Piu' che ragionare sull'utilita' o meno dell'astenersi dall'esercitare il proprio voto, io mi faccio un'altra domanda.. che diavolo si puo' ottenere non votando?
Rimanendo realisti, possibilmente.
I'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
On a bed of spider web
I think of how to change myself
A lot of hope in a one man tent
There's no room for innocence
So take me home before the storm
Velvet mites will keep us warm.
Ma se credi di non ottenere nulla, che cosa lo fai a fare?
E' questo che non capisco.
Credevo fosse chiaro. Non ottengo nulla, e mi sta bene, perchè penso (anzi, sono sicuro) che non otterrei nulla nemmeno mettendo un nome su quella benedetta scheda...non so se mi spiego. Abbiamo avuto quindi anni di schifo "ultimamente" e le facce da votare son sempre le stesse.
Preferisco evitare di sentirmi di nuovo un fesso, con tutto il rispetto per chi andrà a votare ed esprimerà una preferenza....scheda invalidata, comunque, eh...non bianca.
C'è differenza a mio avviso.
per farti un esempio terra terra...se so che sono allergico al lattosio ed ho davanti una mozzarella ed un bel bicchiere di latte, evito...non mi sento tenuto a scegliere per forza uno dei due mali. Mi faccio una pizza ed una birra.
[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
Gira e rigira, la politica riflette noi stessi. E' come uno specchio. Se proprio non ti attira nessuno, vota per il meno peggio. Ricordando cosa ha significato per alcuni in passato lottare per tale diritto.
Era chiaro, da quel punto di vista, e concordo sulla differenza tra scheda nulla e scheda bianca.
Anche io ho serie difficolta' a trovare, ora come ora, un partito al quale affidare il mio voto, visto che mi sento oggettivamente prigioniero dell'intera struttura.. eppure non me la sento di invalidare la scheda. Perche'?
Boh, forse solo per potermi oggettivamente incazzare con qualcuno, dopo, per non aver fatto cio' che aveva promesso di fare, per essere sicuro di aver fatto quel minimo atto dovuto nel quadro globale.
Probabile e capisco il tuo punto di vista. Sono solo modi differenti di reagire ad una situazione che evidentemente va stretta a tanti.
E' solo sul "minimo atto" che ho un dubbio....se ho capito bene ti riferisci al diritto/dovere di voto....beh, per me
[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
Gira e rigira, la politica riflette noi stessi. E' come uno specchio. Se proprio non ti attira nessuno, vota per il meno peggio. Ricordando cosa ha significato per alcuni in passato lottare per tale diritto.
Cono, si
[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
Nel P.D. ad esempio c'e' una bella e interessante infornata di diciottenni nelle liste. Vabbe', non e' che DEVI votare. Solo esercitare un tuo diritto. Ma se hai deciso cosi', ok.
Certo, ed in effetti non
[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
Astenersi non significa nè annullare la scheda, nè votare scheda bianca.
Significa disertare il seggio elettorale.
Mi sembra molto diverso.
Dimostra la totale sfiducia nel sistema elettorale e nelle leggi che lo regolano, è una sorta di obiezione di coscienza.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Anche perché in effetti non votando non eviti affatto lo schifo, eviti solo la responsabilità di scegliere uno schifo con delle priorità piuttosto che uno schifo con delle altre. Il non voto attualmente è puramente forma di protesta, ma senza un'attività di partecipazione politca effettiva che la affianca è una protesta inutile che ironicamente avvantaggia tutte le dinamiche riportate da mat a inizio thread. Se il numero di poltrone dipendesse dal numero di votanti sarebbe già una scelta più utile. Se le liste dipendessero dai cittadini anche. Ma il numero di votanti non influenza nè il costo della burocrazia nè filtra l'accesso al parlamento. Anzi, lascia campo libero a coloro che ormai hanno definitivamente lavato il cervello al proprio bacino di elettori (vedi l'altro thread, considerazioni sulla campagna).
Poi non condivido affatto la condanna della "scelta del menopeggio"; mi sembra una delle poche scelte possibili, sempre se affiancata da una partecipazione che non si limita al giorno del voto. L'appello appare un po' retorico e ipocrita nella situazione in cui ci troviamo (se siamo tutti teledipendentilobotomizzantiinconsapevoli come avverrà la rivoluzione?), e comunque le promesse di cambiamento illuminante fulmineo e radicale rigorosamente in data da destinarsi mi sembrano sempre poco costruttive. Per quanto sia daccordo sul fatto che anneghiamo nella melma, penso ancora che ci sia un minimo senso nella scelta.
[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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