E' circolata qualche giorno fa una lista ufficiosa con i 10 siti dove potrebbero essere costruire le 4 centrali nucleari promesse dal governo.
Eccola:
1) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare
2) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie
3) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole
4) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.
5) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.
6) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali.
7) Trino Vercellese. Anche qui c’è un impianto in decommissioning.
8) Montalto di Castro: vicino al mare e un sito già individuato in passato
9) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.
10) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche favorevoli al progetto.
Riporto stralci di alcuni articoli ripresi da Metro:
A sbarcare in Italia sarà l’European pressurized reactor di tecnologia francese, figlio della joint venture tra Enel ed Edf che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità alla neonata Sviluppo Nucleare Italia srl. Numerosi sono i laboratori coinvolti in questa fase per realizzare la mappa delle città papabili. «È la conferma che la scelta verrà presa con una dittatura nucleare. I siti saranno presidiati militarmente e non sarà possibile avere informazioni», denuncia il senatore Pd Roberto della Seta che sta preparando un’interrogazione parlamentare.
E intanto ci sono le prime proteste, e le prime iniziative dei cittadini o dei comuni:
Non bastano le parole tranquillizzanti del ministro dello Sviluppo Scajola: i molisani riempiono i blog di proteste anti nucleari, da Monfalcone arriva la notizia della formazione di un comitato cittadino contro le centrali.
A Termini Imerese il sindaco smentisce che ci sia un interessamento del governo, ma secondo fonti interne all’Enel è proprio la Sicilia una delle regioni deputate a ospitare i primi impianti.
A Chioggia, Scanzano Jonico e Montalto di Castro sono stati annunciati consigli comunali sul tema.
Da quando Metro venerdì ha pubblicato la lista delle città per l’individuazione dei siti nucleari, si sono scatenate le proteste. Ma Scajola risponde che la lista non è pronta: «Il governo sta ancora individuando i criteri dei siti dove collocare le centrali». Alcuni tecnici, interpellati da Metro, confermano che tra le bozze del decreto ci sono le indicazioni delle aree più adatte secondo le caratteristiche geomorfologiche. Poi saranno le imprese a scegliere i luoghi precisi. Anche contro il parere delle Regioni.
La definisce “dittatura nucleare” il senatore Roberto Dalla Seta, Pd. Si riferisce alla possibilità data al governo di decidere dove costruire le centrali anche contro la volontà delle istituzioni locali. Al ministero dello Sviluppo stanno lavorando ai decreti che conterranno le indicazioni dei siti. «Poi - ha detto il ministro Scajola - le imprese proporranno la localizzazione ». Un doppio passaggio che prevede la consultazione delle Regioni. E se dovessero dire di no? Il governo potrà agire anche contro la loro volontà. «Le parole del ministro confermano che l’auspicato dialogo sarà di facciata - dice a Metro Della Seta - ma dubito che potrà scattare il braccio di ferro, a meno di innescare una guerra sociale».
In questi giorni comunque tra i tecnici del dicastero e quelli dei laboratori delle imprese energetiche coinvolte circola la lista di massima che contiene le dieci ipotesi elencate da Metro. Entro febbraio, assicura Scajola, i nomi definitivi. «Certo non prima delle regionali, c’è da scommetterci », ribatte Della Seta che annuncia interrogazioni parlamentari.
Sicuramente si innescherà una discussione fra chi è a favore del nucleare, e chi è contrario.
A me, in merito, ha fatto molto effetto la notizia che un politico canadese ha dimenticato una cartellina in uno studio televisivo, con alcuni dati sulla gestione degli impianti nucleare canadesi che erano considerati top secret.
Da una lettura si è venuti a conoscenza del fatto che il governo conservatore ha speso un miliardo e 700 milioni di dollari per riparazioni e manutenzione dal 2006 a oggi, senza riuscire a garantire un servizio efficiente. 1 Miliardo e 700 milioni di dollari, non di certi briciole.
Considerato che non si naviga nell'oro, mi chiedo quanto potrebbe costare a noi.
Insomma, pare proprio che le faranno.
Che le si voglia, o no.
Eccola:
1) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare
2) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie
3) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole
4) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.
5) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.
6) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali.
7) Trino Vercellese. Anche qui c’è un impianto in decommissioning.
8) Montalto di Castro: vicino al mare e un sito già individuato in passato
9) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.
10) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche favorevoli al progetto.
Riporto stralci di alcuni articoli ripresi da Metro:
A sbarcare in Italia sarà l’European pressurized reactor di tecnologia francese, figlio della joint venture tra Enel ed Edf che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità alla neonata Sviluppo Nucleare Italia srl. Numerosi sono i laboratori coinvolti in questa fase per realizzare la mappa delle città papabili. «È la conferma che la scelta verrà presa con una dittatura nucleare. I siti saranno presidiati militarmente e non sarà possibile avere informazioni», denuncia il senatore Pd Roberto della Seta che sta preparando un’interrogazione parlamentare.
E intanto ci sono le prime proteste, e le prime iniziative dei cittadini o dei comuni:
Non bastano le parole tranquillizzanti del ministro dello Sviluppo Scajola: i molisani riempiono i blog di proteste anti nucleari, da Monfalcone arriva la notizia della formazione di un comitato cittadino contro le centrali.
A Termini Imerese il sindaco smentisce che ci sia un interessamento del governo, ma secondo fonti interne all’Enel è proprio la Sicilia una delle regioni deputate a ospitare i primi impianti.
A Chioggia, Scanzano Jonico e Montalto di Castro sono stati annunciati consigli comunali sul tema.
Da quando Metro venerdì ha pubblicato la lista delle città per l’individuazione dei siti nucleari, si sono scatenate le proteste. Ma Scajola risponde che la lista non è pronta: «Il governo sta ancora individuando i criteri dei siti dove collocare le centrali». Alcuni tecnici, interpellati da Metro, confermano che tra le bozze del decreto ci sono le indicazioni delle aree più adatte secondo le caratteristiche geomorfologiche. Poi saranno le imprese a scegliere i luoghi precisi. Anche contro il parere delle Regioni.
La definisce “dittatura nucleare” il senatore Roberto Dalla Seta, Pd. Si riferisce alla possibilità data al governo di decidere dove costruire le centrali anche contro la volontà delle istituzioni locali. Al ministero dello Sviluppo stanno lavorando ai decreti che conterranno le indicazioni dei siti. «Poi - ha detto il ministro Scajola - le imprese proporranno la localizzazione ». Un doppio passaggio che prevede la consultazione delle Regioni. E se dovessero dire di no? Il governo potrà agire anche contro la loro volontà. «Le parole del ministro confermano che l’auspicato dialogo sarà di facciata - dice a Metro Della Seta - ma dubito che potrà scattare il braccio di ferro, a meno di innescare una guerra sociale».
In questi giorni comunque tra i tecnici del dicastero e quelli dei laboratori delle imprese energetiche coinvolte circola la lista di massima che contiene le dieci ipotesi elencate da Metro. Entro febbraio, assicura Scajola, i nomi definitivi. «Certo non prima delle regionali, c’è da scommetterci », ribatte Della Seta che annuncia interrogazioni parlamentari.
Sicuramente si innescherà una discussione fra chi è a favore del nucleare, e chi è contrario.
A me, in merito, ha fatto molto effetto la notizia che un politico canadese ha dimenticato una cartellina in uno studio televisivo, con alcuni dati sulla gestione degli impianti nucleare canadesi che erano considerati top secret.
Da una lettura si è venuti a conoscenza del fatto che il governo conservatore ha speso un miliardo e 700 milioni di dollari per riparazioni e manutenzione dal 2006 a oggi, senza riuscire a garantire un servizio efficiente. 1 Miliardo e 700 milioni di dollari, non di certi briciole.
Considerato che non si naviga nell'oro, mi chiedo quanto potrebbe costare a noi.
Insomma, pare proprio che le faranno.
Che le si voglia, o no.

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