Laici e cattolici insieme? Imprenditori e operai insieme? Giovani e vecchi insieme? Uomini e donne insieme? Ex-comunisti ed ex-democristiani insieme?
E' difficile immaginare che le diversit
The black and green scarecrow is sadder than me,
but now he's resigned to his fate
'cause life's not unkind.
He doesn't mind.
He stood in a field where barley grows.
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
Ma basta vedere già che sta succedendo adesso, per capire che il buongiorno si vede dal mattino.... e dovremmo avere un governo serio dove poi, per qualsiasi punto in disaccordo (causando, come al solito, inattuazione del programma e ingovernabilità!), c'è chi metterà i bastoni fra le ruote, facendo lo sciopero della sete?!?!?! Basta giocare!
Senti volperossa, xke non apri un'azienda? Tanto pare che gli imprenditori passino la vita a sfruttare il prossimo e incassare i soldi...
The black and green scarecrow is sadder than me,
but now he's resigned to his fate
'cause life's not unkind.
He doesn't mind.
He stood in a field where barley grows.
Il discorso è che un partito che nasce dicendo di rappresentare i lavoratori quanto gli imprenditori, i giovani quanto gli anziani, gli autonomi quanto i precari, le capre quanto i cavoli... beh... si commenta da se.
Non ha senso, non esiste... anche solo pensare che un partito possa abbracciare gli interessi dell'intera società è pura follia. Solo un pazzo potrebbe arrivare alla conclusione opposta.
Quello che serviva all'italia era maturità nella dialettica politica e rinnovo radicale della classe politica preesistente... non pseudo-demolizione della prima e conservazione mascherata della seconda.
Il parlamento deve essere sede di confronto tra i rappresentanti delle varie correnti e classi che ogni giorno formano il tessuto sociale fondante dello stato, sede di bilanciamento di interessi che sono NECESSARIAMENTE diversi: non ci vuole un aquila per capire che gli interessi di un grosso imprenditore non sono gli stessi di un topogigio che lavora in fabbrica, e non c'è nulla di male in questo, anzi è un bene tenere distinte le due cose.
Invece no... bipolariziamo il paese, convinciamo la gente che il mondo è bianco o è nero, che il voto dato ad altri partiti al di fuori del proprio o del diretto avversario è un voto sprecato, e non vale la pena nemmeno leggere il programma, facciamo di tutta un erba un fascio: il PD, o il PDL, penseranno a tutti, per tutti, senza distinzione alcuna, alti e bassi, ricchi e poveri, belli e brutti, fortunati e sfigati, laici e cattolici, giustizialisti e mafiosi, lobbisti e liberali, nazionalisti e secessionisti...
Tutti
nello
stesso
trogolo.
Il "Partito di tutti", titolo che si contendono PD e PDL come fosse oro, a me ricorda solo quei cari bei vecchi sistemi dove stato e partito, guardacaso, coincidevano perfettamente... e sinceramente, quando sento parlare berlusconi e veltroni di larghe intese, mi vengono i brividi e i peli ritti
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Il fatto è che noi in Italia siamo troppo abituati ad avere mille partiti settoriali quindi troviamo ancora difficoltà ad eaccettare che in uno stesso partito ci possano essere diversità.
Ma se si arriva ad avere come in tutte le altri grandi democrazie occidentali due grandi partiti non si può pensare che in questi partiti non ci siano semnsibilità diverse, è così nel partito demcratico americano in quello laburista inglese e in tutti gli altri partiti dei paesi occidentali.
Logico che se ambisci a rappresentare il 30/40/50% degli italiani non puoi farti il partitino che rappresenta solo una parte settoriale del paese.
Il pensare che un imprenditore solo perchè imprenditore non possa stare in un partito di centrosinistra è un logica vecchia di 30/40 anni fa.
Noi siamo ancora invece ai partiti settoriali dove goni micropartito rappresenta una ristretta categoria.
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
Gli stati uniti non sono una grande democrazia. Un paese dove vince le elezioni chi ha meno voti se gli amici di papà stanno nella corte suprema non è una grande democrazia. Un paese dove tutti possono diventare presidente ma di fatto occorre scendere a compromessi con i poteri forti per poterci riuscire è semmai una plutocrazia, e nemmeno delle più raffinate.
L'inghilterra è un caso più unico che raro e del tutto particolare per storia e tradizione. Gli inglesi non si sono svegliati da un giorno all'altro dicendo "basta, oggi facciamo solo due partiti": sono la democrazia moderna più antica del pianeta, nata in condizioni storiche particolari e difficilmente ripetibili, che le hanno dato dei connotati decisamente unici nella storia, se si eccettua il fatto che gli stati uniti hanno tratto la base della loro esperienza politica da quella della madrepatria.
Le altre grandi democrazie occidentali quali sono?
Francia, Germania, Spagna...
Citami un altro paese in cui qualcuno abbia avuto la brillante idea di sostenere che un partito poteva rappresentare tutti le correnti e le esigenze della società, indistintamente.
In spagna come in germania come in francia i socialisti fanno i socialisti, i cristianodemocrtici i cristianodemocratici, i verdi fanno i verdi, i comunisti i comunisti e la destra la destra. Nemmeno nel caso della grosse coalition della merkel, si sognerebbero di dire "fondiamoci noi della coalizione, siamo un solo partito, possiamo fare i cristianodemocratici e i socialisti contemporaneamente", si tratta di situazioni di COMPROMESSO tra correnti sociali (che stanno e devono necessariamente stare dietro le correnti politiche, ne va della bontà e trasparenza dell'intero sistema)...
è una garanzia per i consociati la libertà di scelta tra più formazioni politiche, e il meccanismo fondante la democrazia, che si consacra nell'atto elettorale, sta proprio nel potere dell'elettore-formichina di punire/premiare un gruppo politico piuttosto che un altro in base alle capacità che ha dimostrato nel tutelare i suoi individuali interessi: sulla base delle necessità dei cittadini che sostengono di rappresentare, quindi, i rappresentanti dovranno tracciare la rotta della loro azione istituzionale e compiere delle scelte, in particolare di carattere legislativo.
Se si depaupera la possibilità di scelta del cittadino in un paese come l'italia, dove da secoli non sonosciamo altro che logge, gilde, cartelli e lobby del più vario stampo, non si fa altro che rendere sempre meno importante per le due formazioni politiche rimaste riuscire effettivamente a soddisfare il singolo gruppo sociale, in favore degli interessi di volta in volta più lucrosi ed elettoralmente appetibili...
Si rimette tutto nelle mani del partito, e il cittadino, lavoratore, imprenditore, saltimbanco che sia, dovrà ben che gli vada tapparsi il naso e votare per "il meno peggio" anzichè poter ritrovarsi in una formazione politica che gli dia sufficienti garanzie di rappresentanza.
Quella che si cerca di vendere come semplificazione del sistema altro non è che una bieca operazione avente come obiettivo il livellamento del consenso su un piano più facilmente manovrabile e plasmabile, che nulla ha a che vedere con la tanto decantata maggiore trasparenza dei programmi (semmai il contrario) ne con le così dette esigenze di stabilità nell'azione di governo.
Giunti a questo punto il rischio di sfociare nella più totale e titanica delle partitocrazie non presenta nemmeno margini di incertezza per potersi definire "rischio".
Ricordatevi che democrazia non significa "chi ha il 51% decide a scatola chiusa per il restane 49% (49 percento che oltretutto magari è costituito da tante differenti correnti di pensiero)".
In una democrazia compiuta ogni distinta entità sociale deve avere una diretta proiezione sulla scena politica, e, viceversa, ogni attore della scena politica ha alle proprie spalle una porzione di consociati accomunati da interessi simili sul piano economico, sociale ed etico. Viceversa questi non ha motivo ne giustificazione per esistere.
Il partito di tutti è il partito di se stesso.
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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