Cerchiamo di non andare OT: la richiesta iniziale era che esperienze abbiamo avuto con immigrati di religione islamica e se, in base a queste, ci sembra sia possibile un'integrazione.
Quindi risparmiateci diatriba sulla delinquenza, la gestione dell'immigrazione, CIE, e cose simili.
Se non avete alcuna esperienza potete semplicemente dire: "non ho alcuna esperienza in merito".
Per quanto mi riguarda conosco diversi "idealtipi" di musulmano.
Ho un'amica lesbica e femminista che osserva il digiuno del ramadam e porta il velo.
Il padre di un mio amico è di famiglia musulmana ma è ateo o comunque non praticante.
Diversi conoscenti sono super-religiosi su alcune questioni (es. condanna dell'omosessualità
, ma su altre tutt'altro che fedeli (es. sbronziamoci di birra).
Conosco alcune persone che seguono i 5 pilastri, ma sul resto sono super tranquilli.
Infine ho un'amica di origini tunisine nella cui famiglia alcune donne sono velate, altre no, in base alla loro scelta. E allo stesso modo alcune hanno scelto di seguire il digiuno del ramadam e alcune no.
Su queste basi direi che l'integrazione è più che possibile, se non la si ostacola.
Quindi risparmiateci diatriba sulla delinquenza, la gestione dell'immigrazione, CIE, e cose simili.
Se non avete alcuna esperienza potete semplicemente dire: "non ho alcuna esperienza in merito".
Per quanto mi riguarda conosco diversi "idealtipi" di musulmano.
Ho un'amica lesbica e femminista che osserva il digiuno del ramadam e porta il velo.
Il padre di un mio amico è di famiglia musulmana ma è ateo o comunque non praticante.
Diversi conoscenti sono super-religiosi su alcune questioni (es. condanna dell'omosessualità
, ma su altre tutt'altro che fedeli (es. sbronziamoci di birra).Conosco alcune persone che seguono i 5 pilastri, ma sul resto sono super tranquilli.
Infine ho un'amica di origini tunisine nella cui famiglia alcune donne sono velate, altre no, in base alla loro scelta. E allo stesso modo alcune hanno scelto di seguire il digiuno del ramadam e alcune no.
Su queste basi direi che l'integrazione è più che possibile, se non la si ostacola.


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