Un messaggio: il ritorno dello Stato
Silvio Berlusconi ha offerto a Napoli un saggio di come un governo può compiere il primo passo del suo cammino in modo corretto, efficace e convincente. Di come una legislatura può prendere forma nel segno della concretezza e non della confusione. Si poteva temere il peggio: e cioè che la gita dei ministri nella città del Vesuvio si risolvesse in una passerella mediatica priva di risvolti pratici. Qualcosa di simile alla terribile riunione del Governo Prodi nella reggia di Caserta, Capodanno 2007.
Ma non è stato così. Ieri abbiamo visto che il "nuovo" Berlusconi è assai diverso da quello di sette anni fà, per non dire di quello del '94. Lo osserveremo all'opera, s'intende, per verificare se i fatti saranno all'altezza delle parole. Ma non si può non rilevare che il Presidente del Consiglio ha mandato al paese un segnale politico molto forte. era quello che ci si attendeva. Un messaggio facile da decifrare e quindi comprensibile per tutti: a Napoli e altrove lo Stato è tornato. E questo grazie ad una maggioranza che non vuole, forse, perdere l'occasione storica che le si presenta.
Qui è il valore simbolico dell'emergenza spazzatura. Che va al di là degli stessi provvedimenti annunciati con chiarezza e determinazione dal governo, proprio sulla scorta di quel piano Bertolaso che il precedente esecutivo ebbe il gravissimo torto di accantonare insieme al suo ideatore. Fu un peccato imperdonabile di incompetenza e di indifferenza e su quello il centrosinistra cominciò a morire. Ora Guido Bertolaso torna in auge, con il titolo di sottosegretario, e gli sono conferiti i pieni poteri che un tempo gli erano stati negati. Ma quei poteri rimarrebbero sulla carta, come troppe volte è successo, se non fossero sostenuti da una ferrea volontà politica. Ed è proprio questa volontà che ci è sembrato di cogliere nel presidente del Consiglio. In quel suo assumersi tutte le responsab8ilità in prima persona, fino ad affermare che il nuovo sottosegretario risponde in via diretta a lui. Ecco allora che la questione napoletana assume un significato emblematico. Al pari e forse più del tema della sicurezza. E' lo spartiacque rispetto ad un certo andazzo del passato, che non riguarda solo il governo Prodi ma lo stesso precedente governo Berlusconi. Rimanda ad un lungo, lento degrado in cui le responsabilità degli amministratori locali si sono intrecciate a quelle, non meno gravi, dei ministri nazionali. In cui l'autorità dello Stato è andata via via sbiadendo nella distrazione generale. E in cui le montagne di spazzatura dimenticate nelle strade erano la metafora di un declino collettivo, di una complessiva perdita di dignità.
ieri qualcosa è cambiato, se non altro nell'approccio, nello stile, nel modo di rivolgersi alla pubblica opinione. Come una scossa benefica, la politica intesa come iniziativa di governo è tornata ad esistere. Si è avvertito il peso delle istituzioni - ma è meglio dirlo a bassa voce per scaramanzia - di una leadership.
era quello che si voleva: che l'esecutivo fondato su di una maggioranza esplicita e coesa non sbagliasse il suo primo passo. Non era affatto scontato che ci riuscisse.
Ora si vedrà il seguito. Avremo modo di analizzare il pacchetto sicurezza, che inq ualche parte riecheggia le misure decise da Amato e in altre va oltre. Si capirà se il reato di immigrazione clandestina, così controverso e discutibile, è davvero una priorità del governo, ovvero se averlo affidato alla navigazione lenta del disegno di legge tradisce il desiderio di individuare un compromesso con l'opposizione. Valuteremo la portata dei primi provvedimenti economici presentati da Tremonti, ma già fin d'ora si coglie la novità di quei mutui a tasso variabile che vengono modificati d'intesa con le banche in modo da non rappresentare più uno spauracchio per le famiglie.
Tuttavia è fin troppo chiaro che sul paino della comunicazione il governo Berlusconi mostra un'altro passo rispetto alla coalizione allargata e paralizzata di Romano Prodi. E anche l'opposizione, specie il governo ombra di Veltroni e l'Udc, dovrà riflettere. Sui singoli aspetti dei provvedimenti ovviamente la dialettiva è ancora aperta. Ma sul nodo di fondo, che è il ripristino dell'autorità politica, di pari passo con il principio di legalità e di responsabilità, il presidente del Consiglio a Napoli ha segnato un punto importante. E' una svolta che non investe solo la maggioranza, proprio perchè riguarda l'efficienza dello Stato e il modo di esprimerla nella vita pubblica. di qui occorre partire per dare un senso davvero riformatore a questa legislatura.
Fonte: Stefano Folli, Sole24Ore.
Pensiero personale, credo Folli abbia colto nel segno il significato che è possibile attribuire alla giornata di Napoli. Berlusconi ha dato mostra di tutta la sua praticità e della svolta che intende praticare nel governo dell'Italia, a partire dai temi più sensibili: sicurezza, immondizia a Napoli, misure economiche (abolizione ICI prima casa e detassazione straordinari). Ne emerge una compattezza della maggioranza non riscontrabile nelle passate legislature, sia di sinistra che di destra. Un impegno vero, concreto per il bene del paese, alla faccia di chi continua ad accusarlo ostinatamente di essersi attivato nella vita politica del paese esclusivamente per propri interessi personali.
Mai l'Italia aveva dimostrato una così forte compatezza, coesione sociale, e uno spirito di responsabilità da parte delle sue istituzioni tale che ogni atto-provvedimento-misura venga recepito come a vantaggio dell'intera collettività.
Se questa è la forma di dittatura che ci attende, ben venga! Chapeau!!!
Silvio Berlusconi ha offerto a Napoli un saggio di come un governo può compiere il primo passo del suo cammino in modo corretto, efficace e convincente. Di come una legislatura può prendere forma nel segno della concretezza e non della confusione. Si poteva temere il peggio: e cioè che la gita dei ministri nella città del Vesuvio si risolvesse in una passerella mediatica priva di risvolti pratici. Qualcosa di simile alla terribile riunione del Governo Prodi nella reggia di Caserta, Capodanno 2007.
Ma non è stato così. Ieri abbiamo visto che il "nuovo" Berlusconi è assai diverso da quello di sette anni fà, per non dire di quello del '94. Lo osserveremo all'opera, s'intende, per verificare se i fatti saranno all'altezza delle parole. Ma non si può non rilevare che il Presidente del Consiglio ha mandato al paese un segnale politico molto forte. era quello che ci si attendeva. Un messaggio facile da decifrare e quindi comprensibile per tutti: a Napoli e altrove lo Stato è tornato. E questo grazie ad una maggioranza che non vuole, forse, perdere l'occasione storica che le si presenta.
Qui è il valore simbolico dell'emergenza spazzatura. Che va al di là degli stessi provvedimenti annunciati con chiarezza e determinazione dal governo, proprio sulla scorta di quel piano Bertolaso che il precedente esecutivo ebbe il gravissimo torto di accantonare insieme al suo ideatore. Fu un peccato imperdonabile di incompetenza e di indifferenza e su quello il centrosinistra cominciò a morire. Ora Guido Bertolaso torna in auge, con il titolo di sottosegretario, e gli sono conferiti i pieni poteri che un tempo gli erano stati negati. Ma quei poteri rimarrebbero sulla carta, come troppe volte è successo, se non fossero sostenuti da una ferrea volontà politica. Ed è proprio questa volontà che ci è sembrato di cogliere nel presidente del Consiglio. In quel suo assumersi tutte le responsab8ilità in prima persona, fino ad affermare che il nuovo sottosegretario risponde in via diretta a lui. Ecco allora che la questione napoletana assume un significato emblematico. Al pari e forse più del tema della sicurezza. E' lo spartiacque rispetto ad un certo andazzo del passato, che non riguarda solo il governo Prodi ma lo stesso precedente governo Berlusconi. Rimanda ad un lungo, lento degrado in cui le responsabilità degli amministratori locali si sono intrecciate a quelle, non meno gravi, dei ministri nazionali. In cui l'autorità dello Stato è andata via via sbiadendo nella distrazione generale. E in cui le montagne di spazzatura dimenticate nelle strade erano la metafora di un declino collettivo, di una complessiva perdita di dignità.
ieri qualcosa è cambiato, se non altro nell'approccio, nello stile, nel modo di rivolgersi alla pubblica opinione. Come una scossa benefica, la politica intesa come iniziativa di governo è tornata ad esistere. Si è avvertito il peso delle istituzioni - ma è meglio dirlo a bassa voce per scaramanzia - di una leadership.
era quello che si voleva: che l'esecutivo fondato su di una maggioranza esplicita e coesa non sbagliasse il suo primo passo. Non era affatto scontato che ci riuscisse.
Ora si vedrà il seguito. Avremo modo di analizzare il pacchetto sicurezza, che inq ualche parte riecheggia le misure decise da Amato e in altre va oltre. Si capirà se il reato di immigrazione clandestina, così controverso e discutibile, è davvero una priorità del governo, ovvero se averlo affidato alla navigazione lenta del disegno di legge tradisce il desiderio di individuare un compromesso con l'opposizione. Valuteremo la portata dei primi provvedimenti economici presentati da Tremonti, ma già fin d'ora si coglie la novità di quei mutui a tasso variabile che vengono modificati d'intesa con le banche in modo da non rappresentare più uno spauracchio per le famiglie.
Tuttavia è fin troppo chiaro che sul paino della comunicazione il governo Berlusconi mostra un'altro passo rispetto alla coalizione allargata e paralizzata di Romano Prodi. E anche l'opposizione, specie il governo ombra di Veltroni e l'Udc, dovrà riflettere. Sui singoli aspetti dei provvedimenti ovviamente la dialettiva è ancora aperta. Ma sul nodo di fondo, che è il ripristino dell'autorità politica, di pari passo con il principio di legalità e di responsabilità, il presidente del Consiglio a Napoli ha segnato un punto importante. E' una svolta che non investe solo la maggioranza, proprio perchè riguarda l'efficienza dello Stato e il modo di esprimerla nella vita pubblica. di qui occorre partire per dare un senso davvero riformatore a questa legislatura.
Fonte: Stefano Folli, Sole24Ore.
Pensiero personale, credo Folli abbia colto nel segno il significato che è possibile attribuire alla giornata di Napoli. Berlusconi ha dato mostra di tutta la sua praticità e della svolta che intende praticare nel governo dell'Italia, a partire dai temi più sensibili: sicurezza, immondizia a Napoli, misure economiche (abolizione ICI prima casa e detassazione straordinari). Ne emerge una compattezza della maggioranza non riscontrabile nelle passate legislature, sia di sinistra che di destra. Un impegno vero, concreto per il bene del paese, alla faccia di chi continua ad accusarlo ostinatamente di essersi attivato nella vita politica del paese esclusivamente per propri interessi personali.
Mai l'Italia aveva dimostrato una così forte compatezza, coesione sociale, e uno spirito di responsabilità da parte delle sue istituzioni tale che ogni atto-provvedimento-misura venga recepito come a vantaggio dell'intera collettività.
Se questa è la forma di dittatura che ci attende, ben venga! Chapeau!!!



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