[I]Nell'attesa di capire se il varo di questa riforma
Riforma fisco a 2 aliquote
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Tanto per cominciare direi che ridurre 5 aliquote a 2 non semplifica niente operando su un semplice calcolo aritmetico comunque automazzato.
La complicazione del sistema fiscale è data da quel groviglio di leggi e regole differenziate che vi gravita al contorno e che riempie volumi di x mila pagine di norme fiscali, non dal fare 2 moltiplicazioni anzichè 6.
Quale risultato materiale si vede che la cosa comporta una riduzione per tutti, in maggior misura per i redditi alti, poi perchè i redditi alti dovrebbero essere trasferiti ai redditi bassi può essere tema di discussione sugli assetti sociali per cui chi non produce debba pigliare ciò che chi produce non piglia, cosa che a sua volta apre altre discussioni sul perchè ci si dovrebbe spendere a produrre ciò che nulla o non motivante ti ritorna.
Nel complesso comunque a fronte di una riduzione differenziata di prelievo si ha una riduzione di gettito, ma le esigenze di gettito non sono definite da ciò che pigli, ma da ciò che spendi, quindi parlare di riduzione delle tasse, cosa sempre positiva, sia che che in valore si poco o tanto non ha molto significato se non si parla di spesa, o, in altrnativa o integrazione, si parla del come si integrano quelle mancate entrate da tassazione che si vanno a proporre.
Di fatto la discussione interessante non può che avvenire su ciò che al momento non è stato detto, o almeno non è riportato nell'annunciazione, ovvero sul come si finanzia l'iniziativa che come sempre, perchè poi la tecnica non è nuova ed è stata percorsa da tutti, si concretizza in un semplice rimescolamento di tasse che poco importa chi te le fa pagare, visto che a pagare sono sempre quelli e per tutte le voci, siano dirette che indirette, centrali che locali.
Con in più la triste esperienza vissuta con tutti i tetrarchi buoni o cattivi che siano stati alternatisi al governo che hanno visto da tali rimescolamenti di carte solo un aumento complessivo di tasse pagate siano esse poi imposte da chi rimescolava, siano esse in qualche modo formate e imposte da chi di quel mancato gettito veniva a soffrire.
Ciò anche perchè al contorno, in linea di massima, le paga solo pinco pallino per tutti, perchè sebbene le tasse coinvolgano tutti, poi nella realtà fa una certa differenza doverle pagare e basta oppure poterle girare su una propria gestione della spesa propria o generazione dei prezzi che in proprio poi si propongono al pubblico.Last edited by Il gatto; 13-01-2010, 12:45.
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Come si gestirebbe per lo Stato il minor gettito in entrata? Ho letto che si potrebbe agire da una parte sull'Iva, aumentandola di 3 punti, e dall'altra con imposte che colpiscano i patrimoni (mi sembra un'ipotesi troppo bertinottiana...).Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioNell'attesa di capire se il varo di questa riforma è realmente possibile o se comporta, come dice qualcuno, una perdita di gettito insostenibile per le casse dello Stato, quello che si può fare è una stima degli effetti. La Cgia (Associazione delle piccole imprese) di Mestre conferma, numeri alla mano, la prima intuitiva impressione: con questa riforma i più avvantaggiati saranno i redditi alti.
Ricchi e poveri, oggi e domani
Partiamo da un puro confronto con la situazione odierna. Le aliquote attualmente in vigore sono cinque così suddivise:
Reddito imponibile Aliquota Irpef (lorda)
- fino a 15.000 euro (23%
23% del reddito
- da 15.001 a 28.000 euro (27%) 3.450 euro + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro
- da 28.001 a 55.000 euro (38%) 6.960 euro + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro
- da 55.001 a 75.000 euro (41%) 17.220 euro + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro
- oltre 75.000 euro (43%) 25.420 euro + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro.
La riforma vorrebbe la riduzione a due sole aliquote, forse aggiungendo una "no tax area", cioè un livello di reddito sotto il quale non si pagano tasse. Non essendo stato definito al momento il meccanismo delle detrazioni, la situazione sarebbe questa:
Reddito imponibile Aliquota Irpef (lorda)
- fino a 100.000 euro (23%) 23% del reddito
- oltre 100.000 euro (33%) 33.000 euro + 33% sulla parte oltre i 100.000 euro.
I vantaggi per i più ricchi sono già evidenti a un primo sguardo: oggi chi guadagna 15 mila euro ne paga 23 ogni 100. Domani pagherà nella stessa proporzione chi guadagna fino a 100 mila euro. Non solo: un (considerevole) reddito di 75 mila euro all'anno verrà tassato il 20% in meno di ora (23% contro il 43%).
I ricchi non piangono
Il calcolo della Cgia di Mestre naturalmente è più raffinato. Una prima evidenza: le aliquote comportano un prelievo inferiore nel loro complesso. Il che impone al Ministero dell'Economia di muoversi coi piedi di piombo, in una situazione economica che è ancora critica.
Venendo alle stime, ecco il confronto tra il risparmio fiscale con l'aliquota doppia per alcuni redditi-tipo:
- una famiglia con un reddito di 21.500 euro e un figlio a carico ha un risparmio annuo di 520 euro (poco più di 40 al mese);
- per un lavoratore dipendente con reddito di 30.000 euro e con moglie e un figlio a carico il risparmio salirebbe a 820 euro (quasi 70 al mese);
- con un reddito di 40.000 euro di reddito lo sgravio arriva a 2.320 euro (quasi 200 euro al mese);
- il vero salto si ottiene agli alti livelli: a 100.000 euro di reddito il risparmio annuo supera i 13.000 euro e a 110.000 si arriva a 14.170.
Insomma, il concetto di ridistribuzione della ricchezza ne esce maluccio. E' una scelta di politica economica. Che però si dimentica che il principio della progressività dell'imposta è sancito dalla Costituzione.
Si torna a parlare delle doppia aliquota nel quadro di riforma del fisco. Norma che Berlusconi cerca di cavalcare fin dal 1994, quando cominciò la sua avventura politica.
Sarebbe meglio una semplificazione simile?
Come si gestirebbe per lo Stato il minor gettito in entrata?
Che ne sarebbe del criterio di progressività delle imposte?
Comunque, anche nel caso delle due aliquote la progressività dell'imposta potrebbe essere attuata con meccanismi di deduzioni varie, poi c'è in ballo il discorso del quoziente familiare... ma non è questo il punto: per una riforma fiscale del genere servono 30 miliardi - ALL'ANNO e non una tantum - che non esistono e non si vede da dove possano saltar fuori.
E' l'ennesimo annuncio di Nanù, non so quanto valga la pena di sprecare tempo a parlarne.
PS
Edito il mio post per un aggiornamento: come volevasi dimostrare, ecco la dichiarazione odierna di berlusconi:
«Con questa crisi
non è possibile ridurre le tasse»
Punto. Parliamo d'altro che è meglio...
Last edited by heliandros; 13-01-2010, 13:50.Izvije moz lev
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Si potrebbe parlare di come saltano fuori certi annunci che prendono "corpo astrale" sulla base di voci incontrollate che, magari in contesti fuori campo, liberamente e senza impegno discutono di strategie ipotetiche nel caso fosse...tutta un'altra storia, ma che poi un altrettanto incontrollato vociare amplifica, diffonde e moltiplica per poi trovarsi la voce accreditata a dirti, in versione formale e ufficiale, esplicitamente che non se ne fa niente perch
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Eccolo
Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
... nel momento dell'annunciazione...
Izvije moz lev
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