Vorrei riportare alla vostra attenzione questo articolo, vi consiglio vivamente di leggerlo, riporto in grassetto le parti salienti...
Cossiga: ''Berlusconi non andrà al Quirinale''
Il presidente emerito in un'intervista al 'Riformista': ''Il vero leader del Pd è D'Alema . Di Pietro? Un fascista''. E sulla scuola: ''C'è rischio terrorismo anche le Br sono nate nelle università''. 'Repubblica.it': Italia e Libia saranno alleati militari
Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Berlusconi? Troppo innamorato della politica estera, un leader senza eredi all'interno del Pdl. Il Pd? L'ho votato ma oggi non capisco cosa sia diventato. Di Pietro? Un fascista. D'Alema? Il vero e unico leader del Pd. Pensieri e parole di Francesco Cossiga (nella foto) che in un'intervista al "Riformista" si concede qualche riflessione e sparge un po' di pepe a 360 gradi. Berlusconi diventerà presidente della Repubblica? "No - replica lapidario il senatore a vita - e poi oggi e' completamente innamorato della politica estera. Ma non deve esagerare. Dare del tu a Putin e Bush non implica considerarli amici". Dopo aver votato il Pd, lo considera ancora il suo partito? "Prima - risponde Cossiga - dovrei sapere cosa e' il Pd, ma non lo so. Doveva essere un partito riformista anche a costo di non vincere le elezioni. Oggi invece ha rispolverato l'antiberlusconismo. Allora aveva ragione Prodi, che senso aveva rompere con la sinistra radicale?" Di Pietro nel Pd che ch'azzecca? "Non si capisce cosa c'entino i riformisti con lui. Di Pietro e' un fascista, appartiene alla grande famiglia dei fascisti italiani". Veltroni continua a guidare il Pd, "per un semplice motivo: non sanno chi mettere al posto suo. In verita' un leader ci sarebbe... D'Alema, l'unico vero antigiustizialista del centrosinistra. In questo e' l'unico vero erede di Togliatti. Uno che ha frequentato le Frattocchie non avrebbe mai comprato casa a New York". Dall'altra parte dello schieramento, chi vede come successore di Berlusconi? "Nessuno, non vedo nessuno. L'unico in grado sarebbe Tremonti ma al Sud si scatenerebbe la rivoluzione". Un ultimo accenno riguarda il governo. "Per la prima volta in questo Paese ci sono solo due ministri cattolici di peso: Scajola e Gelmini". Cossiga dice di essere stupito dai voti che il Pdl ha preso in Toscana. Merito della massoneria? "Si' -replica- nella maggioranza ci sono eminenti figure dela massoneria. Ma di piu' conclude- non dico".
SCUOLA, COSSIGA: ''C'E' RISCHIO TERRORISMO ANCHE BR SONO NATE NELLE UNIVERSITA'''
''Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera' ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita'. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale''. Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, in un'intervista a 'Qn'. ''Non e' possibile, e' probabile'' che la storia si ripeta, ha aggiunto. ''Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perche' il fuoco non fu spento per tempo'', ha sottolineato. Quanto alla possibilita' di usare la forza pubblica espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Cossiga ha detto: ''Se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte ha fatto benissimo. Ma poiche' l'Italia e' uno Stato debole, e all'opposizione non c'e' il granitico Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi fara' quantomeno una figuraccia''. ''Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno'', ha continuato. ''In primo luogo -ha detto Cossiga- lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...''. ''Lasciar fare gli universitari - ha continuato - Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'''.
ITALIA-LIBIA, 'REPUBBLICA.IT': I DUE PAESI SARANNO ALLEATI MILITARII
Italia e Libia saranno partner nel settore militare, si scambieranno "esperti, istruttori e tecnici, informazioni militari ed effettueranno manovre congiunte". I due paesi lavoreranno per "realizzare un forte e ampio partenariato industriale nel settore della Difesa e delle industri militari". Questo, scrive Vincenzo Nigro, quanto prevede il "Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione" firmato a Bengasi il 30 agosto da Italia e Libia. A riportarlo e' "Repubblica.it'', che e' riuscita ad ottenere una copia di lavoro del Trattato, di cui rivela "i segreti". "Non c'e' nessuna parte che metta in discussione l'Alleanza dell'Italia nella Nato (come era sembrato dopo un'indiscrezione dell'agenzia Libia Jana)", vi si legge. "Ma all'articolo 20 vengono dettate le linee della "Collaborazione nel settore della Difesa". "Altra 'sorpresa'", prosegue l'articolo. "Si e' parlato per anni di ricompensa italiana alla Libia con la costruzione di un'autostrada costiera dal confine con la Tunisia a quello con l'Egitto. Il lungo articolo 8 che descrive i "Progetti infrastrutturali di base" non fa nessun accenno a quell'autostrada. "Un lavoro del genere costerebbe 8 miliardi di euro, e invece nel testo sono previsti 5 miliardi di dollari in 20 anni", dice una fonte di Palazzo Chigi. I lavori verranno esplicitamente assegnati a ditte italiane, e gli stessi fondi saranno gestiti dall'Italia: la Libia mettera' a disposizione i terreni per le opere "senza oneri per la parte italiana e per le aziende esecutrici".
PALAZZO CHIGI, MASI: ''RIDURREMO DIRIGENTI E SETTIMANA A 38 ORE''
Riduzione del personale dirigente e aumento dell'orario di lavoro a 38 ore settimanali. Sono i due binari sui quali viaggia la riorganizzazione degli organici della presidenza del Consiglio di cui parla il segretario generale Mauro Masi in una intervista al "Messaggero". Un lavoro, spiega, che "ha gia' ridotto del 30% il personale degli uffici di diretta collaborazione dei ministri e che portera' presto alla riduzione delle piante organiche per tutto il personale della Presidenza, nonche' all'allungamento dell'orario di lavoro". Obiettivi sui cui e' aperto il dialogo con i sindacati con i quali, assicura Mauro Masi, c'e' un "rapporto molto positivo". Oltre il 90% del personale della presidenza del Consiglio, aggiunge il direttore generale, "gia' osserva l'orario lungo ma lo fa su base volontaria. Fissare in maniera definitiva l'orario formale a 38 ore sarebbe un importante passo in avanti". In cambio i dipendenti avrebbero un aumento di stipendio che l'amministrazione della Presidenza potrebbe corrispondere a costo zero, ossia attraverso le "risorse con cui vengono attualmente pagate alcune indennita'". I tagli di organico per la pubblica amministrazione previsti nella manovra economica verranno fatti, assicura Masi, "ripetteremo la scadenza del 30 novembre indicata dal ministro dell'Economia". Il progetto e' di avere 56 dirigenti in meno e verra' rispettata in modo inderogabile la soglia della pensione fissata a 65 anni e saranno annullate le deroghe a 67 anni che erano gia' state concesse. Nel contempo Masi assicura di volersi battere affinche' venga riconosciuta, come richiesto dai dipendenti di Palazzo Chigi, una specificita' per il ruolo lavorativo svolto. "Ma questa specificita' -avverte- ce la dobbiamo guadagnare. Gli altri statali lavorano 36 ore, noi dobbiamo lavorare di piu'". Una volta conclusa la "pulizia" delle piante organiche, conclude Masi, verra' proposto al "presidente del Consiglio e al sottosegretario Letta uno speciale concorso per reclutare forze nuove. Un concorso per le eccellenze con prove molto selettive".
FORMAZIONE, SACCONI: ''SESSANTOTTISMO E' MALE OSCURO DEL PAESE''
'La fabbrica dei precari e' legata all'Universita' corporativa figlia della sinistra anni Settanta. L'offerta formativa universitaria da noi e' tarata sugli educatori, che sono figli di una stagione in cui si faceva bene sociologia e male ingegneria. Il sessantottismo e' il male oscuro, il cancro di questo Paese''. Lo afferma il ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, in un'intervista al 'Corriere della sera Magazine'. Parlando del problema della precarieta', Sacconi sottolinea che ''l'insicurezza e' di tutti coloro che se perdono oggi il posto di lavoro fanno fatica a trovarne un altro: e' un problema enorme, non lo si puo' ridurre alla polemica sulla precarieta' fatta coincidere con una tipologia di contratto''. ''Ora dobbiamo costruire un sistema piu' protettivo per chi perde il lavoro. Io sono per il 'welfare to work' all'inglese: investimenti sulla formazione, che in Italia e' un disastro, e accompagnamento del disoccupato a un nuovo lavoro. Se lo rifiuta, perde il beneficio''. Parlando poi del dibattito sulla riforma del modello contrattuale, il ministro dice: ''In quella partita il governo non c'entra. La Cgil ha contestato l'impianto della riforma. Ma credo che Marcegaglia andra' avanti. Il modello attuale ha portato solo bassi salari e bassa produttivita', devono cambiare le relazioni industriali. Io sono per la complicita' tra capitale e lavoro''. Per Sacconi, bisogna detassare i premi, il merito e gli straordinari. ''E poi facciamo si' -conclude- che i dipendenti partecipino agli utili dell'azienda: il salario smetta di essere ipocritamente 'solidale' e venga collegato ai risultati''.
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"Certo che sono preoccupato per le reazioni alla chiusura dei centri sociali. So che non bisogna fare di ogni erba un fascio, ma non si puo' nemmeno convivere con un fenomeno che genera emulazione e rischia di aggravarsi sempre di piu'". Lo afferma in un'intervista a "La Repubblica" il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, convinto che sia un fenomeno che "bisogna affrontare" ed esortando i centri sociali a "dare l'esempio" e a "chiudere" per primi. "Siamo nel pieno dell'emergenza casa. -dice Alemanno- Come posso giustificare davanti a chi non ha casa che invece permetto ad altri di occupare degli spazi non loro?". "Pero' -assicura- non voglio arrivare ad uno scontro frontale. Voglio affrontare il problema caso per caso cercando soluzioni anche insieme agli occupati".
MAFIA, MANNINO: ''TANTI PENTITI E NESSUN FATTO BASTAVA ASCOLTARE FALCONE''
"Ora mi auguro che il calvario sia terminato. Ma non si doveva arrivare a questo punto". Cosi', in un'intervista a "La Repubblica", il senatore dell'Udc Calogero Mannino commenta la sua assoluzione dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a 14 anni dall'arresto. Mannino, nel sottolineare che ci sono stati tanti pentiti e nessun fatto, commenta che l'ex procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli, "ha sbagliato completamente nei mei confronti. Trascurando anche quello che diceva Giovanni Falcone". Mannino parla di "persecuzione" che "e' nei fatti". "In tre lustri -dice- ci sono state tante maldicenze e cattiverie". "Anche a Cuffaro -continua- e' accaduto lo stesso. I pm hanno caricato di significati eccessivi alcuni contatti". "Molti avrebbero dovuto guardare all'Udc con prudenza, senza pregiudizi in questi anni. Prima di dare giudizi -aggiunge- bisogna sempre attendere la conclusione delle vicende giudiziarie". E, commentando la telefonata di solidarieta' ricevuta dal premier Berlusconi ed un possibile riavvicinamento tra il leader del Governo e l'Udc, Mannino afferma ancora: "Non prevedo conseguenze politiche a questa sentenza. Io di certo continuero', malgrado i miei 67 anni, a dare un contributo perche' l'Udc rimanga un partito di centro".
ONU, D'ESCOTO: ''GLI USA PEGGIO DELL'IRAN''
"La verita' piu' importante da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza e' che siamo tutti fratelli e sorelle". Lo afferma in un'intervista al "Corriere della Sera" Miguel D'Escoto, il prete cattolico ed ex ministro degli Esteri del governo sandinista nicaraguense di Daniel Ortega che il mese scorso e' stato eletto presidente della 63esima Assemblea generale dell'Onu, sottolineando di essere stato "chiamato da Dio". Proprio l'assemblea dell'Onu venerdi' ha bocciato l'ingresso dell'Iran nel Consiglio di sicurezza come membro non permanente, e D'Escoto afferma ancora: "Ogni membro Onu ha diritto di aspirare a quel posto: fa parte della dinamica democratica. I membri che non adempiono alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza non dovrebbero farne parte? Ma allora diciamo che nessun Paese della terra ha violato piu' risoluzioni Onu degli Usa, il cui complesso di superiorita' e ipocrisia nell'usare metri diversi sono sconfinati". "Il peggiore crimine impunito perpetrato oggi nel mondo -continua- e' la guerra in Iraq, priva di qualsiasi giustificazione legittima e in violazione dello statuto Onu". Quindi commentando le critiche mossegli dall'ambasciatrice d'Israele Gabriela Shalev per aver abbracciato Mahmoud Ahmadinejad dopo il suo discorso scriteriato di fronte all'Assemblea generale, aggiunge: "La Shalev e' l'unico ambasciatore che non ho ancora incontrato e spero di colmare presto la lacuna. Mi auguro anche che Israele inizi a rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza sui territori occupati, invece di trincerarsi dietro i continui veti Usa".
fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Edicola/?id=3.0.2624009030
Cossiga: ''Berlusconi non andrà al Quirinale''
Il presidente emerito in un'intervista al 'Riformista': ''Il vero leader del Pd è D'Alema . Di Pietro? Un fascista''. E sulla scuola: ''C'è rischio terrorismo anche le Br sono nate nelle università''. 'Repubblica.it': Italia e Libia saranno alleati militari
Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Berlusconi? Troppo innamorato della politica estera, un leader senza eredi all'interno del Pdl. Il Pd? L'ho votato ma oggi non capisco cosa sia diventato. Di Pietro? Un fascista. D'Alema? Il vero e unico leader del Pd. Pensieri e parole di Francesco Cossiga (nella foto) che in un'intervista al "Riformista" si concede qualche riflessione e sparge un po' di pepe a 360 gradi. Berlusconi diventerà presidente della Repubblica? "No - replica lapidario il senatore a vita - e poi oggi e' completamente innamorato della politica estera. Ma non deve esagerare. Dare del tu a Putin e Bush non implica considerarli amici". Dopo aver votato il Pd, lo considera ancora il suo partito? "Prima - risponde Cossiga - dovrei sapere cosa e' il Pd, ma non lo so. Doveva essere un partito riformista anche a costo di non vincere le elezioni. Oggi invece ha rispolverato l'antiberlusconismo. Allora aveva ragione Prodi, che senso aveva rompere con la sinistra radicale?" Di Pietro nel Pd che ch'azzecca? "Non si capisce cosa c'entino i riformisti con lui. Di Pietro e' un fascista, appartiene alla grande famiglia dei fascisti italiani". Veltroni continua a guidare il Pd, "per un semplice motivo: non sanno chi mettere al posto suo. In verita' un leader ci sarebbe... D'Alema, l'unico vero antigiustizialista del centrosinistra. In questo e' l'unico vero erede di Togliatti. Uno che ha frequentato le Frattocchie non avrebbe mai comprato casa a New York". Dall'altra parte dello schieramento, chi vede come successore di Berlusconi? "Nessuno, non vedo nessuno. L'unico in grado sarebbe Tremonti ma al Sud si scatenerebbe la rivoluzione". Un ultimo accenno riguarda il governo. "Per la prima volta in questo Paese ci sono solo due ministri cattolici di peso: Scajola e Gelmini". Cossiga dice di essere stupito dai voti che il Pdl ha preso in Toscana. Merito della massoneria? "Si' -replica- nella maggioranza ci sono eminenti figure dela massoneria. Ma di piu' conclude- non dico".
SCUOLA, COSSIGA: ''C'E' RISCHIO TERRORISMO ANCHE BR SONO NATE NELLE UNIVERSITA'''
''Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera' ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita'. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale''. Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, in un'intervista a 'Qn'. ''Non e' possibile, e' probabile'' che la storia si ripeta, ha aggiunto. ''Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perche' il fuoco non fu spento per tempo'', ha sottolineato. Quanto alla possibilita' di usare la forza pubblica espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Cossiga ha detto: ''Se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte ha fatto benissimo. Ma poiche' l'Italia e' uno Stato debole, e all'opposizione non c'e' il granitico Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi fara' quantomeno una figuraccia''. ''Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno'', ha continuato. ''In primo luogo -ha detto Cossiga- lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...''. ''Lasciar fare gli universitari - ha continuato - Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'''.
ITALIA-LIBIA, 'REPUBBLICA.IT': I DUE PAESI SARANNO ALLEATI MILITARII
Italia e Libia saranno partner nel settore militare, si scambieranno "esperti, istruttori e tecnici, informazioni militari ed effettueranno manovre congiunte". I due paesi lavoreranno per "realizzare un forte e ampio partenariato industriale nel settore della Difesa e delle industri militari". Questo, scrive Vincenzo Nigro, quanto prevede il "Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione" firmato a Bengasi il 30 agosto da Italia e Libia. A riportarlo e' "Repubblica.it'', che e' riuscita ad ottenere una copia di lavoro del Trattato, di cui rivela "i segreti". "Non c'e' nessuna parte che metta in discussione l'Alleanza dell'Italia nella Nato (come era sembrato dopo un'indiscrezione dell'agenzia Libia Jana)", vi si legge. "Ma all'articolo 20 vengono dettate le linee della "Collaborazione nel settore della Difesa". "Altra 'sorpresa'", prosegue l'articolo. "Si e' parlato per anni di ricompensa italiana alla Libia con la costruzione di un'autostrada costiera dal confine con la Tunisia a quello con l'Egitto. Il lungo articolo 8 che descrive i "Progetti infrastrutturali di base" non fa nessun accenno a quell'autostrada. "Un lavoro del genere costerebbe 8 miliardi di euro, e invece nel testo sono previsti 5 miliardi di dollari in 20 anni", dice una fonte di Palazzo Chigi. I lavori verranno esplicitamente assegnati a ditte italiane, e gli stessi fondi saranno gestiti dall'Italia: la Libia mettera' a disposizione i terreni per le opere "senza oneri per la parte italiana e per le aziende esecutrici".
PALAZZO CHIGI, MASI: ''RIDURREMO DIRIGENTI E SETTIMANA A 38 ORE''
Riduzione del personale dirigente e aumento dell'orario di lavoro a 38 ore settimanali. Sono i due binari sui quali viaggia la riorganizzazione degli organici della presidenza del Consiglio di cui parla il segretario generale Mauro Masi in una intervista al "Messaggero". Un lavoro, spiega, che "ha gia' ridotto del 30% il personale degli uffici di diretta collaborazione dei ministri e che portera' presto alla riduzione delle piante organiche per tutto il personale della Presidenza, nonche' all'allungamento dell'orario di lavoro". Obiettivi sui cui e' aperto il dialogo con i sindacati con i quali, assicura Mauro Masi, c'e' un "rapporto molto positivo". Oltre il 90% del personale della presidenza del Consiglio, aggiunge il direttore generale, "gia' osserva l'orario lungo ma lo fa su base volontaria. Fissare in maniera definitiva l'orario formale a 38 ore sarebbe un importante passo in avanti". In cambio i dipendenti avrebbero un aumento di stipendio che l'amministrazione della Presidenza potrebbe corrispondere a costo zero, ossia attraverso le "risorse con cui vengono attualmente pagate alcune indennita'". I tagli di organico per la pubblica amministrazione previsti nella manovra economica verranno fatti, assicura Masi, "ripetteremo la scadenza del 30 novembre indicata dal ministro dell'Economia". Il progetto e' di avere 56 dirigenti in meno e verra' rispettata in modo inderogabile la soglia della pensione fissata a 65 anni e saranno annullate le deroghe a 67 anni che erano gia' state concesse. Nel contempo Masi assicura di volersi battere affinche' venga riconosciuta, come richiesto dai dipendenti di Palazzo Chigi, una specificita' per il ruolo lavorativo svolto. "Ma questa specificita' -avverte- ce la dobbiamo guadagnare. Gli altri statali lavorano 36 ore, noi dobbiamo lavorare di piu'". Una volta conclusa la "pulizia" delle piante organiche, conclude Masi, verra' proposto al "presidente del Consiglio e al sottosegretario Letta uno speciale concorso per reclutare forze nuove. Un concorso per le eccellenze con prove molto selettive".
FORMAZIONE, SACCONI: ''SESSANTOTTISMO E' MALE OSCURO DEL PAESE''
'La fabbrica dei precari e' legata all'Universita' corporativa figlia della sinistra anni Settanta. L'offerta formativa universitaria da noi e' tarata sugli educatori, che sono figli di una stagione in cui si faceva bene sociologia e male ingegneria. Il sessantottismo e' il male oscuro, il cancro di questo Paese''. Lo afferma il ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, in un'intervista al 'Corriere della sera Magazine'. Parlando del problema della precarieta', Sacconi sottolinea che ''l'insicurezza e' di tutti coloro che se perdono oggi il posto di lavoro fanno fatica a trovarne un altro: e' un problema enorme, non lo si puo' ridurre alla polemica sulla precarieta' fatta coincidere con una tipologia di contratto''. ''Ora dobbiamo costruire un sistema piu' protettivo per chi perde il lavoro. Io sono per il 'welfare to work' all'inglese: investimenti sulla formazione, che in Italia e' un disastro, e accompagnamento del disoccupato a un nuovo lavoro. Se lo rifiuta, perde il beneficio''. Parlando poi del dibattito sulla riforma del modello contrattuale, il ministro dice: ''In quella partita il governo non c'entra. La Cgil ha contestato l'impianto della riforma. Ma credo che Marcegaglia andra' avanti. Il modello attuale ha portato solo bassi salari e bassa produttivita', devono cambiare le relazioni industriali. Io sono per la complicita' tra capitale e lavoro''. Per Sacconi, bisogna detassare i premi, il merito e gli straordinari. ''E poi facciamo si' -conclude- che i dipendenti partecipino agli utili dell'azienda: il salario smetta di essere ipocritamente 'solidale' e venga collegato ai risultati''.
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"Certo che sono preoccupato per le reazioni alla chiusura dei centri sociali. So che non bisogna fare di ogni erba un fascio, ma non si puo' nemmeno convivere con un fenomeno che genera emulazione e rischia di aggravarsi sempre di piu'". Lo afferma in un'intervista a "La Repubblica" il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, convinto che sia un fenomeno che "bisogna affrontare" ed esortando i centri sociali a "dare l'esempio" e a "chiudere" per primi. "Siamo nel pieno dell'emergenza casa. -dice Alemanno- Come posso giustificare davanti a chi non ha casa che invece permetto ad altri di occupare degli spazi non loro?". "Pero' -assicura- non voglio arrivare ad uno scontro frontale. Voglio affrontare il problema caso per caso cercando soluzioni anche insieme agli occupati".
MAFIA, MANNINO: ''TANTI PENTITI E NESSUN FATTO BASTAVA ASCOLTARE FALCONE''
"Ora mi auguro che il calvario sia terminato. Ma non si doveva arrivare a questo punto". Cosi', in un'intervista a "La Repubblica", il senatore dell'Udc Calogero Mannino commenta la sua assoluzione dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a 14 anni dall'arresto. Mannino, nel sottolineare che ci sono stati tanti pentiti e nessun fatto, commenta che l'ex procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli, "ha sbagliato completamente nei mei confronti. Trascurando anche quello che diceva Giovanni Falcone". Mannino parla di "persecuzione" che "e' nei fatti". "In tre lustri -dice- ci sono state tante maldicenze e cattiverie". "Anche a Cuffaro -continua- e' accaduto lo stesso. I pm hanno caricato di significati eccessivi alcuni contatti". "Molti avrebbero dovuto guardare all'Udc con prudenza, senza pregiudizi in questi anni. Prima di dare giudizi -aggiunge- bisogna sempre attendere la conclusione delle vicende giudiziarie". E, commentando la telefonata di solidarieta' ricevuta dal premier Berlusconi ed un possibile riavvicinamento tra il leader del Governo e l'Udc, Mannino afferma ancora: "Non prevedo conseguenze politiche a questa sentenza. Io di certo continuero', malgrado i miei 67 anni, a dare un contributo perche' l'Udc rimanga un partito di centro".
ONU, D'ESCOTO: ''GLI USA PEGGIO DELL'IRAN''
"La verita' piu' importante da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza e' che siamo tutti fratelli e sorelle". Lo afferma in un'intervista al "Corriere della Sera" Miguel D'Escoto, il prete cattolico ed ex ministro degli Esteri del governo sandinista nicaraguense di Daniel Ortega che il mese scorso e' stato eletto presidente della 63esima Assemblea generale dell'Onu, sottolineando di essere stato "chiamato da Dio". Proprio l'assemblea dell'Onu venerdi' ha bocciato l'ingresso dell'Iran nel Consiglio di sicurezza come membro non permanente, e D'Escoto afferma ancora: "Ogni membro Onu ha diritto di aspirare a quel posto: fa parte della dinamica democratica. I membri che non adempiono alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza non dovrebbero farne parte? Ma allora diciamo che nessun Paese della terra ha violato piu' risoluzioni Onu degli Usa, il cui complesso di superiorita' e ipocrisia nell'usare metri diversi sono sconfinati". "Il peggiore crimine impunito perpetrato oggi nel mondo -continua- e' la guerra in Iraq, priva di qualsiasi giustificazione legittima e in violazione dello statuto Onu". Quindi commentando le critiche mossegli dall'ambasciatrice d'Israele Gabriela Shalev per aver abbracciato Mahmoud Ahmadinejad dopo il suo discorso scriteriato di fronte all'Assemblea generale, aggiunge: "La Shalev e' l'unico ambasciatore che non ho ancora incontrato e spero di colmare presto la lacuna. Mi auguro anche che Israele inizi a rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza sui territori occupati, invece di trincerarsi dietro i continui veti Usa".
fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Edicola/?id=3.0.2624009030

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