarramento al 3% ufficiale.
-Secondo ha uno sbarramento occulto molto più alto che può superare anche il 10% perchè ha circoscrizioni molto piccole e più è piccola una circoscrizione più alta è la soglia di sbarramento e quindi maggiore è l'effetto maggioritario che premia partiti più grandi.
-Terzo ha il metodo D'Hont per la ripartizione dei seggi cioè anche questo da un effetto maggioritario favorendo i partiti grossi.
Se si utilizzasse questo metodo si eliminrerebbero i micropartiti e si favorirebbe la costituzione di due grandi e forti partiti uno di destra e uno di sinistra attorno ai quali si coalizzerebbero le restanti forze di dimensioni medie o medio/piccole se ben radicate in alcune regioni salvaguardando così cmq una certa rappresentatività.
Con questo metodo la Spagna ha sempre garantito maggioranze e governi solidi e duraturi.
Il metodo tedesco poi ho paura che favorirebbe troppo la creazione di un terzo polo dal quele dipenderebbero gli altri due poli, creando così una situazione in cui un partito "pendolo" tiene in scacco gli altri due poli.Last edited by Microemozioni; 04-01-2008, 19:33."Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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Indeed. In linea teorica propendo per il presidenzialismo alla francese. In ambito pratico pavento una sua adozione in Italia, temendo non tanto il concentrarsi di troppi poteri nelle mani di una sola persona; quanto piuttosto le circostanze, il costume politico, il senso delle istituzioni e la responsabilità civica che farebbero da quadro (inquietantemente labile, in Italia) a tale concentrazione. L'ormai famoso articolo del New York Times definiva il nostro un paese in declino: anche e soprattutto perché l'opinione pubblica percepisce oramai chiaramente una situazione di grave malessere senza avere tuttavia fiducia nella capacità di reperire soluzioni a problemi oramai incancreniti. Una delle fonti di questo immobilismo è sicuramente da rintracciarsi nel tradizionale obiettivo politico della ricerca di un equilibrio e di un bilanciamento ad ogni costo. Obiettivo che non è soltanto mosso dal desiderio di accontentare tutte le parti in gioco in seno ad un comparto politico-istituzionale facile al malcostume; ma che credo risulti anche essere autentica necessità di arginare gli effetti potenzialmente più radicali e deleteri della mancanza, autenticamente italiana, di senso dello Stato, rispetto delle istituzioni, e concezione delle proprie mansioni come al servizio dell'interesse nazionale. In questo l'equilibrio di cui parlava Microemozioni, benché postulante l'immobilismo, si configura davvero come il minore dei mali; specie se raffrontato all'esercizio con la massima spregiudicatezza di una somma di poteri senza precedenti. In Italia non esiste alcun serio problema politico, e la cosiddetta antipolitica funge soltanto da provvidenziale catarsi volta alla purificazione delle coscienze, poiché questa classe politica non è che la fedele trasposizione dell'italiano medio. Insomma, per ricorrere ad un'oramai vexatissima proposizione, debitamente rovesciata; prima si facciano gli italiani. Poi si potrà anche pensare a fare il presidenzialismo all'italiana.Originariamente Scritto da Microemozioni Visualizza MessaggioIl presidenzialismo alla francese non mi piacerebbe in Italia perchè non credo il nostro sia un paese abbastanza maturo.
Il preisdenzialismo alla francese da troppo potere nelle mani di una sola persona io preferisco invece un sistema più bilanciato ed equilibrato.Last edited by Gloucester; 04-01-2008, 19:59.
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Io ripropongo la proposta del mio post:
In questo modo i due grandi partiti PD e PDL si svincolerebbero dagli alleati e potrebbero governare (chi vince) con ampia maggiornaza approvata dalla maggiornanza assoluta degli Italiani. Gli ex alleati inclusi i piccoli avrebbero ampie possibilità di antrare in parlamanto con cospique flotte di parlamentari, specialmente se si coalizzano fra loro, e senza poter ricattare l'eventuale Governo!
Quanto alla proposta di Francheschi la ritengo dannosa per la maggioranza ma anche per l'Italia: i nostri politici non sono pronti per un sistema con troppo potere nelle mani di un singolo. Prima si abbatta il livello di corruzione fra loro. Il presidenzialismo alla francese non è diverso da premierato alla Berlusconi (quello dittatoriale bocciato al referendum del 25 giugno 2006), quindi troppo pericoloso.
Più praticabile a odierna proposta di Veltroni dell'elezione diretta de premier da attualre in tempi più maturi ovvero fra qualche legislatura.
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