Berlusconismo= imbarbarimento etico

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  • spleen
    Opinionista
    • 13/03/07
    • 4823

    #1

    Berlusconismo= imbarbarimento etico

    Interessante riflessione etica, dal sito di Leoluca Orlando.

    "Chi conosce? Chi cita mai l'art.54 della Costituzione?
    L'art.54 chiude la Parte I ,sì proprio quella che reca i principi fondamentali, e ricorda - nel primo comma - che ogni cittadino è tenuto a rispettare la Costituzione e le leggi, ma poi aggiunge che chi ricopre pubbliche funzioni , oltre ovviamente a rispettare Costituzione e leggi, è tenuto ad adempierle “con disciplina e con onore “.
    Sì, proprio così : la Costituzione - e non uno stravagante moralista o giustizialista – prescrive “ disciplina e onore “ per quanti ricoprono pubbliche funzioni (il parlamentare, ma anche l'amministratore locale; il magistrato ma anche il docente , il medico e il poliziotto...).
    Certo , trattasi di espressioni che appaiono” datate “, ma il messaggio è chiarissimo, prescrive - per pubblici funzionari - “ un di più “ rispetto alla legalità.
    E', a mio avviso, in questo comma il richiamo costituzionale all'etica., a quella “ etica pubblica “, che è la grande assente nella vita politica , e non solo politica, italiana..
    Accanto alle regole morali (del tutto individuali, collegate ad una concezione filosofica, ad una tradizione familiare , ad una fede...), accanto alle regole giuridiche (per definizione universali e cogenti in forza della autorità della legge) ogni comunità ha bisogno di qualcosa di altro., di un insieme di regole e di comportamenti considerati cogenti e la cui violazione viene sanzionata, criticata , diviene criterio di valutazione ...ancorchè tale violazione non costituisca necessariamente un reato.
    Ciò che va chiesto ai pubblici funzionari – in base ad una precisa disposizione costituzionale – non è, pertanto, se il loro comportamento è morale , non è soltanto se il loro comportamento è legale.... Di più e altro : viene chiesto il rispetto di regole e comportamenti eticamente corretti.
    Nei paesi civilizzati, viene censurato il far confusione tra pubblico e privato, il coltivare conflitti di interesse, organizzare in residenze adibite a ruoli istituzionali party e festini di ogni colore, coinvolgendo escort, minorenni e compagni di merenda. Sono comportamenti considerati eticamente non corretti e vengono sanzionati anche con l'allontanamento dei pubblici funzionari coinvolti, senza che venga in rilievo, ai fini della censura e della sanzione, se quei comportamenti configurano ipotesi di reato. Emblematica è la censura e la sanzione per i conflitti di interessi, censura e sanzione ricorrenti in paesi civilizzati, ancorché non vi sia una legislazione che li censura e sanziona ,” Non è reato, ma non si fa !”.
    E' questa la grande importanza dell'art.54 .
    Ignorano tale norma e tale importanza, quanti pubblici funzionari , criticati per i loro comportamenti , replicano dicendo :”Taci, moralista !” o “ Attendo con fiducia l'esito del processo e il riconoscimento che non ho commesso un reato “.
    Tutto chiaro ? Sì !
    Tutto semplice ? No !
    No, non è semplice affermare la etica nella vita pubblica di un paese. Non è semplice, perché la etica è convenzionale. La vigenza e cogenza di regole etiche dipende da convenzioni, dalla circostanza che esse vengono accettate dai consociati.
    E' questa convenzione che manca nel nostro paese.
    Di più e di più grave .
    Da alcuni anni con il berlusconismo - che non è soltanto una persona - si sta costruendo una “etica incostituzionale e antidemocratica”, si stanno stravolgendo regole etiche precedenti e se ne stanno costruendo di altre che modificano la stessa Costituzione. Stili di vita e comportamenti che finiscono con il distruggere – anche quando non costituiscono reato – il lavoro come diritto, riducendolo in favore, la eguaglianza mortificata da impunità e privilegi di casta, il diritto di impresa distrutto da crescenti posizioni monopoliste e giganteschi conflitti di interesse.....
    Accade , così ,che il potentissimo Governatore della Banca Federale di Germania si è dovuto dimettere per aver accettato da una banca privata tedesca – in violazione di un patto etico tra i banchieri :” tra noi non ci si scambiano doni” - il pagamento del conto di tre giorni in un albergo di Berlino. Si è dimesso , ancorché ricevere quel dono non costituisse reato.
    In Italia , per citare esempi di berlusconismo non realizzato da Berlusconi, per liberarci da un Governatore della Banca di Italia “ eticamente analfabeta “ abbiamo dovuto attendere arrivo di Carabinieri e avvio di processi penali.
    Per le regole etiche di un paese civilizzato non può restare al suo posto un Governatore della Banca Centrale che di notte parlando ad un operatore finanziario ( criminale o non , nel caso sposta poco, anche se in Italia lo si fa con operatori finanziari criminali ) al telefono, con frasi amichevoli,comunica di aver firmato la autorizzazione richiesta.
    Per le regole etiche di un paese civilizzato, citando ancora un esempio di berlusconismo non realizzato da Berlusconi, non può , parimenti, restare al suo posto un Presidente della Regione, che discute di prezziari regionali in un retrobottega di un negozio di biancheria intima di un paese della provincia siciliana. E non occorre, per allontanare e costringere alle dimissioni quel Presidente della Regione che quell'imprenditore sia riconosciuto mafioso, come è stato riconosciuto mafioso l'imprenditore Aiello, e non occorre aspettare che quel Presidente della Regione sia condannato per aver favorito mafiosi, come poi il Presidente Cuffaro è stato condannato. Non è eticamente corretto (ancorché non necessariamente sia possibile configurare un reato) per un Presidente di Regione e per un imprenditore discutere di decisioni regionali pubbliche in un retrobottega.
    Altro che “disciplina “, altro che “onore.”
    Superfluo è ricordare il fiume in piena di comportamenti e messaggi che la attuale maggioranza utilizza per modificare sensibilità e regole etiche, producendo continui attentati al nostro sistema democratico e contribuendo, a monte e con la approvazione di una legislazione scellerata tutta protesa a garantire immunità e impunità, a determinare un crescente” imbarbarimento e analfabetismo etico”, che costituisce la essenza del berlusconismo."

    http://www.leolucaorlando.it/index.p...=1459&Itemid=1
  • erestor
    ricercatore di cosa? BOH!!!
    • 21/01/07
    • 402

    #2
    Questa lettera rivela una grande verit
    [SIZE="4"][COLOR="Blue"][FONT="Book Antiqua"]"Io oso fare tutto ci

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    • diana
      Opinionista
      • 22/06/09
      • 109

      #3
      Il mondo ride di noi.
      Ricordo nel 1994 quando appari' sulla scena politica Berlusconi e compani, mi scrisse una cartolina una mia amica dalla Danimarca, la cartolina recitava in coro con altri amici, "come hanno potuto gli italiani votare per Berlusconi e Dell'utri?
      di tempo ne e' passato, gli italiani non hanno ancora capito

      Cosa fare oggi? bene ragazzi, io ho deciso di fare il camaleonte, per sopravvivere.
      Io lavoro in mezzo ai barbari, a proposito di imbarbarimento.
      Ascolto, rido delle stronzate della gente, della loro piccolezza, dei loro opportunismi della loro ottusita', e totale cecita' e senso etico

      Tutte le mattine indosso, la corazza e faccio buon viso a cattivo gioco.

      Perche' so che la loro tattica e' isolare, ci hanno provato ,mi son fatta parecchio male.

      Ora basta.
      non e' ancora il momento di ritornare a lottare, nessuno ci rappresenta, conviene tacere in certi luoghi, come il lavoro nel mio caso.

      Speriamo che tutto passi presto

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      • spleen
        Opinionista
        • 13/03/07
        • 4823

        #4
        Non ho idea di che tipo di lavoro tu faccia, ma scusami, io trovo ridicolo il mimetizzarsi tra le barbarie per sopravvivere..
        Che senso ha? Trovo decisamente pi

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        • diana
          Opinionista
          • 22/06/09
          • 109

          #5
          vedi, i colleghi non sono come gli amici, non te li scegli, e non li puoi cambiare.
          anche se cambiassi ufficio ,sarebbero sempre colleghi.
          Ora, quando lavori puoi sempre avere bisogno del collega, anche se si svolgono mansioni diverse ,arrivera'
          sempre il momento che devi interaggire.
          Non puoi, dire con quello non ci parlo, quello e' un coglione, testa di caxxo fascista, testa di caxxo
          cattolico bigotto, ecc. ecc.

          e' poi' con quale animo andresti al lavoro, se crei questa atmosfera attorno a te?

          e allora ho imparato, dopo essermi scottatta, che sul lavoro non si parla ne di politica, ne di religione.
          Questa, non e' una regola assoluta, ma lo trovata valida per me,Diana amazzone ,non vergine, e per niente ambigua.

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          • diana
            Opinionista
            • 22/06/09
            • 109

            #6
            trovi ridicolo mimetizzari?
            non hai idea cosa vuol dire lavorare con gente, che vede il berlusconismo
            come cosa buona e ottima.
            Cosa fai , quando sai che non pui fidarti, perche' sono di una piccolezza tale, che rasenta la cattiveria, e che sono capaci di tutto pur di pararsi il loro deretano?
            Cerchi di sopravvivere!!! e con una cannuccia prendi aria prima di essere sommerso dalla loro merda.
            Non sono esagerata, sono cosi, ma non solo nel mio posto di lavoro!!!
            sono i poratori di una certa sottocultura.
            Maliziosi, invidiosi, gelosi, bigotti, un po' fascisti, gurdano il profitto immediato,
            calpestano gli altri per raggiungere il loro scopo, resistenti al cambiamento-reazionari.
            Io sorrido, vado a prendere con loro il caffe', rimango me stessa nonostante tutto, con la cannuccia prendo aria ,e sorrido;parlo con pochi, che ritengo un po' piu' amici, per il resto sorrido e faccio l'idiota.
            Si chiama SOPRAVVIVENZA

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            • erestor
              ricercatore di cosa? BOH!!!
              • 21/01/07
              • 402

              #7
              Non ci trovo nulla di ridicolo nel mimetizzarsi io, semmai
              [SIZE="4"][COLOR="Blue"][FONT="Book Antiqua"]"Io oso fare tutto ci

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              • spleen
                Opinionista
                • 13/03/07
                • 4823

                #8
                Kennedy.

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                • spleen
                  Opinionista
                  • 13/03/07
                  • 4823

                  #9
                  Originariamente Scritto da diana Visualizza Messaggio
                  trovi ridicolo mimetizzari?
                  non hai idea cosa vuol dire lavorare con gente, che vede il berlusconismo
                  come cosa buona e ottima.
                  Cosa fai , quando sai che non pui fidarti, perche' sono di una piccolezza tale, che rasenta la cattiveria, e che sono capaci di tutto pur di pararsi il loro deretano?
                  Cerchi di sopravvivere!!! e con una cannuccia prendi aria prima di essere sommerso dalla loro merda.
                  Non sono esagerata, sono cosi, ma non solo nel mio posto di lavoro!!!
                  sono i poratori di una certa sottocultura.
                  Maliziosi, invidiosi, gelosi, bigotti, un po' fascisti, gurdano il profitto immediato,
                  calpestano gli altri per raggiungere il loro scopo, resistenti al cambiamento-reazionari.
                  Io sorrido, vado a prendere con loro il caffe', rimango me stessa nonostante tutto, con la cannuccia prendo aria ,e sorrido;parlo con pochi, che ritengo un po' piu' amici, per il resto sorrido e faccio l'idiota.
                  Si chiama SOPRAVVIVENZA
                  Ah non avevo letto.
                  Ma l'Italia

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                  • lucyintheskywd
                    Opinionista
                    • 09/11/08
                    • 35

                    #10
                    ma infatti, almeno formalmente siamo ancora in un paese democratico. non ci penso proprio a nascondere le mie idee, n

                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Io invece condivido il disagio di Diana. Ed anche la riflessione di Veltroni. Sarà un cancro difficile da estirpare, il berlusconismo, l'imbarbarimento della società italiana....
                      amate i vostri nemici

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                      • IlmieleDelDiavolo
                        Opinionista
                        • 18/10/08
                        • 79

                        #12
                        [QUOTE=conogelato;1036677]Io invece condivido il disagio di Diana. Ed anche la riflessione di Veltroni. Sar
                        [color=#FF0000][B]"Anche la bestia pi

                        Comment

                        • spleen
                          Opinionista
                          • 13/03/07
                          • 4823

                          #13
                          Che interessante discussione.

                          Comment

                          • Gloucester
                            Opinionista
                            • 29/03/06
                            • 5314

                            #14
                            Le osservazioni di Orlando sono pertinenti ma risultano obnubilate dal pregiudizio politico. Quell'insieme di valori raccomandati dal dettato costituzionale e complessivamente riassumibili come un codice di condotta esemplare non sono certo morti col berlusconismo; probabilmente quest'ultimo rappresenta il punto più basso toccato dall'Italia ma in tal sede non mi interessa operare comparazioni arbitrarie. Costituirebbe un passo avanti nel superamento di certi steccati ideologici il notare come il concetto di servizio disinteressato verso lo Stato non sia mai esistito e non abbia mai avuto modo di attecchire in questo paese. La classe politica liberale che in epoca postunitaria si sarebbe dovuta fare carico della formazione di una coscienza nazionale unitaria, del conculcamento nella cittadinanza di un virtuoso senso del rispetto delle istituzioni e dell'impegno pubblico al servizio del commonwealth (per riprendere un'espressione hobbesiana più pregnante rispetto al concetto spersonalizzante di Stato) era del tutto inadeguata al compito. Essa non rappresentava un corpo politico votato alla nazione, costituendosi piuttosto come il risultato dell'unione dei vari segmenti del tradizionale notabilato locale: imprenditori e latifondisti per i quali la politica non era, non dico una missione, ma nemmeno una professione; piuttosto la continuazione delle logiche di potere locali con altri mezzi. Ed agli occhi dei quali il Parlamento di Roma rappresentava la mera cassa di risonanza di quelle problematiche locali e contingenti la cui soluzione, scissa da qualsiasi visione politica d'ampio respiro, costituiva la raison d'être del loro operato. Personalità che già ragionavano in termini di voto di scambio allorquando, nel tentativo di ampliare la base elettorale e pertanto rafforzare la legittimità dell'establishment politico, accarezzarono il progetto di concedere il diritto di voto ai contadini presumendo che costoro avrebbero votato per i latifondisti in virtù dei vincoli di sudditanza cui ad essi erano legati. Non è un problema di involuzione, ma di evoluzione interrotta.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #15
                              Ok, ma come riprenderla l'evoluzione? Come ha detto MAT la Storia và avanti, possibile che solo per l'Italia il teorema non valga?
                              amate i vostri nemici

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