Professoressa Urbinati lei ha scritto qualche giorno fa su "La Repubblica" che l'Italia
L'Italia senza dissenso
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Concordo ma anche la professoressa non mipare essere andata lontano dalla realtà
Mi sembra che abbia espresso i tuoi stessi concetti ma con parole diverse ma altrettanto efficaci: "Professoressa Urbinati lei ha scritto qualche giorno fa su "La Repubblica" che l'Italia è un paese senza dissenso, una società democratica docile. Altri parlano di opinione pubblica inesistente, di società mucilllagine."
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Piu' che la democrazia, in Italia manca il senso dello stato, della collettività, del bene comune. Prevalgono sempre gli interessi particolari e le buone idee vengono presto messe a tacere in nome dell'ideologia massificata.amate i vostri nemici
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Un fascismo lo stanno costruendo pian piano, alla glicerina, e non ce ne accorgiamo perchOriginariamente Scritto da DutchFlower Visualizza Messaggio...
Tremendamente vero, se dovesse riproporsi un fascismo nel nostro paese non si riprodurra sicuramente tale e quale. Omogeneita', dolce trasformazione delle idee, addolcimento dell'opposizione. Potrebbero essere gli ingredienti di una nuova forma di regime moderno?Ci diranno che le prossime centrali nucleari saranno sicurissime ... diffidate dicevano la stessa cosa delle prime fatte e la storia insegna, vedi Titanic, che non esiste cosa sicura fatta dall'uomo.
Ci vogliono 1.000 anni per fare un bosco ed un solo cretino con un fiammifero per distruggerlo.
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Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggioduce duce duce!Mi chiedo se il prezioso intervento di Rubyn, dicasi Gianvito, dicasi il ruffiano fascistello era appunto volto a sottolineare questa parte del ragionamento della professoressa Urbinati. Una puntuale conferma che tra le giovani generazioni è avvenuto un mutamento molto profondo e Rubyn stesso ne è la drammatica testimonianza.I ragazzi e le ragazze con cui a volte ho discussioni non amano né il dissenso, né visioni progressiste. È già un mutamento. Penso che Gramsci sia ancora importante e attuale: è un mutamento di egemonia. La cultura egemonica politica non è quella progressista quella radicale o di sinistra. Non lo è, si tratta di prepararsi ad un lungo periodo di difficile dialogo e accettazione della realtà usando quegli strumenti che si sono sempre usati nelle democrazie: giornali, movimenti, parlamento.... Non credo ad una breve durata. Questo è un mutamento molto molto profondo.
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Ieri sera guardavo uno speciale dedicato a Biagi e al suo "il fatto".
Hanno riproposto repliche di interviste a Berlusconi, Di Pietro, Benigni e altri, fino alla puntata successiva all'editto bulgaro.
Ma soprattutto hanno replicato la puntata con Indro Montanelli, e mentre la riguardavo (a distanza di anni) pensavo "ecco, i Maestri non ci sono piu', quelli che sapevano fare informazione corretta, quelli intellettualmente onesti, quelli che ci aiutavano a formarci una coscienza critica, quella coscienza da cui nasce il dissenso".
Mi mancano biagi e montanelli (soprattutto se penso a ferrara e vespa).[SIZE="1"]Ci stavo bene nel bar di Hassan.
Tra i frequentatori abituali non esistevano barriere d
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Cerchiamo di essere giusti.Originariamente Scritto da bellarossa Visualizza MessaggioIeri sera guardavo uno speciale dedicato a Biagi e al suo "il fatto".
Hanno riproposto repliche di interviste a Berlusconi, Di Pietro, Benigni e altri, fino alla puntata successiva all'editto bulgaro.
Ma soprattutto hanno replicato la puntata con Indro Montanelli, e mentre la riguardavo (a distanza di anni) pensavo "ecco, i Maestri non ci sono piu', quelli che sapevano fare informazione corretta, quelli intellettualmente onesti, quelli che ci aiutavano a formarci una coscienza critica, quella coscienza da cui nasce il dissenso".
Mi mancano biagi e montanelli (soprattutto se penso a ferrara e vespa).
I nomi che mi vengono in mente di primo acchito sono quelli di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Furio Colombo, Peter Gomez, Marco Travaglio, Roberto Saviano, Elio Veltri, Beppe Giulietti e tutti quelli di Articolo 21.
Qualcuno che si documenta e che sulla base di fatti accertati tenta ancora di informare c'In verit
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certo, son d'accordo, tra l'altro credo che biagi e montanelli siano stati tra i padri fondatori di articolo21, o perlomeno ispiratori.Originariamente Scritto da nautil Visualizza MessaggioCerchiamo di essere giusti.
I nomi che mi vengono in mente di primo acchito sono quelli di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Furio Colombo, Peter Gomez, Marco Travaglio, Roberto Saviano, Elio Veltri, Beppe Giulietti e tutti quelli di Articolo 21.
Ma secondo te quanta gente legge articolo 21 e quanti guardavano il fatto?
(credo sia stata una delle audience piu' alte nella storia della rai)
Milioni di persone ogni giorno che magari non erano di parte, che non avevano una posizione a priori. Parlava alle masse, per usare un termine che mi sta pure un po' antipatico, ma[SIZE="1"]Ci stavo bene nel bar di Hassan.
Tra i frequentatori abituali non esistevano barriere d
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Ad esclusione forse del solo manifesto, non esiste più nemmeno un'opposizione o meglio una critica seria da parte dell'informazione, non dico delle TV, ma nemmeno della stampa.
Io ho deciso di non comprare più La Repubblica dall'ultima goccia (o meglio secchio d'acqua) che ha fatto traboccare il vaso: la serie di articoli profondamente idioti del recidivo Omero Ciai sui presunti aiuti di prc alle FARC. Non è pensabile che un quotidiano che non è libero o il giornale, metta di nuovo in mano la penna ad un personaggio del genere, come minimo profondamente disinformato sul sudamerica e sicuramente in malafede, dopo una serie di magre figure e articoli assolutamente campati in aria. mi vien da pensare che il PD stia facendo opposizione a PRC e non al governo come dovrebbe.La mia Lola
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