Leggendo questo articolo mi sono posto una domanda:
Pubblico e privato nella vita del politico.
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Ma certo! Prima di fratturarsi il polso, anche il santo padre aveva sottolineato l'importanza della condotta morale del politico:
Papa Benedetto XVI, salutando l'associazione interparlamentare 'Cultori dell'etica', al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, ha sottolineato "l'importanza dei valori etici e morali nella politica". "Saluto - ha detto il papa - gli esponenti dell'Associazione interparlamentare 'Cultori dell'etica'. la cui presenza mi offre l'opportunità di sottolineare l'importanza dei valori etici e morali nella politica".amate i vostri nemici
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Lasciamo stare papi e chiese, per carità, all'Avvenire Berlusconi inizia a star stretto quando lo si scopre fra cocaina e prostitute; quel che ha combinato negli ultimi 15 anni fa bene ai patti lateranensi invece.
E all'otto per mille.
Cmq, io mi limito a citare De maistre: "L'autorità deve essere tenuta costantemente al di sopra del giudizio critico mediante gli strumenti psicologici della religione, del patriottismo, della tradizione, del pregiudizio" [..]
Oltremodo calzante. Il motivo per cui la stampa serva ha sfoderato ad un tratto la favoletta della distinzione tra pubblico e privato è proprio questo.
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Era già stato aperto un thread simile non molto tempo fa, forse puoi trovare qualche spunto lì:
la vita privata dei politici: è rilevante?
Personalmente ritengo, come dissi appunto nell'ambito dell'altra discussione, che è molto difficile scindere la vita privata da quella pubblica, e che inevitabilmente i due aspetti si influenzano.
La stampa non dovrebbe "censurarsi" (già lo fa fin troppo) perché di fatto se un uomo "pubblico" conduce una vita privata coerente e onesta non fa notizia.
Se uno va a trans sono fatti suoi, ma se uno va a trans e poi va al family day e mi manda a casa l'opuscolo sulla sua vita eroica di ottimo marito e cattolico trovo assolutamente giusto che venga sputtanato sui giornali.[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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Secondo il cinismo della cultura prevalente nel circuito di potere berlusconiano, il cattolicesimo italiano è sufficientemente adulto per saper distinguere fra i comportamenti personali, eventualmente deplorevoli, e la funzione pubblica praticata da un leader politico.
Quindi la prostituzione di regime messa in piedi a Palazzo Grazioli apparterrebbe a uno stile di vita "folk", da considerare con un sorriso di complicità. Si tratterebbe in questo senso di un tocco sovrano di eccentricità, il "Berlusconi's Touch", in cui il "presidente puttaniere", come il Sultano si è definito, costituisce un gustoso tratto personale, a cui anche i cattolici convenzionali guardano con una sottaciuta simpatia.
Sono bugie, finzioni, mitologie. È la cortina di menzogne che i principali collaboratori del presidente del consiglio, a cominciare dall'avvocato Ghedini, hanno cercato di alzare intorno al capo del governo. Una volta chiesero a Bettino Craxi, rifugiatosi a Hammamet, un giudizio su uno dei suoi numeri due, Giuliano Amato: "Un professionista a contratto", rispose con tutta la malevolenza possibile Craxi. Ora Berlusconi di professionisti a contratto ne ha molti. Ma il suo stile e le sue notti di fiaba sono difficilmente neutralizzabili dai professionisti al suo servizio: e non vengono stigmatizzate ieri soltanto dall'Observer ("un governo marcio") e dal Daily Telegraph ("premier libidinoso"): la stampa inglese mette in rilievo il tentativo berlusconiano di riguadagnare consenso nei confronti del mondo cattolico meno mondano e più tradizionale, per quel "popolo" ancora convinto delle verità contenute nel sesto e nel nono comandamento.
Ma non sarà il progetto di visitare il sacrario di Padre Pio a sanare la ferita, vera, che si è aperta nella psicologia del cattolicesimo qualunque. Per almeno due terzi dei cattolici italiani, abituati da decenni a trovare un'ancora nella Democrazia cristiana, Forza Italia e il Pdl erano rimasti una garanzia ideologica e "spirituale", anche contro nemici invisibili, "i comunisti" continuamente evocati dallo spirito quarantottesco del Cavaliere. Scoprire la vera qualità dei comportamenti del Capo è stato un trauma.
Perché un conto è conoscere l'impronta culturale delle tv berlusconiane, nate e cresciute cullando il consumismo, l'edonismo, il culto del corpo, tutti i totem di una religione alternativa al magistero della Chiesa, Al massimo i cattolici vecchio stampo, di fronte allo spettacolo di centinaia di centimetri quadrati di epidermide, si vergognano un po', e si consolano con la versione ufficiale esibita in ogni occasione dai leader di Forza Italia: tutti specializzati nel manifestare un cattolicesimo conformista e pronti a ogni pratica da baciapile per assicurare la loro fedeltà, laica e devota insieme, alla gerarchia.
Per strappare il velo di questa ipocrisia, e rivelare l'insostenibilità di queste acrobazie fra la bigotteria e la spregiudicatezza politica, ci voleva qualche gesto vistoso. Non il pronunciamento di un settimanale assai critico verso il berlusconismo come "Famiglia cristiana" o di altri organi e personalità del cattolicesino conciliare, dossettiano e più meno di sinistra, Ci voleva l'intervento del quotidiano della Cei, "Avvenire", e del suo direttore Dino Boffo. Si può capirne l'importanza e lo spessore anche ex contrario, valutando il silenzio praticamente tombale (e non si tratta di ridicole tombe fenicie) con cui è stato accolto dall'informazione italiana. Boffo ha pubblicato tre lettere, in cui i lettori mettono in rilievo alcuni aspetti critici particolari, Il primo aspetto investe la "sfrontatezza" del premier e l'incongruenza tra vizi privati e pubbliche virtù. Subito dopo viene la critica alla riluttanza della gerarchia a prendere una posizione netta verso lo stile di vita di Berlusconi, cioè riguardo a "comportamenti improponibili per un uomo con due mogli, cinque figli, responsabilità pubbliche enormi e un'età ragguardevole".
II direttore di "Avvenire" non si è tirato indietro. Il Berlusconi licenzioso induce a parlare di "desolazione". Esiste, anzi dovrebbe esistere, un a priori etico che ha valore prima delle strategie politiche e delle dichiarazioni formali, Il "sondaggismo", cioè il consenso volatile costruito dalle indagini demoscopiche ben orientate, non assolve nulla, Ecco, la fiducia che premierebbe comunque il buon cattolico, "il padre di famiglia", che ammette ridendo "non sono un santo" è un'invenzione della scaltrezza dei professionisti a contratto del giro berlusconiano.
In realtà c'è un'Italia cattolica sicuramente moderata ma forse non ancora istupidita dai giochi di prestigio dei maghi della destra. È un pezzo di società poco conosciuto, che non si fa sentire, difficilmente voterà a sinistra, ma è perfettamente in grado di togliere la fiducia a un leader politico, e di sgretolarne la base di compenso, Per questa base cattolica, il pellegrinaggio a Pietrelcina e nei luoghi di Padre Pio contiene una strumentalità talmente plateale da generare addirittura un'insofferenza ulteriore. Il paese, come scrive Boffo a proposito della sfasatura fra il Berlusconi politico e il Berlusconi più ludico, potrebbe sentirsi "raggirato".
Ebbene, la Chiesa è un organismo complesso, e la realtà cattolica non è identificabile con gli stereotipi. Forse in questa occasione i berluscones hanno scherzato troppo con un mondo che in genere conoscono poco, e che negli anni ha dovuto imparare a cambiare ripetutamente l'orientamento del proprio consenso. Il ritiro della fiducia avviene di solito in modo silenzioso. Questa volta potrebbe essere già cominciato, all'insaputa del mondo berlusconiano.
(27 luglio 2009)http://www.repubblica.it/2009/07/sez...cattolici.htmlamate i vostri nemici
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Io sono dell'idea che tutto sommato all'italiano medio faccia piacere avere un premier un po' "paraculo", che va a donne, che fa le corna, che è ricco e lo è diventato anche ignorando la legge. Insomma, lo vedono furbo e vorrebbero diventare come lui. Questo fa spesso chiudere gli occhi sulle questioni etiche: una volta i processi per corruzione, una volta le leggi ad personam, altre volte gli scandali sessuali. In qualasiasi paese del mondo per molto meno la carriera politica di silvio sarebbe bell'e finita da un pezzo, qui probabilmente è stata rafforzata. Il tutto con buona pace della morale cattolica, della morale umana e della morale politica che dovrebbe far parte della vita pubblica e privata di un politico così importante.
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"Non credo che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata"
Sono assolutamente d'accordo.
Fermo restando che ogni uomo ha diritto alla sua privacy, questa però viene (e deve venire) notevolmente ridotta nel momento in cui si decide di entrare in politica.
La politica altri non è che l'etica della res publica, che letteralmente significa "cosa pubblica".
Un uomo politico, in teoria, gestisce questioni di pubblico interesse, da seguito alla mia volontà e anche mi rappresenta; per cui è suo dovere mantenere un profilo rispettabile, onorabile (i deputati si chiamano "onorevoli) e dignitoso.
Vuoi fare il politico?
Allora non andare coi trans.
Vuoi fare il politico?
Allora anche se sei uomo la gonna te la metti a casa tua, nel tuo intimo.
Cazzo, un pò di dignità!
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Quoto in pieno silenzio, se vuoi fare il politico, soprattutto a livello nazionale, devi essere un esempio di moralità anche nel privato.
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Io credo che dipende dal tipo di privato che si vuole analizzare. Nel caso di Berlusconi il privato va analizzato, perchè va a influire anche sulla figura che l'italia fa all'estero. Basta sentire un telegiornale spagnolo, o leggere un quotidiano inglese.[SIZE="3"][COLOR="DarkOrchid"][B]Cameron: Gli uomini dovrebbero crescere.
House: Certo, e i cani dovrebbero smettere di leccarsi. Non accadr
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Ma comunque mi sembra un pò troppo enfatizzata la questione Berlusconi.
Non dimentichiamo che abbiamo avuto lo stomaco di far entrare in parlamento pornostar e travestiti.
Per il travestito siamo stati presi per il culo da tutto il mondo.
E a ben donde.
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... e vallette, buttate dentro da Berlusconi per fare dei favori ai suoi amichetti principalmente..."My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
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[QUOTE=conogelato;1019956]Ma certo! Prima di fratturarsi il polso, anche il santo padre aveva sottolineato l'importanza della condotta morale del politico:
Papa Benedetto XVI, salutando l'associazione interparlamentare 'Cultori dell'etica', al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, ha sottolineato "l'importanza dei valori etici e morali nella politica". "Saluto - ha detto il papa - gli esponenti dell'Associazione interparlamentare 'Cultori dell'etica'. la cui presenza mi offre l'opportunit
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