[I]Per capire perch
Deputati a 18 anni, Senatori a 25
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Ma infatti a fronte di una ipotesi e di una richiesta di parere io, per quel che è mio, dico no e mai voterei un diciottenne, poi tutto si può fare avendo e mantenendo i numeri per farlo.
Se le basi su cui dico no sono fantasie poco cambia del mio no, su quelle fantasie vuol dire che non approvo, per quello che può significare ciò, l'idea che come tale può tuttavia essere proposta e votata nelle adeguate sedi, ammesso che sia così solida da arrivarci.
Quanto alle lauree si vede ciò che valgono e riconosco che è vero un qualunque beota se eletto è nominato, ma poi fa appunto il peones e non è un caso che tale qualifica esista e sia attribuita.
Comunque se non sai dove mettere le mani semplicemente non ti muovi, alzi la manina se ti dicono di alzarla, l'abbassi se ti dicono di abbassarla, se l'intenzione è di fare il cavallo pazzo, beh vieni filtrato ben prima e comunque le liste sono al 70% fatte da riempitivi quindi in tale funzione si adottano altri criteri, di riempimento zavorra.Last edited by Il gatto; 04-01-2010, 23:17.
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Mai e poi mai.
I limiti che ci sono adesso andrebbero benissimo, il problema di rappresentatività delle età c'è già adesso. I quarantenni sono tutti alla camera.
Servirebbe solo, e dico solo, a portare in parlamento fenomeni da baraccone e puttanelle. Ne abbiamo già abbastanza grazie e arrivederci
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Però va considerato che una "babycrazia" non può esistere, è un assurdo ligico, per il semplice fatto che se sei vecchio diventi sempre più vecchio, se sei giovane diventi sempre meno giovane.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioLe gerontograzie non godono di grande affidabilità al pari delle babycrazie,
Su questo completamente daccordo.ma volendo intepretare lo spirito delle cosa, se non è la solita trovata pubblicitaria per far beccare chi becca pensando tante cose, l'elemento di rottura sarebbe costituito dall'eleggibilità per massimo due legislature, poi tutti a casa, eletti e alta dirigenza da essi dipendente.
Detto ciò essere eleggibili, eletti e avere capacità di impatto nelle istituzioni sono tre storie completamente diverse.
Per Cornolio e chi altri dice "mai e poi mai" (che lascia intendere qualcosa di oltre la semplice contrarietà, ma bensì l'idea che si tratti di qualcosa di negativo):
Sapreste dirmi qual'è il supporto logico della situazione attuale?
Di fatto esiste una differenziazione tra il diritto di votare ed il diritto ad essere votati.
Vi sono quindi diversi livelli di cittadinanza.
Posso ben accettare che esista questa differenziazione, ma ha senso che il discrimine sia l'anagrafe più che il titolo di studio, la fedina penale, la sovrapposizione di altri ruoli o conflitti di interesse?
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Si, ma in cui la maggiore età, cosa che da irresponsabile ti trasforma in responsabile giuridico delle azioni è cosa vincolante.
Nell'elezione l'esame lo fa l'insieme del sistema per cui si concretizza nello scegliere dove di competenza di metterti in lista e poi chi vuole sceglie se eleggerti, accettandoti o rifiutandoti, magari con tutto il partito che ti ha proposto, sempre che lo abbia fatto nelle posizioni degli eleggibili e non dei riempitivi messi li tanto perchè il regolamento lo richiede.
Comunque dietro a tali proposte si percepisce la solita storia di proporre soluzioni estemporanee a che cambi una classe politica, ma in tale ottica possiamo fare senatori pure i cavalli, è stato già fatto da tal caligola.
Quindi alla fine si da risposta alla luminosità di tale idea in tale scopo, non tanto sulla validità individuale di un qualche diciottenne in un ambito che ha visto transitare e scomparire cani e porci senza che nulla sia cambiato.
Alla fine fine ci si può mettere pure un deficiente, lo metti la e sta la a fare bella mostra del grande cambiamento, ci sarebbe in ogni caso chi lo vota, volume elettorale poi utilizzato in altre sedi interne.
Più in generale direi che esiste una percezione di un voto bloccato fatto dagli "zoccoli duri" che ciascun partito possiede e produce un risultato pressochè fisso al netto delle alleanze fra partiti.
Avedo problemi su tale fronte quindi è necessario mettere mano alla base elettorale variandola, stimando che la variazione proposta porti voti alla propria causa, da cui le varie idee che si sentono di volta in volta presentate dalle varie aree in funzione delle stime che li si fanno per rimpiguare una cassa propria che ha necessità di forze che non riesce a coagulare in funzione di una proposta politica di valore che sia capace di rompere gli zoccoli duri trasformandoli in forza fluttuante orientata al proprio successo elettorale.Last edited by Il gatto; 06-01-2010, 12:58.
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