L’amore del popolo bielorusso per il presidente Aleksandr Lukashenko si vede «dai risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, primo leader occidentale da quindici anni a questa parte a mettere piede a Minsk, ha ringraziato il Capo di Stato bielorusso per anni isolato dalla comunità internazionale anche per il sospetto di brogli nelle elezioni. «Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti» ha detto il premier italiano rivolgendosi al leader bielorusso in conferenza stampa. Lukashenko ha a sua volta ringraziato Berlusconi: «Aveva promesso di venire ed è venuto. Noi - ha proseguito Lukashenko - comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo»
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Le parole di Berlusconi al Capo di Stato bielorusso hanno scatenato vive proteste in Italia. Pier Ferdinando Casini si è detto «sbigottito» per gli elogi a Lukashenko, chiedendo al premier di riferire in aula sulla visita a Minsk e sulla politica estera del governo. «Aveva destato in me già profonda meraviglia il fatto che il nostro sia stato il primo capo di un Governo occidentale ad andare in visita ufficiale in Bielorussia da quando è al potere il dittatore Lukashenko. Ma la mia meraviglia era niente in confronto allo sbigottimento di oggi nel leggere gli elogi del nostro premier a Lukashenko, del quale il presidente del Consiglio italiano ha magnificato la popolarità e il consenso tra i cittadini» ha detto Casini. Al leader centrista fa eco l'esponente del Pd Piero Fassino, secondo il quale con la visita a Minsk Berlusconi mostra «ancora una volta una sconcertante manifestazione di superficialità e di non conoscenza dello scenario internazionale, che rischia di confermare l'immagine di una politica estera italiana oscillante e confusa». La prima a suscitare perplessità sulla missione di Berlusconi a Minsk era stata la leader radicale Emma Bonino, parlando di un viaggio «misterioso». «A me sembrano abbastanza misteriose tutte queste trasferte all'estero del nostro presidente del Consiglio» ha detto a Radio Radicale la vicepresidente del Senato.
[Fonte: Corriere della Sera]

Ma a che punto siamo arrivati?
Sono molto preoccupato e sposo il pensiero della Bonino.
A quando una visita ufficiale in una supervilla di qualche trafficante sudamericano, con tanto di lodi e sdoganamenti?
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Le parole di Berlusconi al Capo di Stato bielorusso hanno scatenato vive proteste in Italia. Pier Ferdinando Casini si è detto «sbigottito» per gli elogi a Lukashenko, chiedendo al premier di riferire in aula sulla visita a Minsk e sulla politica estera del governo. «Aveva destato in me già profonda meraviglia il fatto che il nostro sia stato il primo capo di un Governo occidentale ad andare in visita ufficiale in Bielorussia da quando è al potere il dittatore Lukashenko. Ma la mia meraviglia era niente in confronto allo sbigottimento di oggi nel leggere gli elogi del nostro premier a Lukashenko, del quale il presidente del Consiglio italiano ha magnificato la popolarità e il consenso tra i cittadini» ha detto Casini. Al leader centrista fa eco l'esponente del Pd Piero Fassino, secondo il quale con la visita a Minsk Berlusconi mostra «ancora una volta una sconcertante manifestazione di superficialità e di non conoscenza dello scenario internazionale, che rischia di confermare l'immagine di una politica estera italiana oscillante e confusa». La prima a suscitare perplessità sulla missione di Berlusconi a Minsk era stata la leader radicale Emma Bonino, parlando di un viaggio «misterioso». «A me sembrano abbastanza misteriose tutte queste trasferte all'estero del nostro presidente del Consiglio» ha detto a Radio Radicale la vicepresidente del Senato.
[Fonte: Corriere della Sera]

Ma a che punto siamo arrivati?
Sono molto preoccupato e sposo il pensiero della Bonino.
A quando una visita ufficiale in una supervilla di qualche trafficante sudamericano, con tanto di lodi e sdoganamenti?



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