Bah... direi che per fare politica la principale dote di cui si ha bisogno è costituita dalla "capacità di arruffianarsi e ammanigliarsi" a un determinato gruppo già operante sul territorio. Questo vale per tutti i politicanti passati e presenti, compreso Berlusconi. Negli ultimi tempi è diventato un tantino più difficile rimanere abbrancati alla poltrona, soprattutto perchè c'è troppa spietata concorrenza tra i politicanti attivi, costantemente impegnati in "scalate alla poltrona successiva".
In una situazione del genere, direi che il paese non ha bisogno di ulteriori "lottatori" da buttare nella mischia, ma piuttosto di individuare tra gli esistenti quelli che, oltre a farsi gli affaracci loro, riescano anche a fare qualcosa di buono riscontrabile direttamente dal cittadino, senza dover ricorrere a operazioni mediatiche di persuasione. Da quest'ultimo punto di vista, direi che l'attuale concorrenza forsennata tra politicanti favorisce il rapido ricambio a tutti i livelli. Ciò è un bene per questa nazione, che ha finalmente scoperto la "mobilità" nel mercato del lavoro. In tale ottica, apparentemente qualunquista, se l'elettorato si adegua al comportamento dei suoi cosiddetti rappresentanti e cambia spesso opinione, agisce per il meglio.
In sintesi: visto che l'attuale offerta di "pretendenti alle poltrone di rappresentanza" è largamente superiore alla domanda del paese, mi auspico che per le prossime due generazioni umane non si affaccino al mercato della politica ulteriori "professionisti". Ne abbiamo già più che a sufficienza, per il momento!
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