ma no, sabotare cosa.
Già che avevano voluto Prodi come candidato!
Quello è autosabotaggio!
nel senso ovviamente che non c'entra una cippa con la sinistra; così come la binettiavrebbe dovuto riconoscere per sé.
Per il Pd è sempre stato un ottimo alibi elettorale che mitigava l'antiberlusconismo(guardate, ci abbiamo anche dei bravi cattolici, non siamo cattivi noi)
e lascia stare che nei forum ci siano quelli che non votavano il pd perchè c'erano i binetti, bianchini, ecc : orfani di bertinotti e diliberto.
Ha ragione la numeraria quando dice che lascia perchè la linea di adesso non è più quella di quando è entrata lei.
Per PAR CONDICIO ascoltiamo anche le ragioni della Binetti.....
«Ma cosa si aspettavano da me? Quando gli amici della Margherita, e poi del Pd, mi hanno chiesto di candidarmi, io ero già presidente di Scienza e Vita, avevo già fatto la campagna contro il referendum sul­la procreazione assistita. Sono stata pure presa in giro per essermi lascia­ta sfuggire la storia del cilicio. Pen­savano di avere a che fare con una Zapatera? Non credo».
Onorevole Binetti, come si sen­te?
«Sono profondamente ferita. Co­me quando ti mettono sull’uscio di una casa da cui non vorresti usci­re».
Non vuole uscire dal Pd anche se il suo capogruppo Soro auspica che lei se ne vada, e il suo segreta­rio la considera un «problema» per il partito?
«No, io non me ne vado. Valuterò dopo le primarie, in base a come sa­rà la futura classe dirigente del parti­to. E sa perché? Perché io non sono di destra».
Non andrà nel Pdl?
«Mai. Non sono una che volta gabbana».
E nell’Udc?
«Neppure. Non dimentico che quando sono entrata in Parlamento l’Udc stava con Berlusconi. Stimo e rispetto Casini, ma per quindici an­ni è stato in un’alleanza in cui la de­stra prevaleva sul centro».
Quindi lei in politica dove si col­loca?
«Nel centro che guarda a sinistra. Per senso di giustizia e sensibilità sociale. Anche nei confronti degli omosessuali. Ho simpatia per loro. Sono sensibile a tutti coloro che pos­sono rivelarsi deboli, avere proble­mi, essere discriminati. Non condi­vido le idee di Paola Concia, ma non permetterei mai che sia discrimina­ta per le sue inclinazioni sessuali».
I giornali scrivono che Paola Concia è molto arrabbiata con lei e stava per aggredirla fisicamente.
«Ci siamo appena parlate. E pos­so assicurarle che Paola Concia ha capito benissimo che la legge, cui ha lavorato con impegno e dedizio­ne dall’inizio della legislatura, è sta­ta affossata semmai dagli errori del Pd, non certo da me. E pensare che mi ero pure schierata con France­schini...».
Ora voterà Bersani?
«Non lo so. Prendo atto che Bersa­ni ha avuto un atteggiamento diver­so. Ha riconosciuto che la responsa­bilità non è mia, ma del centrode­stra, e della strategia d’Aula sbaglia­ta del Pd. C’era un accordo per il ri­torno in commissione. Poi i nostri dirigenti hanno ritenuto di non ave­re garanzie dalla maggioranza sul ri­torno della legge in Aula, e sono an­dati incontro alla sconfitta...».
Lei però, onorevole Binetti, ha votato contro una legge che non in­troduce le nozze o le adozioni gay, ma inasprisce le pene per le ag­gressioni omofobiche. Cioè puni­sce più duramente chi picchia qualcuno solo perché omosessua­le.
«Ma io su questo sono d’accordo. E se la legge si fosse limi­tata a tutelare la vita, l’inco­lumità, la libertà personale degli omosessuali, non avrei esitato a vo­tarla. Ma nel testo si parla anche di 'libertà morale'. E non vorrei che un giorno un magistrato potesse so­stenere che viola la legge chi non è d’accordo sui Pacs o sulle adozio­ni».
Se le facessero la domanda che costò a Buttiglione il posto di com­missario europeo — cos’è per lei l’omosessualità —, cosa risponde­rebbe?
«È una variabile del comporta­mento sessuale umano. Sono una sostenitrice dei diritti individuali degli omosessuali. Però non mi pos­sono chiedere di rinunciare a pochi ma radicatissimi principi morali».
Mica così pochi: lei è spesso in disaccordo dal suo partito.
«No. Io voto pressoché sempre con il mio partito. Mi sono distinta sul tema del testamento biologico, del diritto alla vita».
E lo scudo fiscale?
«Ero alla Croce Rossa! Tornassi indietro, andrei in Aula e voterei no».
Ma come fa a restare in un parti­to che non la vuole?
«Il mio disagio è mitigato dalle straordinarie manifestazioni di soli­darietà che ho ricevuto, anche da parlamentari del Pd».
I «teodem»?
«I più vicini a me: Gigi Bobba, En­zo Carra, Emanuela Baio, Marco Cal­garo. Ma non solo: Luciana Pedoto, Donata Lenzi, Claudio Gustavino, Donato Mosella, Giusi Servadio. E devo confessare che mi hanno tocca­to in particolare le dimostrazioni di solidarietà e affetto di Beppe Fioro­ni, Maria Pia Garavaglia e anche di Livia Turco».
La Turco le ha anche chiesto af­fettuosamente di votare Bersani?
«Non dica così. Vede, per me la vita politica non è separata dalla vi­ta privata. I sentimenti e i valori so­no importanti. E io non ci posso ri­nunciare. Il segretario di un grande partito non impone maggioranze bulgare; e poi anche nel partito co­munista bulgaro qualche voto in dissenso era consentito. Quando si costruisce un ponte, si lascia sem­pre una minuscola linea di frattura, un margine di flessibilità che lo sal­va dal terremoto. Sulle questioni eti­che io sono quel margine di flessibi­lità. Non sono il problema; posso es­sere parte della soluzione».
Il dopo silvio sarà una repulsiva unione tra udc e bossi probilmente.
lo sapevo, ma dà molta più soddisfazione sentirlo ammettere.
Un po' invidio l'intensità della tua fede, ma resto convinto che l'eliminazione dell'avversario (che tanti hanno già provato a perpetrare) non corrisponde alla mia idea di convivenza civile.
sarà per questo che continueranno a perdere i partiti che si rifanno ad un totalitarismo (a meno di trasferisi in iran, of course)
«Mai. Non sono una che volta gabbana».
.......
Nel centro che guarda a sinistra. Per senso di giustizia e sensibilità sociale. Anche nei confronti degli omosessuali. Ho simpatia per loro. Sono sensibile a tutti coloro che possono rivelarsi deboli, avere proble*mi, essere discriminati. Non condivido le idee di Paola Concia, ma non permetterei mai che sia discriminata per le sue inclinazioni sessuali».
Originariamente Scritto da corriere ottobre 2008
Paola Binetti: «...tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un' emergenza educativa»
[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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