A luglio il ministro Alfano aveva annunciato per settembre una riforma organica della giustizia.
Siccome oramai siamo a settembre stanno uscendo le prime notizie sugli aspetti che andrà a toccare questa nuova riforma della giustizia.
-Il principio di obbligatorietà dell'azione penale che se ne va in soffitta sostituito da quello di discrezionalità.
-Viene meno anche l'indipendenza della magistratura che prima era garantita da un Csm i cui membri erano nominati per la maggioranza(cioè i 2/3) dai magistrati stessi.
-Separazione definitiva delle carriere tra pm e giudice.
Su questo terzo aspetto c'è anche un interessante intervento del magistrato Bruno Tinti di poco tempo fa:

Un articolo di qualche tempo fa del professor(e avvocato) Carlo Federico Grosso faceva ben notare come questi aspetti nulla centrino con i problemi di cui soffre la giustizia in Italia e che si sta surrettiziamente cercando di far passare una riforma come un servizio per i cittadini finalizzato al miglioramento della giustizia mentre invece si vogliono modificare gli equilibri fra i poteri dello stato a favore della politica e a scapito della magistratura.

Se si elimina l'obbligatorietà dell'azione penale vuol dire che non c'è più un obbligo perseguire un reato ma c'è una discrezionalità.
Questa discrezionalità può essere in mano ai giudici(cioè al pm) oppure peggio ancora in mano al parlamento(o ulteriomente peggio direttamente in mano al governo).
Immaginiamo Berlusconi che come governo o tramite la sua maggioranza parlamentare decide ogni anno a quali reati dare priorità e perseguire con la discrezionalità dell'azione penale e queli no.
Sarebbe la definitiva pietra tombale sulla giustizia italiana sull'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e sulla totale immunità dei Berlusconi dai processi visto che molto probabilmente i reati finaziari non sarebbero mai ritenuti prioritari se dovesse essere lui a decidere quali reati perseguire con discrezionalià dell'azione penale.
Anche Violante in una intervista di questi giorni faceva notare questi rischi:
Siccome oramai siamo a settembre stanno uscendo le prime notizie sugli aspetti che andrà a toccare questa nuova riforma della giustizia.
-Il principio di obbligatorietà dell'azione penale che se ne va in soffitta sostituito da quello di discrezionalità.
-Viene meno anche l'indipendenza della magistratura che prima era garantita da un Csm i cui membri erano nominati per la maggioranza(cioè i 2/3) dai magistrati stessi.
-Separazione definitiva delle carriere tra pm e giudice.
Su questo terzo aspetto c'è anche un interessante intervento del magistrato Bruno Tinti di poco tempo fa:

Un articolo di qualche tempo fa del professor(e avvocato) Carlo Federico Grosso faceva ben notare come questi aspetti nulla centrino con i problemi di cui soffre la giustizia in Italia e che si sta surrettiziamente cercando di far passare una riforma come un servizio per i cittadini finalizzato al miglioramento della giustizia mentre invece si vogliono modificare gli equilibri fra i poteri dello stato a favore della politica e a scapito della magistratura.

Se si elimina l'obbligatorietà dell'azione penale vuol dire che non c'è più un obbligo perseguire un reato ma c'è una discrezionalità.
Questa discrezionalità può essere in mano ai giudici(cioè al pm) oppure peggio ancora in mano al parlamento(o ulteriomente peggio direttamente in mano al governo).
Immaginiamo Berlusconi che come governo o tramite la sua maggioranza parlamentare decide ogni anno a quali reati dare priorità e perseguire con la discrezionalità dell'azione penale e queli no.
Sarebbe la definitiva pietra tombale sulla giustizia italiana sull'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e sulla totale immunità dei Berlusconi dai processi visto che molto probabilmente i reati finaziari non sarebbero mai ritenuti prioritari se dovesse essere lui a decidere quali reati perseguire con discrezionalià dell'azione penale.
Anche Violante in una intervista di questi giorni faceva notare questi rischi:

Comment